{"id":265270,"date":"2025-07-24T08:50:00","date_gmt":"2025-07-24T06:50:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=265270"},"modified":"2025-10-13T08:56:00","modified_gmt":"2025-10-13T06:56:00","slug":"da-soccorritore-a-soccorso-la-storia-di-emilio-colto-da-infarto-a-montalto-il-tempo-fa-la-differenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/da-soccorritore-a-soccorso-la-storia-di-emilio-colto-da-infarto-a-montalto-il-tempo-fa-la-differenza\/","title":{"rendered":"Da soccorritore a soccorso: la storia di Emilio, colto da infarto a Montalto &#8220;Il tempo fa la differenza&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>MONTALTO UFFUGO (CS) &#8211; Riceviamo e pubblichiamo la storia di Emilio Cariati che d\u00e0 una testimonianza diretta di come &#8220;<strong>il fattore tempo determina la differenza tra la vita e la morte&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Ognuno di noi, in questa vita, \u00e8 potenzialmente fragile e soggetto a diverse circostanze che, qualora si verificassero, potrebbero modificare o dovrebbero modificare la propria esistenza e il proprio comportamento.<\/p>\n<p>Sono\u00a0<strong>Emilio Cariati, infermiere, abito a Taverna di Montalto Uffugo<\/strong>. Nel pomeriggio di venerd\u00ec 18 Luglio 2025, verso le ore 17:45, come mia consuetudine nei fine settimana, mi sono recato al terreno di mia propriet\u00e0 in Sartano fraz. di Torano Castello e, munito di decespugliatore, ho iniziato a liberare l\u2019area antistante il cancello dalle erbacce che mensilmente tendono a proliferare.<\/p>\n<p>Successivamente, mi sono diretto verso la parte inferiore del terreno dove vi sono alcune piante di ulivi e di fichi che, poco dopo, avrebbero cambiato per sempre la mia vita. Mentre pulivo le piante dell\u2019uliveto nella zona del fusto dalle erbacce, i miei occhi si sono spostati dall\u2019altra parte del terreno dove, da lontano, sembrava esserci una mandria di pecore; a tal proposito, ho pensato che era la prima volta che li vedevo in quel terreno. Avvicinandomi con cautela, per\u00f2, ho constatato che quelle \u201cmandrie\u201d altro non erano se non <strong>cinghiali,<\/strong> tutti di media taglia ad eccezione di uno, grande quanto un vitello, che si era separato dal branco e si era avvicinato sotto la rete di recinzione del mio terreno; con un atteggiamento dominante mi ha fissato rimanendo immobile.<strong> Colto dalla paura<\/strong> nel vedere questo individuo allontanarsi dal gruppo e avvicinarsi alla rete, ho temuto la presenza anche dei piccoli nascosti nell\u2019erba, difficile da scorgere.<\/p>\n<p>Spensi il decespugliatore per non arrecare ulteriori disturbi e pian piano indietreggiai, giungendo appena in tempo a una pianta di ulivo da cui presi slancio per dirigermi verso l\u2019automobile. Dopo aver chiuso il cancello, mi recai da mia sorella per bere un bicchiere d\u2019acqua; come di consueto, vedendomi arrivare dal terreno, mi disse: \u201cSiediti sul divano e riposati un po\u2019.\u201d Le risposi che dovevo andare via. Avviata la macchina e iniziato il percorso verso casa,<strong> dopo qualche centinaio di metri cominciai a sentirmi male<\/strong>: non si trattava solo di una riduzione della vista, ma anche di una perdita di forza; compresi immediatamente la<strong> gravit\u00e0 della situazione poich\u00e9 il dolore toracic<\/strong>o, presente sin dal terreno,<strong> diventava sempre pi\u00f9 intenso e differente<\/strong>. Procedetti lentamente lungo il guard rail; giunto al passaggio a livello, le sbarre chiuse e il semaforo rosso fisso; pensai tra me e me: \u201cAdesso muoio qui\u201d. Proprio in quel momento le sbarre si aprirono e lasciai passare le altre auto in fila, dato che camminavo sul margine della strada; quindi <strong>proseguii dritto verso la PET 118 di Torano Castello.<\/strong><\/p>\n<p>Giunto alla PET del 118, spensi l\u2019auto e mi avvicinai alla porta per bussare, ma le forze diminuivano progressivamente e la vista peggiorava; infatti, bussai al vetro senza riuscire a individuare il campanello. La collega mi apr\u00ec dicendo: \u201cEmilio, stiamo uscendo per un codice rosso.\u201d Le risposi: \u201cVedi che non mi sento bene.\u201d Lei replic\u00f2: \u201cSei venuto dalla campagna tutto sudato; aspetta che controlliamo la pressione.\u201d Improvvisamente mi comunica: \u201cEmilio, la tua pressione \u00e8 bassa, 60\/40.\u201d Le rispondo che ho difficolt\u00e0 visive e avverto dolore toracico. A quel punto, <strong>lei contatta immediatamente la centrale per segnalare un codice rosso in postazione<\/strong>, si informa con la dottoressa sulla terapia da adottare tempestivamente e ordina all\u2019autista di partire immediatamente verso il pronto soccorso di Cosenza. A quel punto, sale anche la collega del turno montante a dare supporto, vista la gravit\u00e0 della situazione. <strong>Nel frattempo, la centrale ha prontamente allertato il reparto di emodinamica dell\u2019ospedale<\/strong>; durante il tragitto, entrambe le infermiere, posizionate ai miei lati, hanno somministrato la massima quantit\u00e0 possibile di liquidi per aumentare la pressione sanguigna e consentire l\u2019arrivo al Pronto Soccorso. Anche l\u2019autista ha fatto del suo meglio, mantenendo una velocit\u00e0 sostenuta e utilizzando esclusivamente la corsia di sorpasso. <strong>Giunti al Pronto Soccorso di Cosenza,<\/strong> dopo aver effettuato i prelievi e compilato la documentazione necessaria, <strong>si \u00e8 proceduto rapidamente al mio trasferimento in sala operatoria.<\/strong> Al termine dell\u2019intervento, la collega dell\u2019emodinamica mi dice: \u201cEmilio, sei contento adesso?\u201d e io scoppio a piangere, fino a quando mi hanno riportato a letto in Sala UTIC.<\/p>\n<p><strong>Questa vicenda si \u00e8 conclusa positivamente, ma avrebbe potuto trasformarsi in tragedia se qualche fase fosse stata gestita diversamente<\/strong>: ad esempio, se fossi rimasto con mia sorella, se avessi richiesto assistenza al passaggio a livello, \u00a0nel caso sfortunato di un attacco da parte del cinghiale, oppure se avessi perso conoscenza alla guida dopo la salita affrontata a velocit\u00e0 elevata, che non so neanche come ho fatto.<\/p>\n<p><strong>Un ringraziamento va a tutti gli operatori sanitari<\/strong>, a iniziare dalla <strong>PET 118 di Torano,<\/strong> alle Infermiere Ilenia Costanzo e Trinni Greta e all\u2019autista Spina Roberto, \u00a0che mi hanno accolto, al personale sanitario del P<strong>ronto Soccorso di Cosenza,<\/strong> <strong>in particolare a un medico cubano<\/strong> il quale cap\u00ec subito la gravit\u00e0 della situazione, e a tutti gli altri che, in maniera egregia, hanno gestito nel migliore dei modi questo soccorso. A loro va la mia perenne gratitudine.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>MONTALTO UFFUGO (CS) &#8211; Riceviamo e pubblichiamo la storia di Emilio Cariati che d\u00e0 una testimonianza diretta di come &#8220;il fattore tempo determina la differenza tra la vita e la morte&#8221;. &#8220;Ognuno di noi, in questa vita, \u00e8 potenzialmente fragile e soggetto a diverse circostanze che, qualora si verificassero, potrebbero modificare o dovrebbero modificare la [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":250037,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563,566],"tags":[19],"class_list":["post-265270","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","category-montalto","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/265270","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=265270"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/265270\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/250037"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=265270"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=265270"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=265270"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}