{"id":262851,"date":"2025-07-05T12:30:17","date_gmt":"2025-07-05T10:30:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=262851"},"modified":"2025-07-05T11:39:14","modified_gmt":"2025-07-05T09:39:14","slug":"scienziati-cosentini-rientrano-in-calabria-guadagnavamo-piu-del-doppio-lavorare-qui-non-e-facile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/scienziati-cosentini-rientrano-in-calabria-guadagnavamo-piu-del-doppio-lavorare-qui-non-e-facile\/","title":{"rendered":"Scienziati cosentini rientrano in Calabria: \u00abGuadagnavamo pi\u00f9 del doppio, lavorare qui non \u00e8 facile\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA \u2013 Fuga e rientro di cervelli in Calabria. C\u2019\u00e8 chi torna a vivere nella regione pi\u00f9 povera d\u2019Europa e <strong>con il maggiore tasso di laureati disoccupati<\/strong> (<a href=\"https:\/\/eures.europa.eu\/living-and-working\/labour-market-information-europe\/labour-market-information-italy_it#calabria\" rel=\"noopener\">dati Eures<\/a>). Nel territorio dove oltre la met\u00e0 degli abitanti non ha un lavoro e l\u2019emigrazione da record spopola sia borghi sia citt\u00e0, il mondo della scienza investe per creare sviluppo. Con ampi successi, nonostante il precariato, l\u2019assenteismo e presunte corruttele denunciate di recente dalla magistratura con la <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/calabria\/concorsi-pilotati-a-giudizio-i-due-ex-rettori-della-magna-grecia-catanoso-e-zimbone\">maxi inchiesta Magnifica<\/a> sui concorsi truccati all\u2019Universit\u00e0 Mediterranea di Reggio Calabria e l\u2019<a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/calabria\/ispezioni-pilotate-il-rettore-delluniversita-magna-graecia-piena-fiducia-nella-magistratura\">operazione Grecale<\/a> sui laboratori dell\u2019Universit\u00e0 Magna Graecia di Catanzaro. Brillanti risultati sono infatti ottenuti da una schiera di ricercatori che per scelta ha deciso di trasferirsi in Calabria.<\/p>\n<h3>Scienza in Calabria<\/h3>\n<p>A dar lustro agli enti di ricerca calabresi sono non solo gli scienziati stranieri come <a href=\"chrome-extension:\/\/efaidnbmnnnibpcajpcglclefindmkaj\/https:\/www.unical.it\/media\/medias\/2023\/GG_Short_CV.pdf\">Georg Gottlob<\/a>, pioniere tra i massimi esperti mondiali di <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/area-urbana\/equa-e-ambientalista-lintelligenza-artificiale-del-futuro-nasce-alluniversita-della-calabria\">intelligenza artificiale, approdato a Rende all\u2019Universit\u00e0 della Calabria<\/a> per studiarne l\u2019applicazione alla Medicina. In Calabria, il motore della scienza \u00e8 un piccolo esercito di ricercatori che lavora a progetti destinati ad avere importanti riflessi sulla societ\u00e0. Alcuni di loro, dopo anni trascorsi all\u2019estero sono rientrati offrendo le conoscenze acquisite. \u00c8 il caso di due ricercatori del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) il pi\u00f9 grande ente di ricerca italiano, pubblico e con circa 8.000 dipendenti tra sedi nazionali ed estere.<\/p>\n<p>Entrambi biologi,<strong> Luigi Citrigno dell\u2019IRIB<\/strong> (Istituto per la Ricerca e l\u2019Innovazione Biomedica) di <strong>Piano Lago<\/strong> e <strong>Davide Mainieri dell\u2019ISAFOM<\/strong> (Istituto per i Sistemi Agricoli e Forestali del Mediterraneo) di <strong>Rende<\/strong>, collaborano a pi\u00f9 ricerche. Sono concentrati nello studio dell\u2019uso di estratti vegetali come farmaci (fitocomplessi); nonch\u00e9 del comportamento del microbioma intestinale nelle<strong> malattie metaboliche (diabete, obesit\u00e0, ipertensione, colesterolo alto), nelle patologie neurodegenerative e oncologiche.<\/strong><\/p>\n<h3>Stipendi pi\u00f9 che dimezzati<\/h3>\n<p><strong>Davide Mainieri, biologo molecolare di Castrovillari, <\/strong>ha lavorato allo studio di terapie oncologiche al San Raffaele e all\u2019Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Le ricerche in endocrinologia hanno portato alla scoperta di due forme di mutazione del diabete giovanile. \u00abA <strong>Milano<\/strong> \u2013 ricorda Mainieri \u2013 <strong>percepivo 1.500 euro al mese<\/strong>. <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/area-urbana\/cosenza-il-lavoro-latita-il-rientro-amaro-degli-emigrati-qui-non-ce-futuro\">Mi sono poi trasferito in Svizzera per 6 anni<\/a> dove ho continuato a studiare il metabolismo del glucosio e dei lipidi, meccanismi che contribuiscono a far sviluppare il diabete. Ero assunto come collaboratore di ricerca (mentre facevo il dottorato), guadagnavo circa 4.000 franchi svizzeri (4.270 euro), con i contributi. Era il 2001 e in Italia all\u2019epoca per la stessa mansione davano 900 euro, senza contributi. <strong>Al rientro sono tornato in Calabria, ho lavorato per un laboratorio di Catanzaro praticamente gratis<\/strong>, non avevo neanche il rimborso per il carburante. Sono cos\u00ec riparto. Quando sono entrato al CNR a Milano, come tecnico di ricerca, guadagnavo 1.600 euro mensili. Adesso a distanza di 15 anni, sono ricercatore e percepisco 2.000 euro al mese. Con gli stessi titoli se fossi rimasto in Svizzera il mio salario oggi sarebbe di circa 10.000 euro\u00bb.<\/p>\n<h3>\u00abNegli Stati Uniti guadagnavo quasi il triplo\u00bb<\/h3>\n<p>Luigi <strong>Citrigno<\/strong>, <strong>biologo di Cosenza<\/strong>, si occupa di <strong>genetica umana<\/strong>, molecolare e delle malattie. Studi che ha condotto in Italia e all\u2019estero. \u00abMi sono laureato all\u2019Unical di Rende, poi ho fatto il dottorato negli Stati Uniti, in Florida, dove \u2013 sottolinea Citrigno &#8211; sono stato 3 anni e mezzo. Rientrato in Calabria le opportunit\u00e0 erano uguali a quando avevo iniziato, il salario non superava gli 800 euro al mese. Ho avuto \u201cfortuna\u201d: mi sono aggiudicato un assegno di ricerca a Germaneto di 1.350 euro. Spendevo 500 euro di affitto e non ci hanno pagato per i primi 6 mesi. Quindi sono ripartito per un <strong>post doc in California<\/strong>.<\/p>\n<p>Lo stipendio base era di <strong>3.200 dollari<\/strong> (circa 2.700 euro) ai quali si aggiungevano 1.400 euro della borsa di studio italiana: in totale erano oltre 4.000 euro al mese. Circa il triplo rispetto all\u2019Italia. Il problema per\u00f2 non \u00e8 solo l\u2019importo, ma la certezza del salario. \u00c8 il livello di precariato che fa fuggire i giovani all\u2019estero. Avere lo stipendio a fine mese fa la differenza. Negli Stati Uniti puoi scegliere se essere pagato ogni 2 settimane o 1 volta al mese, in Calabria invece versano 2 mensilit\u00e0 ogni 3 mesi: l\u2019arretrato si recupera a fine rapporto. Le motivazioni non so se siano legate alla necessit\u00e0 di smobilitare denaro solo 3 \/ 4 volte l\u2019anno per ragioni finanziarie, sicuramente gli amministrativi preferiscono fare i calcoli trimestralmente anzich\u00e9 ogni 30 giorni. Questi meccanismi all\u2019estero non esistono. Al CNR ho avuto un primo contratto a tempo determinato part-time da ricercatore (900 euro al mese) della durata di 1 anno. Ora percepisco circa 2.000 euro al mese. Se facessi il genetista negli Stati Uniti avrei un salario di almeno 6.000 dollari al mese\u00bb.<\/p>\n<h3>Curare le malattie grazie allo studio dei microbi<\/h3>\n<p>Patologie oncologiche e malattie neurodegenerative. Le cellule tumorali sono state al centro della ricerca che Luigi Citrigno ha svolto negli States. Il lavoro sulla genetica umana e neurogenetica, con innovative tecnologie, ha consentito di eseguire accurati studi sull\u2019ereditariet\u00e0 nelle famiglie affette da malattie neurologiche. \u00abSono tornato nel 2017 in Calabria. Attualmente lavoriamo per capire come i microbi interagiscono con l\u2019uomo. Ad esempio, \u2013 chiarisce il genetista Luigi Citrigno &#8211; come i batteri presenti nella saliva o nelle feci possono favorire l\u2019insorgere di alcune patologie. Stiamo cercando inoltre di capire come dei composti che stanno nelle piante (fitocomplessi) possono modulare le azioni delle cellule. Si tratta di molecole definite nutraceutiche: hanno lo stesso effetto di un farmaco, ma non sono farmaci. Sono molecole vegetali, non \u00e8 omeopatia, e potrebbero essere utilizzate per la cura di diverse patologie. I nostri risultati migliori arrivano quando condividiamo esperienze e conoscenze con i colleghi, attraverso momenti di ricerca comuni\u00bb.<\/p>\n<h3>Dalla lotta alle microplastiche in mare al contrasto dell\u2019obesit\u00e0<\/h3>\n<p>Dalla lotta alle microplastiche in mare al contrasto dell\u2019obesit\u00e0. I progetti che in qualit\u00e0 di biologo molecolare, Davide Mainieri, sviluppa con una rete di collaborazioni potranno avere positivi riscontri pratici. \u00abNella mia carriera \u2013 spiega Mainieri &#8211; mi sono occupato di diversi ambiti di ricerca: dai microrganismi agli esseri umani. In Calabria, dove sono tornato da 5 anni, ho la possibilit\u00e0 di lavorare sull\u2019intero ecosistema. Le piante officinali del Parco Nazionale del Pollino hanno restituito risultati interessanti, con la potenziale scoperta di una nuova variet\u00e0 e l\u2019azione degli estratti su varie patologie metaboliche, neurodegenerative e oncologiche. In pi\u00f9 con i colleghi dell\u2019ITM (Istituto per la Tecnologia delle Membrane), insieme alla Lega Navale Italiana, abbiamo avviato una ricerca sulla concentrazione delle microplastiche nel mar Jonio. L\u2019obiettivo \u00e8 rimuoverle dalle acque, attraverso biotecnologie e raccogliendole con grandi filtri attaccati sotto le imbarcazioni. All\u2019ISAFOM di Rende ho creato una ceppoteca isolando 500 batteri. Inoltre con un\u2019impresa che produce integratori alimentari siamo al lavoro per riciclarne gli scarti: solo il 3% &#8211; 4% di materia prima infatti \u00e8 usato, mentre il restante 96% &#8211; 97% viene gettato. Rifiuti che possiamo trasformare in mattoni per costruire altre cose\u00bb.<\/p>\n<h3>\u00abSenza elettricit\u00e0 sbalzo termico di oltre 50 gradi\u00bb<\/h3>\n<p>\u00abDi recente \u2013 racconta Mainieri &#8211; alla sede <strong>CNR di Commenda di Rende, al CUD, siamo rimasti 3 giorni senza elettricit\u00e0.<\/strong> Non abbiamo un gruppo di continuit\u00e0, di cui ho pi\u00f9 volte proposto l\u2019acquisto. Non si \u00e8 riusciti ad avere neanche un generatore e i batteri hanno avuto uno sbalzo termico di oltre 50 gradi: da -20\u00b0 a +35\u00b0. In Svizzera non sarebbe mai successo. Sono imprevisti che ci rallentano, come l\u2019assenza sporadica di internet in istituto, ma non ci frenano\u00bb. Mainieri rileva infatti criticit\u00e0 ben maggiori. \u00abL\u2019iter burocratico per gli ordini \u00e8 molto lento e spesso si inceppa \u2013 afferma Davide Mainieri &#8211; questo rallenta la ricerca perch\u00e9, ad esempio, senza reagenti non si possono fare esperimenti. Inoltre in Calabria l\u2019approccio alla ricerca \u00e8 un po\u2019 differente rispetto all\u2019estero e al Nord Italia. Le collaborazioni sono difficili, una sorta di competizione individualista a volte paralizza potenziali partnership. In pi\u00f9 non avere i macchinari necessari a portata di mano, ma doversi fare ospitare in altre sedi per estrapolare dei dati, rallenta i risultati. Per inaugurare il nuovo laboratorio di biologia e microbiologia, servir\u00e0 aspettare quasi 1 anno. Mobili e materiali sono arrivati e sono imballati, ma prima di settembre non saranno montati. Abbiamo tutto, per\u00f2 non possiamo andare in laboratorio per eseguire analisi molecolari. Prendo la mia auto e vado al CNR di Piano Lago a farle, non \u00e8 un problema, ma anche questo ci rallenta. Eppure le soluzioni sono semplici. Basterebbe poco per accelerare. Ognuno dovrebbe svolgere il proprio compito e consentire alle procedure di scorrere, altrimenti si blocca tutto. E capire che se non si collabora non si va da nessuna parte\u00bb.<\/p>\n<h3>CNR in Calabria: difficolt\u00e0, criticit\u00e0 e soluzioni<\/h3>\n<p>\u00abRispetto a quello che ho visto all\u2019estero, \u2013 dice Citrigno &#8211; qui abbiamo problemi amministrativi e gestionali, non legati alle persone, ma all\u2019organizzazione. Si fatica a comunicare e in Calabria abbiamo anche delle difficolt\u00e0 culturali: le cose sono pi\u00f9 lente e \u201clazy\u201d (pigre) rispetto all\u2019America. Dovrebbero garantirci ambienti climatizzati, continuit\u00e0 elettrica, figure professionali di supporto. Non sempre \u00e8 cos\u00ec. In Calabria \u00e8 normale che sia io a lavare, sterilizzare le provette, fare le reazioni, i calcoli, mentre altrove se ne occupano i tecnici cos\u00ec il ricercatore pu\u00f2 analizzare i dati e perfezionare i risultati. Alle nostre latitudini, da questo punto di vista, siamo anche un po\u2019 demansionati. Le criticit\u00e0 pi\u00f9 gravi, secondo me, riguardano i finanziamenti. Viviamo un paradosso. Quando non abbiamo soldi non si pu\u00f2 fare ricerca perch\u00e9 mancano le risorse, quando abbiamo i soldi (come adesso con il PNRR) non si pu\u00f2 fare ricerca per la burocrazia. E veniamo sbeffeggiarti dai colleghi spagnoli, americani, tedeschi. La ricerca in Calabria \u00e8 rallentata da un sistema che posso sintetizzare con un esempio. Eccolo. Lavoriamo con campioni umani. Per dei progetti sul microbioma abbiamo dovuto chiedere il parere a un comitato etico della Regione Calabria. Ho impiegato 2 mesi per ottenerlo, per la richiesta abbiamo dovuto produrre 20 documenti diversi. Atti che sono all\u201980% amministrativi, ma redigiamo noi ricercatori per snellire la procedura, accelerare i tempi e monitorare in tempo reale lo stato dell\u2019arte della pratica, dei pagamenti. Tanti problemi credo potrebbero risolversi comunicando tra gruppi nazionali ed esteri, intersecando gli interessi comuni per far progredire la scienza e raggiungere obiettivi utili all\u2019intera collettivit\u00e0\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA \u2013 Fuga e rientro di cervelli in Calabria. C\u2019\u00e8 chi torna a vivere nella regione pi\u00f9 povera d\u2019Europa e con il maggiore tasso di laureati disoccupati (dati Eures). 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