{"id":271300,"date":"2025-09-29T13:30:30","date_gmt":"2025-09-29T11:30:30","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=271300"},"modified":"2025-09-29T12:45:12","modified_gmt":"2025-09-29T10:45:12","slug":"la-storia-della-calabria-pre-greca-si-riscrive-dallunical-studio-sulla-manifattura-additiva-nei-bronzi-enotri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/la-storia-della-calabria-pre-greca-si-riscrive-dallunical-studio-sulla-manifattura-additiva-nei-bronzi-enotri\/","title":{"rendered":"La storia della Calabria pre-greca si riscrive. Dall&#8217;Unical studio sulla manifattura additiva nei bronzi enotri"},"content":{"rendered":"<p>RENDE &#8211; Un capitolo della<strong> Calabria pre-greca<\/strong> \u00e8 in fase di riscrittura. A farlo <strong>un\u2019\u00e9quipe interdisciplinare di archeologi e fisici<\/strong> dell<strong>\u2019Universit\u00e0 della Calabria<\/strong> (Dipartimento di Fisica, STAR Lab IR, Dipartimento di Culture, Educazione e Societ\u00e0 e ArToMed-Lab) e il<strong> CNR \u2013 Istituto di Nanotecnologia di Cosenza. <\/strong>Si tratta di uno studio molto importante pubblicato sul <em>Journal of Cultural Heritage<\/em>,\u00a0che ha permesso di ampliare le conoscenze sui <strong>processi produttivi<\/strong> utilizzati per realizzare <strong>due reperti bronzei dell\u2019VIII secolo a.C.<\/strong> raffiguranti coppie antropomorfe prodotte dalle comunit\u00e0 enotrie della Calabria ionica settentrionale. Al tempo stesso, grazie all&#8217;uso di tecnologie diagnostiche avanzate, \u00e8 stato possibile ottenere ulteriori preziosi <strong>indizi sulla struttura sociale e religiosa<\/strong> di una cultura che non ha lasciato testimonianze scritte.<\/p>\n<h3>I manufatti analizzati e quali tecniche utilizzate<\/h3>\n<p>I manufatti, rinvenuti durante le ricognizioni topografiche svolte nella Sila Greca dagli archeologi dell\u2019Universit\u00e0 della Calabria in collaborazione con l\u2019allora Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria, provengono dalla <strong>necropoli enotria di Bucita di Rossano<\/strong> e dall\u2019<strong>area archeologica di Muraglie di Pietrapaola.<\/strong> Essi, raffiguranti una coppia uomo-donna abbracciati, facevano generalmente parte delle parures che caratterizzavano alcuni corredi funerari riferibili a donne di rango elevato.<\/p>\n<p>Per indagarne struttura e composizione sono state applicate metodologie non distruttive di ultima generazione. La microtomografia computerizzata a raggi X (X-ray \u03bcCT), realizzata presso l\u2019infrastruttura di ricerca STAR dell\u2019Universit\u00e0 della Calabria, ha permesso di eseguire una sorta di \u201cdissezione virtuale\u201d, svelandone la<strong> struttura interna tridimensionale<\/strong> senza intaccare la superficie. La microscopia elettronica a scansione (SEM-EDX) ha contribuito a rilevare la <strong>composizione delle leghe. <\/strong>Le analisi hanno messo in luce differenze sostanziali rispetto a quanto gi\u00e0 si sapeva.<\/p>\n<h3>Le osservazioni sui reperti: Rossano e Muraglie<\/h3>\n<p>Il reperto di Rossano si \u00e8 rivelato <strong>composto prevalentemente da rame<\/strong> con una piccola percentuale di <strong>stagno<\/strong>, che lo rendeva adatto a lavorazioni meccaniche complesse dopo la fusione. Le ricostruzioni 3D hanno messo in evidenza alcune parti anatomiche, come ginocchia e altri dettagli, realizzate con <strong>metodo additivo, ossia con l\u2019aggiunta di materiale, e poi modellate con precisione,<\/strong> un <strong>approccio sorprendentemente avanzato per l\u2019epoca.<\/strong><\/p>\n<p>Le stesse analisi hanno permesso di rilevare, confermando l\u2019ipotesi gi\u00e0 avanzata attraverso la diagnostica umanistica, <strong>due piccoli fori circolari<\/strong> di appena 2 mm di diametro sui colli delle figure, nascosti da sedimenti e incrostazioni, che permettevano la sospensione del pendaglio, una funzione pratica rimasta fino ad oggi invisibile.<\/p>\n<p>Il reperto di <strong>Muraglie<\/strong>, invece, racconta una storia opposta. Realizzato tramite fusione in stampo bivalve, mostra difetti di colata e una scarsa o nulla lavorazione post-fusione. La <strong>lega, ricca di stagno,<\/strong> fondeva a temperature pi\u00f9 basse, consentendo una produzione rapida ma al prezzo di una <strong>maggiore fragilit\u00e0<\/strong> che ne escludeva ogni rifinitura o ritocco meccanico. Queste differenze tecniche riflettono una struttura sociale complessa.<\/p>\n<p>Il <strong>reperto di Rossano, con la sua lavorazione elaborata e il profondo significato simbolico,<\/strong> era probabilmente un oggetto destinato a quelle <strong>poche donne dell\u2019aristocrazia enotria<\/strong> che gestivano, all\u2019interno della comunit\u00e0 di appartenenza, l\u2019insieme dei rituali e delle attivit\u00e0 religiose; mentre quello di <strong>Muraglie<\/strong>, frutto di una <strong>produzione in serie, era destinato a fasce pi\u00f9 ampie della popolazione<\/strong> ma pur sempre di rango elevato.<\/p>\n<h3>Le conclusioni dello studio<\/h3>\n<p>Nonostante tali distinzioni, entrambi condividono la stessa simbologia: la <strong>donna<\/strong>, all\u2019interno della coppia che incarna un\u2019unione ierogamica, \u00e8 sempre posta sulla destra, a sottolineare la <strong>rilevanza sociale e il ruolo preminente nelle pratiche cultuali. <\/strong>Pendagli simili, sebbene i centri di produzione fossero probabilmente dislocati nella Sibaritide e nella Crotoniatide, sono stati rinvenuti soprattutto in Calabria e nella Sicilia orientale, delineando cos\u00ec l\u2019esistenza di una vera e propria<strong> \u201ckoin\u00e8\u201d culturale enotrio-sicula.<\/strong><\/p>\n<p>Altri esemplari provengono dalla Basilicata, dalla Campania, dal Veneto e persino dalla Boemia. Questa diffusione potrebbe testimoniare una <strong>rete di scambi di beni e idee<\/strong> lungo la \u201cvia dell\u2019ambra\u201d che colloca il <strong>Sud Italia della prima et\u00e0 del Ferro in un contesto dinamico e interconnesso<\/strong> ben prima della colonizzazione greca.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>RENDE &#8211; Un capitolo della Calabria pre-greca \u00e8 in fase di riscrittura. A farlo un\u2019\u00e9quipe interdisciplinare di archeologi e fisici dell\u2019Universit\u00e0 della Calabria (Dipartimento di Fisica, STAR Lab IR, Dipartimento di Culture, Educazione e Societ\u00e0 e ArToMed-Lab) e il CNR \u2013 Istituto di Nanotecnologia di Cosenza. 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