{"id":272721,"date":"2025-10-18T17:45:55","date_gmt":"2025-10-18T15:45:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=272721"},"modified":"2025-10-18T19:33:27","modified_gmt":"2025-10-18T17:33:27","slug":"lai-spaventa-i-manager-1-su-2-teme-di-ritrovarsi-disoccupato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/lai-spaventa-i-manager-1-su-2-teme-di-ritrovarsi-disoccupato\/","title":{"rendered":"L&#8217;AI spaventa i manager: 1 su 2 teme di ritrovarsi disoccupato"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; L&#8217;<strong>intelligenza artificiale<\/strong> rappresenta una delle nuove frontiere della tecnologie. Tante le potenzialit\u00e0 ma anche tanti i timori che negli ultimi tempi stanno nascendo sul mondo del lavoro. Ad essere decisamente preoccupati per la\u00a0possibile perdita del posto di lavoro a causa dell&#8217;AI generativa, nelle aziende italiane, non sono gli impiegati, ma i loro dirigenti. Tra i manager di tutto il mondo, infatti, si sta diffondendo la <strong>&#8220;GenAI Anxiety&#8221;<\/strong>:<strong> quasi 1 su 2 infatti<\/strong>, a livello globale, teme di <strong>ritrovarsi disoccupato,<\/strong> soprattutto se lavora per un&#8217;azienda ad alta innovazione.<\/p>\n<p>A rivelarlo \u00e8 una <strong>ricerca di Espresso Communication<\/strong> svolta su diverse fonti internazionali, tra cui il prestigioso e recente sondaggio &#8220;AI at work&#8221;, condotto dal Boston Consulting Group, coinvolgendo oltre 10mila &#8220;colletti bianchi&#8221; in tutto il pianeta. E i risultati non lasciano spazio alle interpretazioni: il <strong>46% dei leader e dirigenti<\/strong> di realt\u00e0 che hanno adottato ampiamente l&#8217;intelligenza artificiale all&#8217;interno delle loro funzioni, afferma di<strong> sentirsi &#8220;precario&#8221; di fronte all&#8217;avanzata inarrestabile dell&#8217;IA generativa.<\/strong> Tale percezione, tuttavia, scende sensibilmente in realt\u00e0 aziendali che usano questa tecnologia in maniera meno intensiva, attestandosi sul 34%.<\/p>\n<p>In generale la <strong>media complessiva<\/strong> per i manager di qualunque tipologia aziendale \u00e8 del <strong>43%.<\/strong> Quasi la met\u00e0, per l&#8217;appunto. Comprensibile, se si pensa che un&#8217;ulteriore indagine, pubblicata da Resume.org, ha stabilito che, in vista del 2026, sei aziende su 10, solo negli USA, ipotizzano di sostituire lavoratori umani con l&#8217;IA, mentre quasi la met\u00e0 sta riducendo le assunzioni: il 9% ha attuato un blocco e il 41% le sta tagliando.<\/p>\n<h3>L&#8217;AI spaventa i manager: il motivo<\/h3>\n<p>Meno preoccupati per il loro futuro, come anticipato, appaiono essere gli impiegati di rango pi\u00f9 basso (cio\u00e8, paradossalmente, proprio quelli pi\u00f9 a rischio): in queste categorie la <strong>percezione negativa<\/strong> circa<strong> l&#8217;IA generativa tocca &#8220;solo&#8221; il 36% degli intervistati. <\/strong>Una discrepanza che trova una spiegazione nella maggiore o minore dimestichezza con la stessa IA generativa, secondo Giacinto Fiore e Pasquale Viscanti, fondatori di Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice, la pi\u00f9 grande community italiana sul tema, dedicata a imprenditori e manager.<\/p>\n<p>&#8220;Ci\u00f2 che questi sondaggi, svolti periodicamente, rivelano in prima istanza attraverso un confronto tra i pi\u00f9 recenti e quelli pi\u00f9 datati \u00e8 che<strong> pi\u00f9 l&#8217;IA generativa si fa strada e viene utilizzata pi\u00f9,<\/strong> paradossalmente, i <strong>timori crescono<\/strong>. Si tratta di una situazione che ha visto altri precedenti nella storia delle rivoluzioni industriali, come nel caso del passaggio dal vapore all&#8217;energia elettrica. Fatta questa premessa, che i dirigenti siano i pi\u00f9 preoccupati non deve sorprendere, essendo quelli che pi\u00f9 conoscono le potenzialit\u00e0 di questa tecnologia e per esperienza diretta, dato che viene utilizzata regolarmente da tre quarti di loro, mentre gli impiegati si fermano al 51%. Il fatto che ai piani &#8216;pi\u00f9 bassi&#8217; della gerarchia aziendale l&#8217;IA generativa sia meno conosciuta e temuta, per\u00f2, non deve ingannare: una minore conoscenza rischia di aggravare la posizione di queste categorie di lavoratori in vista di una rivoluzione che \u00e8 inarrestabile. La &#8216;colpa&#8217;, spesso \u00e8 dei loro responsabili, che, proprio perch\u00e9 la temono, arrivano addirittura a &#8216;colpevolizzare&#8217; l&#8217;utilizzo dell&#8217;IA generativa come una &#8216;furbata&#8217;&#8221;.<\/p>\n<h3>La soluzione ai timori passa dalla formazione<\/h3>\n<p>Chiaro quindi che sui manager pesi un&#8217;ulteriore responsabilit\u00e0: quella di favorire la conoscenza e l&#8217;utilizzo dello strumento anche da parte dei collaboratori. Non a caso, sempre secondo lo studio del Boston Consulting Group, quando i leader dimostrano un forte sostegno all&#8217;IA, i dipendenti sono pi\u00f9 propensi a utilizzarla regolarmente, ad apprezzare il proprio lavoro e a sentirsi soddisfatti della propria carriera. Per esempio, la percentuale di dipendenti che ha <strong>un&#8217;opinione positiva della IA generativa passa dal 15% al 55%<\/strong> quando vi \u00e8 un<strong> forte sostegno<\/strong> da parte della <strong>leadership aziendale.<\/strong> Eppure solo un quarto dei lavoratori, circa, dichiara di aver ricevuto tale sostegno e solo un terzo afferma di aver ricevuto dalla propria azienda percorsi formativi sul tema. Logico quindi che, per gli esperti, la soluzione ai timori, quindi, non passi dall&#8217;evitamento, ma dalla formazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una ricerca spiega che tra i dirigenti di tutto il mondo si sta diffondendo la &#8220;GenAI Anxiety&#8221;: quasi la met\u00e0 degli intervistati dice di sentirsi &#8220;precario&#8221; di fronte all&#8217;avanzata inarrestabile dell&#8217;IA generativa<\/p>\n","protected":false},"author":90,"featured_media":272723,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-272721","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-dal-mondo"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/272721","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/90"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=272721"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/272721\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/272723"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=272721"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=272721"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=272721"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}