{"id":276997,"date":"2025-11-28T17:17:32","date_gmt":"2025-11-28T16:17:32","guid":{"rendered":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/?p=276997"},"modified":"2025-11-28T17:23:35","modified_gmt":"2025-11-28T16:23:35","slug":"svimez-sud-boom-occupazionale-giovani-in-fuga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/svimez-sud-boom-occupazionale-giovani-in-fuga\/","title":{"rendered":"Svimez: al Sud \u00e8 boom occupazionale, ma la fuga di giovani laureati \u00e8 un dramma per i salari in picchiata"},"content":{"rendered":"<p class=\"font-claude-response-body whitespace-normal break-words\">COSENZA &#8211; Boom occupazionale, speranza e dramma provocato dalla fuga di giovani laureati dal Sud. \u00c8 l&#8217;immagine del Mezzogiorno nel <strong>nuovo rapporto Svimez 2025<\/strong> sospeso tra <strong>un&#8217;inedita fase di crescita e una profonda crisi demografica<\/strong> sull&#8217;economia e la societ\u00e0 del Sud, presentato alla Camera dei Deputati.\u00a0Il titolo del rapporto, <i>&#8220;<strong>Freedom to move, right to stay&#8221;<\/strong><\/i>, sintetizza il paradosso centrale: <strong>nonostante la spinta propulsiva degli investimenti, l&#8217;emorragia di giovani e competenze continua a svuotare il Sud di capitale umano,<\/strong> minacciando il futuro della ripresa.<\/p>\n<h2 class=\"font-claude-response-heading text-text-100 mt-1 -mb-0.5\">Il boom occupazionale non basta<\/h2>\n<p class=\"font-claude-response-body whitespace-normal break-words\">Nel <strong>triennio 2021-2024<\/strong> il Sud Italia ha messo a segno un risultato rilevante sul fronte occupazionale: <strong>un aumento dell&#8217;8% che si traduce in circa 500mila nuovi posti di lavoro sui 1,4 milioni creati complessivamente nel Paes<\/strong>e. Un&#8217;espansione trainata dagli i<strong>ncentivi edilizi, dall&#8217;avvio dei cantieri finanziati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza<\/strong> e dalle assunzioni nella pubblica amministrazione.<\/p>\n<p class=\"font-claude-response-body whitespace-normal break-words\">Particolarmente significativa la <strong>crescita tra gli under 35<\/strong>: a livello nazionale si contano 461mila giovani occupati in pi\u00f9, di cui 100mila concentrati nelle regioni meridionali. Il tasso di occupazione giovanile al Sud \u00e8 salito di 6,4 punti percentuali, attestandosi per\u00f2 al 51,3%, ancora molto distante dal 77,7% registrato nel Centro-Nord.<\/p>\n<h3><strong>La Locomotive PNRR Spinge il Sud Oltre il Nord<\/strong><\/h3>\n<p>I dati economici presentati dal direttore generale Svimez, Luca Bianchi, confermano che il Sud Italia sta vivendo una <strong>stagione di crescita superiore al resto del Paese<\/strong>.\u00a0L&#8217;impulso del Piano Nazionale di <strong>Ripresa e Resilienza (PNRR)<\/strong> ha generato una forte dinamica economica:<\/p>\n<ul>\n<li><strong>PIL in Sorpasso:<\/strong> Le previsioni indicano che il Mezzogiorno continuer\u00e0 a crescere pi\u00f9 del Centro-Nord almeno fino al 2026, con un +0,7% previsto per il 2025 e un +0,9% per il 2026 (contro rispettivamente +0,5% e +0,6% del Centro-Nord).<\/li>\n<li><strong>Boom Occupazionale:<\/strong> Tra il 2021 e il 2024, quasi mezzo milione di posti di lavoro sono stati creati nel Mezzogiorno, portando a un incremento occupazionale dell&#8217;8%.<\/li>\n<\/ul>\n<h2 class=\"font-claude-response-heading text-text-100 mt-1 -mb-0.5\">La fuga di giovani laureati: perdita da 8 miliardi<\/h2>\n<p>La nota pi\u00f9 dolente del<a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/SVIMEZ_Bianchi_presentazione_rapporto_2025.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> Rapporto<\/a> riguarda l&#8217;esodo giovanile. A fronte del boom di posti di lavoro, tra il 2022 e il 2024 ben <strong>175.000 giovani tra i 25 e i 34 anni hanno lasciato il Mezzogiorno<\/strong> in cerca di migliori opportunit\u00e0.\u00a0Questo fenomeno \u00e8 altamente selettivo: la met\u00e0 di chi parte \u00e8 laureato. L&#8217;Associazione stima che la migrazione dei laureati comporti per il Sud una <strong>perdita secca di quasi 8 miliardi di euro all&#8217;anno<\/strong> in investimenti in formazione non capitalizzati. \u00a0Una cifra che pesa non solo sulle potenzialit\u00e0 di sviluppo del territorio, ma anche sui conti pubblici.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-277001 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Svimez-2025.jpg\" alt=\"Svimez 2025 fuga di giovani\" width=\"691\" height=\"385\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Svimez-2025.jpg 1391w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Svimez-2025-300x167.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Svimez-2025-1024x571.jpg 1024w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Svimez-2025-768x428.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 691px) 100vw, 691px\" \/><\/p>\n<h3>Lascia il Sud <strong>il 70% delle donne appena laureate<\/strong><\/h3>\n<p>Ed \u00e8 una fuga che coinvolge <strong>soprattutto i laureati: il 50% degli uomini e addirittura il 70% delle donne<\/strong> che emigrano possiede un titolo di studio universitario.\u00a0Inoltre, la qualit\u00e0 del lavoro per chi resta non \u00e8 sempre adeguata. I giovani che rimangono trovano <strong>troppo spesso lavori poco qualificati e mal retribuiti<\/strong>. La Svimez lancia l&#8217;allarme sul fenomeno dei <strong>lavoratori poveri<\/strong>: circa <strong>1,2 milioni di lavoratori meridionali<\/strong> s<strong>ono sotto la soglia di dignit\u00e0<\/strong>, rappresentando la met\u00e0 dei lavoratori poveri italiani.<\/p>\n<p class=\"font-claude-response-body whitespace-normal break-words\">Dietro i numeri positivi si nasconde per\u00f2 un fenomeno preoccupante. N<strong>egli ultimi tre anni, dal 2022 al 2024, ben 175mila giovani tra i 25 e i 34 anni hanno abbandonato il Meridione<\/strong> per trasferirsi altrove.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-277004 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Giovani-laureati.jpg\" alt=\"Giovani laureati\" width=\"559\" height=\"346\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Giovani-laureati.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Giovani-laureati-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/11\/Giovani-laureati-768x475.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 559px) 100vw, 559px\" \/><\/p>\n<h2 class=\"font-claude-response-heading text-text-100 mt-1 -mb-0.5\">Salari in picchiata: -10,2% al Sud<\/h2>\n<p class=\"font-claude-response-body whitespace-normal break-words\">La questione retributiva completa il quadro critico. Tra il 2021 e il 2025 i salari reali hanno subito una contrazione in tutta Italia, ma nel Mezzogiorno la flessione \u00e8 stata particolarmente pronunciata: &#8211;<strong>10,2% contro l&#8217;8,2% del Centro-Nord<\/strong>.\u00a0Il risultato \u00e8 un aumento dei lavoratori poveri, che in Italia hanno raggiunto quota 2,4 milioni, con la met\u00e0 concentrata nelle regioni meridionali. Solo nell&#8217;ultimo anno il fenomeno \u00e8 cresciuto di 120mila unit\u00e0, di cui 60mila al Sud. Retribuzioni inadeguate, contratti precari e part-time involontario minano la stabilit\u00e0 sociale anche di chi formalmente ha un&#8217;occupazione.<\/p>\n<h2 class=\"font-claude-response-heading text-text-100 mt-1 -mb-0.5\">Previsioni di crescita a breve, incognite dopo il 2027<\/h2>\n<p class=\"font-claude-response-body whitespace-normal break-words\">Sul piano delle prospettive economiche, il <a href=\"https:\/\/www.svimez.it\/rapporto-svimez-2025\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">rapporto<\/a> prevede che i<strong>l Mezzogiorno continuer\u00e0 a crescere pi\u00f9 velocemente del resto del Paese nel biennio 2025-2026, con un +0,7% contro il +0,5% del Centro-Nord.<\/strong> Tuttavia, dal 2027 si prospetta un possibile rallentamento, quando verr\u00e0 meno la spinta propulsiva legata ai fondi del PNRR.<\/p>\n<p>La chiave, secondo la Svimez, \u00e8 trasformare i segnali positivi in una traiettoria stabile puntando su quattro leve, tra cui il potenziamento delle <strong>infrastrutture sociali<\/strong> e la garanzia dei <strong>servizi oltre il PNRR<\/strong>.\u00a0La vera sfida non \u00e8 fermare la mobilit\u00e0, pilastro della cittadinanza europea, ma renderla una <em>scelta<\/em> e non una <em>necessit\u00e0<\/em>. Rilanciare il concetto di <strong>&#8220;diritto a restare&#8221;<\/strong> (Right to Stay) significa investire nelle aree da dove oggi partono giovani e competenze, rafforzando la coesione territoriale per evitare che il Mezzogiorno torni a essere il &#8220;fanalino di coda&#8221; dell&#8217;economia nazionale.<\/p>\n<h2 class=\"font-claude-response-heading text-text-100 mt-1 -mb-0.5\">Comuni protagonisti virtuosi sugli investimenti PNRR<\/h2>\n<p class=\"font-claude-response-body whitespace-normal break-words\">Una nota positiva arriva dal comportamento degli enti locali. Come sottolineato da Maria Luisa Forte, Sindaca di Campobasso e Vicepresidente ANCI, &#8220;a<strong>ncora una volta i Comuni si confermano i soggetti attuatori pi\u00f9 virtuosi del PNRR<\/strong>&#8220;. Nel Mezzogiorno gli investimenti comunali sono raddoppiati tra il 2022 e il 2025, passando da 4,2 a 8 miliardi di euro.<\/p>\n<p class=\"font-claude-response-body whitespace-normal break-words\">&#8220;Un rapporto di grande utilit\u00e0&#8221;, ha commentato Forte a margine della presentazione, &#8220;che conferma l&#8217;enorme sforzo dei Comuni nell&#8217;attuazione dei progetti PNRR e gli importanti risultati raggiunti&#8221;. La Vicepresidente ANCI ha auspicato che questa tendenza positiva prosegua oltre il 2026 e ha rilanciato l&#8217;appello per una<strong> Politica di Coesion<\/strong>e che riconosca agli enti locali un ruolo centrale nella programmazione e gestione degli interventi sul territorio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>l Mezzogiorno vola grazie agli investimenti del PNRR, superando il Centro-Nord nella crescita del PIL fino al 2026. 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