{"id":276266,"date":"2025-11-21T11:27:19","date_gmt":"2025-11-21T10:27:19","guid":{"rendered":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/?p=276266"},"modified":"2025-11-21T11:27:19","modified_gmt":"2025-11-21T10:27:19","slug":"restauro-pedace-rigetta-richiesta-della-ditta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/restauro-pedace-rigetta-richiesta-della-ditta\/","title":{"rendered":"Restauro della chiesa di Pedace: Corte d&#8217;Appello tutela i proprietari e rigetta la richiesta della ditta"},"content":{"rendered":"<p>CASALI DEL MANCO (CS) &#8211;\u00a0 La vicenda giudiziaria relativa al restauro della storica chiesa dei SS. Apostoli Pietro e Paolo a Pedace<b>,<\/b>\u00a0si conclude definitivamente con la <strong>conferma<\/strong>, anche in appello, di un <strong>principio fondamentale:<\/strong> chi \u00e8 solo proprietario dell\u2019opera oggetto di un appalto pubblico, non pu\u00f2 essere condannato a risarcire la ditta per arricchimento ingiustificato. Ad aver seguito la complessa controversia in tutte le fasi sono stati gli avvocati Francesco e Carmine Filicetti.<\/p>\n<h3>Pedace: la ditta contro la parrocchia, nessun arricchimento ingiustificato<\/h3>\n<p>Tutto nasce da lavori di manutenzione straordinaria e consolidamento, eseguiti da un\u2019impresa e affidatigli dal Comune in seguito a regolare gara d\u2019appalto, <strong>regolarmente pagati dopo il completamento<\/strong>.<\/p>\n<p>La ditta, dopo aver visto respinte in primo grado dal <strong>Tribunale di <a href=\"https:\/\/www.tribunale.cosenza.giustizia.it\/\" rel=\"noopener\">Cosenza<\/a><\/strong> le ulteriori richieste economiche avanzate verso il Comune, <strong>ha tentato una nuova azione contro la <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/parrocchiapedace\/?locale=it_IT\" rel=\"noopener\">Parrocchia<\/a><\/strong>, proprietaria dell\u2019edificio. La pretesa era di ottenere risarcimento di <strong>circa 270mila euro<\/strong>\u00a0<strong>per un presunto \u201cingiustificato arricchimento\u201d della chiesa in base all\u2019articolo 2041 c.c.<\/strong><\/p>\n<p>Il Tribunale aveva per\u00f2 gi\u00e0 stabilito che il solo fatto di essere destinatario dell\u2019opera pubblica non implica alcun obbligo di indennizzo, quando non vi sia un rapporto diretto fra chi ha sostenuto la spesa e chi ne ha tratto vantaggio, requisito essenziale secondo la normativa e la giurisprudenza.<\/p>\n<h3>La decisione della Corte d\u2019Appello<\/h3>\n<p>La Corte d\u2019Appello di Catanzaro, con sentenza <strong>n. 1189 pubblicata il 17 novembre 2025,<\/strong> ha confermato integralmente la decisione di primo grado, rigettando l\u2019appello della ditta.<strong> I giudici hanno rilevato che la domanda avanzata dall\u2019impresa mancava dei presupposti di legge<\/strong>: non solo la Parrocchia non era parte del contratto d\u2019appalto, ma l\u2019azione si fondava su doglianze generiche, prive di un reale percorso logico e argomentativo alternativo a quanto gi\u00e0 deciso dal Tribunale.<\/p>\n<p>In assenza di correlazione diretta e immediata fra l\u2019impoverimento della ditta e un effettivo vantaggio economico per la Parrocchia, non pu\u00f2 parlarsi di arricchimento ingiustificato.<\/p>\n<p>Questa <strong>doppia bocciatura<\/strong> &#8211; sia in primo che secondo grado &#8211; chiarisce una volta per tutte che chi beneficia indirettamente di lavori eseguiti su iniziativa e pagamento di terzi, nell\u2019ambito di contratti pubblici, <strong>non pu\u00f2 essere considerato \u201carricchito\u201d<\/strong> e chiamato a rispondere economicamente di spese non concordate.<\/p>\n<p>Si tratta di una tutela rilevante non solo per gli enti ecclesiastici, ma per tutti quei soggetti che, pur figurando come beneficiari ultimi degli interventi, sono di fatto estranei ai rapporti giuridici di appalto e alle relative obbligazioni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo lavori di consolidamento e manutenzione straordinaria, la ditta aveva chiesto circa 270.000 euro alla Parrocchia di Pedace, ma Tribunale e Corte d\u2019Appello hanno respinto ogni richiesta. L\u2019oggetto del contratto di appalto non pu\u00f2 essere \u201carricchito\u201d<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":192459,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[28],"tags":[],"class_list":["post-276266","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-provincia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/276266","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=276266"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/276266\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/192459"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=276266"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=276266"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=276266"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}