{"id":283175,"date":"2026-02-06T17:45:44","date_gmt":"2026-02-06T16:45:44","guid":{"rendered":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/?p=283175"},"modified":"2026-02-06T19:22:40","modified_gmt":"2026-02-06T18:22:40","slug":"truffatore-a-sua-insaputa-assolto-pensionato-cs","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/truffatore-a-sua-insaputa-assolto-pensionato-cs\/","title":{"rendered":"Gli rubano i documenti e diventa truffatore a sua insaputa condannato a 6 mesi. Assolto pensionato 76enne"},"content":{"rendered":"<p><strong>COSENZA<\/strong> \u2013 <strong>Truffatore a sua insaputa<\/strong>, condannato a 6 mesi e fortunatamente assolto grazie al meticoloso lavoro del suo avvocato, l&#8217;<strong>avvocato Mario Alberelli<\/strong> del Foro di Cosenza. Il f<a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/violazione-dati-e-furti-le-truffe-spopolano-sul-web-e-nei-social-il-pericolo-e-reale\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">urto d\u2019identit\u00e0<\/a> rappresenta un incubo per tre italiani su cinque, ma la vicenda vissuta da un pensionato romano di 76 anni aveva assunto contorni davvero incredibili. L&#8217;uomo, incensurato e residente nella capitale, si era ritrovato condannato dal Tribunale di Cosenza per <strong>una truffa mai commessa<\/strong>, orchestrata da ignoti che avevano utilizzato i suoi documenti rubati a bordo della <strong>linea B della metropolitana di Roma<\/strong> l\u201911 giugno del 2022 alla stazione Termini.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-283177 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Metro-B-Roma.jpg\" alt=\"Metro B Roma Truffatore a sua insaputa\" width=\"657\" height=\"405\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Metro-B-Roma.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Metro-B-Roma-300x185.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Metro-B-Roma-768x473.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 657px) 100vw, 657px\" \/><\/p>\n<h3><strong>Truffa Polizza RCA e la condanna a 6 mesi dal Tribunale di Cosenza<\/strong><\/h3>\n<p>Tutto ha inizio quando all&#8217;anziano viene notificato un <strong>decreto penale di condanna<\/strong> emesso dal GIP di Cosenza. Senza mai essere stato interrogato, l&#8217;uomo si \u00e8 ritrovato sulle spalle una pena di <strong>6 mesi di reclusione<\/strong>, convertiti in una multa di <strong>4.600 euro<\/strong>.<\/p>\n<p>L&#8217;accusa? Secondo la Procura di Cosenza, il 76enne si sarebbe finto un operatore di una nota agenzia assicurativa online, incassando un bonifico di <strong>429,16 euro<\/strong> per una <strong>polizza RCA mai consegnata<\/strong> a una vittima residente in Calabria.<\/p>\n<h3><strong>Le indagini difensive: il &#8220;puzzle&#8221; del furto d&#8217;identit\u00e0<\/strong><\/h3>\n<p>A ribaltare una sentenza che sembrava gi\u00e0 scritta \u00e8 stato l&#8217;intervento dell&#8217;<strong>avvocato Alberelli<\/strong>. Attraverso una scrupolosa attivit\u00e0 investigativa, il legale ha<strong> smontato pezzo dopo pezzo l&#8217;ipotesi accusatoria,<\/strong> portando alla luce un sofisticato sistema di contraffazione a cominciare dal <strong>numero telefonico usato per la truffa<\/strong>: era stato attivato in un Internet Point di Forcella (Napoli) e <strong>intestato a un cittadino pakistano<\/strong>, non all&#8217;imputato.<\/p>\n<h3><strong>Il conto corrente on-line, il falso documento e <\/strong><strong>la denuncia dimenticata<\/strong><\/h3>\n<p>Successivamente era stato aperto, all&#8217;insaputa dell&#8217;anziano, un <strong>conto corrente bancario on-line<\/strong> utilizzando la sua vera tessera sanitaria (rubata in metro) e una <strong>carta d&#8217;identit\u00e0 contraffatta<\/strong>. I<strong>l falso documento<\/strong>: L&#8217;avvocato ha dimostrato, producendo la relativa documentazione, che la carta d&#8217;identit\u00e0 utilizzata per la truffa riportava <strong>un numero di serie <\/strong>che il Comune di Taranto ha certificato di non aver mai rilasciato. Inoltre la carta d\u2019identit\u00e0 riportava anche un indirizzo di residenza mai appartenuto all\u2019uomo.<\/p>\n<p>Un punto critico dell&#8217;accusa poggiava sul fatto che, agli atti della Procura, <strong>non risultasse alcuna denuncia di furto dei documenti<\/strong> da parte dell&#8217;imputato. Tuttavia, il difensore ha depositato la querela sporta dall&#8217;anziano <strong>oltre un anno prima della truffa<\/strong>. Il furto era avvenuto sulla metro B, nel tratto tra Roma Termini e Eur Palasport.<\/p>\n<h2><strong>Truffatore a sua insaputa: l&#8217;assoluzione con formula piena<\/strong><\/h2>\n<p>Il Giudice del Tribunale di Cosenza in composizione monocratica, il <strong>Dott. Claudio Tric\u00f2<\/strong>, preso atto delle prove documentali, h<strong>a riconosciuto la totale estraneit\u00e0 dell&#8217;anziano ai fatti<\/strong>. Nella sentenza \u00e8 stato stabilito che il reato \u00e8 stato commesso da un soggetto ignoto che ha sfruttato il nome e i dati personali dell&#8217;imputato a sua insaputa dopo il furto nella <a href=\"http:\/\/www.metropolitanadiroma.it\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">metro<\/a> di Roma. Accogliendo pienamente la tesi dell&#8217;avvocato Alberelli, il Giudice ha <strong>assolto il pensionato<\/strong> perch\u00e9 il fatto non \u00e8 stato commesso da lui, ponendo fine a un incubo giudiziario durato anni.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un 76enne finito sotto processo a Cosenza e condannato per una truffa assicurativa mai compiuta. L&#8217;avvocato ha smontato il decreto penale di condanna dimostrando il furto d\u2019identit\u00e0 dopo il borseggio dei documenti e il Giudice lo assolve  <\/p>\n","protected":false},"author":23,"featured_media":283178,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563,42,803],"tags":[],"class_list":["post-283175","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","category-cosenza","category-cronaca"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/283175","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/23"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=283175"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/283175\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/283178"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=283175"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=283175"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=283175"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}