{"id":273610,"date":"2025-10-25T09:20:37","date_gmt":"2025-10-25T07:20:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=273610"},"modified":"2025-10-27T19:28:40","modified_gmt":"2025-10-27T18:28:40","slug":"food-blogger-mercato-influenzato-anche-a-cosenza-locali-a-5-stelle-e-piatti-unici-solo-se-sponsorizzati","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/food-blogger-mercato-influenzato-anche-a-cosenza-locali-a-5-stelle-e-piatti-unici-solo-se-sponsorizzati\/","title":{"rendered":"Food blogger, mercato influenzato anche a Cosenza: locali a 5 stelle e piatti unici solo se &#8220;sponsorizzati&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Pochi giorni fa <strong>un amico si lamentava di aver mangiato malissimo<\/strong> in un ristorante, oltre ad aver anche pagato uno sproposito. <em>&#8220;Capita<\/em>&#8221; ho risposto io. Ma quello che mi ha fatto riflettere \u00e8 che questo stesso amico si lamentava di aver scelto proprio quel locale<strong> dopo aver visto un reel con una video-recensione di un noto food blogger<\/strong> che ne esaltava i piatti, mangiandoli quasi fosse un&#8217;esperienza mistica. Questo ha catturato l&#8217;attenzione del mio ignaro amico che si \u00e8 fiondato nel ristorante indicato. Ma l&#8217;esperienza \u00e8 stata ben diversa da come raccontato nel video: <strong>cibo pessimo, attese infinite e uno scontrino salatissimo.<\/strong><\/p>\n<h3>Il fenomeno dei food blogger<\/h3>\n<p>Anche a Cosenza, cos\u00ec come del resto d&#8217;Italia,<strong> spopola oramai il fenomeno dei food blogger<\/strong>. Creatori di contenuti che raccontano ristoranti, locali, cibo e tendenze gastronomiche. Negli ultimi anni sono diventati <strong>attori centrali del nostro vivere quotidiano e anche delle nostre scelte<\/strong>. Con foto curatissime, video ammalianti e <strong>racconti in prima persona<\/strong>, <em>&#8220;influenzano&#8221;<\/em> scelte di consumo e veri e propri flussi di clientela.<\/p>\n<p>Combinando competenze diverse (<strong>fotografia, storytelling, knowledge culinaria e abilit\u00e0 nei social media)<\/strong>, il loro compito \u00e8 offrire ai lettori consigli su dove mangiare, raccontare tipicit\u00e0, storia dei locali e novit\u00e0 gastronomiche che trasformano l\u2019esperienza culinaria in intrattenimento. Per i ristoranti, una buona recensione di un profilo molto seguito, pu\u00f2 tradursi in tanta visibilit\u00e0 e prenotazioni immediate. Ma il loro ruolo ha sollevato in me anche interrogativi importanti: <strong>fino a che punto le recensioni sono indipendenti? E in che modo un compenso possa \u201cincentivare\u201d la scelta o un&#8217;esperienza?<\/strong><\/p>\n<p>Anche<strong> in una citt\u00e0 piccola come Cosenza, negli ultimi anno sono decine i food blogger che utilizzano i social network per raccontare le loro esperienze<\/strong>. Li vediamo spuntare in questo o in quel locale e raccontare nei loro contenuti questo o quel piatto. C&#8217;\u00e8 di tutto: dalle pizzerie (gettonatissime) ai ristoranti gourmand, dagli agriturismo ai locali tipici, passando per bar e pasticcerie, rosticcerie, gelaterie ed enoteche. Ma quanto di quello che raccontano \u00e8 autentico?<\/p>\n<h3>Contenuti sponsorizzati o recensioni reali?<\/h3>\n<p>Mi sono messo a guardare<strong> decine e decine di video e una quantit\u00e0 enorme di contenuti<\/strong> su tutte le piattaforme social. Determinare una singola percentuale esatta sull&#8217;aumento dei contenuti dei food blogger \u00e8 complesso, poich\u00e9 le statistiche variano in base alla piattaforma e al periodo di riferimento. Tuttavia, i dati pi\u00f9 recenti sul mercato italiano e i trend generali indicano una <b>crescita esponenziale proprio dei reel <\/b>che \u00e8 ormai il principale<em><strong> driver di engagement anche nel settore food<\/strong><\/em>.<\/p>\n<p>Per un buon<strong> 80% di video che ho guardato<\/strong> su locali e ristoranti di Cosenza e provincia, il problema che \u00e8 emerso ripetutamente <strong>\u00e8 la mancanza di trasparenza sui contenuti<\/strong>. Ovvero, si trattava di <strong>recensioni spontanee?<\/strong> O come avviene in molti casi di reel e storyes dietro una <strong>sponsorizzata? <\/strong>Pranzo\/cena offerta gratuita, pagamento diretto o accordi promozionali. Anche perch\u00e8 nel 99,9% dei contenuti che ho potuto vedere in diversi giorni, <strong>tutto era da 5 stelle<\/strong>, i locali unici e super megagalattici, l&#8217;esperienza culinaria e i piatti da ristorante Michelin e i prodotti usati tutti rigorosamente a chilometro zero.<\/p>\n<h3>Distorsione del mercato<\/h3>\n<p>I consumatori scelgono in base a consigli che dovrebbero essere imparziali. Quando non lo sono, locali pi\u00f9 meritevoli possono essere penalizzati e l\u2019offerta complessiva peggiora.\u00a0Questa pratica pu\u00f2 trasformare la &#8220;raccomandazione&#8221; <strong>in pubblicit\u00e0 dissimulata<\/strong>: basta pagare e in quel locale tutto \u00e8 buono e unico \u2014 per dirla in modo diretto. Troppo spesso, nei video che vediamo su Tik Tok, Instagram, Facebook e Youtube, vengono esaltati locali e prodotti offerti ai clienti, solo perch\u00e8 dietro c&#8217;\u00e8 un compenso economico. Tutto regolare, per carit\u00e0, fa parte del mercato. Ma le regole di una <strong>cosiddetta &#8220;sponsorizzata&#8221;<\/strong>, ovvero recensione o contenuto dietro pagamento \u00e8 quella di<strong> rendere consapevoli le migliaia di persone che guardano quel video<\/strong> o quel contenuto che alla fine \u00e8<strong> una vera e propria pubblicit\u00e0 <\/strong>con la possibilit\u00e0, come facciamo in TV se scegliere o passare oltre. E dietro c&#8217;\u00e8 un giro di affare non di poco conto. Basta vedere cosa ha scoperto la Guardia di Finanza di Cosenza su un influencer\u00a0<a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/cosenza-giovane-influencer-guadagna-oltre-200mila-euro-in-due-anni-ma-non-li-dichiara-al-fisco\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> &#8220;allergico<\/a>&#8221; al fisco.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-273623 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Pizza-Food-Blogger.jpg\" alt=\"\" width=\"626\" height=\"439\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Pizza-Food-Blogger.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Pizza-Food-Blogger-300x210.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Pizza-Food-Blogger-768x538.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 626px) 100vw, 626px\" \/><\/p>\n<h3>L&#8217;obbligo della trasparenza e le normative<\/h3>\n<p>Il problema centrale, come ribadito dall&#8217;AGCM e dall&#8217;Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria (IAP), risiede <strong>nella difficolt\u00e0 per il consumatore di distinguere un consiglio spontaneo e genuino<\/strong> da un messaggio che \u00e8, di fatto, <strong>frutto di una sponsorizzazione<\/strong>, un compenso o una fornitura gratuita di prodotti o servizi (#giftedby o #suppliedby) che \u00e8 lecita. Ma l&#8217;omissione di questa informazione \u00e8 considerata una p<strong>ratica commerciale ingannevole<\/strong>, vietata dal Codice del Consumo (D.Lgs. 206\/2005).<\/p>\n<p>Per questo l&#8217;IAP (Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria) ha definito<a href=\"http:\/\/google.com\/search?q=Istituto+di+Autodisciplina+Pubblicitaria+%23ADV&amp;sca_esv=d915882ffb3cd600&amp;udm=14&amp;sxsrf=AE3TifMLOmDiWK0lY_BoNA5UzrQA1ShZtQ%3A1761233545170&amp;ei=iUr6aOSXCtyG9u8PuPqLcA&amp;ved=0ahUKEwikgM6e0rqQAxVcg_0HHTj9Ag4Q4dUDCBM&amp;uact=5&amp;oq=Istituto+di+Autodisciplina+Pubblicitaria+%23ADV&amp;gs_lp=Ehlnd3Mtd2l6LW1vZGVsZXNzLXdlYi1vbmx5Ii1Jc3RpdHV0byBkaSBBdXRvZGlzY2lwbGluYSBQdWJibGljaXRhcmlhICNBRFYyBRAhGKABMgUQIRigATIFECEYoAEyBRAhGKABSMkSUKoHWKARcAF4AJABAJgBpAGgAYoGqgEDMC42uAEDyAEA-AEBmAIGoALKBcICChAAGLADGNYEGEfCAgYQABgWGB7CAggQABgWGAoYHsICCBAAGIAEGKIEmAMAiAYBkAYIkgcDMS41oAfrFrIHAzAuNbgHvAXCBwUyLTUuMcgHHQ&amp;sclient=gws-wiz-modeless-web-only\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> linee guida chiare<\/a> per la <strong>riconoscibilit\u00e0 dei messaggi pubblicitari sui social media che troppo spesso non vengono rispettate<\/strong>. In caso di collaborazione commerciale o fornitura gratuita di prodotti (anche senza un contratto esplicito), \u00e8 infatti obbligatorio utilizzare hashtag come<strong><em> #adv, #pubblicit\u00e0, #sponsorizzato<\/em><\/strong> o diciture chiare come<em><strong> &#8220;In collaborazione con&#8230;&#8221;<\/strong> <\/em>\u00a0in modo evidente.<\/p>\n<h3>In principio furono le recensioni<\/h3>\n<p>Ora sono gli influencer (ma nel variegato mercato dei social sono esplosi anche <strong>travel blogger, vlogger e agenti immobiliari 2.0) <\/strong>in origine c&#8217;era la guerra <strong>delle recensioni false o commissionate<\/strong> a distorcere la percezione del valore reale di un ristorante. Diversi studi hanno mostrato come le<strong> review fasulle incidano pesantemente sulla fiducia dei consumatori<\/strong> e sulla concorrenza tra locali. Solo da poco le autorit\u00e0 italiane hanno cominciato a intervenire. <strong>Azioni e linee guida sono state emanate per aumentare trasparenza e responsabilit\u00e0<\/strong>. L\u2019AGCOM (Autorit\u00e0 Garante della Concorrenza e del Mercato) ha svolto indagini e sanzionato<strong> influencer per pratiche commerciali non trasparenti<\/strong>, dimostrando che la normativa antitrust viene applicata anche al mondo degli influencer.<\/p>\n<p>Sul fronte dei siti di recensioni, il governo italiano ha avanzato un <strong>disegno di legge che mira a proibire le recensioni a pagamento<\/strong> o <strong>incentivare la verifica d\u2019identit\u00e0<\/strong> e della visita per chi lascia commenti su hotel e ristoranti. La proposta intende dare maggior tutele ai consumatori e al mercato. Questi interventi indicano che la pratica delle <strong>recensioni \u201cin cambio di\u201d<\/strong> non \u00e8 pi\u00f9 tollerata come qualcosa di eticamente grigio: pu\u00f2 costare caro (sanzioni economiche e danno d\u2019immagine).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vetrina dei food blogger \u00e8 quasi sempre esaltante, ma la sostanza a volte \u00e8 indigesta: al posto di consigli genuini su cibo e locali, un impasto di contenuti pagati e sponsorizzazioni taciute<\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":273620,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563,42,573],"tags":[],"class_list":["post-273610","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","category-cosenza","category-focus"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/273610","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=273610"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/273610\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/273620"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=273610"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=273610"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=273610"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}