{"id":268439,"date":"2025-08-27T19:18:44","date_gmt":"2025-08-27T17:18:44","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=268439"},"modified":"2025-08-27T22:55:25","modified_gmt":"2025-08-27T20:55:25","slug":"intrieri-reddito-di-dignita-la-promessa-di-tridico-strumento-sociale-o-bandiera-elettorale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/intrieri-reddito-di-dignita-la-promessa-di-tridico-strumento-sociale-o-bandiera-elettorale\/","title":{"rendered":"Intrieri: &#8220;Reddito di Dignit\u00e0, la promessa di Tridico, strumento sociale o bandiera elettorale?&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; &#8220;Il<strong> candidato alla presidenza della Regione Calabria Tridico<\/strong> ha deciso di giocarsi per la campagna elettorale la carta del<strong> reddito di dignit\u00e0<\/strong>, presentato come il pilastro del suo programma per combattere povert\u00e0 ed esclusione sociale. Tridico torna cos\u00ec a brandire il reddito di cittadinanza come vessillo identitario, accusando chi ne ha ridimensionato la portata di aver &#8216;colpito i poveri'&#8221;. Lo dichiara in una nota l&#8217;ex parlamentare e giornalista <strong>Marilina Intrieri.<\/strong><\/p>\n<p>Un\u2019idea certamente suggestiva che richiama il vecchio reddito di cittadinanza che ha dato un sollievo e un sostegno economico per un certo periodo a migliaia di famiglie calabresi in difficolt\u00e0, soprattutto nelle regioni meridionali. Sul secondo fronte, per\u00f2, quello dell\u2019inserimento lavorativo,<strong> i numeri hanono raccontato un fallimento<\/strong>: i centri per l\u2019impiego non hanono retto la sfida, e il \u201cpatto per il lavoro\u201d \u00e8 rimasto, nella maggior parte dei casi, lettera morta.<\/p>\n<p>E in Calabria come altrove, il sussidio che ha garantito una forma di sostentamento, non ha per\u00f2 spezzato il <strong>circolo vizioso dell\u2019assistenzialismo<\/strong>. Anzi, in pi\u00f9 contesti ha alimentato distorsioni: <strong>dal lavoro nero mascherato al peso politico clientelare<\/strong>, fino a una percezione sociale ambigua, dove il diritto al sostegno rischiava di diventare un privilegio da difendere a prescindere.<\/p>\n<p>La narrazione elettorale di Tridico semplifica un dibattito pi\u00f9 complesso e rischia di piegare a slogan uno dei temi pi\u00f9 delicati per il Paese: la lotta alle diseguaglianze. E dietro il suo slogan si nasconde una triste realt\u00e0: quella\u00a0 che nel bilancio regionale le risorse occorrenti semplicemente non ci sono, in pratica una promessa elettorale a debito.<\/p>\n<p><strong>Tridico annuncia un reddito minimo integrativo da finanziare con fondi europei, ma omette un dettaglio essenziale<\/strong>: l\u2019uso del Fondo sociale europeo Plus (FSE+) e del PNRR \u00e8 rigidamente vincolato a progetti specifici di formazione e inclusione lavorativa. Non \u00e8 una cassa libera da cui attingere a piacimento. Per attivare un sussidio universale servirebbero parziali importanti stanziamenti regionali ordinari. E qui si apre il vero nodo: la Calabria ha gi\u00e0 un bilancio fragile, impegnato a coprire sanit\u00e0, debiti storici e spese obbligatorie.<\/p>\n<p>E la proposta di legge formulata dal consigliere regionale del pd\u00a0 Mammoliti parallela al progetto di Tridico ha quantificato in 500 euro al mese per 15.000 famiglie.<strong> Una misura che costerebbe decine di milioni l\u2019anno<\/strong>.<strong> Dove trovarli? Non certo nella spesa corrente regionale<\/strong>, gi\u00e0 sottoposta a piani di rientro e vincoli statali. Il rischio pi\u00f9 evidente \u00e8 che il Reddito di Dignit\u00e0 resti una promessa da campagna elettorale, priva di gambe per camminare.<\/p>\n<p><strong>Alcune Regioni lo hanono gi\u00e0 introdotto con risultati controvers<\/strong>i. In Puglia nel 2016 che dopo i primi anni si \u00e8 inceppato; la Basilicata aveva tentato un reddito minimo d\u2019inserimento\u00a0 finanziato dalle royalties petrolifere, anche\u00a0 qui con\u00a0 risultati modesti, tanti aventi diritto sulla carta, pochissimi reinseriti nel mondo del lavoro. In Campania e Toscana hanno sperimentato bonus e forme di sostegno analoghe, sempre legate a bandi annuali, ma con impatto sociale ridotto rispetto alle aspettative.<\/p>\n<p>Ma cosa accomuna questi territori regionali?\u00a0 La difficolt\u00e0 di trasformare un sussidio in politiche attive efficaci e cosa o invece li distingue dalla Calabria? La solidit\u00e0 dei bilanci. La Puglia ha un bilancio regionale di oltre 8 miliardi di euro, la Toscana sfiora i 12 miliardi: margini che consentono, almeno in parte, di sperimentare misure proprie di welfare. La Calabria invece si ferma a circa 6 miliardi, di cui oltre il 70% come gi\u00e0 detto gi\u00e0 assorbito dalla sanit\u00e0 e da spese obbligatorie.<\/p>\n<p>Ecco il punto cruciale: <strong>se in Regioni pi\u00f9 ricche e strutturate il reddito di dignit\u00e0 \u00e8 finito per ridursi a misure parziali e insufficienti, come potrebbe la Calabria,<\/strong> con minori risorse e un bilancio in affanono cronico,<strong> trasformarlo in un sostegno stabile e universale?<\/strong> Per questo sorprende che oggi, invece di un\u2019analisi onesta e propositiva su cosa non ha funzionato nel RDC, si torni a utilizzare il tema come clava elettorale.<\/p>\n<p>La vera sfida per un territorio che invecchia e che soffre di un cronico ritardo in produttivit\u00e0 e occupazione giovanile non \u00e8 rivendicare il passato, ma costruire strumenti di inclusione attiva: formazione, incentivi mirati alle imprese, servizi territoriali per l\u2019incontro tra domanda e offerta di lavoro. Il dibattito dovrebbe dunque misurarsi su come garantire un welfare capace di proteggere i pi\u00f9 fragili senza cristallizzare la marginalit\u00e0, su come dare un futuro, non solo un sussidio.<\/p>\n<p>Continuare a<strong> dividere l\u2019opinione pubblica fra \u201cnemici dei poveri\u201d e \u201cpaladini dell\u2019assistenza\u201d<\/strong> rischia solo di svilire un tema serio e di lasciare irrisolti i nodi veri: il lavoro che manca, i servizi che non funzionano, le politiche di sviluppo che non decollano.<\/p>\n<p>La Calabria non ha bisogno di nuovi anonunci che rischiano di alimentare illusioni e dunque provocare altri dolori. Il vero nodo\u00a0 da affrontare resta quello di sempre: creare lavoro e sviluppo, non moltiplicare sussidi senza copertura.<\/p>\n<p><strong>L\u2019assistenzialismo ha gi\u00e0 mostrato i suoi limiti con il reddito di cittadinanza<\/strong> che ha alleviato per qualche tempo la povert\u00e0 ma non ha aperto nuove opportunit\u00e0 occupazionali. Riproporre in Calabria la stessa ricetta, senza affrontare il tema delle risorse e della produttivit\u00e0, significa ripetere un copione gi\u00e0 visto.<\/p>\n<p>Il messaggio deve dunque essere\u00a0 chiaro agli elettori: si pu\u00f2 discutere di sostegni al reddito, si pu\u00f2 ragionare su nuove forme di inclusione sociale, ma<strong> non si pu\u00f2 far credere ai cittadini che la Calabria disponga di miliardi che non ha per erogare un reddito di dignit\u00e0.<\/strong> La seriet\u00e0 della politica si misura sulla fattibilit\u00e0 delle proposte, non sulla capacit\u00e0 di evocare slogan in campagna elettorale e a chi lo spara pi\u00f9 grosso. E\u00a0 quando la\u00a0 campagna elettorale finir\u00e0, i cittadini avranono pi\u00f9 che mai bisogno di risposte concrete.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; &#8220;Il candidato alla presidenza della Regione Calabria Tridico ha deciso di giocarsi per la campagna elettorale la carta del reddito di dignit\u00e0, presentato come il pilastro del suo programma per combattere povert\u00e0 ed esclusione sociale. Tridico torna cos\u00ec a brandire il reddito di cittadinanza come vessillo identitario, accusando chi ne ha ridimensionato la [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":58,"featured_media":268442,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[19],"class_list":["post-268439","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/268439","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/58"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=268439"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/268439\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/268442"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=268439"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=268439"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=268439"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}