{"id":270391,"date":"2025-09-19T08:00:33","date_gmt":"2025-09-19T06:00:33","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=270391"},"modified":"2025-09-18T18:36:46","modified_gmt":"2025-09-18T16:36:46","slug":"campagna-elettorale-di-slogan-contro-i-bisogni-reali-dei-calabresi-serve-una-politica-di-partecipazione-reale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/campagna-elettorale-di-slogan-contro-i-bisogni-reali-dei-calabresi-serve-una-politica-di-partecipazione-reale\/","title":{"rendered":"\u00abCampagna elettorale di slogan contro i bisogni reali dei calabresi. Serve una politica di partecipazione reale\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Di Pino Tursi Prato &#8211; Stiamo assistendo a una <strong>campagna elettorale<\/strong> regionale in <strong>Calabria<\/strong> incentrata esclusivamente su<strong> slogan, priva di una visione chiara e di un progetto concreto<\/strong> da parte dei candidati alla presidenza. L\u2019obiettivo principale sembra essere solo quello di raccogliere quanti pi\u00f9 consensi possibili, dimenticando di mettere al centro del dibattito gli interessi reali dei calabresi.<\/p>\n<p><strong>La politica sociale<\/strong> <strong>non trova spazio<\/strong>, e le generazioni che si susseguono continuano a soffrire per una c<strong>ondizione economica e lavorativa precaria in tutti i settori<\/strong>. Il potere pubblico dovrebbe fungere da mediatore e motore di sviluppo, promuovendo uguaglianza sociale ed economica, favorendo accordi e intese tra il mondo produttivo e le fasce pi\u00f9 emarginate della popolazione.<\/p>\n<p>L\u2019enorme distanza tra gli interessi in campo alimenta disaffezione e sfiducia nei confronti della politica e delle istituzioni. Manca la consapevolezza della necessit\u00e0 di un cambio di approccio. <strong>\u00c8 fondamentale coinvolgere i cittadini<\/strong> nella partecipazione attiva, nelle scelte programmatiche e, di conseguenza, nelle decisioni pi\u00f9 significative.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 bisogno di una scossa vera, che tocchi il cuore e la mente delle persone. <strong>La politica deve tornare a essere un momento alto di partecipazione e di confronto di idee<\/strong>. Il suo ruolo, oggi in crisi, \u00e8 stato progressivamente sostituito da<strong> logiche di potere appartenenti a una nuova \u00e9lite<\/strong>, composta da oligarchie che hanno conquistato settori chiave della gi\u00e0 fragile economia calabrese.<\/p>\n<p>Tutto questo ha contribuito, e continuer\u00e0 a contribuire, all\u2019emarginazione della classe lavoratrice e intellettuale della nostra regione. Una classe che, spesso, trova rifugio nel rituale del lamento, usandolo come pretesto per un disinteresse generalizzato o una protesta fine a s\u00e9 stessa.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario<strong> lavorare per portare gli elettori a votare e a partecipare<\/strong>. Non si tratta di una semplice affermazione retorica, ma di una consapevolezza che deve essere al centro della democrazia, per dare <strong>voce e ascolto<\/strong> a tutti coloro che oggi si sentono emarginati e mortificati nel loro essere cittadini.<\/p>\n<p><strong>L\u2019appello deve raggiungere le persone dimenticate<\/strong>, in parte volutamente, in parte soppresse da una logica secondo cui <strong><em>\u201cmeno siamo a decidere, meglio \u00e8\u201d<\/em><\/strong>. Le scelte devono aprirsi alla collettivit\u00e0, c\u2019\u00e8 bisogno di pensiero, confronto e condivisione. \u00c8 un torto grave escludere i settori pi\u00f9 fragili della societ\u00e0, alimentando una sorta di arroganza basata sul mito dell\u2019individuo, anche privo di competenze e storia.<\/p>\n<p>Servirebbe un v<strong>ero atto di ribellione sociale, per reclamare diritti e pretendere spazi e opportunit\u00e0 di lavoro<\/strong>. La scuola e l\u2019universit\u00e0, in Calabria, sono spesso figlie di questa stessa cultura, ridotte a cinghie di trasmissione di vantaggi personali e logiche opportunistiche.\u00a0La mediazione del consenso soffre per la mancanza di un reale senso di partecipazione democratica. Il vero rischio \u00e8 che, al termine di questa campagna elettorale, nulla cambi, l<strong>e divisioni sociali resteranno inalterate,<\/strong> lo sviluppo della Calabria continuer\u00e0 a rallentare, e l\u2019assistenza e la cura arretreranno ulteriormente, penalizzando le condizioni di vita dei cittadini e, soprattutto, dei giovani.<\/p>\n<p>Forse i settori dominanti preferiscono proprio questo scenario, ma ci\u00f2 avverr\u00e0 a scapito di chi ha pi\u00f9 bisogno e resta escluso da ogni decisione. <strong>\u00c8 necessario un accordo tra la pubblica amministrazione e le masse<\/strong>: la base sociale \u00e8 costituita da lavoratori e disoccupati, spesso ignorati o invisibili nei programmi politici ed economici.<\/p>\n<p>L\u2019urgenza \u00e8 dare alle classi subalterne un inquadramento, <strong>un\u2019identit\u00e0 e una forza che pu\u00f2 nascere solo dalla collettivit<\/strong>\u00e0, attorno a obiettivi comuni. Occorre rivolgersi alla stragrande maggioranza dei calabresi, oggi orfani di rappresentanza sia nella politica che nei media \u2013 giornali, TV e social compresi.<\/p>\n<p>Con un uso mirato dei media e<strong> il possibile sostegno della Chiesa cattolica,<\/strong> si pu\u00f2 dare visibilit\u00e0 e dignit\u00e0 ai settori emarginati della societ\u00e0 calabrese. \u00c8 necessario ridurre il gap esistente: solo superando il divario sar\u00e0 possibile lavorare, nel futuro, per migliorare in modo concreto le condizioni sociali ed economiche della nostra regione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Di Pino Tursi Prato &#8211; Stiamo assistendo a una campagna elettorale regionale in Calabria incentrata esclusivamente su slogan, priva di una visione chiara e di un progetto concreto da parte dei candidati alla presidenza. 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