{"id":289974,"date":"2026-04-18T14:00:20","date_gmt":"2026-04-18T12:00:20","guid":{"rendered":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/?p=289974"},"modified":"2026-04-18T17:44:49","modified_gmt":"2026-04-18T15:44:49","slug":"aggressioni-sanitarie-18mila-2025-funari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/aggressioni-sanitarie-18mila-2025-funari\/","title":{"rendered":"Cosenza: aggressioni ai sanitari, 18mila nel 2025. Funari (FP Cgil) \u00abspaventa la normalizzazione\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; &#8220;Quello che spaventa \u00e8 la normalizzazione del fenomeno&#8221;; cos\u00ec la dottoressa Vanessa Funari, coordinatrice della dirigenza medica per il sindacato Fp Cgil, intervenuta nel corso della trasmissione radiofonica <strong>\u201cFatti Vivi<\/strong>\u201d su <a href=\"https:\/\/www.rlb.it\/\" rel=\"noopener\"><strong>Rlb<\/strong><\/a>. Si parte da alcuni dati allarmanti: nel 2025 si sono registrati <strong>18.000 episodi di aggressione contro il personale sanitario, con 23.000 operatori coinvolti<\/strong>. Un dato che fotografa una realt\u00e0 sempre pi\u00f9 preoccupante negli ospedali e nelle strutture sanitarie italiane.<\/p>\n<h3>Funari: \u201cFenomeno in continuo incremento\u201d<\/h3>\n<p>Un fenomeno diffuso che non risparmia nemmeno il territorio calabrese e cosentino, dove negli ultimi tempi si sono verificati diversi episodi, anche gravi, tra aggressioni fisiche e verbali. A marzo, vittima una <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/cosenza-dottoressa-aggredita-allannunziata\/\">dottoressa aggredita<\/a> durante il turno festivo, e qualche giorno addietro, un&#8217;altra <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/cosenza-aggressione-ospedale-insulti-tensione\/\">aggressione verbale<\/a>, durante l&#8217;orario delle visite all&#8217;Annunziata di Cosenza. \u201cI dati ce lo dicono in maniera chiara e inconfutabile. \u00c8 un fenomeno che &#8211; spiega la d.ssa Funari &#8211; non solo \u00e8 incrementato rispetto agli anni passati, ma \u00e8 in continuo aumento, di anno in anno, in tutta Italia, indipendentemente dalle zone\u201d.<\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #800000;\">ASCOLTA L&#8217;INTERVISTA<\/span><\/strong><\/p>\n<audio class=\"wp-audio-shortcode\" id=\"audio-289974-1\" preload=\"none\" style=\"width: 100%;\" controls=\"controls\"><source type=\"audio\/mpeg\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/funari.mp3?_=1\" \/><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/funari.mp3\">https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/funari.mp3<\/a><\/audio>\n<h3>Le aggressioni sono diverse, ma il problema \u00e8 comune<\/h3>\n<p>Gli episodi pi\u00f9 recenti registrati, ad esempio<strong> all\u2019ospedale di Cosenza<\/strong>, mostrano <strong>dinamiche differenti, a conferma della complessit\u00e0 del fenomeno<\/strong>. \u201cGli ultimi <strong>due episodi<\/strong> sono stati diversi fra di loro. Questo dimostra gi\u00e0 l&#8217;eterogeneit\u00e0 della dinamica, perch\u00e9 nel primo caso c&#8217;\u00e8 stata un&#8217;aggressione fisica vera e propria; nel secondo, esclusivamente verbale. Le dinamiche dunque, sono molto diverse tra di loro, perch\u00e8 sia gli operatori sanitari che gli utenti hanno, ognuno, un carattere e un modo di reagire\u201d.<\/p>\n<p>Una variet\u00e0 di situazioni che rende difficile individuare una causa unica: \u201cil fatto che non esista una dinamica univoca ci fa comprendere che probabilmente non esiste una sola ragione. Le ragioni per cui avvengono le aggressioni ai sanitari sono molteplici ma non sono giustificabili in nessun caso\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-289984\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Ospedale-di-Cosenza-Vanessa-Funari-02.jpg\" alt=\"Ospedale di Cosenza Vanessa Funari 02\" width=\"627\" height=\"388\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Ospedale-di-Cosenza-Vanessa-Funari-02.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Ospedale-di-Cosenza-Vanessa-Funari-02-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Ospedale-di-Cosenza-Vanessa-Funari-02-768x475.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 627px) 100vw, 627px\" \/><\/p>\n<h3>Il rischio pi\u00f9 grande: la normalizzazione della violenza<\/h3>\n<p>Tra gli aspetti pi\u00f9 inquietanti evidenziati dalla <strong>dottoressa Funari<\/strong> c\u2019\u00e8 la crescente accettazione sociale del fenomeno: \u201cdi certo la percezione attuale da parte nostra come sindacato, ma anche tra noi <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/nuova-aggressione-in-ospedale-vittime-due-infermieri-del-pronto-soccorso\/\">operatori sanitari<\/a>, \u00e8 che possa esserci su questo fenomeno pericolosissimo, una normalizzazione. Anche il solo rivolgersi con toni aggressivi sembra essere diventato un atto dovuto da parte dell&#8217;utente\u201d<\/p>\n<h3>Le possibili soluzioni: sicurezza e organizzazione<\/h3>\n<p>Sul fronte delle contromisure, il sindacato mantiene alta l\u2019attenzione e propone interventi concreti: \u201cci sono delle possibilit\u00e0, ci potrebbero essere delle iniziative pi\u00f9 drastiche per poter contrastare questi episodi come la presenza di <strong>personale addetto nelle vicinanze di qualsiasi unit\u00e0 operativa. <\/strong>Poi da medico, ritengo sia utile creare in ospedale degli <strong>spazi appositi per il colloquio con i familiari o parenti<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-243209\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/aggressioni-ospedale-.jpg\" alt=\"aggressioni ospedale funari\" width=\"637\" height=\"394\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/aggressioni-ospedale-.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/aggressioni-ospedale--300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/aggressioni-ospedale--768x475.jpg 768w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/aggressioni-ospedale--679x420.jpg 679w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/aggressioni-ospedale--150x93.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/aggressioni-ospedale--696x431.jpg 696w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/aggressioni-ospedale--356x220.jpg 356w\" sizes=\"auto, (max-width: 637px) 100vw, 637px\" \/><\/p>\n<h3>Prevenzione prima della repressione<\/h3>\n<p>Funari sottolinea per\u00f2 la necessit\u00e0 di <strong>agire a monte del problema,<\/strong> puntando sulla <strong>prevenzione<\/strong> piuttosto che solo sulla repressione e aggiunge una visione pi\u00f9 ampia, legata al rapporto tra cittadini e operatori sanitari: <strong>\u201cla mia visione \u00e8 assolutamente utopistica<\/strong>: creare un <strong>rapporto sereno con l&#8217;utenza<\/strong>, convincerla di quella che \u00e8 la realt\u00e0 ovvero che, <strong>questo lavoro non pu\u00f2 essere esercitato neanche per pochi minuti senza amore per la vita e passione<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Il punto centrale resta il recupero di un rapporto di fiducia tra cittadini e sistema sanitario: \u201cbisogna lavorarci &#8211; conclude la d.ssa Vanessa Funari &#8211; bisogna riconquistare una fiducia reciproca\u201d. Un obiettivo ambizioso ma necessario, in un contesto in cui la sicurezza degli operatori sanitari \u00e8 sempre pi\u00f9 a rischio e il sistema sanitario si trova ad affrontare una delle sfide pi\u00f9 delicate degli ultimi anni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervista alla dottoressa Vanessa Funari: \u201cdati chiari e inconfutabili. Serve puntare alla prevenzione e ricostruire un rapporto di fiducia con i cittadini\u201d<\/p>\n","protected":false},"author":19,"featured_media":289985,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563,42],"tags":[],"class_list":["post-289974","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/289974","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/19"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=289974"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/289974\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/289985"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=289974"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=289974"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=289974"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}