{"id":268710,"date":"2025-09-01T10:19:24","date_gmt":"2025-09-01T08:19:24","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=268710"},"modified":"2025-09-01T10:19:24","modified_gmt":"2025-09-01T08:19:24","slug":"la-candidatura-m5s-riapre-la-ferita-moro-pd-non-puo-tacere-memoria-delle-vittime-del-terrorismo-e-valore-non-negoziabile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/la-candidatura-m5s-riapre-la-ferita-moro-pd-non-puo-tacere-memoria-delle-vittime-del-terrorismo-e-valore-non-negoziabile\/","title":{"rendered":"Candidatura M5S riapre la ferita Moro. PD non pu\u00f2 tacere: memoria delle vittime del terrorismo \u00e8 valore non negoziabile"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; &#8220;La candidatura di <strong>Donatella Di Cesare<\/strong> al fianco di <strong>Pasquale Tridico<\/strong>, sostenuta dal Movimento 5 Stelle, apre in Calabria una frattura politica e culturale che non pu\u00f2 essere minimizzata. Non \u00e8 solo questione di opportunit\u00e0: \u00e8 un <strong>tema di coerenza<\/strong> con i valori che il centrosinistra dice di voler portare al governo della regione. Affidare la guida di una lista a chi, in passato, ha reso omaggio a una brigatista mai pentita, <strong>Barbara Balzarani<\/strong>, figura di primo piano delle <strong>Brigate Rosse e<\/strong> compagna di <strong>Mario Moretti<\/strong> durante il sequestro e <strong>l\u2019omicidio di Aldo Moro<\/strong>, espone l\u2019intera coalizione a un\u2019ambiguit\u00e0 che la democrazia non pu\u00f2 permettersi&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Esiste infatti una linea invalicabile: il <strong>rispetto assoluto per la memoria delle vittime del terrorismo<\/strong>. La Repubblica ha pagato un prezzo altissimo alla violenza brigatista, e l\u2019assassinio di Aldo Moro resta la ferita pi\u00f9 profonda. Nel 1978 lo Stato fu colpito al cuore, mentre lo statista democristiano lavorava per unire culture politiche e aprire una stagione di dialogo democratico. La sua morte e quella degli uomini della scorta segnarono per sempre la coscienza civile, imponendo un monito chiaro: mai pi\u00f9 zone grigie, mai pi\u00f9 attenuanti per chi sceglie la violenza&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Ecco perch\u00e9 oggi non si pu\u00f2 indulgere in nostalgie ideologiche o in provocazioni intellettuali che, anche involontariamente, finiscono per sminuire la gravit\u00e0 di quelle ferite. Non a caso, la stessa Rettrice della Sapienza, prof.ssa Antonella Polimeni, prese ufficialmente le distanze dall\u2019omaggio reso dalla prof.ssa Di Cesare alla Balzarani: un segnale istituzionale netto che oggi torna di drammatica attualit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<h4>La Calabria non ha bisogno di candidature simboliche che dividono<\/h4>\n<p>&#8220;Ha bisogno di lavoro dignitoso, di una sanit\u00e0 territoriale che funzioni, di scuole e universit\u00e0 capaci di trattenere i talenti, di infrastrutture che rompano l\u2019isolamento e di una politica di legalit\u00e0 che non sia solo slogan. \u00c8 su questo terreno che si misura la credibilit\u00e0 di chi ambisce a governare.\u00a0Una coalizione che vuole proporsi come alternativa di governo non pu\u00f2 lasciare che il dibattito si sposti su polemiche identitarie: cos\u00ec si disorientano i moderati, si spingono gli indecisi all\u2019astensione e si offre agli avversari un facile argomento di delegittimazione. La competizione si vince allargando, non restringendo: con candidature capaci di unire pluralismo e responsabilit\u00e0, non con figure che polarizzano e costringono gli alleati a infinite giustificazioni&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;In questo quadro, il <strong>Partito Democratico non pu\u00f2 tacere<\/strong>. Se davvero intende proporsi come forza di governo in Calabria, ha il dovere di chiarire, anche nei confronti dell\u2019alleato Cinque Stelle, che il rispetto della memoria delle vittime del terrorismo \u00e8 un principio non negoziabile. Senza questo atto di responsabilit\u00e0 politica, il rischio \u00e8 che la scelta di pochi diventi il fardello di tutti, trascinando la coalizione in un dibattito sterile, lontano dai bisogni reali dei cittadini&#8221;.<\/p>\n<p><strong>&#8220;La<\/strong> <strong>scelta di candidare Di Cesare appare dunque sbagliata nel metodo e nel merito<\/strong>: nel metodo, perch\u00e9 antepone il colpo di scena alla costruzione di un profilo di governo; nel merito, perch\u00e9 oscura le priorit\u00e0 concrete con un\u2019ombra etica e simbolica che non giova a nessuno, tantomeno ai calabresi. Correggere la rotta che il PD deve chiedere non sarebbe un segno di debolezza, ma di maturit\u00e0 politica: <strong>riconoscere che i valori democratici non sono negoziabili e che la memoria delle vittime non \u00e8 terreno per esperimenti ideologici<\/strong>.<br \/>\nIl centrosinistra ha davanti un bivio semplice: scegliere candidature che uniscono e parlino a un elettorato riformista in cerca di seriet\u00e0 e soluzioni, oppure rischiare di restare imprigionato in una testimonianza autoreferenziale, rumorosa ma sterile. Per governare la Calabria servono mani ferme e parole nette. La chiarezza non \u00e8 censura: \u00e8 rispetto. E il rispetto, in democrazia, viene prima di tutto&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\"><strong>di Marilina Intrieri<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; &#8220;La candidatura di Donatella Di Cesare al fianco di Pasquale Tridico, sostenuta dal Movimento 5 Stelle, apre in Calabria una frattura politica e culturale che non pu\u00f2 essere minimizzata. 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