{"id":281908,"date":"2026-01-26T08:41:17","date_gmt":"2026-01-26T07:41:17","guid":{"rendered":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/?p=281908"},"modified":"2026-01-26T10:07:10","modified_gmt":"2026-01-26T09:07:10","slug":"cosenza-7-dicembre-famiglia-attese-morte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/cosenza-7-dicembre-famiglia-attese-morte\/","title":{"rendered":"Cosenza: \u201cmaledetto quel 7 dicembre\u201d, il racconto di una famiglia tra attese e silenzi \u00abfino alla morte\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Inizia tutto il 7 dicembre, a Cosenza, e quello che segue \u00e8 un racconto. La testimonianza <strong>cruda e disperata di una famiglia<\/strong> che ha deciso di mettere nero su bianco ci\u00f2 che, da domenica 7 dicembre, ha segnato <strong>l\u2019inizio di un calvario finito con la morte.\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<h3>Ospedale di Cosenza: tutto comincia la mattina del 7 dicembre<\/h3>\n<p>Il racconto del calvario \u00e8 affidato a <strong>Francesca, figlia di Rodolfo, 69 anni, che ora non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9<\/strong>. Quella mattina del 7 dicmebre, il padre si sente male. <strong>Passano 40 minuti prima dell\u2019arrivo dell\u2019ambulanza<\/strong>. In pronto soccorso vengono eseguiti i primi controlli: si parla di ischemia e di un blocco; viene posizionato un sondino e poi l\u2019attesa. Ore, un\u2019intera giornata senza ulteriori interventi. La sera i parenti sono costretti ad andare via: <strong>nessuno pu\u00f2 restare.<\/strong><\/p>\n<p>Durante la notte il <strong>paziente chiede aiuto per andare in bagno<\/strong>. <strong>Nessun operatore \u00e8 disponibile<\/strong>. <strong>Prova da solo, cade dalla barella.<\/strong> I familiari vengono avvisati non dall\u2019ospedale, ma da un conoscente che si trova all\u2019interno. Quando arrivano lo trovano con punti alla palpebra, dolori al collo e alla schiena. <strong>Da quel momento, raccontano, cambia tutto<\/strong>: l\u2019ischemia passa in secondo piano, l\u2019attenzione si concentra solo sulla caduta. <strong>Viene trasferito in neurochirurgia.<\/strong> Prima del ricovero si tenta di inserire un catetere, senza successo, causando \u2013 secondo il racconto \u2013 ulteriori sofferenze.<\/p>\n<h3>In clinica privata per la riabilitazione<\/h3>\n<p>Compare una <strong>febbricola<\/strong>, trattata con <strong>antibiotico e tachipirina<\/strong>. Dopo qualche giorno viene proposto il trasferimento in una clinica privata per la riabilitazione. Qui il copione, secondo la famiglia, si ripete: 14 giorni di ricovero, solo tre di palestra,<strong> febbre che va e viene, sempre abbassata con farmaci, senza che nessuno si chieda il perch\u00e9.<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019uomo, nelle visite quotidiane, appare lucido, parla, cammina con il girello. Poi una mattina \u00e8 stanco, assopito. A notarlo, raccontano, \u00e8 solo la moglie. Si torna in <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/pronto-soccorso-di-cosenza-561-pazienti-in-3-giorni-il-ds-rassicura-i-cittadini-assistiamo-tutti\/\">pronto soccorso<\/a>:<strong> 106 pazienti, pochissimi medici<\/strong>. Ai familiari viene chiesto di aiutare a spingere la barella per accelerare gli esami.\u00a0\u00c8 qui che, su suggerimento di un medico esterno, i <strong>parenti insistono per un accertamento specifico<\/strong>. Dopo resistenze e domande (\u201cchi ve l\u2019ha detto?\u201d), l\u2019esame viene fatto. La risposta \u00e8 devastante: un <strong>batterio contratto in ambito ospedaliero, risalente proprio a quel maledetto 7 dicembre.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-273341\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/pronto-soccorso-cosenza-sala-attesa.jpg\" alt=\"Cosenza pronto soccorso 7 dicembre\" width=\"553\" height=\"342\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/pronto-soccorso-cosenza-sala-attesa.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/pronto-soccorso-cosenza-sala-attesa-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/10\/pronto-soccorso-cosenza-sala-attesa-768x475.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 553px) 100vw, 553px\" \/><\/p>\n<p>Dopo giorni di attesa, <strong>l\u2019uomo viene ricoverato in <a href=\"https:\/\/www.aocosenza.it\/dipartimenti-e-reparti\/dipartimento-medico-polispecialistico\/malattie-infettive-e-tropicali\/\" rel=\"noopener\">Malattie infettive<\/a><\/strong>. \u00c8 vigile, parla con i nipoti, ma cammina a fatica: la caduta gli ha provocato una frattura vertebrale. I parenti possono entrare solo su prenotazione, ogni due giorni, con rigide procedure di sicurezza. Eppure \u2013 raccontano i familiari \u2013 medici e operatori girano senza protezioni adeguate.<\/p>\n<h3>Il 17 gennaio: il silenzio e il peggioramento<\/h3>\n<p>La mattina tutto sembra normale. <strong>Nel pomeriggio, il silenzio. Il telefono non squilla pi\u00f9<\/strong>. Dal reparto nessuna risposta per ore. Quando finalmente qualcuno risponde, la famiglia capisce che qualcosa \u00e8 successo: l\u2019uomo non parla pi\u00f9, non reagisce. Nessuno sa spiegare quando e come.<strong>\u00a0Il giorno dopo la chiamata dall\u2019ospedale<\/strong>: le <strong>condizioni<\/strong> sono <strong>peggiorate<\/strong>. I familiari <strong>vengono fatti entrare tutti insieme, senza alcuna protezione<\/strong>.<\/p>\n<p>Sei persone: moglie, figlia, figlio, genero e nuora, sorella e fratello&#8230; tutti liberi di entrare, senza nessun presidio di sicurezza, tutti in stanza a guardare, un marito, un pap\u00e0, un suocero e un fratello. <strong>L\u2019uomo \u00e8 in uno stato<\/strong> <strong>vegetativo<\/strong>. <strong>Serve una TAC<\/strong>. Per raggiungerla, raccontano, viene portato attraverso scale, corridoi sporchi, ascensori comuni, nonostante il reparto infettivo.<\/p>\n<p>La <strong>mattina del 20 gennaio,<\/strong> dalle 8 nessuno risponde al telefono. <strong>Alle 9 arriva la chiamata: \u201cNon ce l\u2019ha fatta\u201d.\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Per l\u2019ospedale, dicono i familiari, \u00e8 una comunicazione come tante. Per loro \u00e8 la perdita di un <strong>marito, un padre, un nonno<\/strong>, morto<strong> a 69 anni<\/strong> dopo un percorso che per i familiari, per chi vive il dolore, \u00e8 stato caratterizzato da ritardi e superficialit\u00e0. Una storia che, nelle loro parole, non chiede piet\u00e0 ma <strong>attenzione<\/strong>, perch\u00e9 \u2013 scrivono \u2013 <strong>\u00abin un ospedale si dovrebbe lavorare per salvare vite, non per perderle\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>Questa \u00e8 la voce di chi resta, di chi chiede di non essere ignorato e invita, chi ha vissuto esperienze simili, a non tacere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cosa accade, passo dopo passo, dal 7 dicembre al 20 gennaio, ad un uomo di 69 anni, entrato in ospedale per un\u2019ischemia e morto settimane dopo. Un racconto carico di dolore <\/p>\n","protected":false},"author":21,"featured_media":274303,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563,42],"tags":[],"class_list":["post-281908","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/281908","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/21"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=281908"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/281908\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/274303"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=281908"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=281908"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=281908"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}