{"id":265049,"date":"2025-07-21T21:10:25","date_gmt":"2025-07-21T19:10:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=265049"},"modified":"2025-07-21T21:24:38","modified_gmt":"2025-07-21T19:24:38","slug":"sentenza-reset-laboratorio-civico-a-rende-quando-la-legalita-uccide-la-democrazia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/sentenza-reset-laboratorio-civico-a-rende-quando-la-legalita-uccide-la-democrazia\/","title":{"rendered":"Sentenza &#8220;Reset&#8221;, Laboratorio Civico \u00aba Rende: quando la legalit\u00e0 uccide la democrazia\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>RENDE &#8211; \u00abCome Laboratorio Civico Calabria, vogliamo raccontarvi una storia. Non \u00e8 una favola, ma la cronaca amara di un sogno spezzato. \u00c8 la storia di Rende, una citt\u00e0 che aveva osato sperare, guidata da una classe amministrativa giovane, competente e piena di quell\u2019entusiasmo contagioso che \u00e8 il motore di ogni vera rinascita. <strong>Avevano un piano, idee chiare e la fiducia dei loro cittadini<\/strong>. Ma quel sogno \u00e8 stato brutalmente interrotto. Tutto \u00e8 crollato sotto il peso di un\u2019inchiesta, l\u2019<strong>operazione \u201cReset\u201d<\/strong>, che ha proiettato un\u2019ombra cupa e infamante sull\u2019amministrazione. <strong>Sulla base di accuse di scambio elettorale politico-mafioso, il Ministero dell\u2019Interno ha agito con la rapidit\u00e0 di un boia, senza attendere un verdetto<\/strong>. Il 27 giugno 2023, il Consiglio comunale di Rende \u00e8 stato sciolto per infiltrazioni mafiose.<strong> La democrazia \u00e8 stata messa in pausa, la citt\u00e0 paralizzata, i suoi amministratori marchiati a vita<\/strong>\u00bb. Inizia cos\u00ec una lunga nota da parte del Laboratorio Civico dopo la sentenza che ha mandato assolti l&#8217;ex Sindaco di Rende e alcuni amministratori del Comune tra cui l&#8217;ex assessore Pino Munno.<\/p>\n<p>\u00abPoi, \u00e8 arrivata la giustizia. Quella vera, celebrata nelle aule di un tribunale. E ha urlato una verit\u00e0 opposta, assordante. L<strong>\u2019ex sindaco <\/strong><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/area-urbana\/manna-dopo-malarintha-reset-oggi-verrebbe-da-chiedersi-quindi-siamo-stati-sciolti-per-cosa\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Marcello Manna <\/a><strong>e l\u2019ex assessore Pino Munno sono stati assolti con la formula pi\u00f9 piena e liberatoria: \u201cperch\u00e9 il fatto non sussiste\u201d<\/strong>. Non c\u2019erano prove sufficienti.<strong> Semplicemente, non c\u2019era un reato<\/strong>. Le accuse, che avevano giustificato la decapitazione di un\u2019intera amministrazione, si sono rivelate inconsistenti, un castello di carte crollato al primo soffio di un dibattimento serio.\u00a0<strong>Ma il danno, nel frattempo, era gi\u00e0 stato fatto. Un danno profondo, strutturale, che ha colpito al cuore la comunit\u00e0, privandola non solo della sua guida democratica, ma anche della possibilit\u00e0 concreta di crescere e svilupparsi\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<p>\u00ab<strong>Lo scioglimento ha innescato una reazione a catena devastant<\/strong>e. La commissione straordinaria, nominata da Roma, ha agito come un corpo estraneo, indifferente alla visione di sviluppo della citt\u00e0. <strong>Con un atto di incredibile arroganza, ha revocato il Piano Strutturale Comunale, lo strumento che disegnava il futuro di Rende per i prossimi vent\u2019anni, azzerando anni di lavoro e partecipazione democratica<\/strong>. Finanziamenti importanti sono andati persi per sempre, progetti gi\u00e0 avviati si sono dissolti nell\u2019inerzia, interi percorsi di rigenerazione urbana e sociale sono stati bruscamente interrotti. Opere pubbliche strategiche sono state bloccate, mentre la citt\u00e0, un tempo faro di innovazione in Calabria, \u00e8 stata ricacciata indietro, privata di ogni slancio e prospettiva.<br \/>\nA tutto questo si aggiunge un\u2019ulteriore beffa: <strong>Rende era ormai vicina a uscire dal predissesto finanziario, traguardo che gli amministratori avevano conquistato con anni di scelte coraggioose, sacrifici e una gestione oculata e responsabile<\/strong>. Un percorso faticoso di risanamento, che oggi altri rischiano di intestarsi, ignorando chi ha realmente lavorato per rimettere in piedi i conti della citt\u00e0. Anche questo \u00e8 parte del danno: la cancellazione della memoria politica di chi ha costruito, silenziata da un provvedimento che la giustizia ha gi\u00e0 smentito\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abE le persone? Gli amministratori, colpevoli solo di aver creduto nel loro territorio, si sono visti giudicati, umiliati e messi da parte<strong>. Le loro biografie politiche sono state annientate, il loro futuro cancellato non da una sentenza di condanna, ma da un sospetto poi rivelatosi infondato<\/strong>.\u00a0E non illudiamoci, q<strong>uella di Rende non \u00e8 una tragica eccezione.<\/strong> \u00c8 il sintomo di una malattia sistemica, una ferita che continua a sanguinare in tutta Italia. Pensiamo a Scanzano Jonico, in Basilicata, un comune sciolto nel 2019 senza che vi fosse nemmeno un\u2019indagine penale a carico degli amministratori. Il pretesto? Elementi labili, come l\u2019organizzazione di un concerto. Pensiamo a Bovalino, in Calabria, dove la giustizia amministrativa ha sancito un principio agghiacciante: per sciogliere un comune non serve la prova di una collusione,<strong> basta la presunta \u201cinadeguatezza\u201d a resistere alle pressioni mafiose<\/strong>. O a Tropea, gioiello del turismo italiano, la cui immagine \u00e8 stata macchiata da uno scioglimento arrivato come un fulmine a ciel sereno, spazzando via un\u2019amministrazione e gettando la citt\u00e0 nell\u2019incertezza. E ancora Giugliano in Campania, dove lo stigma dello scioglimento perseguita gli amministratori per anni, costringendoli a difendersi da una \u201cmacchina del fango\u201d che nessuna assoluzione sembra poter fermare\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abIn tutti questi casi, la storia si ripete:<strong> amministratori travolti, comunit\u00e0 paralizzate e, alla fine, assoluzioni che arrivano quando \u00e8 troppo tardi. La giustizia fa il suo corso, ma la democrazia, nel frattempo, \u00e8 gi\u00e0 stata sospesa<\/strong>.\u00a0Tutto questo ci costringe a una riflessione profonda e urgente sulla legge che permette tutto ci\u00f2. <strong>Nata come scudo per difendere la legalit\u00e0, la normativa sullo scioglimento dei comuni per mafia, se applicata in modo affrettato e sulla base di semplici sospetti, si trasforma in un boomerang istituzionale.<\/strong> Diventa un\u2019arma che distrugge biografie, devasta comunit\u00e0 e soffoca la speranza, calpestando uno dei principi pi\u00f9 sacri del nostro ordinamento: la presunzione di innocenza.\u00a0Come cittadini, come Laboratorio Civico, ci interroghiamo e vi invitiamo a interrogarvi. <strong>Davvero si pu\u00f2 cancellare un\u2019intera classe dirigente per un sospetto? Davvero possiamo accettare che la vita di una comunit\u00e0 venga stravolta da un provvedimento amministrativo che poi un tribunale smentisce categoricamente?\u00a0<\/strong>La domanda che ci poniamo, e che poniamo a tutti voi, \u00e8 questa: dove finisce la sacrosanta lotta alla mafia e dove inizia, invece, la morte lenta della democrazia locale?\u00bb<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RENDE &#8211; \u00abCome Laboratorio Civico Calabria, vogliamo raccontarvi una storia. Non \u00e8 una favola, ma la cronaca amara di un sogno spezzato. \u00c8 la storia di Rende, una citt\u00e0 che aveva osato sperare, guidata da una classe amministrativa giovane, competente e piena di quell\u2019entusiasmo contagioso che \u00e8 il motore di ogni vera rinascita. 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