{"id":27058,"date":"2013-10-30T07:31:13","date_gmt":"2013-10-30T06:31:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=27058"},"modified":"2023-01-17T13:24:34","modified_gmt":"2023-01-17T12:24:34","slug":"11181-abusi-sulla-figlia-professionista-assolto-in-appello-a-catanzaro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/11181-abusi-sulla-figlia-professionista-assolto-in-appello-a-catanzaro\/","title":{"rendered":"Abusi sulla figlia, professionista assolto in appello a Catanzaro"},"content":{"rendered":"<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">CATANZARO &#8211; Il fatto non sussiste; con questa motivazione un professionista quarantenne di Catanzaro \u00e8 stato assolto dall&#8217;accusa di abusi sessuali sulla figlioletta.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">La sentenza arriva dalla Corte d&#8217;Appello del capoluogo calabrese. I giudici di secondo grado hanno assolto l&#8217;uomo &#8220;perche&#8217; il fatto non sussiste&#8221;, dopo che anche il sostituto procuratore generale, Massimo Lia, aveva chiesto di assolverlo essendo giunto alla conclusione che le prove a suo carico fossero contraddittorie. L&#8217;assoluzione era stata ovviamente chiesta anche dai difensori dell&#8217;imputato, mentre aveva chiesto la conferma della condanna di primo grado il difensore di parte civile, l&#8217;avvocato Francesco Gambardella, che rappresentava la presunta piccola vittima e la madre, ex moglie dell&#8217;imputato. La Corte d&#8217;appello si e&#8217; cosi&#8217; pronunciata per la seconda volta sulla vicenda, dopo che la Corte di cassazione ha annullato con rinvio la precedente pronuncia di secondo grado del 6 maggio 2011. Quel giorno i giudici catanzaresi avevano confermato la sentenza di condanna ad undici anni di reclusione gia&#8217; emessa a carico dell&#8217;imputato, come richiesto dal sostituto procuratore generale, Eugenio Facciolla, il quale comunque aveva in precedenza chiesto, senza successo, di rinnovare la perizia medica al centro dell&#8217;intero processo affidandola questa volta ad un collegio di esperti.&nbsp;<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">&nbsp;<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Il giudizio di primo grado per il giovane professionista, invece, si era concluso l&#8217;8 luglio 2010, quando i giudici del tribunale collegiale di Catanzaro accolsero quasi completamente le richieste del pubblico ministero Simona Rossi, che aveva chiesto una condanna a 13 anni di reclusione. Alla richiesta di dichiarare l&#8217;imputato colpevole si e&#8217; associato anche l&#8217;avvocato di parte civile, che allora era Salvatore Veneziano, a nome della mamma della bambina, che oggi ha circa nove anni. Fu proprio la donna a dare il via alle indagini della Polizia con una denuncia sporta contro l&#8217;ex marito nel maggio del 2007.<\/p>\n<p class=\"p1\" style=\"text-align: justify;\">Nei mesi seguenti, a meta&#8217; dicembre 2007, l&#8217;imputato fini&#8217; in manette, e tre giorni dopo lascio&#8217; il carcere di Siano per decisione del giudice per le indagini preliminari, che gli concesse i domiciliari, con permesso di recarsi a lavoro. L&#8217;imputato, che rispondeva anche di aver detenuto e, secondo le accuse, divulgato attraverso la rete Internet materiale pedo-pornografico, si e&#8217; sempre difeso parlando di un accanimento della moglie nei suoi confronti dovuta alla loro separazione, e ricordando che, oltre un anno prima che la donna lo denunciasse, anche lui aveva presentato un esposto al Tribunale dei minorenni di Catanzaro perche&#8217;, sostenne, la figlioletta gli aveva raccontato di aver visto la madre in atteggiamenti scabrosi con un&#8217;altra persona.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CATANZARO &#8211; Il fatto non sussiste; con questa motivazione un professionista quarantenne di Catanzaro \u00e8 stato assolto dall&#8217;accusa di abusi sessuali sulla figlioletta.<\/p>\n","protected":false},"author":19,"featured_media":27059,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,17],"tags":[],"class_list":["post-27058","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27058","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/19"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=27058"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/27058\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/27059"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=27058"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=27058"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=27058"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}