{"id":282910,"date":"2026-02-04T20:25:14","date_gmt":"2026-02-04T19:25:14","guid":{"rendered":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/?p=282910"},"modified":"2026-02-04T20:25:14","modified_gmt":"2026-02-04T19:25:14","slug":"delitto-mazzotti-ergastolo-calabro-e-latella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/delitto-mazzotti-ergastolo-calabro-e-latella\/","title":{"rendered":"Delitto Mazzotti, svolta dopo mezzo secolo: ergastolo per Calabr\u00f2 e Latella"},"content":{"rendered":"<p>COMO &#8211; <a href=\"https:\/\/tribunale-como.giustizia.it\/it\/nom_giud_pop_corte_ass.page\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La Corte d&#8217;assise del tribunale di Como<\/a> ha condannato all&#8217;ergastolo<strong> Giuseppe Calabr\u00f2<\/strong>, 74 anni originario di San Luca (Reggio Calabria) e <strong>Demetrio Latella<\/strong>, 71 anni, detto &#8220;Luciano&#8221;, anche lui originario di Reggio ma residente in provincia di Novara, per il concorso nell&#8217;omicidio volontario aggravato di <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/cristina-mazzotti-la-18enne-sequestrata-e-chiusa-in-una-buca-chiesto-lergastolo-per-i-3-calabresi-imputati\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Cristina Mazzotti,<\/a> sequestrata a Eupilio (Como) il 30 giugno del 1975 e ritrovata morta il primo settembre successivo a Galliate (Novara).<\/p>\n<p>Ha assolto i due imputati dal reato di concorso in sequestro di persona a scopo di estorsione in quanto il reato \u00e8 da ritenersi estinto per intervenuta prescrizione. <strong>Assolto per non avere commesso il fatto il terzo imputato, Antonio Talia, 73 anni di Africo<\/strong>. Calabr\u00f2 e Latella sono stati condannati anche al pagamento di una provvisionale di 600mila euro a favore di ciascuno dei due fratelli di Cristina, Vittorio e Marina Mazzotti.<\/p>\n<h2>Cristina Mazzotti, ritrovata morta dopo il rapimento<\/h2>\n<p>Cristina fu ritrovata morta due mesi dopo il rapimento, il primo settembre 1975, <strong>tra i rifiuti della discarica del Varallino<\/strong>, <strong>a Galliate, in provincia di Novara<\/strong>, stroncata molto probabilmente dall&#8217;abuso di tranquillanti che i sequestratori non smisero mai di somministrarle nel corso di una prigionia durissima, trascorsa in una buca di un metro e mezzo di altezza ricavata nel sottosuolo di un garage e collegata all&#8217;esterno per il solo tramite del tubo di plastica che le consentiva di respirare.<\/p>\n<p>Nel 1977 un primo processo istruito a Novara a carico di alcuni componenti della<strong> banda di sequestratori<\/strong> si concluse con 13 condanne, di cui otto ergastoli. All&#8217;appello mancavano ancora i componenti del piccolo commando che la sera del 30 giugno era entrato in azione ad Eupilio,<strong> mentre la ragazza rincasava dopo avere festeggiato il 18esimo compleanno<\/strong> con l&#8217;amica Emanuela Lusari e il fidanzato Carlo Galli.<\/p>\n<p><strong>A distanza di 50 anni proprio le testimonianze di Carlo ed Emanuela si sono rivelate determinanti<\/strong> per il riconoscimento del volto dell&#8217;imputato Calabr\u00f2 come quello di colui che quella sera sedeva accanto al conducente dell&#8217;auto utilizzata per il rapimento. Quanto a Latella, reo confesso, fu lui a determinare indirettamente la riapertura delle indagini, quando nel 2006 la polizia scientifica di Roma pot\u00e9 attribuirgli un&#8217;impronta digitale che 30 anni prima era stata repertata sulla Mini di Cristina.<\/p>\n<p>Oggi alla lettura della sentenza, assieme a un gruppo di studenti del liceo classico Carducci di Milano, lo stesso che frequentava la ragazza, hanno assistito anche Vittorio e Marina Mazzotti, i fratelli della vittima, ai quali la Corte d&#8217;assise ha riconosciuto un <strong>risarcimento provvisionale di 600mila euro a testa.<\/strong> Dichiarazioni di circostanza da parte dei difensori che hanno chiesto tempo per poter leggere le<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ergastolo per due imputati per l\u2019omicidio di Cristina Mazzotti, la giovane sequestrata e uccisa nel 1975. Assolto il terzo imputato, mentre il reato di sequestro \u00e8 stato dichiarato prescritto<\/p>\n","protected":false},"author":58,"featured_media":255567,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-282910","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/282910","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/58"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=282910"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/282910\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/255567"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=282910"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=282910"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=282910"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}