{"id":29213,"date":"2014-01-07T18:05:38","date_gmt":"2014-01-07T17:05:38","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/conzativicci-a-cosenza-e-nato-un-nuovo-fenomeno-teatrale\/"},"modified":"2023-01-17T12:45:42","modified_gmt":"2023-01-17T11:45:42","slug":"12207-conzativicci-a-cosenza-e-nato-un-nuovo-fenomeno-teatrale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/12207-conzativicci-a-cosenza-e-nato-un-nuovo-fenomeno-teatrale\/","title":{"rendered":"Conzativicci, a Cosenza \u00e8 nato un nuovo fenomeno teatrale"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Tre repliche gi\u00e0 andate in scena ed una quarta che, sulla scia delle precedenti, brucia in poche ore il sold out del teatro Tieri a Cosenza.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p><strong>\u201cConzativicci\u201d<\/strong> \u00e8 l\u2019ultima fatica letteraria di <strong>Sergio Crocco<\/strong>, la prima scritta per il teatro, e come per i libri di poesie e le sue letture pubbliche, ha letteralmente stregato i cosentini, attraverso un rapido tam tam sulla rete. Zero o quasi pubblicit\u00e0 e tutti gli incassi devoluti ai progetti di solidariet\u00e0 dell\u2019associazione \u201c<strong>La Terra di Piero<\/strong>\u201d. Ma rispetto a \u201c<strong>Maniamuni<\/strong>\u201d lo scatto in avanti della scrittura di Crocco \u00e8 letteralmente siderale. La<strong> commedia<\/strong> scritta in soli diciannove giorni ed elaborata ed affinata in quattro lunghi mesi di prove, sotto la regia di<strong> Paolo Spinelli<\/strong>, lascia a bocca aperta per la copiosa messe di<strong> gag<\/strong> esilaranti, che si susseguono ad un <strong>ritmo<\/strong> talmente serrato da sospendere il tempo della<strong> storia<\/strong> cosentina fatta personaggi illustri (<strong>Bernardino Telesio<\/strong>), madri amorevolmente protettrici (la <strong>Madonna del Pilerio<\/strong>) e cosentini invisi ai benpensanti (<strong>Totonno u squalu<\/strong>). Come sempre a dare corpo alle visioni di Crocco un manipolo di <strong>attori<\/strong> veri e tanti <strong>presunti<\/strong> tali, tutti riuniti nella compagnia dal cuore grande de \u201cLa Terra di Piero\u201d. La storia di \u201c<strong>Conzativicci<\/strong>\u201d parte in un assolata domenica estiva in un noto esercizio commerciale di piazza della Riforma, dove tra commessi annoiati e pochi avventori, sbuca una borbottante vecchietta che si lamenta di tutto e di tutti, lanciando un tipica \u201c<strong>jestima<\/strong>\u201d cosentina: \u201c<strong>cchi vonnu chiova sordi spicci<\/strong>\u201d. Come d\u2019incanto dopo pochi secondi dall\u2019improperio il fragore dei tuoni annuncia l\u2019arrivo di un temporale estivo. Subito iniziano a <strong>piovere<\/strong> monete dal cielo causando ingenti danni. I <strong>cosentini<\/strong> osservano il fenomeno che si placa poco dopo, <strong>credendo<\/strong> di essere diventati tutti ricchi, ma con il ritorno del sole, tutte le monete spariscono, lasciando solo i danni alle cose. Il fenomeno continua a ripetersi per giorni e mesi, gettando nel panico una citt\u00e0 intera. Il lamento dei cosentini giunge cos\u00ec in <strong>paradiso<\/strong>, dove un improponibile arcangelo porta la richiesta d\u2019aiuto a <strong>Dio<\/strong>. Da qui parte la commedia vera e propria con il primo pugno allo stomaco, perch\u00e9 sia Dio, che l\u2019arcangelo sono sulla sedia a rotelle. Si pu\u00f2 immaginare una cosa pi\u00f9 grande di <strong>Dio<\/strong> <strong>disabile<\/strong>? Probabilmente no. Questa grande<strong> intuizione<\/strong>di Crocco viene amplificata dalla prova interpretativa di <strong>Roberto<\/strong> <strong>Giacomantonio<\/strong> (Dio) e <strong>Gianni Moretti<\/strong> (Tatangelo Gabriele), due <strong>giganti<\/strong> che sanno essere <strong>irascibili<\/strong> e paterni, <strong>irriverenti<\/strong> e pazienti con l\u2019irrompere sulla scena di una serie improbabile di <strong>santi<\/strong>, che disturbano Dio nella ricerca di una soluzione. Il detto popolare che recita \u201cscherza coi fanti ma lascia stare i santi\u201d non ha ragione di esistere in \u201cConzativicci\u201d, perch\u00e9 seppure sbeffeggiati amorevolmente, vengono presentati al pubblico con sottile ironia.<strong> San<\/strong> <strong>Remo<\/strong>, naturalmente canta, <strong>San Marco Argentato<\/strong> \u00e8 un rocker stile Rockets, <strong>San Marzano<\/strong> \u00e8 donna e \u201cpassata\u201d. L\u2019<strong>Annunziata<\/strong> naturalmente \u00e8 vestita da medico e denuncia i mali dell\u2019ospedale cittadino,<strong> San Lucido<\/strong> ha la testa pelata, <strong>Santa Honor\u00e9<\/strong> \u00e8 \u201ctanta\u201d, <strong>San Lorenzo del Callo<\/strong> ha male ai piedi, <strong>San Nicola Ascella<\/strong> porta suoi \u201cprofumi\u201d, <strong>Santa Sofia De Piscopo<\/strong> suona il tamburo,<strong> San Vito<\/strong> inneggia naturalmente ai Lupi e <strong>Sanvitino<\/strong> chiede al \u201csignor Dio\u201d (vero tormentone dello spettacolo) di vedere il <strong>Cosenza<\/strong> in serie A. Non manca neppure <strong>Santa Giovanna in Fiore<\/strong> che turba sessualmente il buon Tatangelo Gabriele, ed uno straordinario <strong>San Francesco di Paola<\/strong> che si lamenta dei cosentini che vanno al <strong>Santuario<\/strong> solo per farsi <strong>benedire<\/strong> l&#8217;auto nuova, e dei <strong>soldi<\/strong> delle offerte fatti <strong>sparire<\/strong> da un broker senza scrupoli. In mezzo a tutti questi esilaranti disturbi, il \u201c<strong>signor Dio<\/strong>\u201d decide di inviare sulla terra un cosentino da poco arrivato in paradiso, e lo sceglie tra gli \u201cultimi\u201d che popolano la citt\u00e0: Totonno u squalu. Dopo averlo convinto a fatica, <strong>Totonno<\/strong>, interpretato dal bravissimo <strong>Antonio Filippelli<\/strong>, torna a Cosenza in compagnia di <strong>Donnu Scantu<\/strong> (un superlativo <strong>Eliseno Sposato Jr<\/strong>.), un moderno <strong>Donnu Pantu<\/strong> che incarna tutti i difetti e le esagerazioni del tipico cosentino, e <strong>Donna Bretta<\/strong> (la bella e brava <strong>Serena Clausi<\/strong>) che parte a cantare la famosa \u201cBuonanotte Cosenza\u201d di<strong> Mario Gualtieri<\/strong>, ogni qualvolta si nomina la citt\u00e0 Bruzia. Questa improbabile e scalcinata \u201c<strong>Trinit\u00e0<\/strong>\u201d torna sulla terra in missione per conto di<strong> Dio<\/strong> e si presenta dal <strong>sindaco<\/strong>, interpretato meravigliosamente da<strong> Davide Carpino<\/strong>, per chiedere il permesso di incontrare i cosentini e interrogarli sullo strano fenomeno che si \u00e8 abbattuto in citt\u00e0. La figura del sindaco, pieno di \u201c<strong>vilienza<\/strong>\u201d cui non si pu\u00f2 chiedere nulla, men che meno soldi, e che si <strong>anima<\/strong> solo se si parla di feste e <strong>luminarie<\/strong>, \u00e8 una feroce <strong>satira<\/strong> all\u2019attuale primo cittadino, mentre i cittadini che interloquiscono con Totonno indicano come soluzione alla calamit\u00e0, la rinascita del centro storico, la restituzione della dignit\u00e0 a <strong>padre Fedele Bisceglia<\/strong> e la Verit\u00e0 sulla morte di <strong>Donato Bergamini<\/strong>. Tre temi che danno una lettura \u201ci<strong>mpegnata<\/strong>\u201d a due ore di dissacranti frivolezze. Sul finale, che non sveliamo, si affaccia il lavoro che l\u2019associazione<strong> La Terra di Piero<\/strong>, svolge in ricordo di quel grande cosentino che era e resta <strong>Piero Romeo<\/strong>. Si ride e tanto in \u201cConzativicci, la commedia addui chiovano sordi spicci\u201d di pancia e di testa, si sberleffa una citt\u00e0, dotta e scalcinata, amore incondizionato dell\u2019autore e degli interpreti di questo piccolo grande pezzo di teatro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Tre repliche gi\u00e0 andate in scena ed una quarta che, sulla scia delle precedenti, brucia in poche ore il sold out del teatro Tieri a Cosenza.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":29214,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,563,42],"tags":[],"class_list":["post-29213","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-area-urbana","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29213","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29213"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29213\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/29214"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29213"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29213"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29213"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}