{"id":261267,"date":"2025-06-15T15:00:27","date_gmt":"2025-06-15T13:00:27","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=261267"},"modified":"2025-06-11T10:41:50","modified_gmt":"2025-06-11T08:41:50","slug":"sanita-le-liste-dattesa-spingono-a-rinunciare-alle-cure-la-situazione-in-calabria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/sanita-le-liste-dattesa-spingono-a-rinunciare-alle-cure-la-situazione-in-calabria\/","title":{"rendered":"Sanit\u00e0, le liste d&#8217;attesa spingono a rinunciare alle cure: la situazione in Calabria"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Nel 2024, circa 4 milioni di italiani, <strong>pari al 7% della popolazione<\/strong>, hanno rinunciato a prestazioni sanitarie a causa dei lunghi tempi di attesa. \u00c8 questo il dato pi\u00f9 allarmante emerso da un\u2019analisi indipendente condotta dalla Fondazione Gimbe, che intende offrire una lettura oggettiva e documentata dello stato del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Nel dettaglio, la percentuale di chi ha <strong>rinunciato alle cure per liste d&#8217;attesa troppo lunghe<\/strong> \u00e8 cresciuta dal 4,2% nel 2022 al <strong>6,8% nel 2024<\/strong>. In parallelo, anche le difficolt\u00e0 economiche continuano a pesare, con un aumento delle rinunce dal 3,2% del 2022 al 5,3% nel 2024. In termini assoluti, si parla di oltre 3 milioni di persone che nel solo 2024 non hanno potuto accedere a prestazioni sanitarie per ragioni economiche.<\/p>\n<p>Il presidente della fondazione,<strong> Nino Cartabellotta<\/strong> evidenzia come il problema non riguardi pi\u00f9 soltanto le fasce economicamente svantaggiate o il <strong>Sud Italia<\/strong>, ma anche i residenti del <strong>Nord e i cittadini con un alto livello di istruzione<\/strong>. Il SSN fatica a garantire prestazioni in tempi utili, e questo mina le fondamenta dell\u2019universalit\u00e0 e dell\u2019equit\u00e0 del sistema.<\/p>\n<h4>I ritardi nella legge sulle liste d\u2019attesa<\/h4>\n<p>Ad un anno dalla pubblicazione del DL 73\/2024, solo <strong>tre dei sei decreti attuativi<\/strong> sono stati <strong>effettivamente varati<\/strong>. Tra quelli ancora mancanti, uno \u2013 relativo ai poteri sostitutivi dell\u2019Organismo di verifica e controllo \u2013 \u00e8 scaduto da oltre nove mesi, mentre gli altri due restano senza scadenze fissate. L\u2019assenza di questi provvedimenti \u00e8 stata definita dalla Fondazione Gimbe come uno dei principali ostacoli alla piena operativit\u00e0 della riforma. <strong>Lo scontro istituzionale tra Governo e Regioni,<\/strong> in particolare, ha <strong>rallentato l\u2019adozione dei decreti<\/strong>, mentre i sistemi regionali continuano a navigare tra carenze di personale, limiti tecnologici e un\u2019organizzazione frammentata.<\/p>\n<h4>La situazione in Calabria<\/h4>\n<p>Tra le regioni pi\u00f9 in difficolt\u00e0 <strong>spicca la <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/italia\/liste-dattesa-dati-allarmanti-unazienda-sanitaria-su-quattro-non-rispetta-le-norme-per-la-riduzione\">Calabria<\/a><\/strong>, dove i <strong><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/calabria\/sanita-e-liste-dattesa-irto-pd-interroga-il-governo-tempi-inaccettabili-anziani-e-disabili-i-piu-colpiti\">tempi di attesa<\/a> raggiungono livelli drammatici<\/strong>. In alcune province, per esami di routine come ecografie, mammografie e colonscopie, si possono superare i 500-600 giorni di attesa. A Vibo Valentia, ad esempio, per una semplice ecografia alla mammella si attendono in media oltre 640 giorni. Nonostante i finanziamenti stanziati \u2013 oltre 22 milioni di euro per il 2024 \u2013 il sistema continua a faticare. Secondo la Uil Calabria, <strong>l\u2019emigrazione sanitaria<\/strong>, ossia il ricorso a strutture fuori regione, ha <strong>superato i 200 milioni di euro<\/strong>, segnale della crescente sfiducia dei cittadini verso la sanit\u00e0 pubblica locale.<\/p>\n<h4>L\u2019iniziativa di Catanzaro: diagnostica anche nel weekend<\/h4>\n<p>Un segnale positivo arriva da Catanzaro, dove l\u2019Azienda ospedaliero-universitaria \u201cRenato Dulbecco\u201d ha avviato un <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/calabria\/abbattere-le-liste-dattesa-esami-diagnostici-nei-weekend-allazienda-ospedaliero-universitaria-dulbecco\"><strong>progetto sperimentale per ridurre le liste d\u2019attesa<\/strong><\/a>. L\u2019iniziativa prevede l\u2019apertura degli ambulatori anche durante il fine settimana, consentendo ai <strong>pazienti di effettuare esami diagnostici<\/strong> il <strong>sabato e la domenica.<\/strong><\/p>\n<p>Questo intervento punta a ottimizzare l\u2019utilizzo delle strumentazioni gi\u00e0 disponibili e a recuperare il ritardo accumulato nelle prestazioni, rispondendo in modo concreto alla domanda inevasa di prestazioni sanitarie.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Nel 2024, circa 4 milioni di italiani, pari al 7% della popolazione, hanno rinunciato a prestazioni sanitarie a causa dei lunghi tempi di attesa. \u00c8 questo il dato pi\u00f9 allarmante emerso da un\u2019analisi indipendente condotta dalla Fondazione Gimbe, che intende offrire una lettura oggettiva e documentata dello stato del Servizio Sanitario Nazionale (SSN). 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