{"id":268851,"date":"2025-09-02T15:28:09","date_gmt":"2025-09-02T13:28:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=268851"},"modified":"2025-09-02T15:28:09","modified_gmt":"2025-09-02T13:28:09","slug":"pacemaker-senza-fili-allasp-di-cosenza-procedura-consolidata-decine-di-impianti-ed-un-primato-mondiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/pacemaker-senza-fili-allasp-di-cosenza-procedura-consolidata-decine-di-impianti-ed-un-primato-mondiale\/","title":{"rendered":"Pacemaker senza fili, all&#8217;Asp di Cosenza procedura consolidata: \u00abDecine di impianti ed un primato mondiale\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; <strong>Dal 2021<\/strong> i pazienti della provincia di Cosenza hanno a disposizione una delle innovazioni pi\u00f9 rilevanti della cardiologia moderna: il <strong>pacemaker senza fili,<\/strong> chiamato <strong>leadless<\/strong>. Una tecnologia che ha rivoluzionato la pratica clinica e che, nell&#8217;Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, non rappresenta pi\u00f9 una novit\u00e0 sperimentale, ma una <strong>procedura ormai consolidata.<\/strong> Lo spiegano in una nota i vertici aziendali dell&#8217;Asp che, a seguito di una serie di valutazioni errate sul tema,\u00a0precisano alcuni aspetti sulla procedura.<\/p>\n<p>Il primo impianto \u00e8 stato eseguito con successo <strong>nell&#8217;agosto del 2021<\/strong> presso la Cardiologia dell&#8217;o<strong>spedale di Castrovillari,<\/strong> diretta dal dottor <strong>Giovanni Bisignani.<\/strong> Da quel momento, la metodica \u00e8 stata adottata in altre Unit\u00e0 Operative di Cardiologia dell&#8217;Asp, dimostrando, spiega l&#8217;Asp, &#8220;come <strong>anche in Calabria sia possibile offrire ai cittadini cure allineate agli standard pi\u00f9 avanzati a livello nazionale e internazionale&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>L&#8217;Azienda sanitaria parla di un vero e proprio <strong>&#8220;traguardo clinico ma anche simbolico&#8221;<\/strong> in quanto ha dimostrato che &#8220;le strutture periferiche potevano farsi promotrici di innovazione, riducendo il divario spesso lamentato tra nord e sud del Paese&#8221;.<\/p>\n<h3>Un salto tecnologico che cambia le regole<\/h3>\n<p>Il pacemaker tradizionale, pur rappresentando da decenni un presidio fondamentale nella cura delle bradiaritmie, comporta alcune criticit\u00e0. La necessit\u00e0 di creare una tasca sottocutanea per alloggiare il generatore e di inserire cateteri collegati al cuore pu\u00f2 comportare complicanze: infezioni, dislocazioni, fratture degli elettrocateteri, trombosi venose. Con il <strong>pacemaker senza fili,<\/strong> queste problematiche vengono drasticamente ridotte. Si tratta di un <strong>piccolo dispositivo che viene inserito per via percutanea<\/strong> attraverso la vena femorale e<strong> posizionato direttamente all&#8217;interno del ventricolo destro,<\/strong> senza tasca sottocutanea e senza fili.<\/p>\n<p>Un cambiamento che ha reso la procedura pi\u00f9 rapida, sicura e meno invasiva e che ha eliminato il rischio di infezioni legate alla tasca sottocutanea. Tra gli altri vantaggi anche l&#8217;assenza di complicanze correlate ai cateteri (rottura, dislocazione, fratture, trombosi venose); la <strong>procedura di impianto meno invasiva e pi\u00f9 rapida<\/strong>; la riduzione delle complicanze a medio-lungo termine e la durata maggiore della batteria (in alcuni modelli fino a 20 anni).<\/p>\n<h3>Corigliano-Rossano: un primato mondiale<\/h3>\n<p>Un passo avanti si \u00e8 avuto nello spoke di Corigliano-Rossano, dove la dottoressa <strong>Silvana De Bonis,<\/strong> dirigente medico della U.O. di Cardiologia, ha guidato <strong>l&#8217;impianto del pacemaker pi\u00f9 piccolo al mondo.<\/strong> Dieci volte pi\u00f9 ridotto di un dispositivo tradizionale e con una <strong>batteria capace di durare fino a vent&#8217;anni,<\/strong> questo pacemaker ha permesso di trattare pazienti con caratteristiche cliniche particolari, per i quali altre soluzioni non erano praticabili. Un primato che ha dato visibilit\u00e0 non solo all&#8217;ospedale, ma all&#8217;intera Asp di Cosenza, &#8220;dimostrando che anche in Calabria si possono raggiungere livelli di eccellenza&#8221;.<\/p>\n<h3>Una rete cardiologica che cresce<\/h3>\n<p>L&#8217;esperienza di Castrovillari e di Corigliano-Rossano non resta isolata. Altre Unit\u00e0 Operative di Cardiologia hanno adottato la metodica, <strong>ampliando l&#8217;accesso ai pacemaker senza fili.<\/strong> Anche l&#8217;unit\u00e0 operativa di Cardiologia dello spoke <strong>Cetraro &#8211; Paola<\/strong>, diretta dalla dottoressa <strong>Maria Teresa Manes,<\/strong> adotta la stessa metodica, ampliando l&#8217;offerta. &#8220;La rete provinciale si muove oggi come un sistema integrato: &#8211; precisa l&#8217;Asp &#8211; ogni struttura contribuisce a rafforzare l&#8217;offerta, evitando che i pazienti debbano spostarsi lontano dal proprio territorio per ottenere cure di alta specializzazione&#8221;.<\/p>\n<h3>La centralit\u00e0 della valutazione medica<\/h3>\n<p>Nonostante l&#8217;entusiasmo per l&#8217;innovazione, l&#8217;Asp di Cosenza ricorda un principio irrinunciabile: &#8220;la decisione di <strong>impiantare un pacemaker senza fili spetta al cardiologo<\/strong> e dipende dalle condizioni cliniche del singolo paziente. Non tutti sono candidabili, e <strong>in molti casi il dispositivo tradizionale resta la scelta migliore<\/strong>. Et\u00e0, comorbidit\u00e0, anatomia del paziente, gravit\u00e0 del disturbo: ogni fattore viene valutato con attenzione. L&#8217;obiettivo non \u00e8 privilegiare una tecnologia sull&#8217;altra, ma scegliere quella pi\u00f9 sicura ed efficace per ciascun caso&#8221;.<\/p>\n<h3>Formazione e professionalit\u00e0<\/h3>\n<p>L&#8217;introduzione dei pacemaker senza fili ha richiesto un per<strong>corso formativo intenso<\/strong> per le \u00e9quipe mediche e infermieristiche. L&#8217;Asp ha investito nella <strong>preparazione del personale,<\/strong> organizzando <strong>corsi e aggiornamenti<\/strong> in collaborazione con le societ\u00e0 scientifiche e con i centri di riferimento nazionali. &#8220;Oggi le cardiologie della provincia possono contare su professionisti in grado di gestire con competenza questa procedura, -spiega l&#8217;Azienda ospedaliera &#8211; con un <strong>livello di autonomia che garantisce sicurezza e tempestivit\u00e0<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<h3>Risultati ottenuti<\/h3>\n<p>Dall&#8217;agosto 2021 a oggi, <strong>decine di pazienti<\/strong> hanno gi\u00e0 beneficiato dell<strong>&#8216;impianto di pacemaker senza fili<\/strong> negli ospedali dell&#8217;Asp di Cosenza. I dati confermano una significativa riduzione delle complicanze e un miglioramento della qualit\u00e0 di vita. Molti pazienti hanno potuto riprendere in tempi rapidi le proprie attivit\u00e0 quotidiane, riducendo al minimo i disagi legati al ricovero e alle terapie successive. La durata della batteria rappresenta inoltre un vantaggio concreto, riducendo la necessit\u00e0 di ulteriori interventi nel corso degli anni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Dal 2021 i pazienti della provincia di Cosenza hanno a disposizione una delle innovazioni pi\u00f9 rilevanti della cardiologia moderna: il pacemaker senza fili, chiamato leadless. Una tecnologia che ha rivoluzionato la pratica clinica e che, nell&#8217;Azienda sanitaria provinciale di Cosenza, non rappresenta pi\u00f9 una novit\u00e0 sperimentale, ma una procedura ormai consolidata. 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