{"id":281602,"date":"2026-01-22T08:13:14","date_gmt":"2026-01-22T07:13:14","guid":{"rendered":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/?p=281602"},"modified":"2026-01-22T13:27:20","modified_gmt":"2026-01-22T12:27:20","slug":"lettera-cittadino-file-disagi-ospedale-cosenza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/lettera-cittadino-file-disagi-ospedale-cosenza\/","title":{"rendered":"La lettera di un cittadino: \u00abfile interminabili e disagi all\u2019ospedale di Cosenza, \u00e8 davvero normale?\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA \u2013 Una lettera <strong>carica di amarezza e domande senza risposta<\/strong>, inviata alla nostra redazione da Giuseppe Lombardo, che ha voluto raccontare la sua esperienza vissuta <strong>all\u2019ospedale di Cosenza<\/strong> durante una giornata dedicata alle analisi del sangue, trasformata in un\u2019odissea fatta di lunghe attese, disagi per anziani e bambini e difficolt\u00e0 burocratiche. Nella missiva, ripercorre quanto accaduto, sollevando interrogativi sull\u2019organizzazione del servizio sanitario e sulle condizioni in cui utenti e personale sono costretti a operare. Di seguito riportiamo integralmente il testo della lettera.<\/p>\n<h3>Ospedale di Cosenza e Cup: la lettera<\/h3>\n<p>&#8220;Lunedi 19 gennaio mi reco all\u2019ospedale per fare le analisi del sangue. Arrivo <a href=\"https:\/\/www.aocosenza.it\/servizi-sanitari\/centro-unico-di-prenotazione\/\" rel=\"noopener\"><strong>al Cup<\/strong><\/a> e prendo il numerino, <strong>L86<\/strong> e stavano servendo il numero <strong>L11.<\/strong> Dopo 2 ore e mezza di attesa riesco a pagare e mi reco al reparto analisi dove trovo l\u2019amara sorpresa. Numerino 47 e ben 3 infermieri per le analisi in tutto il reparto. <strong>E\u2019 normale che nel 2026 un ospedale possa trovarsi in una situazione del genere<\/strong>? Capisco le ferie, le malattie ma un ospedale dovrebbe essere pronto a gestire una situazione di emergenza come questa, magari \u201cprestando\u201d qualche infermiere temporaneamente da altri reparti&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;E<strong>\u2019 normale che 60 persone debbano attendere il proprio turno al gelo<\/strong>? <strong>Anziani, bambini, donne incinte <\/strong>e <strong>persone malate<\/strong> che giustamente si lamentavano della situazione grottesca in cui si trovavano e per il freddo che dovevano sopportare. E\u2019 normale che la sala d\u2019attesa del reparto analisi contenga <strong>si e no 10 persone e che altro 50\/60<\/strong> debbano attendere il <strong>proprio turno fuori al freddo?<\/strong> <strong>C\u2019erano persone anziane che battevano i denti. <\/strong>Ma per evitare tutto questo questo non sarebbe piu facile per tutti poter pagare il ticket online (o in farmacia, parafarmacia) e prenotare un giorno per effettuare le analisi? Come per tutti gli altri tipi di esami, non chiedo una cosa che non esiste&#8221;.<\/p>\n<p>&#8220;Dopo circa altre 2 ore di attesa, <strong>intorno alle 13 sono dovuto andare via per altri impegni e la fila era arrivata solo al numero 25.<\/strong> Ritorno alle 14 con la speranza che non avessero gia\u2019 superato il mio numero. Speranza vana in quanto lo avevano superato. Morale della favola: <strong>22 euro di ticket persi. <\/strong>Ma non e\u2019 questo il mio problema, <strong>veramente ci meritiamo un ospedale da terzo mondo? <\/strong>Mi viene in mente solo una battuta del libro <em>\u201cIo speriamo che me la cavo\u201d : Il terzo mondo e\u2019 molto piu terzo di noi&#8221;.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-281604\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Cup-ufficio-ticket.jpg\" alt=\"Cup lettera ospedale cosenza\" width=\"496\" height=\"307\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Cup-ufficio-ticket.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Cup-ufficio-ticket-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Cup-ufficio-ticket-768x475.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 496px) 100vw, 496px\" \/><\/p>\n<p>&#8220;Due giorni dopo mi <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/cosenza-caos-al-cup-tra-disservizi-ed-inefficienze-i-cittadini-allertano-la-questura-de-cicco-inaccettabile\/\">reco di nuovo al Cup<\/a> per la <strong>richiesta di rimborso non avendo effettuato le analisi<\/strong>. Faccio la mia ora e mezza di fila e l\u2019impiegato mi dice che non poteva effettuare il rimborso perche alcuno esami risultano eseguiti. Mi chiede di recarmi al reparto analisi per far mettere a posto burocraticamente l\u2019intoppo. Mi reco al reparto analisi da una signora indicatami dall\u2019impiegato del Cup (anche oggi persone anziane al freddo ad attendere). La <strong>guardia mi informa che la signora era impegnata e non sapeva quando si sarebbe liberata<\/strong>. <strong>Dopo circa mezz\u2019ora si libera, mi riceve e sistema tutto&#8221;.<\/strong><\/p>\n<p>&#8220;Ritorno al Cup dallo stesso impiegato (almeno senza fare di nuovo la fila), che non riesce ancora ad emettere il rimborso perche il sistema non vedeva la modifica effettuata poco prima dalla signora del reparto analisi e mi chiede di aspettare un po\u2019. Dopo un altra mezz\u2019ora di attesa finalmente riesco ad ottenere il mio rimborso.<strong> E\u2019 normale tutto questo? Davvero si puo\u2019 vivere cosi?<\/strong> <strong>Davvero ci meritiamo tutto questo? <\/strong>E poi offrono soldi ai medici per farli tornare a lavorare in calabria. Il problema non sono i soldi, <strong>manca organizzazione<\/strong>, strutture adeguate, programmazione, visione d\u2019insieme e molto molto buon senso&#8221;.<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Giuseppe Lombardo<br \/>\n(un cittadino illuso ma ormai rassegnato)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un cittadino che racconta la sua esperienza all\u2019ospedale di Cosenza tra attese, freddo e problemi burocratici. Un lungo sfogo che pone interrogativi sull\u2019organizzazione della sanit\u00e0 pubblica<\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":271644,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563,42],"tags":[],"class_list":["post-281602","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/281602","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=281602"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/281602\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/271644"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=281602"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=281602"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=281602"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}