{"id":266630,"date":"2025-08-06T10:10:34","date_gmt":"2025-08-06T08:10:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=266630"},"modified":"2025-08-06T09:54:02","modified_gmt":"2025-08-06T07:54:02","slug":"occhiuto-si-dimette-e-accusa-sciacalli-e-odiatori-pino-tursi-prato-ma-i-veri-motivi-restano-oscuri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/occhiuto-si-dimette-e-accusa-sciacalli-e-odiatori-pino-tursi-prato-ma-i-veri-motivi-restano-oscuri\/","title":{"rendered":"Occhiuto si dimette e accusa &#8216;sciacalli e odiatori&#8217;, Pino Tursi Prato \u00abma i veri motivi restano oscuri\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; \u00abDa oggi si pu\u00f2 dire ufficialmente che in Calabria, con le dimissioni di Roberto Occhiuto, si \u00e8 aperta una <strong>vera crisi istituzionale alla Regione<\/strong>. Una crisi dai &#8220;toni forti&#8221;, viste le dichiarazioni dello stesso Occhiuto, il quale individua i \u201cresponsabili\u201d nelle figure degli sciacalli, degli oppositori e degli odiatori\u00bb. A fare il punto \u00e8 l\u2019ex consigliere regionale\u00a0<strong>Pino Tursi Prato<\/strong> che nella sua analisi definisce quelle di Occhiuto \u00ab<strong>parole pesanti, che per\u00f2, al momento, non chiariscono chi siano questi soggetti e quali siano le aree politiche o istituzionali da cui proverrebbero pressioni tanto forti da indurlo a dimettersi\u00bb<\/strong>.<\/p>\n<h3>Il presidente e la maggioranza<\/h3>\n<p>\u00abLe dimissioni di un presidente di Regione rappresentano, di norma, un<strong> atto estremo<\/strong>, <strong>ponderato a lungo e praticato solo dopo aver tentato tutte le mediazioni all\u2019interno della maggioranza.<\/strong> Di solito, prima di arrivare a questa decisione, si cerca un confronto franco tra le parti per superare divergenze e ostacoli. Solo in caso di un dissenso insanabile si arriva alla rottura. <strong>Eppure, ad oggi, non risulta che il presidente Occhiuto abbia convocato la sua maggioranza<\/strong>, n\u00e9 chiesto un confronto formale in Consiglio Regionale per informare preventivamente della sua scelta. Questo rende inevitabile immaginare la delusione \u2014 se non il disorientamento \u2014 dei consiglieri regionali che, colti alla sprovvista, si vedranno costretti a subire obtorto collo la perdita delle proprie prerogative (stipendi, pensioni, ruoli)\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abOcchiuto ha preferito parlare direttamente ai calabresi &#8211; sottolinea Pino Tursi Prato &#8211; <strong>saltando le sedi istituzionali<\/strong>, per denunciare il <strong>clima che lo circonda<\/strong> e per chiedere, implicitamente, una rinnovata fiducia in vista di una sua possibile ricandidatura. L\u2019obiettivo dichiarato <strong>\u00e8 \u201cportare a termine il lavoro iniziato<\/strong>\u201d, presentandosi come garante della continuit\u00e0 amministrativa e istituzionale. Detto cos\u00ec, sembra voler parlare a una Calabria risvegliatasi improvvisamente da un secolare torpore, ignorando che la storia politica e istituzionale di questa regione ha avuto, in passato, momenti di svolta vera, guidata da politici e amministratori di livello nazionale. Oggi, per\u00f2, tra la gente comune si sente dire: \u201c<strong>Che senso ha dimettersi e poi chiedere di essere rieletto, se di fatto \u00e8 ancora presidente in carica?\u201d<\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abIn realt\u00e0, la mossa di Occhiuto sembra pi\u00f9 una strategia per spostare l\u2019attenzione dai veri motivi delle dimissioni. Per il <strong>vicepremier Tajani, la questione ruoterebbe intorno agli avvisi di garanzia notificati dalla Procura di Catanzaro<\/strong>: formalmente non tali da obbligare alle dimissioni, ma potenzialmente logoranti in un periodo di stasi giudiziaria, esponendo Occhiuto alla lenta erosione della sua leadership. Anticipare la crisi, quindi, significherebbe per lui disinnescare la bomba innescata dagli avvisi e rilanciare la sfida elettorale in un momento in cui pu\u00f2 ancora controllarne la narrazione. <strong>\u00c8 una scommessa politica di grande astuzia <\/strong>&#8211; secondo Tursi Prato &#8211;\u00a0che mira a chiedere ai calabresi un rinnovato mandato popolare, trasformando la crisi in opportunit\u00e0. <strong>Ma la domanda \u00e8<\/strong>: questo appello ai cittadini si fonda davvero solo sulla volont\u00e0 di \u201ccompletare il lavoro\u201d o \u00e8 una manovra per congelare l\u2019azione della magistratura sino al termine del ciclo elettorale?\u00bb.<\/p>\n<h3>&#8220;Nemici esterni, sciacalli, oppositori e odiatori&#8221;<\/h3>\n<p>\u00abOcchiuto, nella sua narrazione, tenta di spostare il focus sui \u201cnemici esterni\u201d, sciacalli, oppositori, odiatori. Ma la verit\u00e0 politica sembra pi\u00f9 complessa e sottile. Le prossime mosse appaiono chiare: <strong>ottenere la ricandidatura a nome di un centrodestra unito<\/strong>, ridipingendo la sua immagine come quella di<strong> un leader combattuto ma risoluto<\/strong>, pronto a fronteggiare due avversari distinti ma paralleli: l\u2019opposizione politica e l\u2019inchiesta giudiziaria\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abDall\u2019altra parte, per\u00f2, il<strong> centrosinistra si presenta disorientato<\/strong>, impegnato nella difficile ricomposizione di alleanze e reso vulnerabile dalla tempistica imposta da Occhiuto stesso, che ha saputo anticipare tutti. Parlare di un centrosinistra \u201cignorato\u201d \u00e8 forse eccessivo, ma definirlo \u201csottovalutato\u201d da Occhiuto appare, in questo contesto, una forzatura politica senza precedenti. <strong>Rimane un dato certo: i calabresi attendono le vere ragioni delle dimissioni<\/strong>, il centrosinistra si prepara a una sfida elettorale complicata e la magistratura, suo malgrado, si trova trascinata in uno scontro che la politica tenta di politicizzare\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abPer la prima volta in Calabria assisteremo a una contesa a tre: <strong>centrodestra, centrosinistra e magistratura.<\/strong> Naturalmente, la magistratura non ha scelto questo scontro, ma nel retro-pensiero di Occhiuto si percepisce la volont\u00e0 di farla apparire come un attore che, con la sua azione, rischierebbe di influenzare indebitamente la stabilit\u00e0 politica e istituzionale della regione. Perch\u00e9 si tenta di precostituire il sospetto che la magistratura possa essere la vera responsabile della crisi calabrese? Qual \u00e8 il fine di questa narrazione che mette in discussione la sua autonomia e la riduce a mero strumento subordinato alla politica? <strong>Non si corre il rischio di trasformare la Calabria in un \u201claboratorio politico\u201d da esportare, in futuro, a livello nazionale<\/strong>? Lo scontro, sicuramente, si acuir\u00e0 e si arricchir\u00e0 di nuovi elementi di giudizio. Ci\u00f2 che conta, ora, \u00e8 che i calabresi scendano in campo e partecipino con decisione al giudizio elettorale. Solo cos\u00ec si potr\u00e0 dare alla Calabria il governo dei migliori, al di l\u00e0 delle strategie di palazzo e delle tensioni istituzionali che, altrimenti, rischiano di cristallizzare la regione in uno stato di crisi permanente\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">di <strong>Pino Tursi Prato<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; \u00abDa oggi si pu\u00f2 dire ufficialmente che in Calabria, con le dimissioni di Roberto Occhiuto, si \u00e8 aperta una vera crisi istituzionale alla Regione. Una crisi dai &#8220;toni forti&#8221;, viste le dichiarazioni dello stesso Occhiuto, il quale individua i \u201cresponsabili\u201d nelle figure degli sciacalli, degli oppositori e degli odiatori\u00bb. 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