{"id":292556,"date":"2026-05-17T15:00:51","date_gmt":"2026-05-17T13:00:51","guid":{"rendered":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/?p=292556"},"modified":"2026-05-18T07:13:04","modified_gmt":"2026-05-18T05:13:04","slug":"obesita-rallenta-paesi-ricchi-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/obesita-rallenta-paesi-ricchi-italia\/","title":{"rendered":"L&#8217;obesit\u00e0 rallenta nei Paesi ricchi, in calo anche in Italia. I dati dello studio internazionale"},"content":{"rendered":"<p data-path-to-node=\"4\">ROMA \u2013 L&#8217;immagine di un mondo travolto da un\u2019ondata di <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/obesita-sud-alti-centri-curarla-nord\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>obesit\u00e0<\/strong> <\/a>senza fine potrebbe appartenere al passato, almeno per le nazioni pi\u00f9 industrializzate. Secondo una monumentale ricerca internazionale pubblicata sulla prestigiosa rivista <i data-path-to-node=\"4\" data-index-in-node=\"251\">Nature<\/i>, i tassi di obesit\u00e0 nei Paesi ad alto reddito hanno smesso di crescere e, in alcuni casi virtuosi come l\u2019Italia, la Francia e il Portogallo, mostrano i primi segnali di un lieve calo.<\/p>\n<h3 data-path-to-node=\"5\">La ricerca sull&#8217;obesit\u00e0: il contributo italiano e della Calabria<\/h3>\n<p data-path-to-node=\"5\">Lo studio si \u00e8 basato su circa <strong>2mila ricercatori di tutto il mondo<\/strong> guidati dall&#8217;<a href=\"https:\/\/www.imperial.ac.uk\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Imperial College<\/a> di Londra. Lo studio si basa sui dati provenienti da <strong>232 milioni di individui di 200 Paesi<\/strong>, e mette in discussione l&#8217;idea che sia in atto una epidemia globale di obesit\u00e0. Alla ricerca hanno partecipato anche <strong>molti ricercatori italiani,<\/strong> con il contributo delle Universit\u00e0 di Palermo, Torino, Padova, Salerno, Insubria, Catania, Ferrara, Firenze, Brescia, Aldo Moro di Bari, Pisa e Bologna. Ha collaborato anche il <strong>Consiglio Nazionale delle Ricerche di Reggio Calabria<\/strong> e di Pisa, insieme all&#8217;Istituto di Neuroscienze del Cnr di Padova e all&#8217;Istituto di Scienze dell&#8217;Alimentazione del Cnr di Avellino.<\/p>\n<p data-path-to-node=\"5\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-284833\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/obesita.jpg\" alt=\"obesit\u00e0\" width=\"503\" height=\"311\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/obesita.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/obesita-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/obesita-768x475.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 503px) 100vw, 503px\" \/><\/p>\n<p data-path-to-node=\"5\">Infine, hanno preso parte anche l&#8217;Istituto Neurologico Mediterraneo di Pozzilli (Neuromed), il Centro Studi Canopo di Salerno, il Crea, l&#8217;Istituto Superiore di Sanit\u00e0, <strong>l&#8217;Associazione Calabrese di Epatologia<\/strong>, la Scuola Superiore Sant&#8217;Anna di Pisa e il Ministero della Salute, oltre a Libera Universit\u00e0 Mediterranea &#8216;Giuseppe Degennaro&#8217; di Bari, Centro Studi Epidemiologici di Gubbio, Istituto per lo studio, la prevenzione e la rete oncologica (Ispro) di Firenze, Ospedale universitario di Varese e Centro di prevenzione cardiovascolare di Udine.<\/p>\n<p data-path-to-node=\"5\">Lo studio, coordinato da Majid Ezzati dell\u2019Imperial College di Londra, ha analizzato i dati relativi al Body Mass Index (BMI) coprendo un arco temporale che va dal 1980 al 2024. Il risultato mette in discussione il concetto stesso di &#8220;epidemia globale&#8221; uniforme, delineando invece un mondo spaccato in due.<\/p>\n<h3 data-path-to-node=\"6\">Obesit\u00e0: il primato dell&#8217;Italia e il modello europeo<\/h3>\n<p data-path-to-node=\"7\">L&#8217;Italia si conferma in prima linea in questa transizione positiva. Mentre negli Stati Uniti e in Nuova Zelanda la curva si \u00e8 stabilizzata su livelli preoccupanti (tra il 19% e il 23% della popolazione in et\u00e0 scolare), nel Bel Paese il plateau \u00e8 stato raggiunto a quote decisamente inferiori: tra l&#8217;8% e il 12% per i bambini e tra il 14% e il 15% per gli adulti.<\/p>\n<p data-path-to-node=\"8\">Alla ricerca ha contribuito in modo massiccio la comunit\u00e0 scientifica italiana, con il coinvolgimento di decine di universit\u00e0 (da Palermo a Torino, passando per Padova, Firenze e Bari), del CNR e dell&#8217;Istituto Superiore di Sanit\u00e0.<\/p>\n<p data-path-to-node=\"8\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-285257\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/obesita-cura-Sud.jpg\" alt=\"obesit\u00e0 cura - Sud\" width=\"500\" height=\"310\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/obesita-cura-Sud.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/obesita-cura-Sud-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/obesita-cura-Sud-768x476.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 500px) 100vw, 500px\" \/><\/p>\n<p data-path-to-node=\"10\">I dati indicano che il rallentamento della crescita dell&#8217;obesit\u00e0 si <strong>manifesta prima nelle fasce pi\u00f9 giovani per poi riflettersi, circa dieci anni dopo, sugli adulti.<\/strong> La Danimarca \u00e8 stata la pioniera di questo trend gi\u00e0 nel 1990, seguita dalla maggior parte dei Paesi occidentali dopo il 2000. Fanno eccezione Australia, Finlandia e Svezia, dove tra i bambini il fenomeno continua a crescere in controtendenza.<\/p>\n<h3 data-path-to-node=\"11\">Il divario con i Paesi in via di sviluppo<\/h3>\n<p data-path-to-node=\"12\">Se l&#8217;Occidente sembra aver trovato, almeno parzialmente, gli anticorpi sociali o alimentari per frenare il fenomeno, la situazione appare drammatica altrove. Nei Paesi a basso e medio reddito <strong>l&#8217;obesit\u00e0 non solo non si ferma, ma accelera<\/strong>. In nazioni come il Brasile, la Romania o la Repubblica Ceca, la prevalenza tra gli adulti ha gi\u00e0 raggiunto picchi del 30-40%.<\/p>\n<p data-path-to-node=\"13\">&#8220;Il quadro \u00e8 pi\u00f9 ottimistico per molte nazioni&#8221;, spiega Majid Ezzati, &#8220;ma ora dobbiamo capire perch\u00e9 alcuni Paesi ottengono risultati migliori di altri&#8221;. La sfida per il futuro si sposta quindi sulla <strong>disponibilit\u00e0 e l&#8217;accessibilit\u00e0 economica dei cibi sani,<\/strong> fattori determinanti per colmare un divario sanitario che rischia di diventare una nuova forma di disuguaglianza globale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vasta analisi condotta dall\u2019Imperial College su 232 milioni di persone in circa 200 Paesi rivela un\u2019inversione. Resta invece critica la situazione nei Paesi a basso e medio reddito, dove i tassi continuano a salire <\/p>\n","protected":false},"author":90,"featured_media":51686,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[16],"tags":[],"class_list":["post-292556","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-italia"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/292556","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/90"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=292556"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/292556\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/51686"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=292556"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=292556"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=292556"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}