{"id":270982,"date":"2025-09-27T13:00:56","date_gmt":"2025-09-27T11:00:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=270982"},"modified":"2025-09-25T14:02:18","modified_gmt":"2025-09-25T12:02:18","slug":"spreco-alimentare-litalia-migliora-ma-resta-indietro-in-europa-sud-maglia-nera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/spreco-alimentare-litalia-migliora-ma-resta-indietro-in-europa-sud-maglia-nera\/","title":{"rendered":"Spreco alimentare: l\u2019Italia migliora ma resta indietro in Europa, Sud maglia nera"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Nel 2025, a 10 anni dall&#8217;approvazione dell&#8217;Agenda Onu 2030 e a 9 anni dalla legge Gadda sullo <strong>spreco del cibo<\/strong>, l&#8217;Italia migliora ma non abbastanza, e resta sempre sopra la media europea. Nel nostro Paese, dal 2015 ad oggi lo spreco settimanale medio pro capite \u00e8 sceso di 95 grammi settimanali, da 650 grammi a 555,8 a fronte di 512,9 grammi settimanali per la Germania, 459,9 grammi per la Francia, 446,5 grammi per la Spagna, 469,5 per i Paesi Bassi.<\/p>\n<p>\u00c8 quanto emerge con i dati del nuovo<strong> rapporto Waste Watcher international<\/strong>, presentati oggi a Roma e in occasione dell&#8217;evento promosso dalla campagna pubblica Spreco Zero, in vista della 6^ Giornata mondiale di consapevolezza delle perdite e sprechi alimentari, in programma luned\u00ec 29 settembre. <strong>Il rapporto registra &#8220;che aumenta la consapevolezza del legame fra spreco e ambiente, ma \u00e8 lontano il traguardo fissato per il 2030<\/strong> di 369,7 gr. settimanali. Dal punto di vista delle zone territoriali del Paese lo studio rileva che si spreca meno al centro (dato record: 490,6 g) e al nord (515,2 g) e pi\u00f9 al sud (628,6 gr.).<\/p>\n<h3><strong>La hit dei cibi sprecati<\/strong><\/h3>\n<p>\u00c8 registrato che sprecano meno le famiglie con figli (-17%) e i grandi Comuni (-9%). Nella hit dei cibi sprecati la <strong>frutta fresca (22,9 g), la verdura fresca (21,5 g) e il pane (19,5 g), segue l&#8217;insalata (18,4 g) e cipolle\/tuberi (16,9 g)<\/strong>. Waste Watcher evidenzia inoltre il legame fra le guerre, i dazi e la crisi climatica. I risultati registrano che pi\u00f9 di 1 italiano su 3 (il 37%) sceglie prodotti made in Italy in un contesto di guerre e crisi dei dazi. Due italiani su 3 (66%) hanno aumentato o tenuto alta l&#8217;attenzione all&#8217;ambiente. Un italiano su 2 presta pi\u00f9 attenzione all&#8217;impatto ambientale dei prodotti alimentari che acquista nel tempo della crisi climatica. Gli analisti rilevano inoltre che in Italia i &#8220;nativi digitali&#8221; sono motore del cambiamento mostrando comportamenti virtuosi con il riutilizzo degli avanzi (+10% rispetto alla media), condividendo il cibo (+5%), acquistando frutta e verdura di stagione (+2%) e prestando pi\u00f9 attenzione all&#8217;impatto ambientale (+2%).<\/p>\n<p>L&#8217;indagine, a livello internazionale, registra che n<strong>el mondo vengono sprecate 1,05 miliardi di tonnellate di cibo<\/strong>, 1\/3 della produzione alimentare globale. Lo spreco di cibo \u00e8 <strong>responsabile di quasi il 10% delle emissioni globali di gas serra<\/strong>, 5 volte quelle generate dall&#8217;aviazione. Il 28% dei terreni agricoli, pari a 1,4 miliardi di ettari, viene utilizzato per produrre cibo che non verr\u00e0 mai mangiato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Nel 2025, a 10 anni dall&#8217;approvazione dell&#8217;Agenda Onu 2030 e a 9 anni dalla legge Gadda sullo spreco del cibo, l&#8217;Italia migliora ma non abbastanza, e resta sempre sopra la media europea. 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