{"id":259673,"date":"2025-05-22T15:30:51","date_gmt":"2025-05-22T13:30:51","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=259673"},"modified":"2025-05-22T15:30:51","modified_gmt":"2025-05-22T13:30:51","slug":"la-lezione-del-prof-zaffaroni-a-cosenza-ripensare-la-pena-per-una-giustizia-piu-umana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/la-lezione-del-prof-zaffaroni-a-cosenza-ripensare-la-pena-per-una-giustizia-piu-umana\/","title":{"rendered":"La lezione del prof Zaffaroni a Cosenza: \u00abripensare la pena per una giustizia pi\u00f9 umana\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>La Lectio magistralis del prof.Zaffaroni, dell&#8217;Universit\u00e0 di Buenos Aires, entusiasma il pubblico accorso a Palazzo dei Bruzi. Il Sindaco Franz Caruso: &#8220;da lui sono venuti insegnamenti e indirizzi per l&#8217;evoluzione futura della funzione della pena&#8221;<\/p>\n<p>Una lectio magistralis sul significato e la funzione della pena e se ha un senso ancora oggi. Interrogativi ai quali, dall&#8217;alto della sua esperienza di insigne giurista ed accademico di chiara fama, ha tentato di dare spiegazioni il prof.Eugenio Raul Zaffaroni, <strong>professore emerito di diritto penale e criminologia all&#8217;Universit\u00e0 di Buenos Aires, gi\u00e0 giudice presso la Corte Suprema argentina e la Corte Interamericana dei Diritti Umani.<\/strong> A propiziare questa importante occasione di confronto con quello che pu\u00f2 essere considerato il pi\u00f9 illustre rappresentante delle discipline penalistiche in America Latina, \u00e8 stata una felice combinazione sinergica tra l&#8217;Amministrazione comunale di Cosenza, guidata dal Sindaco Franz Caruso, l&#8217;Accademia Cosentina, con il suo vulcanico Presidente, Antonio D&#8217;Elia e l&#8217;Universit\u00e0 della Calabria con l&#8217;Istituto interdipartimentale di Studi Penalistici &#8220;Alimena&#8221;, diretto dal prof.Mario Caterini. All&#8217;incontro con il prof.Zaffaroni, tenutosi nel salone di rappresentanza di Palazzo dei Bruzi, presente un pubblico attento, numeroso e molto interessato alla lectio magistralis dell&#8217;insigne giurista, hanno preso parte anche il prorettore dell&#8217;Unical, professor Francesco Scarcello ed il Segretario Perpetuo dell&#8217;Accademia Cosentina, Prof.Mario Iazzolino.<\/p>\n<h3><strong>Caruso: &#8220;La pena deve rieducare il condannato&#8221;<\/strong><\/h3>\n<p>A fare gli onori di casa e ad introdurre il prof.Zaffaroni \u00e8 stato il Sindaco Franz Caruso che ha considerato il tema della lectio magistralis &#8220;particolarmente significativo e attuale e che interessa non solo chi svolge la professione di magistrato, avvocato e cultore del diritto, ma anche chi segue con attenzione quella che \u00e8 l&#8217;evoluzione di un aspetto del processo penale che non sempre viene tenuto nella debita considerazione dall&#8217;opinione pubblica, ma che, invece, ha risvolti assolutamente importanti&#8221;. Franz Caruso ha anche, nel porsi l&#8217;interrogativo al centro dell&#8217;incontro <strong>&#8220;La pena ha senso?&#8221;<\/strong>, ricordato il problema del <strong>sovraffollamento nelle carceri e gli stati di sofferenza della popolazione carceraria all&#8217;interno degli istituti di pena<\/strong>.<\/p>\n<p>&#8220;Sappiamo anche qual \u00e8 \u2013 ha aggiunto Franz Caruso &#8211; il nostro dettato costituzionale, in particolare l&#8217;art.27 della Costituzione che fissa alcuni principi cardine del nostro sistema giudiziario. <strong>La pena deve tendere alla rieducazione del condannato.<\/strong> Tutti gli interventi che ci sono stati nel corso di questi anni vanno in questa direzione. Noi dobbiamo ritornare ai valori della Costituzione e tra questi c&#8217;\u00e8 appunto l&#8217;articolo 27 che racchiude tre fondamentali valori: la libert\u00e0 penale che \u00e8 personale, la presunzione di innocenza e la rieducazione del condannato. Nella mia duplice funzione di Sindaco della citt\u00e0 di Cosenza e di operatore del diritto che pratica ancora, per via della professione, da pi\u00f9 di quarant&#8217;anni le aule di giustizia \u2013 ha aggiunto Franz Caruso nel suo intervento &#8211; ritengo che questa sia un&#8217;occasione unica per sentire dalla voce di un protagonista, ma soprattutto di uno studioso di questa materia, quello che \u00e8 il significato della pena. Abbiamo voluto affrontare questo aspetto del nostro sistema giudiziario che \u00e8 appunto la pena, la parte finale di un processo, e Francesco Carnelutti diceva che &#8220;gi\u00e0 il processo \u00e8 pena&#8221;. Gi\u00e0 nel secolo scorso un giurista di chiara fama come Carnelutti dava una valutazione sintetica sul significato della pena per il nostro sistema giudiziario. La funzione rieducativa della pena \u2013 ha proseguito il Sindaco &#8211; ha caratterizzato anche molti interventi innovativi nella nostra legislazione, nella quale sono stati inserite molte misure alternative alla pena, come il lavoro all&#8217;esterno, l&#8217;affidamento in prova ai servizi sociali, la semilibert\u00e0, la liberazione condizionale, misure tutte che affievoliscono la funzione retributiva della pena e tendono appunto alla rieducazione del condannato. Il prof.Zaffaroni ha esperienza e competenza tali da per tracciare insegnamenti e indirizzi per l&#8217;evoluzione futura di questo aspetto importante del nostro processo&#8221;. Al termine della lectio magistralis il Sindaco Franz Caruso ha consegnato al professore emerito dell&#8217;Universit\u00e0 di Buenos Aires il sigillo della citt\u00e0.<\/p>\n<p>&#8220;Un riconoscimento \u2013 ha concluso il Sindaco &#8211; offerto ad una personalit\u00e0 illustre come noi facciamo con tutti coloro i quali vengono nella casa comunale a incontrare le istituzioni, ma anche, come in questo caso, a tenere una lectio magistralis. Lo offriamo come segno di riconoscenza dell&#8217;attenzione che si \u00e8 avuta per<strong> Cosenza, l&#8217;Atene della Calabria e<\/strong>, nel suo piccolo, una <strong>culla del diritto,<\/strong> che ha avuto nomi di rilievo nazionale ed un foro e un tribunale sempre punti di riferimento significativi per la giustizia calabrese e non solo&#8221;.<\/p>\n<p>Ad introdurre la lectio del prof.Zaffaroni, il <strong>Presidente dell&#8217;Accademia cosentina, Antonio D&#8217;Elia, che ha poi consegnato all&#8217;illustre ospite la pergamena di Accademico onorario<\/strong>. D&#8217;Elia ha evidenziato il forte legame dialogico tra &#8220;io- tu- noi&#8221;, presente nella dialettica performatrice dell&#8217;ermeneutica del professore Zaffaroni: &#8220;la pena ha senso se si qualifica quale azione di incremento dell&#8217;io. Ma anche questo non pu\u00f2 bastare. Ci vuole dialogo interno ed esterno all&#8217;io&#8221;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-259674 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/PHOTO-2025-05-21-20-21-03.jpg\" alt=\"Zaffaroni e Caruso\" width=\"553\" height=\"416\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/PHOTO-2025-05-21-20-21-03.jpg 1600w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/PHOTO-2025-05-21-20-21-03-300x226.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/PHOTO-2025-05-21-20-21-03-1024x771.jpg 1024w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/PHOTO-2025-05-21-20-21-03-768x578.jpg 768w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/PHOTO-2025-05-21-20-21-03-1536x1156.jpg 1536w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/PHOTO-2025-05-21-20-21-03-558x420.jpg 558w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/PHOTO-2025-05-21-20-21-03-80x60.jpg 80w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/PHOTO-2025-05-21-20-21-03-150x113.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/PHOTO-2025-05-21-20-21-03-696x524.jpg 696w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/PHOTO-2025-05-21-20-21-03-1068x804.jpg 1068w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/05\/PHOTO-2025-05-21-20-21-03-265x198.jpg 265w\" sizes=\"auto, (max-width: 553px) 100vw, 553px\" \/><\/p>\n<p>Il prof.Zaffaroni ha ringraziato il Sindaco Franz Caruso per l&#8217;accoglienza ricevuta nella casa comunale &#8220;perch\u00e9 il Municipio \u2013 ha detto &#8211; \u00e8 la culla della democrazia, La democrazia incomincia proprio dal Municipio&#8221;. Quindi \u00e8 entrato nel vivo della lectio magistralis. &#8220;So bene \u2013 ha esordito &#8211; che ci sono tanti colleghi di altri tempi che dicevano che la pena non ha nessun senso o che la maggior parte delle pene non hanno senso&#8221;. Un riferimento agli abolizionisti, come il criminologo olandese Louk Hulsman, fautore dell&#8217;abolizione del sistema carcerario. &#8220;E&#8217; stato diverse volte a casa mia, dove restava settimane intere&#8221;. Poi, con un forte richiamo all&#8217;attualit\u00e0, <strong>&#8220;non sappiamo cosa accadr\u00e0 e se siamo alle porte della terza guerra mondiale o della distruzione delle foreste e del clima e delle condizioni di vita umana sul pianeta&#8221;,<\/strong> ha precisato che &#8220;il nostro mestiere \u2013 quello dei penalisti &#8211; \u00e8 interpretare le leggi vigenti, il diritto positivo. La giurisprudenza \u00e8 formata da sentenze e queste sono atti di governo.<strong> La funzione della pena deve essere calata nella realt\u00e0.<\/strong> I civilisti sanno qual \u00e8 la funzione della sanzione civile, come la riparazione o la restituzione, cos\u00ec come lo sanno gli amministrativisti. Noi, invece, discutiamo la funzione della nostra sanzione e scegliamo la funzione che ci piace. Questo \u00e8 il grande problema&#8221;.<\/p>\n<p>Quindi ha fotografato<strong> la realt\u00e0 latinoamericana nell&#8217;esercizio del potere punitivo &#8220;che \u00e8 diversa dalla vostra<\/strong> <strong>: il 90% dei carcerati sono giovani, provenienti da quartieri poveri, con pochissima istruzione, senza una specializzazione al lavoro e fanno delle cose primitive, come rubare i telefonini o commettere altri delitti contro la propriet\u00e0, una delinquenza, insomma, di sopravvivenza primitiva<\/strong>. I fenomeni si vedono con maggior chiarezza perch\u00e9 sono brutali: le carceri sono sovraffollate e dove si perde il controllo interno, mentre l&#8217;indice degli omicidi \u00e8 esageratamente alto&#8221;. Zaffaroni ha richiamato anche le teorie del brasiliano Tobias Barreto che nel tratteggiare la funzione reale della pena &#8220;ha detto una cosa veramente stupefacente, ma l&#8217;ha detta prima del diritto internazionale umanitario: &#8220;non giustificate la pena, ma se volete giustificarla, dovete giustificare la guerra, perch\u00e9 la pena e la guerra non sono fatti giuridici, ma fatti politici&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Oggi il diritto internazionale \u2013 ha proseguito Zaffaroni &#8211; non si interroga se una guerra \u00e8 giusta o ingiusta. Gli internazionalisti hanno avuto un momento di umilt\u00e0 che i penalisti non abbiamo ancora avuto. Bisogna dare una limitazione razionale a un fatto che razionale non \u00e8. E&#8217; arrivato il momento di farlo. Immaginare la funzione della pena non \u00e8 il nostro mestiere. Dobbiamo riconoscere la realt\u00e0 del potere politico. Il problema del nostro tempo non \u00e8 progettare Stati, \u00e8 ottenere l&#8217;efficacia delle norme costituzionali e delle norme internazionali. Dobbiamo continuare ad interpretare la legge penale, non a sognare, dobbiamo progettare un esercizio di potere della giurisdizione che porti ad un controllo pi\u00f9 o meno razionale, ma almeno ragionevole dell&#8217;esercizio del potere punitivo. S<strong>e non limitiamo l&#8217;esercizio del potere punitivo con la proporzionalit\u00e0 al grado di colpevolezza del soggetto, tenendo conto della sua vulnerabilit\u00e0<\/strong>, se non facciamo questo,<strong> il potere punitivo diventa genocidio.<\/strong> E&#8217; urgente \u2013 ha concluso il prof.Zaffaroni &#8211; avere un atto di umilt\u00e0 che somiglia a quell&#8217;atto di umilt\u00e0 che hanno avuto i nostri colleghi internazionalisti.&#8221;<\/p>\n<p>Prima del prof.Zaffaroni era intervenuto il direttore dell&#8217;Istituto interdipartimentale di Studi Penalistici &#8220;Alimena&#8221;, prof.Mario Caterini che ha definito l&#8217;insigne giurista argentino &#8220;un vero, autentico maestro del diritto, la cui influenza travalica i confini dell&#8217;America Latina per parlare al mondo intero&#8221;. Utilizzando una metafora calcistica, Mario Caterini ha considerato il prof.Zaffaroni, in virt\u00f9 anche dell&#8217;area geografica di provenienza, &#8220;il Maradona del diritto penale&#8221;. Nel parlarne come &#8220;un gigante del pensiero giuridico mondiale&#8221;, non prima di aver ricordato che Zaffaroni \u00e8 anche socio emerito dell&#8217;Istituto di Studi Penalistici &#8220;Alimena&#8221;, il prof.Caterini ha sottolineato ancora che quello del prof.Zaffaroni \u00e8 &#8220;un pensiero rigoroso, mai accomodante, animato da una costante coscienza critica nei confronti del potere punitivo&#8221;. Il segretario perpetuo dell&#8217;Accademia cosentina, professor Iazzolino, ha richiamato la tradizione dei giuristi della stessa Accademia , dagli Alimena fino a Gullo, mentre il saluto dell&#8217;Universit\u00e0 della Calabria \u00e8 stato portato dal prorettore, professor Francesco Scarcello.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Lectio magistralis del prof.Zaffaroni, dell&#8217;Universit\u00e0 di Buenos Aires, entusiasma il pubblico accorso a Palazzo dei Bruzi. Il Sindaco Franz Caruso: &#8220;da lui sono venuti insegnamenti e indirizzi per l&#8217;evoluzione futura della funzione della pena&#8221; Una lectio magistralis sul significato e la funzione della pena e se ha un senso ancora oggi. 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