{"id":272158,"date":"2025-10-12T15:00:41","date_gmt":"2025-10-12T13:00:41","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=272158"},"modified":"2025-10-08T15:46:05","modified_gmt":"2025-10-08T13:46:05","slug":"tfr-in-azienda-o-versato-nel-fondo-pensione-cosa-e-meglio-pro-e-contro-di-ogni-scelta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/tfr-in-azienda-o-versato-nel-fondo-pensione-cosa-e-meglio-pro-e-contro-di-ogni-scelta\/","title":{"rendered":"TFR in azienda o versato nel fondo pensione? Cosa \u00e8 meglio: pro e contro di ogni scelta"},"content":{"rendered":"<article id=\"post-64025\" class=\"post-64025 post type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail category-welfare tag-top_stories_hp\">\n<div class=\"post-content-wrap has-share-float\">\n<div class=\"post-content cf entry-content content-spacious\">\n<p>ROMA \u2013 Il lavoratore dipendente, entro sei mesi dalla prima assunzione, \u00e8 tenuto a scegliere se <strong>lasciare il TFR in azienda o versarlo in un fondo pensione<\/strong>. \u00c8 una decisione che pu\u00f2 sembrare banale, ma va considerata in tutte le sue sfaccettature, perch\u00e9 nel tempo pu\u00f2 determinare differenze importante.<\/p>\n<p>Ovviamente, non esiste una scelta giusta a prescindere:\u00a0<strong>ogni decisione hai suoi pro e i suoi contro<\/strong>. Inoltre, vanno considerati i dati (storici) e i diversi punti di vista di chi apprezza l\u2019una o l\u2019altra soluzione, ma vanno anche conosciuti i criteri e i parametri da considerare per valutare bene la decisione finale.<\/p>\n<h2>TFR in azienda o nel fondo pensione: le regole di base da conoscere<\/h2>\n<p>Il TFR, per legge, corrisponde al\u00a0<strong>6,91% della retribuzione lorda annua<\/strong>. Ogni anno, questo trattamento viene accantonato e, se resta in azienda, si rivaluta secondo una formula precisa:\u00a0<strong>1,5% fisso pi\u00f9 il 75% dell\u2019inflazione<\/strong>. Si tratta quindi di una forma di risparmio \u201cgarantito\u201d, che cresce in modo stabile e con un minimo certo.<\/p>\n<p>Quando viene liquidato, al termine del rapporto di lavoro o in caso di anticipazione, il TFR lasciato in azienda \u00e8 tassato con la cosiddetta\u00a0<strong>\u201ctassazione separata\u201d<\/strong>. In pratica, l\u2019aliquota applicata \u00e8 quella media degli ultimi cinque anni di reddito, con un<strong>\u00a0minimo del 23%<\/strong>\u00a0e un massimo che pu\u00f2 arrivare fino al 43%.<\/p>\n<p>Se invece il TFR viene conferito a un fondo pensione, non viene toccato subito. Alla fine, quando diventa rendita o capitale,\u00a0<strong>viene tassato in modo agevolato<\/strong>: si parte dal\u00a0<strong>15%<\/strong>, che si riduce dello 0,30% ogni anno dopo il quindicesimo di permanenza,\u00a0<strong>fino ad arrivare al 9%<\/strong>. In pi\u00f9, i fondi pensione sono strumenti di\u00a0<strong>previdenza complementare<\/strong>\u00a0e investono sui mercati finanziari, con rendimenti variabili nel tempo.<\/p>\n<h2>TFR in azienda o nel fondo pensione: la normativa di riferimento<\/h2>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table cellspacing=\"5\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<th><strong>AMBITO<\/strong><\/th>\n<th>NORMATIVA DI RIFERIMENTO<\/th>\n<th>COSA PREVEDE<\/th>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>TFR (disciplina generale)<\/strong><\/td>\n<td>Art. 2120 del Codice Civile (riformato dalla Legge n. 297\/1982)<\/td>\n<td>Definisce il calcolo del TFR come 6,91% della RAL, rivalutazione annua (1,5% + 75% di inflazione), anticipazioni e liquidazione a fine rapporto<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>TFR in azienda<\/strong><\/td>\n<td>Legge n. 296\/2006 (Finanziaria 2007) + Fondo Tesoreria INPS<\/td>\n<td>Obbliga le imprese con almeno 50 dipendenti a versare il TFR maturando al Fondo Tesoreria INPS. Le imprese pi\u00f9 piccole continuano a gestirlo internamente<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>TFR nei fondi pensione<\/strong><\/td>\n<td>Decreto legislativo n. 252\/2005<\/td>\n<td>Disciplina la previdenza complementare: adesione esplicita o tacita, regole di conferimento del TFR ai fondi, anticipazioni, riscatti, trattamento fiscale agevolato (aliquota finale 15% riducibile fino al 9%)<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<h2>TFR in azienda: vantaggi e limiti<\/h2>\n<p><strong>Lasciare il TFR in azienda<\/strong>\u00a0\u00e8 la scelta standard, potremmo definirla una scelta \u201cdi default\u201d, quella che scatta automaticamente se il lavoratore non decide diversamente. Si tratta di una strada che offre alcuni\u00a0<strong>vantaggi<\/strong>\u00a0importanti.<\/p>\n<p>Il primo \u00e8 la\u00a0<strong>prevedibilit\u00e0<\/strong>: come abbiamo visto, infatti, la rivalutazione \u00e8 stabilita dalla legge e non dipende dall\u2019andamento dei mercati. Questo significa che\u00a0<strong>il capitale cresce sempre, anche se di poco<\/strong>, e che non si corrono rischi di perdita. In anni di elevata inflazione, come il 2022, il TFR ha reso quasi il 10% lordo, un risultato che ha sorpreso in positivo molti lavoratori.<\/p>\n<p>Il secondo vantaggio \u00e8 la<strong>\u00a0disponibilit\u00e0 in caso di bisogno<\/strong>. Anche se le regole sono rigide, si possono chiedere anticipazioni per spese mediche o per la prima casa, una sola volta durante il rapporto di lavoro e dopo otto anni di anzianit\u00e0. In alcuni casi il datore di lavoro pu\u00f2 concedere deroghe, ma resta sempre un margine di incertezza legato alla volont\u00e0 aziendale.<\/p>\n<p>Ci sono per\u00f2 anche\u00a0<strong>limiti<\/strong>\u00a0importanti. Sul piano fiscale,<strong>\u00a0la tassazione finale \u00e8 pi\u00f9 alta rispetto al fondo pensione<\/strong>, perch\u00e9 segue gli scaglioni IRPEF.<\/p>\n<p>Un secondo limite riguarda i\u00a0<strong>rendimenti<\/strong>: la formula di rivalutazione \u00e8 stabile ma, nel lungo periodo, raramente batte le performance di linee bilanciate o azionarie dei fondi pensione.<\/p>\n<p>Infine,\u00a0<strong>nelle aziende piccole esiste un rischio aziendale<\/strong>: in caso di difficolt\u00e0 finanziarie, i tempi di liquidazione possono diventare lunghi, anche se l\u2019INPS garantisce un fondo di garanzia in caso di fallimento.<\/p>\n<h2>TFR nel fondo pensione: opportunit\u00e0 e vincoli<\/h2>\n<p>Versare il TFR in un fondo pensione cambia in modo radicale la prospettiva. In questo caso, infatti, il capitale viene investito e l\u2019andamento dipende dalla linea scelta (garantita, bilanciata, azionaria). Di cosa stiamo parlando?<\/p>\n<ul class=\"bulletList\">\n<li><strong>Linea garantita<\/strong>: il capitale non rischia di ridursi, ma i rendimenti sono molto bassi, simili o poco superiori alla rivalutazione del TFR in azienda. \u00c8 adatta a chi \u00e8 vicino alla pensione e non vuole sorprese.<\/li>\n<li><strong>Linea bilanciata<\/strong>: met\u00e0 circa in obbligazioni e met\u00e0 in azioni. Offre una crescita pi\u00f9 alta nel lungo periodo, ma pu\u00f2 subire oscillazioni nei singoli anni. \u00c8 la pi\u00f9 comune per chi ha ancora diversi anni di lavoro davanti.<\/li>\n<li><strong>Linea azionaria<\/strong>: investe in larga parte in azioni. Nel breve pu\u00f2 avere perdite anche significative, ma nel lungo periodo ha dimostrato di rendere molto di pi\u00f9. \u00c8 adatta a chi \u00e8 giovane e ha davanti decenni di accumulo.<\/li>\n<\/ul>\n<p>In sostanza, mentre il TFR in azienda cresce sempre in modo stabile e prevedibile, nel fondo pensione pu\u00f2 crescere di pi\u00f9 o di meno a seconda dei mercati e del profilo di rischio scelto. \u00c8 quindi una scelta che richiede di guardare al lungo periodo e di capire quanto rischio si \u00e8 disposti ad assumere.<\/p>\n<p>Il vantaggio principale \u00e8 la\u00a0<strong>fiscalit\u00e0<\/strong>: pagare tra il 9% e il 15% in uscita significa ridurre sensibilmente le tasse rispetto al TFR in azienda.<\/p>\n<p>Inoltre, nei fondi negoziali previsti dai contratti collettivi, oltre al TFR confluisce anche un\u00a0<strong>contributo aggiuntivo del datore di lavoro<\/strong>. Questo versamento scatta solo se il lavoratore partecipa al fondo con la propria quota minima, ma rappresenta comunque un vantaggio concreto, poich\u00e9 si tratta di denaro extra che non si riceverebbe lasciando il TFR in azienda.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi il tema dei\u00a0<strong>rendimenti<\/strong>: su orizzonti lunghi, i fondi hanno dato risultati superiori. Nel decennio 2015-2024, ad esempio, i fondi negoziali hanno reso in media il 2,6% annuo, mentre i fondi aperti il 2,8% e i PIP il 2,6%. Le linee azionarie, invece, hanno superato il 4,5%.<\/p>\n<p>Nello stesso periodo, il TFR si \u00e8 rivalutato in media del 2,4% all\u2019anno. Nel 2024, i comparti azionari hanno registrato guadagni a doppia cifra, mentre il TFR lasciato in azienda \u00e8 rimasto sotto il 2%.<\/p>\n<p>Ovviamente, anche in questo caso non mancano i contro. Prima di tutto, l\u2019accesso al capitale \u00e8 regolato dalla legge e non negoziabile: si pu\u00f2 ottenere parte dei soldi solo in casi specifici (spese mediche, prima casa, disoccupazione prolungata). Inoltre, i fondi pensione hanno\u00a0<strong>costi di gestione<\/strong>\u00a0che vanno verificati con attenzione. Infine, i\u00a0<strong>rendimenti non sono garantiti<\/strong>: nel 2022 i fondi hanno subito perdite anche del 10%, mentre il TFR lasciato in azienda, come abbiamo visto nel paragrafo precedente, guadagnava.<\/p>\n<h2>Perch\u00e9 i fondi pensione non sono convenienti per il TFR: un punto di vista critico<\/h2>\n<p>Una voce fuori dal coro \u00e8 quella di\u00a0<strong>Beppe Scienza<\/strong>, professore di matematica finanziaria all\u2019Universit\u00e0 di Torino. In pi\u00f9 interviste, tra cui una pubblicata da Open nel maggio 2025, ha contestato l\u2019idea che i fondi pensione siano sempre convenienti.<\/p>\n<p>Secondo Scienza, infatti, \u201ci fondi pensione sbandierano vantaggi fiscali da cui appare molto conveniente aderirvi. Ma gli stessi dati ufficiali dei costi dimostrano che di regola vale il contrario. Soprattutto \u00e8 in perdita per i giovani\u201d. Il problema vero, per Scienza, \u00e8 ignorare \u201ci costi che comporta l\u2019adesione. Costi che uno si addossa anche per quarant\u2019anni\u201d. Inoltre, \u201coccorre valutare obiettivamente l\u2019impatto del risparmio fiscale, invece molti sbandierano numeri gonfiati\u201d.<\/p>\n<p>In particolare, il prof. Scienza sostiene che per un trentenne con reddito medio-basso il guadagno netto annuo derivante dalla fiscalit\u00e0 agevolata sia solo dello 0,2%, mentre i costi medi dei fondi aperti o dei PIP superano abbondantemente questa percentuale. Il risultato, a suo giudizio, \u00e8 che i fondi pensione costano pi\u00f9 del vantaggio fiscale che promettono.<\/p>\n<p>In pi\u00f9, Scienza ricorda che il TFR ha dimostrato negli anni di essere una forma di risparmio protettiva contro l\u2019inflazione. Durante gli anni Settanta e Ottanta, quando l\u2019inflazione era altissima, il TFR ha difeso gran parte del potere d\u2019acquisto, mentre i mercati finanziari subivano crolli anche del 70%: \u201cA cavallo dell\u2019ultima grande ondata inflattiva, destinare il TFR alla previdenza integrativa avrebbe condotto a perdite reali del 77-80%. Questa simulazione non viene mai riportata\u201d.<\/p>\n<p>Per questo, conclude, la priorit\u00e0 per il lavoratore dovrebbe essere la sicurezza, non la ricerca del rendimento massimo. Per questo, ci sono altri tipi di investimenti.<\/p>\n<h2>Numeri a confronto: TFR e fondi pensione<\/h2>\n<p>Per capire meglio, guardiamo i numeri su orizzonti diversi, prendendo in considerazione un\u2019elaborazione dei dati Covip fatta da Assofondipensione:<\/p>\n<ul class=\"bulletList\">\n<li>A 5 anni il TFR ha reso meglio: +3,29% medio annuo contro +1,99% dei fondi negoziali, soprattutto per l\u2019effetto 2022.<\/li>\n<li>A 10 anni i fondi recuperano, ma restano ancora sotto: +2,24% medio annuo contro +2,42% del TFR.<\/li>\n<li>A 15 anni i fondi pensione negoziali battono il TFR: 3,07% vs 2,41%.<\/li>\n<li>A 20 anni il divario si allarga: i fondi negoziali hanno reso il 3,05% annuo, il TFR il 2,45%.<\/li>\n<li>A 25 anni la forbice si restringe: i fondi hanno reso il 2,80%, mentre il TFR \u00e8 rimasto pi\u00f9 o meno nella media del periodo (2,55%).<\/li>\n<\/ul>\n<p>Le linee azionarie hanno avuto in media il 4,5% annuo a dieci anni, ben sopra la rivalutazione legale del TFR.<\/p>\n<p>Il quadro \u00e8 chiaro: nel breve il TFR \u00e8 pi\u00f9 stabile, ma sul lungo periodo, i fondi pensione, se ben scelti e con costi contenuti (e questi sono \u201cse\u201d da considerare da ogni lato), tendono a produrre un capitale pi\u00f9 alto. Ci sono per\u00f2 dei rischi, che abbiamo citato in precedenza, che potrebbero vanificare quest\u2019aspettativa.<\/p>\n<h2>TFR in azienda o versato nel fondo pensione: come decidere<\/h2>\n<p>Andiamo a stilare un elenco di criteri e spunti di riflessione per una decisione pi\u00f9 consapevole se sia meglio lasciare il TFR in azienda o versarlo in un fondo pensione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table cellspacing=\"5\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<th>CRITERIO<\/th>\n<th>TFR IN AZIENDA<\/th>\n<th>TFR IN FONDO PENSIONE<\/th>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>Orizzonte temporale<\/strong><\/td>\n<td>Adatto se vicino alla pensione o se si vuole pi\u00f9 stabilit\u00e0<\/td>\n<td>Pi\u00f9 vantaggioso se mancano almeno 10-20 anni alla pensione<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>Fiscalit\u00e0<\/strong><\/td>\n<td>Tassazione separata, minimo 23%<\/td>\n<td>Agevolata: dal 15% al 9%<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>Rendimento<\/strong><\/td>\n<td>1,5% + 75% di inflazione<\/td>\n<td>Variabile: da garantito a oltre il 4% medio annuo nelle linee azionarie (secondo dati storici, quindi i numeri sono variabili)<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>Accesso al capitale<\/strong><\/td>\n<td>Anticipazioni limitate e negoziabili con l\u2019azienda<\/td>\n<td>Anticipazioni tipizzate e riscatti regolati dalla legge<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>Costi<\/strong><\/td>\n<td>Nessun costo diretto<\/td>\n<td>Commissioni di gestione, costi amministrativi, costi accessori, spese di transazione<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><strong>Contributo del datore<\/strong><\/td>\n<td>Non previsto<\/td>\n<td>Nei fondi negoziali spesso obbligatorio (solo se anche il lavoratore versa la sua quota minima volontaria), quindi vantaggioso<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h2>Simulazione pratica: TFR di partenza 30.000 \u20ac<\/h2>\n<p>Possiamo concludere con un esempio concreto, realizzato sulla base di dati ufficiali (normativa, relazioni, dati storici) e simulazioni pratiche: prendiamo quindi in considerazione un capitale di TFR maturato pari a 30.000?\u20ac.<\/p>\n<p><strong>1. Rivalutazione del TFR in azienda<\/strong><\/p>\n<p>Il tasso di rivalutazione del TFR \u00e8 pari all\u20191,5% fisso pi\u00f9 il 75% dell\u2019inflazione. A luglio 2025 il coefficiente annuo risultava circa pari a 1,8733?%?(a giugno 2025 era dell\u20191,4364?%).<\/p>\n<p>Considerando una stima prudente di tasso medio annuo nei prossimi anni attorno all\u20191,8%, il capitale si aggiorna cos\u00ec:<\/p>\n<table cellspacing=\"5\" cellpadding=\"5\">\n<tbody>\n<tr>\n<th>PERIODO<\/th>\n<th>RIVALUTAZIONE ANNUA STIMATA<\/th>\n<th>CAPITALE DOPO RIVALUTAZIONE<\/th>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>1 anno<\/td>\n<td>+1,8%<\/td>\n<td>Circa 30.450 \u20ac<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td>10 anni (composto)<\/td>\n<td>(1+0,018)^10 \u2013 1 circa 19,6%<\/td>\n<td>Circa 35.880 \u20ac<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Questo esempio serve a mostrare che, anche con rendimenti medi non altissimi, la capitalizzazione composta nel tempo e la fiscalit\u00e0 pi\u00f9 favorevole potrebbero permettere al fondo pensione di accumulare di pi\u00f9 rispetto al TFR in azienda. Tuttavia, non \u00e8 un caso se abbiamo usato il condizionale, perch\u00e9 ci sono altre variabili da considerare.<\/p>\n<p><strong>2. Rendimento medio dei fondi pensione<\/strong><\/p>\n<p>Nel 2024 i fondi pensione hanno avuto risultati molto diversi a seconda della linea scelta:<\/p>\n<ul class=\"bulletList\">\n<li>Le linee azionarie hanno superato il +10% nel solo 2024 grazie al buon andamento dei mercati. Va per\u00f2 precisato che si \u00e8 trattato di un anno eccezionale, non \u00e8 certo la regola;<\/li>\n<li>Le linee bilanciate si sono fermate a circa +8,3%;<\/li>\n<li>Le linee garantite o pi\u00f9 sicure hanno reso poco pi\u00f9 del +2%, vicine quindi alla rivalutazione del TFR lasciato in azienda.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Guardando per\u00f2 non solo un anno in particolare, ma un periodo pi\u00f9 lungo, diciamo 10 anni (2015-2024), i rendimenti medi si assestano su valori certamente pi\u00f9 realistici: circa +2,7% netto all\u2019anno (2,2% per i fondi negoziali, 2,4% per i fondi aperti e 2,9% per i PIP).<\/p>\n<p><strong>3. Confronto con il TFR in azienda<\/strong><\/p>\n<p>Il TFR lasciato in azienda si rivaluta sempre con la formula fissa 1,5% + 75% inflazione. Negli ultimi cinque anni questo ha portato a un rendimento medio intorno all\u20191,8% annuo (che sale al 2,4% annuo nell\u2019ultimo decennio).<\/p>\n<p>Nel 2023, ad esempio, il TFR si \u00e8 rivalutato del +1,6%, mentre i fondi pensione hanno fatto meglio:<\/p>\n<ul class=\"bulletList\">\n<li>+6,7% i fondi negoziali;<\/li>\n<li>+7,9% i fondi aperti.<\/li>\n<\/ul>\n<h2>Considerazioni finali: cosa scegliere?<\/h2>\n<p>Questa simulazione mostra che, nel medio-lungo periodo (10 anni), un fondo pensione tende a generare un capitale maggiore rispetto al TFR lasciato in azienda. Il margine aggiuntivo pu\u00f2 essere significativo ed \u00e8 frutto di una combinazione tra rendimento migliore e fiscalit\u00e0 pi\u00f9 favorevole.<\/p>\n<p>Tuttavia, questa strada richiede:<\/p>\n<ul>\n<li>Scelta oculata della linea di investimento (con un occhio ai costi);<\/li>\n<li>Tolleranza ai rischi di breve periodo;<\/li>\n<li>Pianificazione per l\u2019accesso al capitale in casi di emergenza.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Certamente, il TFR lasciato in azienda \u00e8 una scelta di stabilit\u00e0: garantisce una crescita certa, una rivalutazione ancorata all\u2019inflazione e la sicurezza di non esporsi ai mercati. Il fondo pensione, invece, \u00e8 un investimento a lungo termine: pi\u00f9 rischioso e meno liquido, ma con potenziale di rendimento superiore e una tassazione molto pi\u00f9 leggera in uscita.<\/p>\n<p>La decisione finale dipende dall\u2019et\u00e0, dalla propensione al rischio, dalla distanza dal pensionamento e dalla presenza o meno di un fondo negoziale che garantisca un contributo aggiuntivo del datore di lavoro.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/article>\n<section class=\"related-posts\">\n<div class=\"block-head block-head-ac block-head-e block-head-e2 is-left\">\n<h4 class=\"heading\"><strong><em>Fonte Teleborsa<\/em><\/strong><\/h4>\n<\/div>\n<\/section>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA \u2013 Il lavoratore dipendente, entro sei mesi dalla prima assunzione, \u00e8 tenuto a scegliere se lasciare il TFR in azienda o versarlo in un fondo pensione. \u00c8 una decisione che pu\u00f2 sembrare banale, ma va considerata in tutte le sue sfaccettature, perch\u00e9 nel tempo pu\u00f2 determinare differenze importante. 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