{"id":265231,"date":"2025-07-27T15:00:55","date_gmt":"2025-07-27T13:00:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=265231"},"modified":"2025-07-23T13:56:55","modified_gmt":"2025-07-23T11:56:55","slug":"poverta-alimentare-coinvolte-6-milioni-di-persone-in-calabria-lincidenza-piu-alta-317","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/poverta-alimentare-coinvolte-6-milioni-di-persone-in-calabria-lincidenza-piu-alta-317\/","title":{"rendered":"Povert\u00e0 alimentare coinvolte 6 milioni di persone, in Calabria l&#8217;incidenza pi\u00f9 alta: 31,7%"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Nel <strong>2023<\/strong>, pi\u00f9 di <strong>5,9 milioni di persone in Italia sono in una condizione di deprivazione alimentare materiale o sociale<\/strong>, con un <strong>aumento<\/strong> di circa <strong>680.000<\/strong> individui rispetto all&#8217;anno precedente. A crescere \u00e8 soprattutto la fascia &#8220;invisibile&#8221;: chi non rientra nelle soglie Istat di povert\u00e0, ma <strong>non riesce comunque a mangiare in modo adeguato.<\/strong><\/p>\n<h4>La nuova indagine di ActionAid, contenuta nel rapporto Fragili equilibri<\/h4>\n<p>Accende i riflettori anche su una realt\u00e0 ampia, trasversale e in gran parte sommersa: oltre 4 milioni di famiglie risultano oggi a rischio povert\u00e0 alimentare. In un contesto di rincari generalizzati \u2013 nel 2023 i prezzi dei prodotti alimentari sono cresciuti del 9,8% \u2013 il cibo diventa la prima voce di spesa su cui si taglia. Una scelta obbligata che genera esclusione, non solo tra i pi\u00f9 poveri, ma anche tra lavoratori e famiglie con redditi medi. &#8220;<strong>La povert\u00e0 alimentare \u00e8 strettamente connessa alla fragilit\u00e0 economica, ma non si esaurisce in essa<\/strong>. Pensiamo ad esempio che <strong>solo il 40% di chi sperimenta deprivazione alimentare<\/strong> \u00e8 ufficialmente classificato come povero secondo le soglie ISTAT, a conferma di una crescente vulnerabilit\u00e0 che colpisce anche fasce della popolazione escluse dalle misure pubbliche di sostegno&#8221; dichiara Roberto Sensi, Responsabile Programma povert\u00e0 alimentare per <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/fragili_equilibri_report.pdf\">ActionAid Italia<\/a>.<\/p>\n<h4>Non \u00e8 solo questione di &#8220;quantit\u00e0&#8221;<\/h4>\n<p>Povert\u00e0 alimentare non significa solo non avere abbastanza cibo; significa <strong>rinunciare alla qualit\u00e0, alla variet\u00e0, ai pasti regolari<\/strong> ma anche perdere il valore sociale e culturale del mangiare insieme. Una condizione che sfugge ai tradizionali indicatori statistici e che ActionAid ha analizzato attraverso la lettura della scala FIES, che misura l&#8217;insicurezza alimentare attraverso le esperienze delle persone, dell&#8217;indice che combina aspetti materiali e relazionali (DAMS) e dell&#8217;indicatore di povert\u00e0 alimentare relativa, basato sui consumi.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-265232 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/poverta-alimentare-fragili-equilibri-actioned.jpg\" alt=\"\" width=\"433\" height=\"472\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/poverta-alimentare-fragili-equilibri-actioned.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/poverta-alimentare-fragili-equilibri-actioned-275x300.jpg 275w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/poverta-alimentare-fragili-equilibri-actioned-940x1024.jpg 940w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/poverta-alimentare-fragili-equilibri-actioned-768x837.jpg 768w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/poverta-alimentare-fragili-equilibri-actioned-385x420.jpg 385w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/poverta-alimentare-fragili-equilibri-actioned-150x163.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/poverta-alimentare-fragili-equilibri-actioned-300x327.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/poverta-alimentare-fragili-equilibri-actioned-696x758.jpg 696w\" sizes=\"auto, (max-width: 433px) 100vw, 433px\" \/><\/p>\n<h3>Un&#8217;Italia divisa: la Calabria<\/h3>\n<p>La geografia della povert\u00e0 alimentare racconta un&#8217;Italia ancora divisa. Le situazioni pi\u00f9 critiche si registrano nel Mezzogiorno: la Campania conta 877.000 persone in difficolt\u00e0, la Puglia 721.000, la <strong>Calabria 503.000<\/strong>, la Sicilia 540.000. Tuttavia, la povert\u00e0 alimentare non risparmia il Nord: in Lombardia sono oltre 714.000, in Veneto oltre 396.000, nel Lazio 745.000.<\/p>\n<p><strong>In termini percentuali, la Calabria ha l&#8217;incidenza pi\u00f9 alta (31,7%),<\/strong> seguita da Puglia (21,3%) e Campania (18,4%). La Lombardia registra l&#8217;8,3%, il Lazio il 15,2%. Rispetto al 2019, si rilevano progressi in alcune regioni del Sud, come Basilicata (-14,4 punti) e Sicilia (-13,6), ma <strong>emergono segnali allarmanti in territori come la Calabria, che registra +14,8 punti<\/strong>, e la Sardegna con +4,9.<\/p>\n<p>Nel complesso, il 2023 segna <strong>un&#8217;inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti<\/strong>: la deprivazione alimentare \u00e8 in <strong>aumento<\/strong> in tutte le macroaree del Paese, seppure con intensit\u00e0 differenti. Le<strong> persone tra i 35 e i 44 anni sono le pi\u00f9 esposte<\/strong>, una fascia in cui si concentrano responsabilit\u00e0 economiche e familiari, spesso senza una sufficiente stabilit\u00e0. Anche la condizione lavorativa \u00e8 determinante: i tassi pi\u00f9 alti si registrano tra disoccupati, lavoratori precari e persone escluse dal mercato del lavoro.<\/p>\n<p>La <strong>condizione abitativa<\/strong> \u00e8 un altro fattore chiave chi vive in affitto a prezzi di mercato \u00e8 molto pi\u00f9 esposto rispetto a chi possiede casa o vive in alloggi agevolati. Anche la <strong>composizione del nucleo familiare<\/strong> influisce: le famiglie numerose, monogenitoriali o unipersonali sono pi\u00f9 colpite, perch\u00e9 un solo reddito deve coprire spese elevate o perch\u00e9 le entrate non sono adeguate rispetto al costo della vita. Un ulteriore <strong>elemento di vulnerabilit\u00e0 \u00e8 il background migratorio:<\/strong> tra le persone di origine extra-europea, il tasso di deprivazione alimentare \u00e8 del 23,4%, contro il 18,2% tra chi ha origini europee e il 10,5% tra i nati in Italia.<\/p>\n<p>In particolare, le <strong>donne migranti<\/strong> che vivono nel Sud Italia risultano tra le pi\u00f9 colpite dal momento che le disuguaglianze legate all&#8217;origine si sommano a quelle economiche, abitative e occupazionali, ampliando il divario nell&#8217;accesso a un&#8217;alimentazione dignitosa. La povert\u00e0 alimentare in Italia non si misura solo in base al reddito. Per capirne la portata, \u00e8 necessario guardare anche ai comportamenti di consumo delle famiglie, che sono sempre pi\u00f9 costrette a risparmiare sul cibo, una delle poche voci flessibili del bilancio domestico.<\/p>\n<p>Secondo dati ISTAT, nel 2023 il 15,6% delle <strong>famiglie italiane<\/strong> \u2013 oltre 4 milioni di nuclei \u2013 <strong>risultava a rischio povert\u00e0 alimentare<\/strong>, ovvero con una spesa per il cibo inferiore alla media nazionale. Un dato che conferma la crescita del fenomeno, soprattutto nel Sud. In testa la Sardegna: il 27,2% delle famiglie \u00e8 sotto la soglia. Seguono Molise (24,6%), <strong>Calabria (21,9%)<\/strong> e Puglia (20,6%). Al Nord, i valori sono pi\u00f9 contenuti, ma anche qui si registrano inaspettate criticit\u00e0: in Trentino-Alto Adige (21%) e in Lombardia (17,7%), le famiglie vulnerabili superano la media nazionale, segnalando un&#8217;estensione del problema anche in aree tradizionalmente pi\u00f9 solide. Dalla risposta assistenziale a una strategia integrata. In assenza di una strategia nazionale strutturata, la risposta alla povert\u00e0 alimentare in Italia resta frammentata e centrata sull&#8217;assistenza.<\/p>\n<p>Lo dimostra l&#8217;impostazione del Programma Nazionale Inclusione 2021\u20132027, che si limita a prevedere la distribuzione gratuita di beni di prima necessit\u00e0, senza una definizione n\u00e9 una riflessione articolata sul problema. ActionAid richiama l&#8217;attenzione su un approccio che resta emergenziale, con politiche frammentate e strumenti di monitoraggio non sufficientemente aderenti alla realt\u00e0. \u00c8 necessario un cambio di passo: servono metriche pi\u00f9 efficaci per rilevare il fenomeno; il riconoscimento della mensa scolastica come servizio pubblico essenziale; un&#8217;effettiva integrazione tra politiche sociali e alimentari e un rafforzamento del ruolo degli enti locali nella definizione degli interventi.<\/p>\n<h3>&#8220;Non basta aumentare gli aiuti&#8221;<\/h3>\n<p>&#8220;Serve un sistema pubblico fondato su giustizia sociale, universalismo e partecipazione. Riconoscere il diritto a un&#8217;alimentazione adeguata significa uscire dalla logica dell&#8217;emergenza e affrontare le cause strutturali del problema. Solo cos\u00ec sar\u00e0 possibile progettare politiche pi\u00f9 eque, inclusive e capaci di restituire dignit\u00e0 e autonomia alimentare a tutte e tutti&#8221; conclude Sensi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Nel 2023, pi\u00f9 di 5,9 milioni di persone in Italia sono in una condizione di deprivazione alimentare materiale o sociale, con un aumento di circa 680.000 individui rispetto all&#8217;anno precedente. 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