{"id":265641,"date":"2025-07-27T11:10:49","date_gmt":"2025-07-27T09:10:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=265641"},"modified":"2025-07-27T16:18:00","modified_gmt":"2025-07-27T14:18:00","slug":"mar-mediterraneo-e-inquinamento-acque-verdi-e-nere-5-cose-da-sapere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/mar-mediterraneo-e-inquinamento-acque-verdi-e-nere-5-cose-da-sapere\/","title":{"rendered":"Mar Mediterraneo e inquinamento, acque verdi e nere: 5 cose da sapere"},"content":{"rendered":"<p>RENDE (CS) \u2013 Il mare sporco infiamma, come ogni estate, gli animi dei calabresi e dei turisti. Acque verdi e <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/calabria\/il-mare-nero-nel-golfo-di-lamezia-cittadini-e-associazioni-chiedono-verita-e-tutela\">litorali di un\u2019inquietante colorazione nera<\/a> hanno mobilitato la cittadinanza, che nel Lametino ieri in segno di protesta si \u00e8 data appuntamento alla foce del canalone ex Sir, per avere risposte dalle autorit\u00e0 competenti. Arpacal (Agenzia Regionale Protezione Ambientale Calabria) dichiara eccellente la qualit\u00e0 delle acque del 93% delle coste calabre, mentre litiga con Legambiente che afferma l\u2019esatto contrario. Intanto a certificare il fallimento della depurazione in Calabria vi sono le procedure di infrazione alla Direttiva UE sulle acque reflue. Per potenziare il servizio nella regione sono stati stanziati 500 milioni di euro. Nonostante ci\u00f2 l\u2019ANAC (Autorit\u00e0 Nazionale Anticorruzione) ha di recente denunciato gravi ritardi di esecuzione delle opere e una situazione critica che riguarda gli appalti dei lavori sugli impianti in Calabria. <strong>Nel frattempo cosa succede nel Mediterraneo?<\/strong> \u00abAumenta la temperatura e diminuisce la quantit\u00e0 di ossigeno in mare con importanti conseguenze sull\u2019intero ecosistema\u00bb spiega <strong>Filippo Garofalo<\/strong> <strong>ricercatore in Fisiologia<\/strong> comparata e docente di Fisiologia degli Animali Marini nel corso di laurea Biodiversit\u00e0 e Conservazione dei Sistemi Naturali presso l\u2019Universit\u00e0 della Calabria. Per affrontare una nuova estate sul bagnasciuga ecco 5 cose da sapere sugli effetti dei cambiamenti climatici.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-265642 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Filippo-Garofalo-ricercatore-in-Fisiologia.jpg\" alt=\"\" width=\"476\" height=\"295\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Filippo-Garofalo-ricercatore-in-Fisiologia.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Filippo-Garofalo-ricercatore-in-Fisiologia-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Filippo-Garofalo-ricercatore-in-Fisiologia-768x475.jpg 768w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Filippo-Garofalo-ricercatore-in-Fisiologia-679x420.jpg 679w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Filippo-Garofalo-ricercatore-in-Fisiologia-150x93.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Filippo-Garofalo-ricercatore-in-Fisiologia-696x431.jpg 696w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/Filippo-Garofalo-ricercatore-in-Fisiologia-356x220.jpg 356w\" sizes=\"auto, (max-width: 476px) 100vw, 476px\" \/><\/p>\n<h3>1 \u2013 L\u2019uomo minaccia il mare<\/h3>\n<p>\u00abPer il ciclo dell\u2019acqua \u2013 ricorda Garofalo &#8211; quello che viene buttato nei fiumi, nei ruscelli, nei laghi, nei canali, arriva al mare. Un esempio. Getto un mozzicone di sigaretta a terra: finisce nel tombino, attraverso le acque bianche arriver\u00e0 al fiume, poi in mare (<a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/calabria\/depuratori-in-calabria-ecco-quali-non-sono-conformi-e-i-fondi-per-adeguarli-elenco\">se non viene intercettato da un depuratore).<\/a> Le minacce alla salute degli ambienti marini provengono dagli interventi dell\u2019uomo. L&#8217;innalzamento medio della temperatura dettato dall\u2019inquinamento porta ad una minore presenza di ossigeno disciolto in acqua. A soffrire sono tutti gli animali, in particolare molte specie larvali muoiono gi\u00e0 dai primi stati di sviluppo. Negli ultimi decenni la drastica riduzione delle quantit\u00e0 di pesce azzurro nel Mediterraneo \u00e8 dovuta proprio a questo fenomeno che <strong>non permette agli animali marini aerobici di respirare, e quindi di sopravvivere.<\/strong><\/p>\n<h3>2 \u2013 \u00a0Specie aliene in Calabria<\/h3>\n<p>Perdere una specie potrebbe sembrare qualcosa di irrilevante. Non \u00e8 cos\u00ec \u2013 sottolinea Garofalo &#8211; perch\u00e9 la scomparsa di una sola specie ha ripercussioni sulla catena alimentare, perch\u00e8 pu\u00f2 provocare sia il declino di alcune specie che all\u2019eccessiva presenza di altre. Basti pensare al declino delle api che provoca gravi ripercussioni sullla produzione agricola mondiale e alla disponibilit\u00e0 di cibo. <strong>Se a questo si aggiunge \u201cl\u2019invasione\u201d di specie aliene la catena alimentare ne risente ulteriormente.<\/strong> Queste specie provenienti da mari tropicali stanno colononizzando i nostri mari sempre pi\u00f9 caldi, nei quali possiamo trovare il pesce palla o il pesce scorpione che, dopo aver attraversato il canale di Suez, hanno trovato negli anni condizioni ottimali. Anche il granchio blu, ghiotto di vongole ed incubo deggli allevatori di molluschi, le cui larve hanno attraversato l\u2019Oceano nelle intercapedini delle navi, hanno trovato nel mediterraneo la temperatura giusta per accrescersi e riprodursi, tra Gizzeria e la foce del fiume Savuto se ne possono osservare molti esemplari. Sono stato 5 volte in Antartide proprio per studiare gli effetti del cambiamento climatico sui pesci ghiaccio (unici vertebrati al mondo privi di emoglobina) che sono sentinelle del surriscaldamento globale. E continuiamo queste ricerche per comprenderne l\u2019evoluzione\u00bb.<\/p>\n<h3>3 \u2013 In mare poco ossigeno e tanta plastica<\/h3>\n<p>\u00abLa diminuzione dell&#8217;ossigeno e gli inquinanti in mare riducono la quantit\u00e0 di pesci, molluschi e crostacei. Attualmente \u2013 afferma Garofalo &#8211; <strong>siamo in overfishing: c&#8217;\u00e8 troppa pressione sulle popolazioni ittiche, un sovrasfruttamento esasperato negli ultimi 10 anni.<\/strong> L\u2019itticoltura in acqua oggi ha preso piede sino al punto che la met\u00e0 del pescato mondiale \u00e8 usata per nutrire altri pesci in acquacoltura. L\u2019uomo distrugge il mare non solo immettendo in atmosfera i gas serra responsabili dei cambiamenti climatici, ma anche con la pesca selvaggia, <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/calabria\/mare-colore-verde-calabria-tre-cose-da-sapere-foto-e-video\">con gli scarichi industriali illegali, con la mancanza di depurazione<\/a>, con il rilascio di microplastiche nelle acque. Qualora non vi fosse un\u2019inversione di rotta il Mediterraneo nel 2050 la massa di materie plastiche eguaglier\u00e0 tutta la biomassa (vegetale e animale) in esso contenuto. \u00c8 infatti gi\u00e0 classificato come uno dei mari pi\u00f9 inquinati del pianeta. Vi finiscono l\u2019equivalente di 34.000 bottigliette di plastica al minuto, lo Stretto di Messina \u00e8 ritenuta l\u2019area marina con la pi\u00f9 alta densit\u00e0 di rifiuti al mondo. Appare come una pozzanghera chiusa tra lo Stretto di Gibilterra e il Canale di Suez, con poco ricircolo di acqua. \u00c8 molto profondo, ma per quanto vi siano forti correnti la plastica si concentra sui fondali, avendo tempi di biodegradazione che durano secoli\u00bb.<\/p>\n<h3>4 &#8211; Come cambia il mare, cosa succeder\u00e0<\/h3>\n<p><strong>\u00a0<\/strong>\u00abGli interventi dell\u2019uomo \u2013 ribadisce Garofalo \u2013 sono in alcuni casi distruttivi per l\u2019ambiente marino. Un esempio \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.arpacal.it\/index.php\/temi-ambientali\/18-tematiche-ambientali\/92-acque-di-balneazione\" rel=\"noopener\">la spropositata crescita delle alghe,<\/a> stimolata dai concimi che vengono utilizzati in agricoltura per triplicare i raccolti. <strong>La fioritura algale \u00e8 un processo naturale, ma non \u00e8 normale quando \u00e8 eccessiva, <\/strong>come a volte avviene nei nostri golfi. Un fenomeno che riduce sia la quantit\u00e0 di ossigeno sia il PH dell\u2019acqua generando altri squilibri. A ci\u00f2 si somma la maladepurazione. Dalla fine del 1800, quando l\u2019uomo ha iniziato a immettere in atmosfera gas serra, usando combustibili fossili, l\u2019aumento della temperatura del pianeta \u00e8 stato continuo. <strong>La natura si sta gi\u00e0 ribellando<\/strong>. Il pianeta continuer\u00e0 a vivere, noi potremmo per\u00f2 estinguerci male, tra guerre e miseria, se non vi sar\u00e0 una coscienza collettiva di popoli pronta ad affrontare concretamente i cambiamenti climatici\u00bb.<\/p>\n<h3>5 \u2013 Cosa si pu\u00f2 fare per proteggere il mare<\/h3>\n<p>\u00abLe istituzioni \u2013 secondo Garofalo &#8211; possono fare molto per tutelare il mare: dal creare oasi nelle quali sono interdette le attivit\u00e0 dell\u2019uomo pi\u00f9 impattanti, <strong>al vigilare sul corretto funzionamento dei depuratori (che se lavorano bene non inquinano<\/strong>). Informare la gente \u00e8 un passo indispensabile. Sono convinto che come succede in Brasile un cartellone con i tempi di biodegradazione degli oggetti (sacchetto di plastica 400 anni, reti da pesca 600 anni) contribuirebbe a ridurre gli abbandoni. Nessuno dovrebbe gettare rifiuti in spiaggia o in mare. Serve capire che una cicca di sigaretta nascosta nella sabbia, potresti ritrovarla l\u00ec ancora dopo 15 anni, periodo in cui rilascer\u00e0 in mare frammenti plastici sempre pi\u00f9 piccoli, le cosiddette microplastiche, che ormai sono entrate nella catena alimentare marina. Le microplastiche sono vettori di altri inquinanti (ad es. metalli pesanti), quelle di pi\u00f9 piccole dimensioni, le nanoplastiche, sono in grado di raggiungere tutti i terssuti biologici, dove provocano danno ed aumenta il rischio di sviluppare patologie tumorali\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RENDE (CS) \u2013 Il mare sporco infiamma, come ogni estate, gli animi dei calabresi e dei turisti. Acque verdi e litorali di un\u2019inquietante colorazione nera hanno mobilitato la cittadinanza, che nel Lametino ieri in segno di protesta si \u00e8 data appuntamento alla foce del canalone ex Sir, per avere risposte dalle autorit\u00e0 competenti. 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