{"id":269468,"date":"2025-09-14T14:30:52","date_gmt":"2025-09-14T12:30:52","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=269468"},"modified":"2025-09-14T12:07:34","modified_gmt":"2025-09-14T10:07:34","slug":"adolescenti-sempre-piu-connessi-le-paure-dei-giovani-guerra-clima-e-timori-per-lia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/adolescenti-sempre-piu-connessi-le-paure-dei-giovani-guerra-clima-e-timori-per-lia\/","title":{"rendered":"Adolescenti sempre pi\u00f9 connessi, le paure dei giovani: guerra, clima e timori per l&#8217;IA"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Vivono connessi, spesso in vetrina, e sognano di diventare influencer. Ma dietro lo schermo c\u2019\u00e8 una <strong>generazione fragile<\/strong>, culturalmente <strong>pi\u00f9 povera e sempre pi\u00f9 pessimista.<\/strong> \u00c8 il profilo degli <strong>adolescenti italiani nel 2025<\/strong> che emerge dall\u2019ultima indagine di <strong>Laboratorio Adolescenza e Istituto di ricerca Iard<\/strong>, su un campione di <strong>3.160 studenti tra i 12 e i 19 anni.<\/strong><\/p>\n<h3>I follower<\/h3>\n<p>L\u201986,5% posta regolarmente foto o reel sui social, il 17,5% lo fa spesso. L\u2019obiettivo? Aumentare i follower, simbolo di popolarit\u00e0 e bellezza. L\u201980% imita gli influencer nel look e negli atteggiamenti. Ma al culto dell\u2019apparenza si accompagna una <strong>visione cupa del futuro<\/strong>: i <strong>pessimisti<\/strong> sono il <strong>62,4%<\/strong> (erano il 50% nel 2023), e in cima alle paure ci sono <strong>guerra<\/strong> (53,6%) e <strong>degrado ambientale<\/strong> (48,7%).<\/p>\n<p>Solo<strong> il 37% si dice ottimista,<\/strong> mentre l\u201983% crede che la salvaguardia ambientale dipenda dalle scelte individuali, il 77,2% dalla politica e il 62,9% dalla scienza. Secondo Gianni Bona, pediatra e presidente onorario di Laboratorio Adolescenza, la sensibilit\u00e0 ambientale \u00e8 \u201cun segnale di fiducia per il futuro\u201d.<\/p>\n<h3>Sul fronte personale<\/h3>\n<p>Il 75% del campione intervistato si immagina in una <strong>relazione stabile con figli<\/strong>, ma solo il 32,9% pensa di restare a vivere nella propria citt\u00e0. In <strong>calo i consumi culturali<\/strong>, tranne per <strong>cinema e mostre<\/strong>. Il 12% giudica la scuola molto piacevole, mentre peggiora l\u2019atmosfera familiare: giudizi negativi al 44,6%, quasi pari a quelli positivi (54,8%).<\/p>\n<p>Anche <strong>sull\u2019intelligenza artificiale<\/strong>, <strong>prevale il timore<\/strong> (42,2%) rispetto alla fiducia (19,8%). Il 78% non ha mai partecipato a challenge pericolose online, mentre il 39,6% si informa sul sesso da internet. Il 55% vorrebbe parlare con il medico senza genitori presenti.<\/p>\n<p>\u201c\u00c8 un termometro impietoso della deriva valoriale e culturale \u2013 afferma <strong>Maurizio Tucci, presidente di Laboratorio Adolescenza<\/strong> \u2013. Se vogliamo invertire la rotta, tocca a noi adulti cambiare gli scenari in cui i nostri figli vivono\u201d. Per <strong>Rino Agostiniani<\/strong>, presidente della <strong>Societ\u00e0 Italiana di Pediatria<\/strong>, serve \u201cuna presenza attiva anche sui social, per non abbandonare i giovani alle sole logiche del mercato dell\u2019informazione online\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Vivono connessi, spesso in vetrina, e sognano di diventare influencer. 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