{"id":262558,"date":"2025-06-29T10:58:49","date_gmt":"2025-06-29T08:58:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=262558"},"modified":"2025-06-29T19:33:12","modified_gmt":"2025-06-29T17:33:12","slug":"morti-sospette-a-villa-degli-oleandri-il-caso-della-signora-vera-tutti-assolti-nessun-responsabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/morti-sospette-a-villa-degli-oleandri-il-caso-della-signora-vera-tutti-assolti-nessun-responsabile\/","title":{"rendered":"Morti sospette a Villa degli Oleandri. Il caso della signora Vera: tutti assolti, nessun responsabile"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA \u2013 Il titolare di Villa degli Oleandri aveva garantito che stava benissimo. La settimana successiva \u00e8 morta. <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/area-urbana\/cosenza\/305834-cosenza-muore-per-occlusione-intestinale-cinque-medici-a-processo\">Vera Lucia Carlomagno<\/a> ha perso la vita dopo essere trasportata d\u2019urgenza nel Pronto Soccorso di Cosenza, il 22 dicembre 2017. Per far chiarezza sul suo decesso la Procura ha avviato le indagini che hanno portato al rinvio a giudizio di 5 medici con l\u2019accusa di omicidio colposo. Si tratta di <strong>Giorgio Crispino<\/strong> (amministratore unico della nota clinica di Mendicino), <strong>Giorgio Granieri<\/strong> (medico di Villa degli Oleandri), <strong>Giovanna Scarcello, Domenica Niccol\u00f2 e Natalia Spadafora<\/strong> (medici dell\u2019Ospedale Annunziata). <strong>Tutti assolti<\/strong> dal giudice Francesca De Vuono del Tribunale di Cosenza perch\u00e9 \u201cil fatto non sussiste\u201d.<\/p>\n<p>Anche la pubblica accusa, rappresentata dal pm Marialuigia D\u2019Andrea, ne aveva chiesto l\u2019assoluzione e non ha inteso ricorrere in Appello. La sentenza \u00e8 definitiva: nessuno \u00e8 responsabile della prematura scomparsa della 64enne. Cos\u00ec come ad oggi non esistono colpevoli per i presunti suicidi del <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/tirreno\/giovane-morto-a-villa-degli-oleandri-gli-infermieri-di-turno-e-la-terapia-telefonica\">36enne Matteo Broccolo<\/a> e del<a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/area-urbana\/ultra-morto-a-villa-degli-oleandri-restituito-quaderno-top-secret-protesta-davanti-alla-clinica-video\"> 48enne Salvatore Iaccino<\/a>.<\/p>\n<h3>Il ricovero di Vera a Villa degli Oleandri<\/h3>\n<p>La cosentina Vera Lucia Carlomagno soffriva di psicosi cronica-schizofrenica. Una patologia che sin dalla giovane et\u00e0 l\u2019ha costretta ad avere periodici ricoveri, <a href=\"https:\/\/www.villadeglioleandrisrl.it\/\" rel=\"noopener\">soprattutto a Villa degli Oleandri<\/a> dove si recava sin dagli anni Novanta. Dopo le degenze rientrava sempre a casa, dove <strong>abitava con il padre<\/strong>. L\u2019uomo che da sempre se ne prendeva cura, si \u00e8 poi ammalato di Alzheimer. <strong>La donna \u00e8 stata quindi affidata alla clinica di Mendicino<\/strong>. \u00c8 entrata nella struttura quando aveva circa 40 anni. Ha vissuto al suo interno un ventennio, durante il quale la gestione \u00e8 mutata.<\/p>\n<p>Villa degli Oleandri era infatti di propriet\u00e0 di <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/old\/1621-inchiesta-reale-ippocrate-condannati-quartucci-e-moro\">Guglielmo Quartucci<\/a> coinvolto nello scandalo delle false perizie psichiatriche ai boss, che consentivano di uscire dal carcere ed essere ricoverati nella sua clinica. Circa 15 anni fa \u00e8 stata acquisita da Giorgio Crispino e la moglie, Bruna Scornajenchi, ne \u00e8 diventata direttore sanitario. Il cambiamento \u00e8 stato radicale. Parenti dei pazienti ricordano \u00abprima c\u2019era un ordine maggiore, ma anche pi\u00f9 personale. <strong>All\u2019arrivo del Gruppo Crispino \u00e8 stato dimezzato il numero degli operatori, con conseguenze sulla qualit\u00e0 (gi\u00e0 carente) dei servizi<\/strong> assistenziali. La dedizione ai malati era differente, nettamente peggiorata\u00bb.<\/p>\n<h3>Gli ultimi giorni di vita a Villa degli Oleandri<\/h3>\n<p>Ogni settimana i parenti andavano a trovare Vera. Le visite erano all\u2019epoca autorizzate solo gioved\u00ec e domenica. Meno di un mese prima della sua morte i familiari avevano fatto una scoperta allarmante. <strong>Un pugno le aveva lesionato la retina<\/strong>. Stavano valutando l\u2019opportunit\u00e0 di eseguire un intervento chirurgico. La donna lamentava dolore e difficolt\u00e0 a vedere da un occhio. Preoccupata, la sorella l\u2019aveva accompagnata alla clinica oculistica Santa Lucia di Cosenza per una visita. Lo specialista rivel\u00f2 che aveva perso quasi del tutto la vista a causa di un trauma. La clinica che inizialmente aveva taciuto l\u2019episodio, si sarebbe giustificata affermando <strong>che la 64enne era stata colpita al volto da un altro ospite<\/strong>.<\/p>\n<p>Una superficialit\u00e0 che ha indotto i familiari (che spesso durante le visite notavano che Vera era rallentata, addormentata e parlava lentamente come se fosse sedata), ad approfondire il quadro clinico, offrendosi di portarla a fare i prelievi del sangue. Crispino avrebbe detto che le analisi erano state eseguite da poco ed erano perfette. Il gioved\u00ec successivo il cuore di Vera cessa di battere. Gli operatori di turno informano i parenti che la paziente era stata trasportata in Pronto Soccorso, mentre questi stavano per recarsi a Mendicino per il consueto incontro.<\/p>\n<h3>Le accuse rivolte ai medici<\/h3>\n<p>Arrivata all\u2019Ospedale di Cosenza \u00e8 morta dopo aver trascorso 30 ore in Pronto Soccorso con un\u2019occlusione intestinale e un\u2019embolia polmonare in corso. Vera curava la sua stipsi cronica con uno sciroppo, farmaco che la clinica afferma fosse stato regolarmente somministrato. Le sue condizioni quando si rec\u00f2 all\u2019Annunziata erano abbastanza precarie, era in ipotermia, le feci avevano raggiunto l\u2019esofago e il cavo orale. Nonostante ci\u00f2, come ha rilevato nella sentenza di rinvio a giudizio il giudice per le indagini preliminari Piero Santese, nessuno ha ritenuto utile fare un\u2019ecografia, applicare un sondino gastrico, reidratarla o chiedere una consulenza chirurgica. Dal loro canto <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/area-urbana\/pazienti-da-curare-a-casa-asp-cosenza-sospende-appalto-terapie-domiciliari-ecco-quanto-incassano-i-privati\">invece i medici di Villa degli Oleandri<\/a> avrebbero sottovalutato i sintomi della loro paziente senza rendersi conto che da giorni non evacuava. Secondo quanto emerso dall\u2019autopsia il decesso sarebbe sopravvenuto appunto per <strong>\u00abocclusione intestinale da atonia e fecalomi, squilibrio elettrolitico, shock cardiaco ed embolia polmonare\u00bb.<\/strong><\/p>\n<h3>Le motivazioni della sentenza<\/h3>\n<p>Il <strong>processo iniziato a novembre del 2021 si \u00e8 concluso il 27 giugno del 2024<\/strong>, esattamente <strong>un anno fa<\/strong>. I <strong>5 medici<\/strong> accusati di omicidio colposo hanno rifiutato di testimoniare nel corso del dibattimento. La sentenza che ha <strong>assolto tutti i medici ritenuti responsabili della morte di Vera Lucia Carlomagno<\/strong> \u00e8 diventata irrevocabile il 30 maggio 2025. La donna, da quanto emerso a seguito dell\u2019autopsia, avrebbe avuto una subocclusione intestinale da almeno 4 giorni, mentre l\u2019insorgenza dell\u2019embolia potrebbe collocarsi a 1 settimana prima dell\u2019arrivo in Pronto Soccorso. Se entrambe fossero state diagnosticate all\u2019arrivo in ospedale, secondo il giudice, il destino di Vera non sarebbe stato diverso. Per l\u2019embolia polmonare \u00abnon si sarebbe neanche potuta fare la fibrinolisi per sciogliere il trombo che si pu\u00f2 fare entro le 3, 4 ore dalla formazione, <strong>ma non nel caso in esame in cui erano passati gi\u00e0 dei giorni<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<h3>Nessuno \u00e8 responsabile della morte di Vera<\/h3>\n<p>Era troppo tardi anche quando i medici del Pronto Soccorso si sono resi conto che qualcosa non andava a livello gastrointestinale. Trascorse oltre 24 ore dal suo arrivo, <strong>alle 15:11, viene refertata la prima radiografia dell\u2019addome: alle 17:56 la paziente muore.<\/strong> Un lasso di tempo che, si legge nella sentenza \u00ab<em>non sarebbe stato sufficiente a predisporre un intervento chirurgico per liberare la paziente dall&#8217;occlusione intestinale che in quel momento la affliggeva<\/em>\u00bb. Il giudice ha inoltro deciso che <strong>non vi siano state condotte erronee o omissive neanche da parte dei sanitari della casa di cura Villa degli Oleandri<\/strong> che avrebbero visitato Vera senza riscontrare alcuna problematica di natura fisica e organica.<\/p>\n<p>Il personale medico era convinto che la donna avesse evacuato perch\u00e9 aveva chiesto la sera prima all\u2019OSS un po\u2019 di carta igienica per andare in bagno. I pazienti della clinica infatti, come ha chiarito in aula<a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/provincia\/villa-degli-oleandri-cosa-hanno-in-comune-le-morti-di-iaccino-e-broccolo-i-familiari-chiedono-giustizia\"> la dirigente sanitaria Bruna Scornajenchi<\/a>, non hanno accesso autonomo alla carta igienica \u201cper evitarne usi impropri\u201d. <strong>Durante il processo \u00abnon si \u00e8 raggiunta la prova,<\/strong> oltre ogni ragionevole dubbio,<strong> che le condotte &#8220;omissive&#8221; se fossero state poste in essere<\/strong> e ove ve ne fosse stata la possibilit\u00e0, avrebbero ritardato o evitato il decesso della paziente\u00bb. <strong>Nessuna responsabilit\u00e0 \u00e8 quindi giuridicamente imputabile ai medici<\/strong> che hanno preso in carico la 64enne i quali sono stati difesi dagli avvocati Antonio Liuzzi, Domenico De Maio, Gianluca Serravalle e Antonio Cordova.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA \u2013 Il titolare di Villa degli Oleandri aveva garantito che stava benissimo. 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