{"id":285133,"date":"2026-02-25T18:48:19","date_gmt":"2026-02-25T17:48:19","guid":{"rendered":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/?p=285133"},"modified":"2026-02-26T08:57:10","modified_gmt":"2026-02-26T07:57:10","slug":"alluvione-borghi-ruolo-province-bianca-rende","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/alluvione-borghi-ruolo-province-bianca-rende\/","title":{"rendered":"Dall&#8217;alluvione del &#8217;54 alla crisi dei borghi: il ruolo perduto delle Province. Bianca Rende &#8220;rafforzarle&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><strong>COSENZA<\/strong> \u2013 Le <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/laghi-di-sibari-crati-acqua-esondazione\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">alluvioni<\/a> che periodicamente<strong> colpiscono la Calabria<\/strong> non sono solo eventi climatici estremi, ma il sintomo di una fragilit\u00e0 strutturale nella gestione del territorio. A sottolinearlo \u00e8 la consigliera del Comune di Cosenza e <b>c<\/b>andidata alle elezioni provinciali <strong>Bianca Rende<\/strong>, che in una lunga riflessione richiama la memoria storica per denunciare le criticit\u00e0 del presente.<\/p>\n<h3><strong>L\u2019alluvione del 1954 e la risposta dello Stato<\/strong><\/h3>\n<p>Rende parte da un episodio simbolo: la devastante alluvione del 1954 che colp\u00ec duramente la Calabria, in particolare la fascia ionica, numerosi centri collinari e diversi capoluoghi. A <strong>Cosenza<\/strong>, il colle Pancrazio e l\u2019antico castello arabo-normanno rischiarono di scivolare nel fiume Crati; a <strong>Oriolo<\/strong> croll\u00f2 parte del cimitero; mentre a <strong>Villapiana<\/strong> il torrente Satanasso invase intere aree abitate. Di fronte a quella emergenza, il Governo reag\u00ec con uno stanziamento pluriennale che nel 1955 si tradusse nella <strong>Legge speciale per la Calabria<\/strong>, uno strumento straordinario che consent\u00ec interventi strutturati e coordinati sul territorio.<\/p>\n<h3><strong>Province protagoniste della ricostruzione<\/strong><\/h3>\n<p>Secondo Rende, uno degli elementi di forza di quel modello fu il <strong>ruolo centrale delle Province<\/strong>. Un Comitato regionale, composto dalle tre Province calabresi, si riuniva mensilmente a <strong>Catanzaro<\/strong>, con il supporto del Provveditorato alle Opere Pubbliche e del Genio Civile, per approvare i progetti finanziati dalla Cassa per il Mezzogiorno.\u00a0Le Province, dotate di uffici tecnici spesso pi\u00f9 strutturati degli organi statali, appaltavano e dirigevano i cantieri, affiancate da enti come i Consorzi di bonifica e l\u2019Ente Sila per gli interventi sui terreni agricoli. Un sistema che garantiva rapidit\u00e0 decisionale e visione d\u2019insieme.<\/p>\n<p>Con l\u2019istituzione delle Regioni nel 1970, quel modello divenne incompatibile con il nuovo assetto istituzionale. Oggi, secondo Bianca Rende, la situazione appare bloccata da un vuoto decisionale che coinvolge la <strong>Regione Calabria<\/strong> e centinaia di Comuni, spesso privi di strutture adeguate per gestire deleghe complesse in materia di protezione ambientale.\u00a0\u00abQuando un fiume esonda \u2013 osserva Rende \u2013 n<strong>on si ferma ai confini amministrativi di un singolo Comune<\/strong>\u00bb. Le emergenze ambientali richiedono un livello di coordinamento intermedio, capace di superare frammentazioni territoriali che risalgono a epoche lontane.<\/p>\n<h3><strong>Rifondare le Province per la tutela del territorio<\/strong><\/h3>\n<p>La candidata di <em>P<\/em>rovincia Democratica rilancia quindi la necessit\u00e0 di ripensare e rafforzare il ruolo delle Province, anche attraverso una nuova legge elettorale che consenta loro di gestire in modo pi\u00f9 efficace le deleghe regionali, evitando le distorsioni del passato.\u00a0Tra i nodi evidenziati la <strong>gestione della forestazione,<\/strong> un tempo caratterizzata da costi elevatissimi, I<strong>l blocco del ricambio generazionale nel settore ambientale<\/strong> e la <strong>mancata valorizzazione di risorse umane e professionali<\/strong> disponibili.\u00a0Un settore forestale ben organizzato, sottolinea Rende, potrebbe oggi rappresentare una risorsa strategica contro il dissesto idrogeologico e lo spopolamento delle aree interne.<\/p>\n<p>Altro punto cruciale riguarda l<strong>e risorse economiche.<\/strong> In Calabria e<strong>sistono fondi dell\u2019Unione Europea ancora inutilizzati,<\/strong> come rilevato dalla Corte dei conti. A questi si aggiunge la possibilit\u00e0 di impiegare percettori di sostegni al reddito, come parte dei TIS rimasti senza prospettive, in attivit\u00e0 di protezione ambientale e manutenzione del territorio, sul modello dei cantonieri di un tempo.<\/p>\n<p><strong>Un appello alla Regione Calabria<\/strong><\/p>\n<p>Il messaggio finale di Bianca Rende \u00e8 chiaro: <strong>se la Regione vuole davvero salvare borghi e paesi delle aree interne, contrastare lo spopolamento e garantire servizi adeguati, deve affrontare senza ulteriori rinvii la riforma degli enti intermedi<\/strong>.\u00a0La gestione delle emergenze ambientali e del dissesto idrogeologico passa da una governance pi\u00f9 forte, coordinata e radicata sul territorio. Le Province, conclude Rende, possono e devono tornare a essere un perno fondamentale di questa strategia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alluvioni, dissesto e fondi europei non speso: perch\u00e9 secondo Bianca Rende le Province devono tornare centrali \u201csenza un ente intermedio non si governa il rischio ambientale\u201d <\/p>\n","protected":false},"author":55,"featured_media":269793,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563,42],"tags":[],"class_list":["post-285133","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/285133","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/55"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=285133"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/285133\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/269793"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=285133"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=285133"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=285133"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}