{"id":26875,"date":"2013-10-24T06:41:45","date_gmt":"2013-10-24T04:41:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=26875"},"modified":"2023-01-17T13:24:24","modified_gmt":"2023-01-17T12:24:24","slug":"11088-caso-lanzino-giustizia-e-fatta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/11088-caso-lanzino-giustizia-e-fatta\/","title":{"rendered":"Caso Lanzino: giustizia \u00e8 fatta?"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; In pi\u00f9 di un\u2019occasione ho avuto modo di colloquiare con Franco e Matilde, i genitori di <strong>Roberta Lanzino<\/strong>, la ragazza che a 19 anni, trova la morte in una giornata che invece doveva essere di spensieratezza con una famiglia come tante, che si sposta dalla citt\u00e0 al mare per trascorrere un periodo di vacanza. Siamo a <strong>luglio del 1988<\/strong>. Lei va avanti da sola, col suo motorino percorrendo la vecchia strada che conduce a <strong>Falconara<\/strong>. Roberta, ragazza solare, studentessa universitaria, trover\u00e0 la morte su quella strada dell\u2019Appennino paolano, dopo essere stata violentata.&nbsp;La storia giudiziaria di questo orrendo crimine \u00e8 fatta di approssimazione, depistaggio, lupara bianca, testimonianze fasulle ed omicidi. La cronaca di questi 24 anni \u00e8 infatti ricca di avvenimenti contrastanti. Oggi, emerge, forse quella che sar\u00e0 la verit\u00e0. Ad uccidere Roberta non sono stati i <strong>Frangella<\/strong> che inizialmente sono stati processati per il delitto e nemmeno rampolli di quella \u201cCosenza Bene\u201d, che lo avrebbero fatto per mero diversivo. Gli atti processuali di questi giorni portano ad altri. Una verit\u00e0 che si affaccia, grazie sicuramente alla giustizia che, questa volta almeno non si \u00e8 \u201cmacchiata\u201d di una condanna ad innocenti. Soprattutto una verit\u00e0 che viene fuori dalla costanza di <strong>Franco e Matilde<\/strong> un <strong>pap\u00e0<\/strong> ed una <strong>mamma<\/strong> che hanno speso la loro vita, <strong>24 anni<\/strong>, tenendo sempre alta l\u2019attenzione sull\u2019omicidio e la violenza della figlia ma, facendolo con compostezza e, soprattutto aiutando gli altri, tutte quelle &#8220;Roberta&#8221;che non hanno famiglia, pap\u00e0 o mamma, quelle &#8220;Roberta&#8221; violentate quotidianamente nel corpo e nello spirito. Quelle &#8220;Roberta&#8221; che hanno il volto della povert\u00e0 e della disperazione. Franco e Matilde non sono stati genitori disperati, anzi, come lui stesso dice, \u201cabbiamo deciso di agire, con mia moglie, perch\u00e9 Roberta non morisse ancora nel <strong>silenzio<\/strong>, ma potesse aiutare gli altri come aveva sempre fatto.\u201d Nasce la <strong>fondazione<\/strong>: \u201cun segnale forte di come il dolore pu\u00f2 trasformarsi in speranza\u201d. Oggi, forse, arriva la giustizia degli uomini ma loro, quotidianamente ormai cercano giustizia non solo per Roberta ma per tutte quelle ragazze vittime di violenza, che ospitano nelle loro strutture. E\u2019 Roberta \u00e8 sempre l\u00ec, con pap\u00e0 Franco e mamma Matilde ad accogliere chi come lei \u00e8 vittima ma, attenzione, l\u2019insegnamento \u00e8 quello di non restare vittima\u2026\u2026.. perch\u00e9 Roberta, nonostante le coltellate e quella spallina in bocca, continua a gridare\u2026.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; In pi\u00f9 di un\u2019occasione ho avuto modo di colloquiare con Franco e Matilde, i genitori di Roberta Lanzino, la ragazza che a 19 anni, trova la morte in una giornata che invece doveva essere di spensieratezza con una famiglia come tante, che si sposta dalla citt\u00e0 al mare per trascorrere un periodo di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":26876,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,563,42],"tags":[],"class_list":["post-26875","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-area-urbana","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26875","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=26875"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/26875\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/26876"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=26875"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=26875"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=26875"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}