{"id":279537,"date":"2026-01-03T17:01:02","date_gmt":"2026-01-03T16:01:02","guid":{"rendered":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/?p=279537"},"modified":"2026-01-03T17:01:28","modified_gmt":"2026-01-03T16:01:28","slug":"italiani-non-si-fida-della-beneficenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/italiani-non-si-fida-della-beneficenza\/","title":{"rendered":"Il 49% degli italiani non si fida della beneficenza (+5% dopo il Pandoro-gate)"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Poca fiducia nella beneficenza. L\u2019inchiesta di <a href=\"https:\/\/www.truffa.net\/truffe-online\/donazioni-fraudolente\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Truffa.net<\/a> segue due fili intrecciati: da un lato i cittadini che donano (o smettono di farlo), il loro profilo, le loro abitudini, le loro paure; dall\u2019altro le organizzazioni che raccolgono quei soldi dall\u2019Italia, la loro scala reale, i casi che in questi anni hanno minato la fiducia. Sullo sfondo, il Pandoro-gate: lo scandalo che ha travolto la campagna \u201cPink Christmas\u201d di Balocco e <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/pandoro-balocco-chiara-ferragni-in-lacrime-si-scusa-daro-un-milione-al-regina-margherita-per-i-bambini\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Chiara Ferragni,<\/a> diventato scorciatoia simbolica per indicare tutto ci\u00f2 che, nella beneficenza \u201cdi facciata\u201d, non torna.<\/p>\n<h2>Un Paese che dona poco, e in modo selettivo<\/h2>\n<p>Un dato, all\u2019apparenza banale, rende il quadro pi\u00f9 nitido: solo il 13% dei titolari di un conto corrente in Italia dichiara di aver donato denaro a cause benefiche negli ultimi dodici mesi. \u00c8 una minoranza, e dentro quella minoranza si riconosce un profilo molto preciso. Chi dona \u00e8 pi\u00f9 spesso\u00a0<strong>uomo (52%), ha tra i 45 e i 64 anni, un livello di istruzione medio-alto<\/strong>\u00a0e un reddito sopra la media. \u00c8 sovrarappresentata la fascia delle professioni qualificate, dei lavoratori autonomi e dei pensionati \u201cbenestanti\u201d; molto meno presenti i giovani con contratti precari e redditi bassi. Anche la geografia conta: i donatori si concentrano nelle aree urbane, molto pi\u00f9 di quanto faccia il consumatore medio italiano, e tendono ad essere pi\u00f9 giovani della media: significativa la presenza della Generazione Z (21%).<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 poi un elemento cruciale per capire perch\u00e9 scandali come il Pandoro-gate pesano cos\u00ec tanto:\u00a0<strong>chi dona \u00e8, in media, molto pi\u00f9 informato e molto pi\u00f9 \u201cpolitico\u201d<\/strong>\u00a0del resto della popolazione: \u00e8 pi\u00f9 probabile che legga news online ogni giorno, che segua la cronaca giudiziaria e le inchieste giornalistiche, che esprima opinioni nette su temi come ambiente, diritti civili, ruolo dello Stato. Si tratta di persone che tendono a considerarsi sopra la media per \u201cattenzione ai temi sociali\u201d e \u201cimpegno civile\u201d. \u00c8 un pubblico che osserva con cura e che tende a non dimenticare facilmente gli scandali.<\/p>\n<p>Un altro aspetto distintivo riguarda il\u00a0<strong>rapporto con il rischio economico<\/strong>: chi dona ha in media una maggiore propensione a pianificare il futuro, a stipulare assicurazioni private, a investire in prodotti finanziari semplici. \u00c8 un profilo che, pur non essendo necessariamente ricco, vive la donazione come una scelta \u201cin pi\u00f9\u201d rispetto a un bilancio familiare gi\u00e0 sotto controllo. Questo lo rende al tempo stesso pi\u00f9 disponibile a sostenere cause sociali e pi\u00f9 sensibile a qualsiasi sospetto di essere stato raggirato.<\/p>\n<h2>Un non profit enorme, globale e strutturato<\/h2>\n<p>Se spostiamo lo sguardo sull\u2019altro protagonista \u2013 il mondo delle fondazioni, delle ONG e della cooperazione internazionale \u2013 i numeri raccontano una realt\u00e0 tutt\u2019altro che marginale. Le organizzazioni italiane attive nella cooperazione allo sviluppo e nell\u2019aiuto umanitario gestiscono\u00a0<strong>oltre 1,4 miliardi di euro di bilanci complessivi l\u2019anno e migliaia di progetti in tutto il mondo<\/strong>, per un totale di oltre due milioni di donatori privati, circa 29 mila operatori e pi\u00f9 di 52 mila volontari attivi. Non \u00e8 una nicchia riservata agli italiani dal cuore buono, ma un pezzo strutturale dell\u2019economia e della proiezione internazionale del Paese.<\/p>\n<p>Nel 2023, Save the Children Italia \u00e8 risultata l\u2019organizzazione non profit con uno dei volumi di entrate pi\u00f9 alti fra le ONG italiane, intorno alle decine di milioni di euro, sostenute da circa\u00a0<strong>560.000 donatori privati<\/strong>. Lo stesso anno, il Comitato Italiano di UNICEF ha contato circa 336.000 donatori, confermandosi come una delle principali piattaforme di raccolta fondi del Paese. Se si guarda al numero di dipendenti e collaboratori coinvolti, la pi\u00f9 grande risulta Intersos, con oltre 3.800 tra dipendenti e collaboratori impegnati in contesti di conflitto e crisi umanitarie, seguita da realt\u00e0 come Emergency, che mobilita migliaia di persone impegnate nell\u2019assistenza medica gratuita in zone di guerra.<\/p>\n<p>Sul fronte del volontariato, la\u00a0<strong>Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio esprime circa 20.000 volontari e attivisti in oltre 70 Paesi<\/strong>, impegnati su povert\u00e0, salute, pace e mediazione dei conflitti, mentre Save the Children mobilita quasi 6.000 volontari solo in Italia, oltre ai ricavi record appena ricordati. Le ONG italiane hanno una presenza particolarmente fitta in Africa orientale e in Medio Oriente. Al 2024, tra i Paesi con pi\u00f9 ONG italiane attive spiccano Kenya (42 organizzazioni e 178 progetti), Mozambico (36 organizzazioni e 235 progetti), Etiopia (32 organizzazioni e 220 progetti), Libano (25 organizzazioni e 146 progetti) e Palestina (23 organizzazioni e 126 progetti), a conferma di una forte concentrazione in Africa orientale e in Medio Oriente.<\/p>\n<p>A questo universo si aggiunge quello delle fondazioni bancarie. Secondo il 30\u00b0 Rapporto ACRI 2025, le\u00a0<strong>fondazioni di origine bancaria italiane hanno erogato nel 2024 oltre 1,2 miliardi di euro<\/strong>\u00a0a favore di progetti nei settori cultura, ricerca, welfare locale, ambiente. Si tratta di soggetti con patrimoni ingenti, governance complesse e una crescente attenzione alla misurazione dell\u2019impatto sociale: rispetto all\u2019anno precedente, l\u2019ammontare delle erogazioni risulta in aumento.<\/p>\n<p>Mettere in fila questi numeri serve a capire il vero paradosso italiano: un non profit che, nel suo complesso,\u00a0<strong>muove oltre 1,4 miliardi di euro l\u2019anno<\/strong>, sostenuto da oltre due milioni di donatori privati, circa 29 mila operatori e pi\u00f9 di 52 mila volontari attivi, che per\u00f2 opera in un contesto in cui meno di un cittadino su due dichiara esplicitamente di fidarsi.<\/p>\n<h2>I dieci punti di ritardo sul mondo: l\u2019effetto Pandoro-gate<\/h2>\n<p>I dati fotografano per l\u2019Italia un atteggiamento che gli stessi ricercatori definiscono \u201cneutrale\u201d: circa la met\u00e0 degli intervistati dichiara fiducia nelle ONG, l\u2019altra met\u00e0 oscilla tra indifferenza e diffidenza. La media globale, invece, dice che\u00a0<strong>sei persone su dieci tendono a fidarsi<\/strong>: una distanza che non nasce per caso, ma si inserisce in una storia fatta di scandali molto visibili e di piccole ambiguit\u00e0 quotidiane sul modo in cui la beneficenza viene raccontata.<\/p>\n<p>Nel 2022, prima del Pandoro-gate, il 54% degli italiani dichiarava fiducia nelle ONG; dopo lo scandalo di dicembre 2022, le rilevazioni 2023 mostrano che la quota di\u00a0<strong>chi non si fida sale al 49%<\/strong>, il livello pi\u00f9 alto dal 2019 e speculare a un calo della fiducia complessiva. Nel 2024 la fiducia recupera circa tre punti, ma nel 2025 \u2013 con l\u2019inizio del processo Ferragni e il riemergere di altri casi di beneficenza \u00abdi facciata\u00bb e campagne controverse \u2013 perde gi\u00e0 un punto percentuale, segno che il clima resta fragile. La media globale, invece, dice che sei persone su dieci tendono a fidarsi delle ONG, con un vantaggio di circa dieci punti percentuali rispetto all\u2019Italia.<\/p>\n<p>In altre parole, l\u2019Italia non \u00e8 un Paese \u201canti-ONG\u201d, ma uno in cui una\u00a0<strong>quota significativa di cittadini tiene le organizzazioni non profit \u201csotto osservazione\u201d<\/strong>, pronta a ritirare la fiducia in presenza di scandali. \u00c8 qui che entra in scena il Pandoro-gate, che non \u00e8 stato il primo caso di beneficenza usata come grimaldello di marketing, ma quello che ha goduto di maggiore esposizione mediatica, e che si inserisce in una storia fatta di scandali molto visibili e di piccole ambiguit\u00e0 quotidiane sul modo in cui la beneficenza viene raccontata.<\/p>\n<p>Nel 2022 Balocco lancia il pandoro \u201cPink Christmas\u201d co-firmato da Chiara Ferragni, presentato come legato a una raccolta fondi per l\u2019ospedale pediatrico Regina Margherita di Torino. La comunicazione, dai post social al packaging, suggerisce in modo piuttosto chiaro che comprando quel pandoro il consumatore sta contribuendo alla donazione. Nel 2023 l\u2019Autorit\u00e0 Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha sanzionato Balocco e le societ\u00e0 riconducibili a Chiara Ferragni per\u00a0<strong>pratica commerciale scorretta<\/strong>, sottolineando come il consumatore fosse indotto a credere che acquistando quel pandoro stesse contribuendo direttamente alla donazione. In realt\u00e0, la donazione di 50.000 euro all\u2019ospedale era stata effettuata da Balocco mesi prima del lancio del prodotto e non era in alcun modo collegata al numero di pandori venduti. \u00c8 un punto chiave: non viene contestata la donazione in s\u00e9, ma il modo in cui \u00e8 stata comunicata, confondendo ruolo dell\u2019azienda, ruolo dell\u2019influencer e ruolo della beneficenza.<\/p>\n<p>Le sanzioni sono pesanti:\u00a0<strong>pi\u00f9 di 1 milione di euro alle societ\u00e0 di Ferragni e 420.000 euro a Balocco<\/strong>. L\u2019eco mediatica \u00e8 enorme, al punto che l\u2019espressione Pandoro-gate entra nei neologismi Treccani e la vicenda continua a produrre effetti giudiziari con l\u2019apertura del processo per truffa aggravata a Milano. Per chi dona \u2013 o vorrebbe donare \u2013 la morale che passa \u00e8 brutale. Molti si convincono che anche dietro i prodotti \u201csolidali\u201d pi\u00f9 patinati il meccanismo reale sia spesso quello di una donazione fissa e marginale, affiancata per\u00f2 da margini e cachet milionari per marchi e testimonial.<\/p>\n<h3>Ma non \u00e8 un caso isolato<\/h3>\n<p>Il Pandoro-gate colpisce l\u2019immaginario perch\u00e9 coinvolge un\u2019influencer amatissima e un prodotto da supermercato, ma non \u00e8 un unicum. Negli stessi anni altri casi, meno pop ma altrettanto significativi, hanno alimentato la sensazione che il\u00a0<strong>confine tra beneficenza e marketing sia diventato troppo sfumato<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019istruttoria AGCM sulle uova di Pasqua Dolci Preziosi griffate Ferragni, collegate alla charity I Bambini delle Fate, rilegge in chiave critica un copione molto simile: i messaggi promozionali \u201ccompra l\u2019uovo per sostenere\u2026\u201d suggerivano che ogni acquisto generasse una donazione, mentre il\u00a0<strong>contributo all\u2019associazione era in realt\u00e0 fisso e indipendente dal numero di uova vendute<\/strong>. In alcune email interne, il fondatore dell\u2019associazione parla apertamente di un testo \u201cingannevole\u201d e del rischio che il consumatore si senta automaticamente benefattore solo acquistando il prodotto.<\/p>\n<p>Ancora pi\u00f9 strutturale \u00e8 il caso GoFundMe. Nel 2020 l\u2019AGCM multa la piattaforma per 1,5 milioni di euro,\u00a0<strong>contestando una serie di pratiche scorrette<\/strong>: il servizio veniva presentato agli utenti italiani come gratuito, \u201csenza costi\u201d, \u201cveloce, free and safe\u201d, ma sulle donazioni gravavano costi di transazione e, soprattutto, una commissione a favore della piattaforma preimpostata su valori come 10\u201315%, modificabile solo attraverso passaggi poco intuitivi dell\u2019interfaccia. Il tutto in un contesto, quello delle raccolte fondi per il Covid e le emergenze sanitarie, in cui la propensione a leggere il dettaglio contrattuale \u00e8 minima e la fiducia spontanea \u00e8 massima. Anche qui, la percezione \u00e8 quella di un\u2019asimmetria informativa a vantaggio dell\u2019infrastruttura che incassa, non del beneficiario finale.<\/p>\n<p>Nel 2024, infine, un\u2019ordinanza del Tribunale di Torino interviene su un prodotto presentato come legato all\u2019acquisto di un macchinario per un ospedale pediatrico. La pubblicit\u00e0 lasciava intendere che ogni unit\u00e0 venduta contribuisse direttamente e proporzionalmente alla raccolta fondi, mentre la\u00a0<strong>donazione reale era stata fissata a monte e versata mesi prima<\/strong>, senza alcun collegamento con i volumi di vendita. \u00c8 un precedente prezioso da affiancare al Pandoro-gate, perch\u00e9 certifica, in sede giudiziaria, quanto sia problematico costruire campagne in cui il \u201cfare del bene\u201d \u00e8 evocato in modo generico, ma i meccanismi economici restano opachi.<\/p>\n<h2>E adesso? Fiducia bassa, attenzione alta<\/h2>\n<p>Se rimettiamo tutti questi tasselli dentro il quadro iniziale, il profilo che emerge \u00e8 quello di\u00a0<strong>un\u2019Italia in cui la fiducia nelle charity \u00e8 bassa, ma l\u2019attenzione \u00e8 alta<\/strong>. Donano meno persone rispetto ad altri Paesi avanzati, ma quelle che donano sono molto pi\u00f9 consapevoli, informate, esigenti. Sono cittadini che leggono i comunicati dell\u2019AGCM, che hanno familiarit\u00e0 con espressioni come \u201cpratica commerciale scorretta\u201d, che cercano il neologismo \u201cPandoro-gate\u201d sul sito Treccani, che commentano sui social le campagne benefiche delle grandi aziende e degli influencer.<\/p>\n<p>Questa platea non rappresenta solo una quota di bilancio per le ONG, ma anche una\u00a0<strong>sorta di opinione pubblica qualificata<\/strong>: \u00e8 pi\u00f9 presente nei centri urbani, pi\u00f9 attiva sui social, pi\u00f9 rappresentata nel giornalismo, nel terzo settore, nel mondo delle professioni. \u00c8 il segmento che alimenta il dibattito pubblico sulla beneficenza e che tende a fare da \u201ccassa di risonanza\u201d quando emerge uno scandalo.<\/p>\n<p>Quando questo pubblico vede campagne opache, messaggi ambigui, iniziative benefiche in cui non \u00e8 chiaro chi ci guadagna cosa, reagisce con una combinazione di indignazione e ritiro della fiducia. \u00c8 questa la dinamica che spiega come mai, a parit\u00e0 di numeri \u2013 milioni di donatori, migliaia di operatori, progetti in tutto il mondo \u2013\u00a0<strong>l\u2019Italia continui a collocarsi nella zona grigia della neutralit\u00e0<\/strong>, con una fiducia che non decolla e una diffidenza che resta strutturale.<\/p>\n<p>Per il mondo non profit il messaggio \u00e8 doppio: da un lato, c\u2019\u00e8 ancora uno spazio enorme di crescita, perch\u00e9 la soglia di donatori potenziali \u00e8 molto pi\u00f9 ampia di quella attuale; dall\u2019altro,\u00a0<strong>la tolleranza allo scandalo \u00e8 bassissima<\/strong>. Ogni caso di beneficenza \u201cstrumentalizzata\u201d, ogni Pandoro-gate, ogni campagna che mischia senza chiarezza spot e donazioni, non colpisce solo i diretti interessati, ma l\u2019intero settore.<\/p>\n<p>Ricostruire la fiducia significa allora fare due cose insieme: da un lato, continuare a lavorare sui progetti, sull\u2019impatto, sulla capacit\u00e0 di raggiungere chi ha pi\u00f9 bisogno; dall\u2019altro,\u00a0<strong>investire in una comunicazione radicalmente trasparente<\/strong>, che separi in modo netto marketing e solidariet\u00e0, eviti scorciatoie, spieghi in modo semplice e verificabile dove vanno i soldi. In un Paese in cui quasi un italiano su due non si fida delle charity, ma una minoranza molto vigile continua a sostenerle, il futuro del non profit passer\u00e0 dalla capacit\u00e0 di parlare proprio a questa minoranza: i pi\u00f9 attenti, i pi\u00f9 critici, i pi\u00f9 informati, ma anche i pi\u00f9 fragili, in termini di fiducia, rispetto a quella di molti altri Paesi avanzati.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In Italia la beneficenza muove miliardi, ma la fiducia arranca. Secondo le ultime rilevazioni, il 49% degli italiani dichiara di non fidarsi di ONG e fondazioni, un punto in pi\u00f9 rispetto all\u2019anno precedente<\/p>\n","protected":false},"author":58,"featured_media":241183,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[16],"tags":[],"class_list":["post-279537","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/279537","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/58"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=279537"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/279537\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/241183"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=279537"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=279537"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=279537"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}