{"id":271267,"date":"2025-09-29T07:59:14","date_gmt":"2025-09-29T05:59:14","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=271267"},"modified":"2025-09-29T08:04:20","modified_gmt":"2025-09-29T06:04:20","slug":"isabel-aveva-una-vita-davanti-la-sorella-voi-medici-cosa-avete-perso-evidentemente-niente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/isabel-aveva-una-vita-davanti-la-sorella-voi-medici-cosa-avete-perso-evidentemente-niente\/","title":{"rendered":"&#8220;Isabel aveva una vita davanti&#8221;, la sorella: \u00abvoi medici cosa avete perso? Evidentemente niente\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Dopo il toccante messaggio del <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/provincia\/isabelcs-la16enne-di-lattarico-morta-per-un-malore-lo-sfogo-del-padre-voglio-verita\">padre<\/a>, anche la sorella di Isabel Desir\u00e8 Porco, Ida, rompe il silenzio e affida ad un post su Facebook il racconto lucido e straziante di quei minuti drammatici, in cui la giovane<strong> 16enne si \u00e8 sentita male tra i banchi del liceo scientifico Pitagora di Rende<\/strong>. Un malore improvviso, la paura, la corsa contro il tempo, le attese tra il pronto soccorso e il trasferimento a Roma, fino al tragico epilogo. Un racconto intenso, scritto con la voce di chi ha visto da vicino la vita spegnersi troppo presto, e che oggi chiede \u2013 con dignit\u00e0 e forza \u2013 la verit\u00e0.<\/p>\n<h3>\u00abIsabel aveva solo 16 anni, Isabel aveva una vita davanti\u00bb<\/h3>\n<p>\u00abMi ha chiamata quel giorno (il 18 settembre) alle 11:52 dicendomi che stava poco bene e chiedendomi se potessi andare a prenderla perch\u00e9 accusava inattivit\u00e0 di entrambi gli arti destri (gamba e braccio). Sono arrivata a scuola e Isabel capiva poco, non era in grado di muoversi se non dopo essere chiamata e stimolata in qualche modo. Sono passati i primi quindici minuti in classe, dove \u00e8 stata soccorsa da <strong>un\u2019ambulanza priva di medico e infermiere a bordo\u00bb.<\/strong><\/p>\n<h3>Isabel, l&#8217;attacco di panico e il &#8216;codice giallo&#8217;<\/h3>\n<p>\u00abDurante il tragitto mia sorella ha <strong>vomitato pi\u00f9 volte<\/strong> ed io ho dovuto sorreggerle la testa. <strong>Stava morendo davanti ai miei occhi<\/strong> e loro mi rassicuravano dicendo: \u201cTranquilla, \u00e8 solo un attacco di panico, la ragazza sta bene\u201d. Arriviamo al pronto soccorso e mia sorella entra in <strong>codice giallo<\/strong>. Abbiamo <strong>perso altro tempo per compilare la cartella clinica<\/strong>. Successivamente entriamo in pediatria, dove la diagnosi cambia: \u201cUn inizio di crisi epilettica\u201d. Anche l\u00ec il tempo scorreva e mia sorella &#8211; racconta Ida &#8211; <strong>si dimenava sulla barella mentre quei \u201cdottori\u201d continuavano a perdere tempo<\/strong>. Poi hanno chiesto <strong>se ci fosse \u201cper caso\u201d un posto per effettuare un encefalogramma<\/strong>, e ripeto \u201c<strong>se ci fosse<\/strong>\u201d, perch\u00e9 evidentemente mia sorella non era considerata un \u201csoggetto urgente\u201d. Dopo aver effettuato l\u2019encefalogramma, hanno escluso la crisi epilettica\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abDopo aver perso altro tempo, la portano in TAC dove scoprono che mia sorella aveva in corso <strong>un\u2019emorragia cerebrale<\/strong>, dovuta a una MAV (<strong>malformazione artero-venosa congenita<\/strong>), un mostro che ti porti dietro sin dalla nascita, non ti avvisa, esplode quando e come vuole. Dopo aver riunito l\u2019equipe con non so quanti dottori, \u00e8 arrivato questo \u201cverdetto\u201d che ha <strong>tolto altro tempo prezioso a mia sorella<\/strong>. Successivamente \u00e8 stata trasportata in sala operatoria, dove le hanno inciso il cranio inserendole un drenaggio che avrebbe dovuto aiutare con la fuoriuscita del sangue e l\u2019abbassamento della pressione intracranica, che attenzione: per tre giorni non si \u00e8 mai abbassata\u00bb.<\/p>\n<h3>\u00abMia sorella ha sofferto senza essere stata aiutata\u00bb<\/h3>\n<p>\u00abI miei genitori e i miei familiari &#8211; scrive Ida &#8211; hanno chiesto pi\u00f9 volte, dal primo giorno, di poterla trasferire da qualche altra parte, ma mia sorella &#8216;non era trasportabile&#8217;. <strong>Perch\u00e9 non era trasportabile e poi invece \u00e8 stata trasportata?<\/strong> Perch\u00e9 non avete accettato, per l\u2019ennesima volta, il vostro fallimento? <strong>Perch\u00e9 devo pensare di andar via dalla Calabria per poter assicurare una lunga vita ai miei figli?<\/strong> <strong>Perch\u00e9 ho dovuto perdere mia sorella a 16 anni?<\/strong> E se foste stati voi a perdere una figlia, una madre o una sorella, cosa avreste fatto? Perch\u00e9 altre persone sono nella mia stessa situazione e continuano ogni giorno ad esserci?\u00bb.<\/p>\n<p>Il racconto straziante di Ida si chiude cos\u00ec: \u00abHo dovuto scegliere il vestito dei 18 anni di mia sorella, vestito che avrebbe dovuto scegliere lei; i miei genitori hanno <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/area-urbana\/lattarico-in-lutto-addio-a-isabel-desire-la-16enne-stroncata-da-un-malore-improvviso\">perso una figlia<\/a>, io e mio fratello una sorella, i miei zii una nipote e i miei cugini una cuginetta, mia nonna ha preso la sua nipotina.<strong> E voi medici cosa avete perso? Evidentemente niente<\/strong>\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Dopo il toccante messaggio del padre, anche la sorella di Isabel Desir\u00e8 Porco, Ida, rompe il silenzio e affida ad un post su Facebook il racconto lucido e straziante di quei minuti drammatici, in cui la giovane 16enne si \u00e8 sentita male tra i banchi del liceo scientifico Pitagora di Rende. Un malore [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":271268,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563,42],"tags":[19],"class_list":["post-271267","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","category-cosenza","tag-copertina"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/271267","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=271267"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/271267\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/271268"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=271267"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=271267"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=271267"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}