{"id":273907,"date":"2025-10-27T12:55:03","date_gmt":"2025-10-27T11:55:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/?p=273907"},"modified":"2025-10-27T12:55:03","modified_gmt":"2025-10-27T11:55:03","slug":"etna-2015-leruzione-visibile-fino-alla-ionosfera-anche-lunical-nello-studio-sul-monitoraggio-vulcanico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/etna-2015-leruzione-visibile-fino-alla-ionosfera-anche-lunical-nello-studio-sul-monitoraggio-vulcanico\/","title":{"rendered":"Etna 2015, l\u2019eruzione \u201cvisibile\u201d fino alla ionosfera: anche l&#8217;Unical nello studio sul monitoraggio vulcanico"},"content":{"rendered":"<p>RENDE &#8211; L&#8217;Unical in uno studio\u00a0che analizza con dettaglio senza precedenti le onde generate dalla grande fontana di lava del <strong>4 dicembre 2015<\/strong>.\u00a0L\u2019energia liberata dall\u2019Etna non scuote solo la terra e l\u2019aria attorno al vulcano, ma <strong>arriva a perturbare anche la ionosfera<\/strong>, a centinaia di chilometri di altezza. \u00c8 quanto emerge dallo <a href=\"https:\/\/agupubs.onlinelibrary.wiley.com\/doi\/10.1029\/2025EA004214\" rel=\"noopener\">studio<\/a> \u201cIonospheric Disturbances During the 4 December 2015, Mt. Etna Eruption\u201d, pubblicato su Earth and Space Science.<\/p>\n<p>La ricerca, coordinata dall\u2019INGV e dalle Universit\u00e0 di Trento, Catania, Calabria e Sapienza di Roma, in collaborazione con l\u2019Institute of Atmospheric Physics di Praga, ha utilizzato una rete di oltre 200 ricevitori GNSS distribuiti in Sicilia e nel Sud Italia. I dati hanno evidenziato <strong>lievi ma significative variazioni nel contenuto elettronico totale della ionosfera<\/strong> (TEC), <strong>rilevate tra 20 e 30 minuti<\/strong> dopo l\u2019inizio dell\u2019eruzione, in coincidenza con la colonna eruttiva che raggiungeva i 13 chilometri di altezza.<\/p>\n<p>\u00abAbbiamo dimostrato che anche <strong>un\u2019eruzione locale<\/strong>, come quella <strong>dell\u2019Etna<\/strong>, lascia una <strong>traccia nello spazio<\/strong>\u00bb, spiega <strong>Federico Ferrara,<\/strong> primo autore dello studio e dottorando all\u2019Universit\u00e0 di Trento. \u00abLe osservazioni ionosferiche possono affiancare il monitoraggio tradizionale, aprendo prospettive impensabili fino a pochi anni fa\u00bb.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-273913 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Etna_2015_ionosfera_1.jpg\" alt=\"Etna_2015_ionosfera_1\" width=\"665\" height=\"547\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Etna_2015_ionosfera_1.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Etna_2015_ionosfera_1-300x247.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Etna_2015_ionosfera_1-768x632.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 665px) 100vw, 665px\" \/><\/p>\n<h3>Le anomalie osservate<\/h3>\n<p>Presentavano oscillazioni periodiche di 15\u201325 minuti, propagandosi fino a 200 km a sud-ovest del vulcano, coerenti con le cosiddette onde di gravit\u00e0 atmosferiche, generate dal rapido innalzamento della colonna eruttiva. \u00abQuesti dati ci permettono di integrare vulcanologia e scienze dello spazio\u00bb, aggiunge <strong>Michela Ravanelli<\/strong> della Sapienza Universit\u00e0 di Roma. \u00abL\u2019idea che un\u2019eruzione possa \u201cparlare\u201d con la ionosfera mostra quanto Terra solida e atmosfera siano interconnesse, aprendo nuove opportunit\u00e0 per sistemi di allerta pi\u00f9 efficaci\u00bb.<\/p>\n<p>Secondo <strong>Alessandro Bonforte<\/strong>, co-autore e ricercatore INGV, la ricerca dimostra come le reti di monitoraggio possano rivelarsi utili anche oltre i loro scopi iniziali, fornendo una visione completa dei fenomeni vulcanici dal sottosuolo allo spazio. Lo studio \u00e8 dedicato a <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/universita-della-calabria-in-lutto-e-morto-il-prof-vincenzo-carbone-eccellenza-della-fisica\/\"><strong>Vincenzo Carbone<\/strong><\/a> <strong>dell\u2019Universit\u00e0 della Calabria<\/strong>, fisico e riconosciuto a livello internazionale, il cui contributo scientifico \u00e8 stato determinante nello sviluppo della ricerca.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-273914 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Etna_2015_ionosfera_2.jpg\" alt=\"Etna_2015_ionosfera_2\" width=\"529\" height=\"327\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Etna_2015_ionosfera_2.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Etna_2015_ionosfera_2-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/Etna_2015_ionosfera_2-768x475.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 529px) 100vw, 529px\" \/><\/p>\n<p>Gli autori sottolineano che, sebbene questi segnali non possano essere considerati precursori eruttivi autonomi, la loro integrazione con altri dati pu\u00f2 fornire informazioni preziose sui rilasci di energia in atmosfera e aiutare a costruire scenari eruttivi pi\u00f9 dettagliati. L\u2019Etna, con la sua attivit\u00e0 costante e la rete di monitoraggio avanzata, si conferma laboratorio naturale unico per metodologie innovative. Il lavoro multidisciplinare si ispira alle intuizioni dei professori Giovanni Occhipinti e Vincenzo Carbone, esperti rispettivamente in sismologia ionosferica e sistemi complessi, ai quali lo studio \u00e8 idealmente dedicato.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per la prima volta, una ricerca multidisciplinare dimostra come le perturbazioni generate dalla fontana di lava del 4 dicembre 2015 abbiano lasciato tracce fino a centinaia di chilometri di altezza. Lo studio, curato da un team di ricercatori dell\u2019INGV e delle Universit\u00e0 di Trento, Catania, Calabria e la Sapienza di Roma, in collaborazione con l\u2019Institute of Atmospheric Physics di Praga.<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":273912,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[573],"tags":[],"class_list":["post-273907","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-focus"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/273907","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=273907"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/273907\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/273912"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=273907"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=273907"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=273907"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}