{"id":261579,"date":"2025-06-21T15:00:54","date_gmt":"2025-06-21T13:00:54","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=261579"},"modified":"2025-06-21T14:08:40","modified_gmt":"2025-06-21T12:08:40","slug":"adolescenti-e-smartphone-la-nuova-emergenza-educativa-il-cnddu-lancia-un-patto-digitale-per-le-scuole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/adolescenti-e-smartphone-la-nuova-emergenza-educativa-il-cnddu-lancia-un-patto-digitale-per-le-scuole\/","title":{"rendered":"Adolescenti e smartphone: la nuova emergenza educativa. Il CNDDU lancia un Patto Digitale per le scuole"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; L\u2019allarme \u00e8 concreto e quotidiano, e i segnali evidenti. La <strong>dipendenza da smartphone tra gli adolescenti<\/strong> sta diventando una <strong>vera emergenza educativa<\/strong> e sanitaria. Lo denuncia il <strong>Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani<\/strong> (CNDDU), che invita a intervenire con urgenza e propone un Patto Educativo Digitale, coinvolgendo scuole, famiglie e studenti in una strategia condivisa di prevenzione e formazione.\u00a0A dare ulteriore peso all\u2019allarme \u00e8 il <strong>recente caso di un ragazzo ricoverato<\/strong> <strong>per crisi d\u2019astinenza da smartphone<\/strong> all\u2019Ospedale San Luigi di Orbassano: un episodio che, secondo gli specialisti, non pu\u00f2 pi\u00f9 essere archiviato come un semplice \u201ceccesso giovanile\u201d, ma come una forma di dipendenza vera e propria, in grado di alterare il funzionamento cerebrale, ridurre le capacit\u00e0 cognitive e produrre gravi effetti psicologici.<\/p>\n<h4>I numeri della dipendenza, i dati parlano chiaro<\/h4>\n<p>&#8211; Il 64% degli adolescenti usa lo smartphone in modo continuativo;<br \/>\n&#8211; Il 57% lo utilizza fino a tarda notte, con conseguenze sul sonno;<br \/>\n&#8211; Il 30% riconosce effetti negativi su studio e relazioni;<br \/>\n&#8211; Il 50% soffre di ansia da notifica;<br \/>\n&#8211; Il 40% preferisce i contatti online a quelli reali.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-223825 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Smartphone-e-cellulari-usati-in-classe-scuola.jpg\" alt=\"\" width=\"469\" height=\"301\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Smartphone-e-cellulari-usati-in-classe-scuola.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Smartphone-e-cellulari-usati-in-classe-scuola-300x193.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Smartphone-e-cellulari-usati-in-classe-scuola-768x493.jpg 768w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Smartphone-e-cellulari-usati-in-classe-scuola-150x96.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Smartphone-e-cellulari-usati-in-classe-scuola-696x447.jpg 696w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Smartphone-e-cellulari-usati-in-classe-scuola-654x420.jpg 654w\" sizes=\"auto, (max-width: 469px) 100vw, 469px\" \/><\/p>\n<p>Secondo le ricerche, il fenomeno del Problematic Smartphone Use (PSU) <strong>colpisce tra il 10% e il 30% degli adolescenti<\/strong>, manifestandosi con ansia da disconnessione, isolamento sociale, calo scolastico e sintomi depressivi. L\u2019et\u00e0 del primo smartphone si \u00e8 abbassata a 9 anni e quasi la met\u00e0 dei bambini di 10-11 anni ha gi\u00e0 profili social attivi.<\/p>\n<h4>Oltre i divieti: serve un progetto educativo<\/h4>\n<p>Il Ministero ha gi\u00e0 introdotto il divieto dell\u2019uso dei cellulari in aula, ma \u2013 sottolinea il CNDDU \u2013 vietare non basta. Serve una visione educativa ampia e sistemica. \u201cBisogna insegnare a usare, non solo a non usare\u201d, afferma il presidente CNDDU Prof. Romano Pesavento. Da qui la proposta di un <strong>Patto Educativo Digitale<\/strong>, un\u2019alleanza tra scuola, genitori e alunni basata su:<\/p>\n<p>&#8211; Regole condivise sull\u2019uso degli smartphone a scuola;<br \/>\n&#8211; Educazione digitale su gestione del tempo, algoritmi e privacy;<br \/>\n&#8211; Formazione per insegnanti e genitori sui rischi dell\u2019iperconnessione;<br \/>\n&#8211; Sportelli psicologici specializzati nelle nuove dipendenze;<br \/>\n&#8211; Strumenti etici per limitare l\u2019uso compulsivo, come le custodie Yondr o l\u2019app Clearspace.<\/p>\n<p>Quest\u2019ultima, ad esempio, <strong>permette di impostare limiti di accesso alle<\/strong> <strong>app<\/strong> e <strong>incoraggia sfide tra amici per ridurre il tempo online<\/strong>, promuovendo una gestione consapevole dello smartphone.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-210778 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/bambini-smartphone.jpeg\" alt=\"bambini smartphone\" width=\"556\" height=\"313\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/bambini-smartphone.jpeg 720w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/bambini-smartphone-300x169.jpeg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/bambini-smartphone-150x84.jpeg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/09\/bambini-smartphone-696x392.jpeg 696w\" sizes=\"auto, (max-width: 556px) 100vw, 556px\" \/><\/p>\n<h4>Una questione culturale e familiare<\/h4>\n<p>Ma non basta la tecnologia per risolvere il problema: serve un cambiamento culturale, che parta dalle famiglie. Le ricerche dimostrano che lo stile educativo dei genitori ha un impatto cruciale. <strong>Le strategie pi\u00f9 efficaci?<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; <strong>Mediazione positiva<\/strong>: incoraggiare un uso costruttivo dello smartphone;<br \/>\n&#8211;<strong> Co-utilizzo<\/strong>: condividere le esperienze online tra genitori e figli;<br \/>\n&#8211; <strong>Mediazione restrittiva motivata<\/strong>: regole s\u00ec, ma spiegate e condivise;<br \/>\n&#8211; <strong>Evitare l\u2019allarmismo puro<\/strong>: la paura non educa, pu\u00f2 peggiorare.<\/p>\n<p>Il <strong>45% dei ragazzi sotto i 25 anni,<\/strong> secondo il saggio The Anxious Generation di Jonathan Haidt, <strong>non regalerebbe uno smartphone a un figlio prima dei 14 anni<\/strong>: un segnale importante che dimostra come anche i giovani comincino a riconoscere i rischi di un uso incontrollato.\u00a0Il <strong>messaggio del CNDDU \u00e8 chiaro<\/strong>: non servono solo norme, serve consapevolezza. Occorre riportare la scuola al centro dell\u2019educazione umana, aiutando i ragazzi a sviluppare pensiero critico, autonomia e relazioni autentiche. Solo cos\u00ec potremo restituire alle nuove generazioni un presente pi\u00f9 libero, consapevole e umano.\u00a0\u201cNon \u00e8 il tempo davanti allo schermo a essere sempre sbagliato, ma l\u2019uso improprio che ne facciamo.\u201d \u2013 Royce Branning, cofondatore di Clearspace.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; L\u2019allarme \u00e8 concreto e quotidiano, e i segnali evidenti. La dipendenza da smartphone tra gli adolescenti sta diventando una vera emergenza educativa e sanitaria. 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