{"id":271415,"date":"2025-10-05T09:00:18","date_gmt":"2025-10-05T07:00:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=271415"},"modified":"2025-09-30T10:45:11","modified_gmt":"2025-09-30T08:45:11","slug":"ricerca-contro-il-cancro-in-italia-raccolti-25-miliardi-in-7-anni-ma-mancano-dei-dati-unitari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/ricerca-contro-il-cancro-in-italia-raccolti-25-miliardi-in-7-anni-ma-mancano-dei-dati-unitari\/","title":{"rendered":"Ricerca contro il cancro: in Italia raccolti 2,5 miliardi in 7 anni ma mancano dei dati unitari"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Tra il <strong>2016 e il 2023 l&#8217;Italia<\/strong> ha destinato <strong>quasi due miliardi e mezzo di euro alla ricerca sul cancro<\/strong>. Con oltre 1,17 miliardi, il settore non Profit si conferma la fonte principale di finanziamento. Questi alcuni dei dati che emergono dal rapporto<strong> &#8216;Alle fonti della ricerca&#8217;<\/strong> del Centro di ricerca sull&#8217;Assistenza sanitaria e sociale (Cergas) dell&#8217;Universit\u00e0 Bocconi, presentato a Roma negli scorsi giorni in occasione della celebrazione per i <strong>60 anni di Fondazione Airc per la ricerca sul cancro.<\/strong><\/p>\n<p>Tra i <strong>finanziatori non Profit,<\/strong> che hanno contribuito per il <strong>45% del totale<\/strong> dei 2,47 miliardi di fondi per la ricerca (<strong>1,17 miliardi di euro<\/strong>), Airc si conferma il principale con oltre 973 milioni di euro erogati. Seguono la Fondazione piemontese per la Ricerca sul cancro (Fprc) con poco pi\u00f9 di 100 milioni, Fondazione Veronesi con quasi 50 milioni, Ail (30,2 milioni di euro), Lilt (20 milioni) e Fondazione Pezcoller (3,9 milioni). Questi Enti supportano la ricerca di base, preclinica, clinica e traslazionale attraverso bandi competitivi e borse di studio.<\/p>\n<p>Dal <strong>ministero della Salute<\/strong> sono arrivati, invece, circa<strong> 635 milioni, il 29% del totale<\/strong> (533 milioni sulla ricerca corrente). Quattro i canali principali: ricerca corrente (84%), destinata agli Irccs,con una tendenza stabile e un peso costante dell&#8217;oncologia (circa 51-54% della ricerca corrente complessiva); ricerca finalizzata (8%), ossia bandi competitivi per progetti di ricerca in ambito oncologico; finanziamenti a reti e programmi collaborativi (6%), come Acc e Eranet; investimenti in conto capitale.<\/p>\n<p>Anche <strong>l&#8217;Unione Europea<\/strong> ha fatto la sua parte contribuendo con circa <strong>505 milioni di euro (20% del totale),<\/strong> attraverso: Pnrr (circa 221 milioni destinati a progetti oncologici); Horizon 2020 e Horizon Europe (circa 186 milioni complessivi; Marie Sk\u0142odowska-Curie Actions (49 milioni per la formazione dei ricercatori; European Research Council (48 milioni per progetti di eccellenza).<\/p>\n<p>Con <strong>120 milioni di euro<\/strong> anche il ministero dell&#8217;Universit\u00e0 e della ricerca ha dato il proprio contributo &#8220;essenziale per mantenere la vitalit\u00e0 accademica della ricerca oncologica&#8221; che si concentra sulla ricerca di base e sull&#8217;integrazione tra universit\u00e0, centri di ricerca e sistema sanitario. Infine <strong>l&#8217;Aifa<\/strong> che ha erogato <strong>15,5 milioni<\/strong> da bandi specifici o fondi a sostegno di progetti in ambito oncologico, principalmente legati allo sviluppo di terapie innovative, e il cofinanziamento per circa <strong>20,5 milioni da alcune Regioni.\u00a0<\/strong><\/p>\n<h3>Fondi per la ricerca contro il cancro, non mancano i problemi: &#8220;assenza dati unitari&#8221;<\/h3>\n<p>Nonostante l&#8217;articolato sistema di finanziamento della ricerca oncologica, con un&#8217;elevata partecipazione del settore non Profit e un ruolo centrale degli Irccs nella ricerca pubblica,dal report emergono\u00a0 <strong>&#8220;fragilit\u00e0 strutturali e sfide significative&#8221;<\/strong>. In particolare il nodo principale che viene evidenziato \u00e8 &#8220;<strong>l&#8217;assenza di una base dati unitaria e integrata<\/strong> che consenta una <strong>piena tracciabilit\u00e0 dei finanziamenti, dei progetti e dei risultati raggiunti&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>Frammentazione e diversa qualit\u00e0 dei dati <strong>&#8220;ostacolano una visione d&#8217;insieme e rendono complessa qualsiasi valutazione<\/strong> non solo del mix di ricerca che viene a essere finanziata o delle tipologie di tumori maggiormente studiate, ma soprattutto una valutazione dell&#8217;efficacia degli investimenti fatti&#8221;. Particolarmente critica &#8220;la carenza di informazioni affidabili e sistematiche sul contributo dell&#8217;industria farmaceutica alla ricerca clinica in ambito oncologico&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;<strong>Non esiste a oggi in Italia<\/strong> &#8211; si legge nel Rapporto Cergas &#8211; <strong>un sistema di reporting trasparente e disaggregato<\/strong> che consenta di<strong> stimare l&#8217;entit\u00e0 effettiva degli investimenti<\/strong> fatti dall&#8217;industria farmaceutica, n\u00e9 un&#8217;analisi dei principali centri sperimentatori coinvolti in queste sperimentazioni e delle loro caratteristiche&#8221;.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiungono &#8220;l&#8217;eterogeneit\u00e0 dei modelli di finanziamento degli Irccs oncologici, emersa dall&#8217;analisi delle principali istituzioni italiane&#8221;, ma anche il &#8220;sottofinanziamento di aree cruciali come prevenzione, salute pubblica e tumori ad alta letalit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<h3>L&#8217;istituzione di un Osservatorio nazionale<\/h3>\n<p>In questo scenario, lo studio avanza diverse proposte: <strong>istituire un Osservatorio nazionale per la Ricerca oncologica<\/strong> per &#8220;promuovere trasparenza, coordinamento tra enti erogatori e maggiore coerenza tra carico di malattia e priorit\u00e0 di investimento; vincolare una quota dei finanziamenti a prevenzione primaria e tumori sottofinanziati; introdurre strumenti obbligatori di valutazione dell&#8217;impatto dei bandi di finanziamento; obbligare la rendicontazione trasparente degli investimenti industriali nella ricerca clinica oncologica; incentivare la partecipazione dei Paesi a basso e medio reddito nella ricerca oncologica internazionale&#8221;.<\/p>\n<h3>Schillaci: &#8220;Grazie a Airc ricerca e cura del cancro \u00e8 obiettivo di massa&#8221;<\/h3>\n<p>&#8220;Airc ha contribuito in modo decisivo a promuovere la consapevolezza sociale sul cancro, trasformando la <strong>prevenzione e la ricerca di cura in un obiettivo di massa<\/strong>. Anche grazie alla Fondazione l&#8217;Italia ha superato il fatto che anche solo nominare il cancro fosse un tab\u00f9&#8221;. Cos\u00ec il ministro della Salute <strong>Orazio Schillaci<\/strong> ha parlato della ricerca contro il cancro in occasione dei 60 anni di Fondazione Airc per la ricerca sul cancro.<\/p>\n<p>Schillaci ha ricordato che &#8220;dal 1965 a oggi, Airc ha contribuito con circa<strong> 2 miliardi di euro alla ricerca,<\/strong> consentendo a sempre pi\u00f9 pazienti di superare la malattia grazie ai 20mila volontari che la sostengono con le donazioni del 5&#215;1000, una diffusa rete di contatti che racconta la storia di un movimento capace di unire scienza, istituzioni e comunit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<p>Per il ministro, che ha confermato il sostegno personale e istituzionale alla Fondazione, per far fronte all&#8217;alto numero di diagnosi ogni anno &#8211; oltre 390mila &#8211; &#8220;\u00e8 necessario investire in ricerca, in personalizzazione ma anche in prevenzione&#8221;. In tal senso, Schillaci ha menzionato il <strong>nuovo Piano oncologico nazionale e il Piano di ricerca sanitaria,<\/strong> con l&#8217;obiettivo di &#8220;rafforzare le reti collaborative&#8221; e &#8220;creare un sistema pi\u00f9 solido, accelerare il trasferimento delle scoperte della ricerca dal laboratorio al letto del paziente&#8221;. Gli Stati Generali della prevenzione, ha ricordato, &#8220;hanno posto le basi per una strategia nazionale integrata, un investimento che produca salute, equit\u00e0 e sostenibilit\u00e0&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Tra il 2016 e il 2023 l&#8217;Italia ha destinato quasi due miliardi e mezzo di euro alla ricerca sul cancro. Con oltre 1,17 miliardi, il settore non Profit si conferma la fonte principale di finanziamento. 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