{"id":271862,"date":"2025-10-04T12:14:26","date_gmt":"2025-10-04T10:14:26","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=271862"},"modified":"2025-10-04T12:16:34","modified_gmt":"2025-10-04T10:16:34","slug":"tentata-estorsione-a-imprenditore-di-carburanti-intimidazioni-per-costringerlo-a-pagare-due-arresti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/tentata-estorsione-a-imprenditore-di-carburanti-intimidazioni-per-costringerlo-a-pagare-due-arresti\/","title":{"rendered":"Tentata estorsione ad un imprenditore di carburanti: intimidazioni per costringerlo a pagare. Due arresti"},"content":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA \u2013 Un <strong>imprenditore del settore della distribuzione di carburanti<\/strong> ha trovato il <strong>coraggio di opporsi alle pressioni<\/strong> della criminalit\u00e0 organizzata e ha denunciato. La sua scelta ha innescato un\u2019indagine che ha portato, nella tarda mattinata di ieri, all\u2019arresto di due cittadini reggini accusati di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso.<\/p>\n<h3>L&#8217;invito a &#8220;mettersi a posto&#8221;<\/h3>\n<p>L\u2019operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Reggio Calabria e condotta dalla Squadra Mobile, ricostruisce mesi di <strong>intimidazioni e minacce subite dall\u2019imprenditore<\/strong>, iniziate <strong>nell\u2019agosto 2024<\/strong>, quando i due indagati lo avrebbero avvicinato \u201cinvitandolo\u201d a mettersi a posto con i referenti della <strong>\u2018ndrangheta locale,<\/strong> facendo esplicito riferimento a un noto casato mafioso egemone nel territorio.<\/p>\n<p>Poco dopo, <strong>l\u2019&#8221;invito<\/strong>&#8221; si sarebbe trasformato in una <strong>chiara intimazione a non aprire l\u2019impianto di distribuzione<\/strong>, <strong>ritenuto \u201cdi interesse\u201d per la consorteria criminale<\/strong>. Ma la vittima non ha ceduto: ha deciso di proseguire nel suo progetto imprenditoriale, attirandosi ulteriori minacce.<\/p>\n<h3>120mila euro per &#8220;l&#8217;offesa alla famiglia&#8221;<\/h3>\n<p>Nel <strong>mese di ottobre<\/strong>, secondo gli inquirenti, <strong>uno degli indagati avrebbe chiesto 120.000<\/strong> euro come <strong>compensazione per \u201cl\u2019offesa\u201d arrecata alla famiglia mafiosa<\/strong>, minacciando apertamente l\u2019uomo. In quella stessa fase, si sarebbe verificato anche un pedinamento fino all\u2019abitazione della vittima, in un chiaro gesto intimidatorio.<\/p>\n<p>Le pressioni non si sono fermate: a <strong>novembre l\u2019imprenditore ha subito il furto di alcune telecamere di sorveglianza<\/strong> installate per la propria sicurezza. Infine, uno degli arrestati avrebbe <strong>occupato fisicamente l\u2019area del distributore<\/strong>, piazzando un <strong>veicolo e un gazebo per la vendita di frutta, bloccando di fatto l\u2019attivit\u00e0 commerciale.<\/strong><\/p>\n<p>A fronte di questa escalation, la <strong>vittima si \u00e8 rivolta alla Squadra Mobile<\/strong> che, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia, ha avviato un&#8217;indagine approfondita. Sebbene la denuncia iniziale non abbia fornito elementi decisivi per identificare subito i responsabili, gli investigatori sono riusciti a ricostruire i fatti, raccogliendo gravi indizi di colpevolezza.\u00a0Sulla base di questi elementi, il GIP del Tribunale di Reggio Calabria ha accolto la richiesta della Procura, disponendo per entrambi gli indagati la custodia cautelare in carcere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA \u2013 Un imprenditore del settore della distribuzione di carburanti ha trovato il coraggio di opporsi alle pressioni della criminalit\u00e0 organizzata e ha denunciato. La sua scelta ha innescato un\u2019indagine che ha portato, nella tarda mattinata di ieri, all\u2019arresto di due cittadini reggini accusati di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. 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