{"id":260434,"date":"2025-06-01T16:00:26","date_gmt":"2025-06-01T14:00:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=260434"},"modified":"2025-06-01T11:10:18","modified_gmt":"2025-06-01T09:10:18","slug":"calabria-fuori-dal-lavoro-dal-1995-trentanni-di-distacco-dal-resto-ditalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/calabria-fuori-dal-lavoro-dal-1995-trentanni-di-distacco-dal-resto-ditalia\/","title":{"rendered":"Calabria fuori dal lavoro: dal 1995, trent\u2019anni di distacco dal resto d\u2019Italia"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Un\u2019analisi approfondita del Professore Ordinario di Politica Economica presso il Dipartimento di Economia, Statistica e Finanza &#8220;Giovanni Anania&#8221; dell\u2019Universit\u00e0 della Calabria, <strong>Francesco Aiello,<\/strong> mostra le dinamiche del <strong>mercato del lavoro<\/strong> che rivelano una <strong>divergenza crescente dal resto del Paese<\/strong>, che mette a rischio la tenuta economica e sociale della regione<\/p>\n<p>Osservare le dinamiche del mercato del lavoro \u00e8 come comprendere l\u2019evoluzione di un sistema economico. Analizzare la forza lavoro, chi trova occupazione e chi ne resta escluso significa cogliere aspetti cruciali della crescita economica, della coesione sociale e delle aspettative individuali. Nel caso della Calabria, questo esercizio assume un valore ancora pi\u00f9 rilevante. Qui, pi\u00f9 che altrove, le dinamiche occupazionali hanno riflesso \u2013 e in parte alimentato \u2013 una stagnazione di lungo periodo. <strong>Tra il 1995 e il 2024, mentre l\u2019Italia ha vissuto fasi alterne, con segnali di crescita e di adattamento, i dati della Calabria raccontano una storia di distacco strutturale rispetto al resto del Paese<\/strong>, che non si \u00e8 colmato nemmeno nelle fasi espansive. Sebbene molti dei contenuti illustrati in questa nota possano risultare familiari, soprattutto a chi studia o insegna materie economiche, l\u2019osservazione di un periodo esteso consente di cogliere con maggiore chiarezza la direzione delle trasformazioni avvenute. Il confronto trentennale tra Calabria, Mezzogiorno, Centro-Nord e Italia aiuta a leggere in profondit\u00e0 le traiettorie divergenti che hanno caratterizzato il mercato del lavoro regionale.<\/p>\n<p>Tre sono le domande guida: la Calabria ha recuperato o perso terreno? Ha seguito un\u2019evoluzione simile o divergente rispetto al resto del Paese? E soprattutto: cosa ci dicono questi dati sulla possibilit\u00e0, oggi, di immaginare uno sviluppo diverso?<\/p>\n<h4><strong>La dinamica della popolazione in et\u00e0 lavorativa (15-64 anni)<\/strong><\/h4>\n<p>Nel trentennio 1995\u20132024, la Calabria ha sperimentato una progressiva contrazione della popolazione in et\u00e0 lavorativa (15\u201364 anni), passando da oltre 1,296 milioni di individui nel 1995 a circa 1,163 milioni nel 2024. Si tratta di una perdita netta di circa 133.000 persone, pari a un calo di oltre il 10%, il pi\u00f9 marcato tra tutte le macroaree italiane. Se confrontata con il resto del paese, in Calabria queste dinamiche sono particolarmente severe. Nel 2024 la popolazione in et\u00e0 lavorativa \u00e8 diminuita del 4,2% in Italia, dell\u20191,6% nel Centro-Nord, ma dell\u20198,8% nel Mezzogiorno. La Calabria, con il suo -10,3%, si conferma come una delle regioni in cui la fragilit\u00e0 demografica si \u00e8 espressa in modo pi\u00f9 netto (Figura 1). Questo dato riflette una duplice fragilit\u00e0: la prima \u00e8 legata a dinamiche demografiche (progressivo invecchiamento della popolazione e il calo delle nascite), mentre la seconda \u00e8 associata ai saldi migratori negativi, in particolare di giovani e adulti in et\u00e0 da lavoro. Questa combinazione ha ridotto non solo il numero di potenziali partecipanti al mercato del lavoro, ma anche la qualit\u00e0 complessiva della forza lavoro, svuotando la regione di competenze e capitale umano.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10133\" src=\"https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-1.png\" sizes=\"auto, (max-width: 1645px) 100vw, 1645px\" srcset=\"https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-1.png 1645w, https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-1-768x501.png 768w, https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-1-1536x1002.png 1536w, https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-1-1320x861.png 1320w, https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-1-750x489.png 750w, https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-1-1140x744.png 1140w\" alt=\"\" width=\"1645\" height=\"1073\" data-pin-no-hover=\"true\" title=\"\"><\/p>\n<p>La popolazione in et\u00e0 lavorativa comprende i residenti attivi, ossia la forza lavoro (occupati e disoccupati in cerca di lavoro), e gli inattivi, cio\u00e8 coloro che non lavorano n\u00e9 cercano attivamente un impiego. Nel 2024, la forza lavoro calabrese ammonta a 601.755 persone, mentre gli inattivi tra i 15 e i 64 anni sono 561.170 (Figura 2). In altri termini, nel 2024 circa il 48% della popolazione calabrese in et\u00e0 da lavoro risulta inattiva. Si tratta di una quota molto elevata per un contesto regionale inserito in un\u2019economia avanzata, e che riflette una vulnerabilit\u00e0 del modello economico. Il fenomeno, per\u00f2, non \u00e8 nuovo n\u00e9 transitorio. Gi\u00e0 nel 1995, la forza lavoro regionale era pari a 656.905 unit\u00e0, mentre gli inattivi erano 639.138. Su una popolazione complessiva in et\u00e0 lavorativa di circa 1.296.000 persone, quasi il 49,3% risultava inattivo. Si tratta di valori medi che caratterizzano l\u2019intero periodo osservato, anche se non sono mancati momenti di parziale riequilibrio: tra il 1997 e il 2002 si registra una crescita della forza lavoro e una riduzione degli inattivi, mentre dal 2003 in poi le due dinamiche si invertono. Il divario si amplia negli anni successivi, fino a culminare con la crisi del 2008, quando il numero degli inattivi supera stabilmente quello della forza lavoro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10134\" src=\"https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-2.png\" sizes=\"auto, (max-width: 1640px) 100vw, 1640px\" srcset=\"https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-2.png 1640w, https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-2-768x499.png 768w, https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-2-1536x998.png 1536w, https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-2-1320x858.png 1320w, https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-2-750x488.png 750w, https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-2-1140x741.png 1140w\" alt=\"\" width=\"1640\" height=\"1066\" data-pin-no-hover=\"true\" title=\"\"><\/p>\n<p>La persistenza di questa dinamica nel corso di trent\u2019anni indica un problema radicato e sistemico, che limita la capacit\u00e0 della Calabria di generare crescita economica, alimenta la dipendenza da trasferimenti pubblici e ostacola la sostenibilit\u00e0 delle finanze pubbliche locali e nazionali. La presenza di centinaia di migliaia di persone in et\u00e0 attiva ma completamente disimpegnate dalla partecipazione economica, rappresenta uno dei principali vincoli allo sviluppo della regione. Per comprendere meglio l\u2019effettiva mobilitazione del capitale umano disponibile, \u00e8 utile analizzare l\u2019andamento della partecipazione al mercato del lavoro, ovvero il grado di attivazione della popolazione in et\u00e0 lavorativa.<\/p>\n<h4><strong>Tendenze del tasso di attivit\u00e0 (1995\u20132024)<\/strong><\/h4>\n<p>L\u2019indicatore che meglio sintetizza la \u201cvitalit\u00e0\u201d del mercato del lavoro \u00e8 il tasso di attivit\u00e0. Il tasso di attivit\u00e0 della Calabria \u2013 ovvero il rapporto tra forza lavoro e popolazione in et\u00e0 15\u201364 anni \u2013 si \u00e8 mantenuto su livelli cronicamente inferiori rispetto alla media nazionale, senza alcun segnale di convergenza. Nel 1995 il dato regionale era pari al 50,7%, mentre a livello italiano si registrava un tasso attorno al 59%. Ventinove anni dopo, nel 2024, il tasso di attivit\u00e0 in Calabra \u00e8 rimasto pressoch\u00e9 immobile, oscillando intorno al 51,7%, a fronte di un aumento tendenziale del dato nazionale che ha superato il 66% nei migliori anni pre-pandemici, per poi stabilizzarsi su valori comunque pi\u00f9 elevati.<\/p>\n<p>Come mostra la Figura 2, l\u2019andamento del tasso calabrese evidenzia una stabilit\u00e0 su livelli bassi, con variazioni cicliche contenute e senza rimbalzi significativi neanche nelle fasi espansive del ciclo economico nazionale. A differenza di altre regioni meridionali che hanno conosciuto una moderata crescita della partecipazione dal 2015 in poi, la Calabria ha mantenuto un andamento piatto, con il tasso di attivit\u00e0 che raramente ha superato il 53% (massimo toccato nel 1999). La situazione \u00e8 progressivamente deteriorata nel decennio successivo alla crisi del 2008, con un calo pi\u00f9 marcato della forza lavoro a partire dal 2017: tra il 2010 e il 2024, la forza lavoro \u00e8 calata in valore assoluto, passando da 620.000 a circa 602.000 persone, anche per effetto della riduzione della popolazione residente in et\u00e0 lavorativa (Figure 2 e 3).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10136\" src=\"https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-3.png\" sizes=\"auto, (max-width: 1642px) 100vw, 1642px\" srcset=\"https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-3.png 1642w, https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-3-768x500.png 768w, https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-3-1536x999.png 1536w, https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-3-1320x859.png 1320w, https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-3-750x488.png 750w, https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-3-1140x741.png 1140w\" alt=\"\" width=\"1642\" height=\"1068\" data-pin-no-hover=\"true\" title=\"\"><\/p>\n<p>La Figura 3 \u00e8 uno spaccato del dualismo dell\u2019economia del Paese, in cui l\u2019area centro-settentrionale registra una dinamica crescente del tasso di attivit\u00e0, che nel 2024 si attesta al 72%, e il Mezzogiorno d\u2019Italia che, al contrario, mostra timidi segnali di crescita in ristrette fasi temporali, ma che nel complesso registra un ampliamento significativo del divario con resto del paese: nel 1995 la differenza del tasso di attivit\u00e0 tra le due \u00a0macro-regioni era di 9.6 punti percentuali, passati addirittura a 15.9 nel 2024). l confronto con il Centro-Nord \u2013 l\u2019area pi\u00f9 dinamica dell\u2019economia italiana \u2013 conferma il ritardo strutturale della Calabria: nel 2024 il divario nel tasso di attivit\u00e0 \u00e8 di ben 21 punti percentuali. Va, inoltre, sottolineato che la Calabria presenta un tasso di attivit\u00e0 inferiore anche rispetto alla media delle altre regioni meridionali.<\/p>\n<p>Questi dati rivelano una debolezza strutturale profonda: in Calabria, una quota consistenze della popolazione in et\u00e0 lavorativa si \u00e8 progressivamente allontanata dal mercato del lavoro. Si tratta di un fenomeno radicato, che riflette disillusione, scarsit\u00e0 di opportunit\u00e0 e disallineamento tra offerta e domanda di competenze. Nel confronto con il Centro-Nord, la distanza appare ancora pi\u00f9 netta: mentre in quell\u2019area la partecipazione al mercato del lavoro \u00e8 aumentata, in Calabria la struttura si \u00e8 cristallizzata in un modello a bassa partecipazione. \u00c8 una situazione che indebolisce gravemente il potenziale di crescita della regione. Per approfondire l\u2019andamento della partecipazione, conviene ora esaminare come si \u00e8 composta nel tempo la forza lavoro, osservando il peso relativo di occupati e disoccupati. Iniziando dal dato complessivo sulla forza lavoro, possiamo osservare le principali tendenze di lungo periodo che hanno caratterizzato la partecipazione economica in Calabria.<\/p>\n<h4><strong>Andamento della forza lavoro nel periodo 1995-2024<\/strong><\/h4>\n<p>La forza lavoro in Calabria ha seguito un trend decrescente. Nel 1995, le persone in et\u00e0 15\u201364 anni attive nel mercato del lavoro erano circa 657 mila, scese a 602 mila nel 2024. Un calo strutturale dell\u2019offerta di lavoro, gi\u00e0 delineato nei paragrafi precedenti, conferma l\u2019erosione della base attiva su cui si regge il sistema economico regionale. Dopo una temporanea espansione nei primi anni 2000, la forza lavoro ha intrapreso un percorso di regolare declino, che riflette la debolezza endemica del sistema economico regionale, incapace di generare opportunit\u00e0 tali da trattenere o attrarre risorse umane (Figura 4).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10138\" src=\"https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-4.png\" sizes=\"auto, (max-width: 1635px) 100vw, 1635px\" srcset=\"https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-4.png 1635w, https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-4-768x494.png 768w, https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-4-1536x987.png 1536w, https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-4-1320x849.png 1320w, https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-4-750x482.png 750w, https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-4-1140x733.png 1140w\" alt=\"\" width=\"1635\" height=\"1051\" data-pin-no-hover=\"true\" title=\"\"><\/p>\n<p>Nel confronto con le altre aree del Paese, la traiettoria calabrese appare ancora pi\u00f9 anomala. Come mostra la Figura 5, dal 1995 al 2024 la forza lavoro in Italia \u00e8 cresciuta complessivamente di circa il 10%, con una dinamica pi\u00f9 marcata nel Centro-Nord (+13%), pi\u00f9 contenuta nel Mezzogiorno (+3%) e nettamente negativa in Calabria (\u20138%). Anche nei momenti di ripresa a livello nazionale, la regione evidenzia segnali di debolezza. A partire dal 2004, anno in cui la Calabria registra il suo massimo storico nella partecipazione al mercato del lavoro (circa 700 mila attivi), inizia una fase discendente che si intensifica dopo il 2008. Con una dinamica divergente sia rispetto al Nord che alle medie meridionali, in Calabria il trend si inverte strutturalmente. Ne risultano una perdita secca di capitale umano e una riduzione della base attiva su cui fondare la crescita.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10139\" src=\"https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-5.png\" sizes=\"auto, (max-width: 1638px) 100vw, 1638px\" srcset=\"https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-5.png 1638w, https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-5-768x503.png 768w, https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-5-1536x1006.png 1536w, https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-5-1320x865.png 1320w, https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-5-750x491.png 750w, https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-5-1140x747.png 1140w\" alt=\"\" width=\"1638\" height=\"1073\" data-pin-no-hover=\"true\" title=\"\"><\/p>\n<p>Questi dati indicano che la regione non solo crea meno occupazione, ma coinvolge sempre meno persone nei processi economici e produttivi. Si tratta di un segnale allarmante, perch\u00e9 la riduzione della forza lavoro non \u00e8 solo effetto dell\u2019invecchiamento demografico o delle dinamiche migratorie, ma \u00e8 soprattutto il sintomo di un disallineamento profondo tra offerta e domanda di lavoro. Una tendenza cos\u00ec marcata alla riduzione della partecipazione rischia di trasformarsi in un circolo vizioso, alimentando la stagnazione e impoverendo ulteriormente il tessuto socioeconomico regionale. In un contesto in cui l\u2019offerta di lavoro si contrae, \u00e8 rilevante analizzare i dati degli occupati. \u00c8 proprio sul fronte dell\u2019occupazione che si colgono con maggiore evidenza gli effetti della debolezza strutturale del mercato del lavoro calabrese.<\/p>\n<h4><strong>Dinamiche dell\u2019occupazione<\/strong><\/h4>\n<p>L\u2019andamento del numero di occupati evidenzia la persistenza di una traiettoria instabile, segnata da fragili progressi e brusche battute d\u2019arresto. Come mostra la Figura 4, nel 1995 gli occupati in et\u00e0 15\u201364 anni erano 558 mila; nel 2024 sono 521 mila: una riduzione netta di 37 mila unit\u00e0 (\u20136,6%) che, al netto delle fluttuazioni intermedie, fotografa un\u2019economia incapace di generare occupazione in modo duraturo. Il primo decennio mostra un leggero incremento: dopo un avvio debole nella seconda met\u00e0 degli anni \u201990, si registra una fase espansiva tra il 2000 e il 2004, con un picco di circa 604 mila occupati nel 2004, massimo storico della serie. Questa crescita si rivela effimera: gi\u00e0 nel 2005 inizia una fase di declino che, con la crisi finanziaria globale del 2008 e le politiche di austerit\u00e0 successive, determina un progressivo peggioramento. Tra il 2008 e il 2014 la Calabria perde circa 73 mila occupati, passando da 573 mila a 500 mila, con un crollo che riflette i limiti persistenti del contesto produttivo. Nel periodo 2015\u20132019 si osserva un recupero modesto ma costante, con un incremento di circa 25 mila occupati in cinque anni. Questa fase viene per\u00f2 interrotta dalla pandemia, che nel solo 2020 fa perdere oltre 22 mila posti di lavoro. A partire dal 2021 si assiste a un nuovo parziale recupero, che riporta il numero di occupati sopra le 520 mila unit\u00e0 nel 2024, ma senza superare i livelli del 2019. Nel complesso, nel 2024 il mercato del lavoro calabrese si presenta ancora su livelli inferiori a quelli raggiunti vent\u2019anni prima (Figura 4).<\/p>\n<p>Il dato pi\u00f9 rilevante, tuttavia, \u00e8 la tendenza di lungo periodo: in trent\u2019anni la Calabria ha perso occupazione in valore assoluto, in un contesto nazionale e meridionale che, pur tra molte difficolt\u00e0, ha visto una lieve crescita. Dal 1995 al 2024, gli occupati sono aumentati del +18% nel Centro-Nord, del +4% nel Mezzogiorno, mentre in Calabria si \u00e8 registrato un calo del 7% (Figura 6). Si tratta di una doppia divergenza: verso il Nord, che ha beneficiato di una crescita pi\u00f9 stabile, e verso lo stesso Mezzogiorno, che nell\u2019ultimo decennio ha mostrato una maggiore capacit\u00e0 di tenuta. La traiettoria calabrese evidenzia una condizione di progressiva marginalizzazione, in cui le crisi hanno effetti duraturi e una ripresa pi\u00f9 lenta, debole e selettiva. Per completare il quadro, esaminiamo ora le dinamiche della disoccupazione, che \u00e8 l\u2019indicatore di sintesi del disallineamento tra offerta e domanda di lavoro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10142\" src=\"https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-6.png\" sizes=\"auto, (max-width: 1643px) 100vw, 1643px\" srcset=\"https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-6.png 1643w, https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-6-768x497.png 768w, https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-6-1536x995.png 1536w, https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-6-1320x855.png 1320w, https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-6-750x486.png 750w, https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-6-1140x738.png 1140w\" alt=\"\" width=\"1643\" height=\"1064\" data-pin-no-hover=\"true\" title=\"\"><\/p>\n<h4><strong>Trent\u2019anni di disoccupazione in Calabria: livelli e confronti<\/strong><\/h4>\n<p>Nel trentennio 1995\u20132024, la disoccupazione in Calabria si \u00e8 attestata su livelli persistentemente elevati, segnando uno dei tratti pi\u00f9 distintivi e problematici dell\u2019economia regionale. Calcolato come rapporto tra disoccupati e forza lavoro, il tasso di disoccupazione mostra tre fasi ben distinte. Nella prima fase (1995\u20132007), il tasso cresce inizialmente fino a un picco del 22,2% nel 1999, per poi avviare una lenta discesa fino al 10,8% nel 2007 (Figura 7). L\u2019andamento riflette un contesto economico in lenta ripresa, con un leggero miglioramento della domanda di lavoro, ma anche con dinamiche di scoraggiamento che iniziano a ridurre la forza lavoro. Nella seconda fase (2008\u20132014), in corrispondenza della crisi economico-finanziaria globale e della successiva recessione europea, la disoccupazione in Calabria aumenta in modo considerevole, passando dal 12,1% nel 2008 al 24,2% nel 2014, valore massimo della serie. Nel 2014 su 100 persone attive sul mercato del lavoro, ben 24 erano prive di una collocazione lavorativa. Questo picco coincide con una drastica perdita di occupati e con l\u2019incapacit\u00e0 del sistema produttivo regionale di assorbire la forza lavoro in eccesso. La terza fase (2015\u20132024) mostra una riduzione graduale del tasso di disoccupazione: si passa dal 23,2% del 2015 al 13,3% del 2024.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-10143\" src=\"https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-7.png\" sizes=\"auto, (max-width: 1643px) 100vw, 1643px\" srcset=\"https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-7.png 1643w, https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-7-768x496.png 768w, https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-7-1536x993.png 1536w, https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-7-1320x853.png 1320w, https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-7-750x485.png 750w, https:\/\/www.opencalabria.com\/wp-content\/uploads\/2025\/06\/Lavoro-Giugno-7-1140x737.png 1140w\" alt=\"\" width=\"1643\" height=\"1062\" data-pin-no-hover=\"true\" title=\"\"><\/p>\n<p>\u00c8 necessario verificare da cosa siano determinate le variazioni del tasso di disoccupazione, ossia se sono attribuibili alla contrazione della forza lavoro o a creazione di nuova occupazione. I dati in valore assoluto aiutano a interpretare meglio l\u2019evoluzione del fenomeno. La riduzione del tasso di disoccupazione riflette pi\u00f9 un ritiro dal mercato che una ripresa occupazionale (Figura 4). I disoccupati erano poco meno di 100.000 nel 1995, raggiungono un picco di oltre 135.000 nel 2014, e calano a circa 80.000 nel 2024. Tuttavia, questo calo della disoccupazione non riflette un\u2019espansione occupazionale: tra il 2014 e il 2024, infatti, gli occupati aumentano di appena 11.000 unit\u00e0, mentre la forza lavoro si riduce di oltre 40.000. In altri termini, una parte della popolazione attiva ha cessato di cercare lavoro, determinando una flessione del tasso di disoccupazione solo apparente. Il calo del tasso di disoccupazione, quindi, non \u00e8 segno di un miglioramento strutturale, ma il risultato combinato di debole dinamica occupazionale e ritiro dal mercato del lavoro, un fenomeno che impoverisce ulteriormente il tessuto produttivo e limita le prospettive di crescita regionale.<\/p>\n<p>Il confronto con il resto del Paese conferma l\u2019anomalia del mercato del lavoro calabrese. Nel 1995, la disoccupazione in Calabria era al 15%, contro l\u201911% dell\u2019Italia e l\u20198% del Centro-Nord. Il divario si \u00e8 mantenuto stabile nei decenni successivi, ampliandosi nei momenti di crisi: nel 2014, la Calabria ha toccato il 24,2%, mentre il tasso italiano era fermo al 13% e quello del Centro-Nord al 10%. Anche il confronto pi\u00f9 recente restituisce una dinamica divergente: nel 2024, la disoccupazione in Calabria \u00e8 ancora al 13,3%, contro l\u20198% della media nazionale, il 4% del Centro-Nord e il 12% del Mezzogiorno. La distanza dal Nord \u00e8 oggi di quasi 10 punti, segno di una persistente fragilit\u00e0 strutturale. Come gi\u00e0 osservato per la forza lavoro e l\u2019occupazione, anche in questo ambito, la regione si conferma tra le pi\u00f9 vulnerabili del Sud.<\/p>\n<h4><strong>Sintesi finale: una lettura combinata degli indicatori<\/strong><\/h4>\n<p>L\u2019analisi congiunta dei principali indicatori del mercato del lavoro calabrese nel trentennio 1995\u20132024 restituisce un quadro di persistente fragilit\u00e0 strutturale. Nel 2024, la Calabria presenta un tasso di attivit\u00e0 del 51,7% e un tasso di occupazione del 43,7%, valori che segnalano una scarsa inclusione della popolazione in et\u00e0 lavorativa nel circuito produttivo. Ci\u00f2 implica che quasi la met\u00e0 degli adulti tra i 15 e i 64 anni \u00e8 inattiva, mentre tra chi \u00e8 attivo, i disoccupati sono il 13,3%. Nel confronto nazionale, le distanze sono ampie e crescenti: nel Centro-Nord, il tasso di attivit\u00e0 raggiunge il 73,1% e quello di occupazione il 69,1%, con un\u2019incidenza dell\u2019inattivit\u00e0 decisamente inferiore. Questo divario non \u00e8 solo quantitativo, ma qualitativo, e riflette una diversa capacit\u00e0 dei territori di attrarre, valorizzare e trattenere risorse umane. Particolarmente significativo \u00e8 il dato relativo alla disoccupazione: il calo del tasso osservato tra il 2014 e il 2024 (dal 24,2% al 13,3%) \u00e8 in larga parte dovuto alla contrazione della forza lavoro, pi\u00f9 che alla creazione di nuovi posti di lavoro. In dieci anni, a fronte di appena 11.000 occupati in pi\u00f9, la forza lavoro si \u00e8 ridotta di oltre 40.000 unit\u00e0. \u00c8 probabile, quindi, che parte dei disoccupati abbia abbandonato il mercato, determinando una riduzione del tasso senza che corrisponda un miglioramento delle condizioni economiche.<\/p>\n<p>In estrema sintesi, la dinamica occupazionale calabrese segnala una fragilit\u00e0 strutturale del mercato del lavoro, incapace di assorbire la forza lavoro disponibile e soggetto a continui fenomeni di scoraggiamento degli \u201coccupabili\u201d. Il confronto con le altre aree del Paese conferma che non si tratta di una crisi ciclica, ma di una divergenza strutturale. In assenza di politiche mirate a rafforzare la base produttiva, creare nuove opportunit\u00e0 occupazionali, ridurre l\u2019inattivit\u00e0 e migliorare la qualit\u00e0 della domanda di lavoro, la Calabria rischia di consolidare ulteriormente il proprio ritardo. \u00c8 necessario promuovere un cambiamento strutturale che favorisca lo sviluppo di settori ad elevata produttivit\u00e0, capaci di competere sui mercati globali delle merci e dei servizi. Solo una trasformazione profonda del modello di sviluppo potr\u00e0 evitare che in Calabria si consolidi uno squilibrio territoriale persistente, con effetti cumulativi su crescita, coesione e sostenibilit\u00e0 sociale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Un\u2019analisi approfondita del Professore Ordinario di Politica Economica presso il Dipartimento di Economia, Statistica e Finanza &#8220;Giovanni Anania&#8221; dell\u2019Universit\u00e0 della Calabria, Francesco Aiello, mostra le dinamiche del mercato del lavoro che rivelano una divergenza crescente dal resto del Paese, che mette a rischio la tenuta economica e sociale della regione Osservare le dinamiche [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":58,"featured_media":232742,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563,17],"tags":[19],"class_list":["post-260434","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","category-calabria","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/260434","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/58"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=260434"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/260434\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/232742"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=260434"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=260434"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=260434"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}