{"id":283214,"date":"2026-02-07T09:20:01","date_gmt":"2026-02-07T08:20:01","guid":{"rendered":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/?p=283214"},"modified":"2026-02-07T09:24:10","modified_gmt":"2026-02-07T08:24:10","slug":"caso-cristina-mazzotti-fermato-giuseppe-calabro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/caso-cristina-mazzotti-fermato-giuseppe-calabro\/","title":{"rendered":"Caso Cristina Mazzotti: fermato Giuseppe Calabr\u00f2, condannato all\u2019ergastolo per l\u2019omicidio della 18enne"},"content":{"rendered":"<p data-start=\"444\" data-end=\"774\"><strong data-start=\"444\" data-end=\"454\">MILANO<\/strong> \u2013 \u00c8 stato <strong data-start=\"465\" data-end=\"532\">fermato nella notte dagli agenti della Squadra Mobile di Milano<\/strong> <strong data-start=\"533\" data-end=\"553\">Giuseppe Calabr\u00f2<\/strong>, <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/delitto-mazzotti-ergastolo-calabro-e-latella\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">condannato<\/a> in <strong data-start=\"569\" data-end=\"598\">primo grado all\u2019ergastolo<\/strong> il 4 febbraio scorso per l\u2019<strong data-start=\"626\" data-end=\"669\">omicidio aggravato di Cristina Mazzotti<\/strong>, la studentessa di 18 anni sequestrata nel 1975 e morta dopo giorni di prigionia in condizioni disumane. Calabr\u00f2, che era <strong data-start=\"793\" data-end=\"811\">a piede libero<\/strong> in attesa dei successivi gradi di giudizio dopo la sentenza della <strong data-start=\"878\" data-end=\"904\">Corte d\u2019Assise di Como<\/strong>, \u00e8 stato fermato su disposizione dei pubblici ministeri <strong data-start=\"961\" data-end=\"1016\">Paolo Storari, Pasquale Addesso e Stefano Ammendola<\/strong>. Alla base del provvedimento, il <strong data-start=\"1050\" data-end=\"1089\">concreto e attuale pericolo di fuga<\/strong>.<\/p>\n<p>La Corte d\u2019assise del tribunale di Como ha condannato all\u2019ergastolo, oltre a Giuseppe Calabr\u00f2, 74 anni originario di San Luca (Reggio Calabria) anche Demetrio Latella, 71 anni, detto \u201cLuciano\u201d, anche lui originario di Reggio ma residente in provincia di Novara, per il concorso nell\u2019omicidio volontario aggravato<\/p>\n<h3>Giuseppe Calabr\u00f2 rischio di latitanza e il volo prenotato<\/h3>\n<p data-start=\"1141\" data-end=\"1346\">Secondo quanto emerge dal provvedimento di fermo, Calabr\u00f2 godrebbe di <strong data-start=\"1211\" data-end=\"1247\">appoggi logistici e patrimoniali<\/strong> riconducibili alla <strong data-start=\"1267\" data-end=\"1304\">criminalit\u00e0 organizzata calabrese<\/strong>, tali da potergli garantire la latitanza. Un elemento decisivo \u00e8 emerso dall\u2019inchiesta <strong data-start=\"1393\" data-end=\"1411\">\u201cDoppia Curva\u201d<\/strong>, condotta dalla DDA di Milano, sulle <strong data-start=\"1449\" data-end=\"1522\">infiltrazioni della \u2019ndrangheta nel tifo organizzato di Inter e Milan<\/strong>. In questo contesto investigativo, Calabr\u00f2 viene descritto come un soggetto che \u00abvantava e vanta una fama criminale\u00bb e che interloquiva \u00absu un piano di sovraordinazione con esponenti di primo piano della criminalit\u00e0 calabrese, al Nord come in Calabria\u00bb. A rafforzare il timore di fuga, anche la <strong data-start=\"1819\" data-end=\"1869\">prenotazione di un volo Milano\u2013Reggio Calabria<\/strong> fissato per la mattina successiva al fermo.<\/p>\n<h3 data-start=\"1915\" data-end=\"1952\">Il sequestro di Cristina Mazzotti<\/h3>\n<p data-start=\"1954\" data-end=\"2280\">Cristina Mazzotti fu <strong data-start=\"1975\" data-end=\"2012\">rapita la sera del 1\u00b0 luglio 1975<\/strong> davanti alla villa di famiglia a <strong data-start=\"2046\" data-end=\"2057\">Eupilio<\/strong>, in provincia di Como. Al padre <strong data-start=\"2090\" data-end=\"2109\">Helios Mazzotti<\/strong> venne chiesto un <strong data-start=\"2127\" data-end=\"2161\">riscatto di 5 miliardi di lire<\/strong>. Dopo settimane di trattative, l\u2019uomo riusc\u00ec a raccogliere <strong data-start=\"2221\" data-end=\"2248\">1 miliardo e 50 milioni<\/strong>, che consegn\u00f2 ai sequestratori. Nonostante il pagamento, Cristina non venne liberata. Il <strong data-start=\"2339\" data-end=\"2360\">1\u00b0 settembre 1975<\/strong>, una telefonata anonima indic\u00f2 ai carabinieri di scavare in una discarica di <strong data-start=\"2438\" data-end=\"2450\">Galliate<\/strong>, nel Novarese. L\u00ec venne ritrovato il corpo della giovane: era morta a causa di un <strong data-start=\"2533\" data-end=\"2556\">cocktail di farmaci<\/strong>, dopo essere stata segregata in una <strong data-start=\"2593\" data-end=\"2620\">buca priva di aerazione<\/strong>, senza possibilit\u00e0 di muoversi, sottoposta a dosi massicce di tranquillanti ed eccitanti.<\/p>\n<p data-start=\"1954\" data-end=\"2280\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-240444 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Cristina-mazzotti.jpg\" alt=\"Cristina mazzotti Giuseppe Calabr\u00f2\" width=\"737\" height=\"415\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Cristina-mazzotti.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Cristina-mazzotti-300x169.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Cristina-mazzotti-768x432.jpg 768w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Cristina-mazzotti-746x420.jpg 746w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Cristina-mazzotti-150x84.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/09\/Cristina-mazzotti-696x392.jpg 696w\" sizes=\"auto, (max-width: 737px) 100vw, 737px\" \/><\/p>\n<h3 data-start=\"2712\" data-end=\"2750\">I processi e le svolte giudiziarie<\/h3>\n<p data-start=\"2752\" data-end=\"2963\">Un primo processo, celebrato a <strong data-start=\"2783\" data-end=\"2793\">Novara<\/strong>, si concluse con <strong data-start=\"2811\" data-end=\"2826\">13 condanne<\/strong>, di cui <strong data-start=\"2835\" data-end=\"2853\">otto ergastoli<\/strong>, ma solo nei confronti di fiancheggiatori e non degli esecutori materiali del sequestro sfociato in omicidio. Nel <strong data-start=\"2969\" data-end=\"2977\">2007<\/strong>, grazie a una nuova banca dati, un\u2019<strong data-start=\"3013\" data-end=\"3034\">impronta digitale<\/strong> venne attribuita a <strong data-start=\"3054\" data-end=\"3074\">Demetrio Latella<\/strong>, che ammise di aver partecipato al sequestro e chiam\u00f2 in causa altri complici. Tuttavia, per mancanza di esigenze cautelari, il suo arresto non venne disposto e il fascicolo \u2013 trasferito a Milano per competenza \u2013 fu <strong data-start=\"3291\" data-end=\"3314\">archiviato nel 2012<\/strong> per prescrizione dei reati.<\/p>\n<p data-start=\"2752\" data-end=\"2963\">Una svolta decisiva arriv\u00f2 nel <strong data-start=\"3375\" data-end=\"3383\">2015<\/strong>, quando le <strong data-start=\"3395\" data-end=\"3429\">Sezioni Unite della<\/strong> <a href=\"https:\/\/www.cortedicassazione.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Cassazione<\/a> stabilirono che il <strong data-start=\"3449\" data-end=\"3500\">reato di omicidio volontario \u00e8 imprescrittibile<\/strong>. Sulla base di questo principio, venne presentato un nuovo esposto dall\u2019avvocato <strong data-start=\"3582\" data-end=\"3598\">Fabio Repici<\/strong>, gi\u00e0 legale della famiglia Mazzotti e successivamente parte civile anche nel processo per l\u2019omicidio del magistrato <strong data-start=\"3715\" data-end=\"3731\">Bruno Caccia<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019accusa ha sempre contestato a Calabr\u00f2 di avere fatto parte del g<strong>ruppo di sequestratori<\/strong> in azione la sera del 30 giugno, e in particolare di avere tenuto Cristina e gli amici che erano con lei sotto la minaccia di una pistola spianata e ritrovata morta il primo settembre successivo in una discarica di Galliate (Novara).\u00a0<strong> Giuseppe Calabr\u00f2<\/strong>\u00a0<strong>ha sempre sostenuto di non avere nulla a che fare con il rapimento<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Squadra Mobile di Milano ha bloccato questa notte Calabr\u00f2 per pericolo di fuga: avrebbe potuto contare su appoggi della criminalit\u00e0 organizzata calabrese<\/p>\n","protected":false},"author":55,"featured_media":168458,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-283214","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/283214","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/55"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=283214"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/283214\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/168458"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=283214"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=283214"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=283214"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}