{"id":292842,"date":"2026-05-16T14:06:00","date_gmt":"2026-05-16T12:06:00","guid":{"rendered":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/?p=292842"},"modified":"2026-05-16T17:33:56","modified_gmt":"2026-05-16T15:33:56","slug":"crac-bcc-cosenza-corte-dappello-440mila-euro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/crac-bcc-cosenza-corte-dappello-440mila-euro\/","title":{"rendered":"Crac BCC Cosenza, la Corte d\u2019Appello ridimensiona a 440mila euro il risarcimento degli ex vertici"},"content":{"rendered":"<p>CATANZARO &#8211; Si chiude con una condanna ridimensionata, ma con <strong>responsabilit\u00e0 confermate<\/strong>, uno dei pi\u00f9 complessi contenziosi legati al dissesto della <strong>BCC<\/strong> &#8211; <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/432049-crac-bcc-cosenza-buco-da-23-milioni-in-28-rinviati-a-giudizio\/\">Banca di Cosenza Credito Cooperativo<\/a> &#8211; di Cosenza, l\u2019istituto travolto prima dalle ispezioni di Banca d\u2019Italia, poi dall\u2019amministrazione straordinaria e infine dalla liquidazione coatta amministrativa. La <strong>Prima Sezione Civile della Corte d\u2019Appello di Catanzaro,<\/strong> ha infatti parzialmente riformato la sentenza emessa dal <strong>Tribunale di Cosenza<\/strong>, ridefinendo il quadro delle responsabilit\u00e0 civili a carico degli<strong> ex vertici della banca<\/strong> e riducendo sensibilmente l\u2019ammontare del risarcimento riconosciuto.<\/p>\n<p>I giudici di secondo grado (Alberto Nicola Filardo presidente, Fabrizio Cosentino consigliere e Tiziana Drago consigliere relatore-estensore) hanno condannato un <strong>gruppo di ex amministratori<\/strong>, <strong>sindaci e direttori generali al pagamento<\/strong>, in solido tra loro, della somma di <strong>440.316,24 euro in favore del Fondo di Garanzia per i Depositanti del <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/333966-crack-bcc-di-cosenza-il-29-gennaio-ludienza-preliminare-per-i-28-indagati\/\">Credito Cooperativo<\/a><\/strong> (subentrato nel frattempo nella titolarit\u00e0 del credito). Una <strong>cifra nettamente inferiore rispetto ai 2,74 milioni di euro stabiliti nella sentenza definitiva del Tribunale di Cosenza del 2019<\/strong> , ma che conferma l&#8217;impianto accusatorio circa le gravi irregolarit\u00e0 e la violazione dei doveri di sana e prudente gestione del credito.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-287843\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Tribunale-di-Cosenza-Palazzo-di-Giustizia-04.jpg\" alt=\"tribunale cosenza bcc\" width=\"509\" height=\"315\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Tribunale-di-Cosenza-Palazzo-di-Giustizia-04.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Tribunale-di-Cosenza-Palazzo-di-Giustizia-04-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Tribunale-di-Cosenza-Palazzo-di-Giustizia-04-768x475.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 509px) 100vw, 509px\" \/><\/p>\n<h3>Crac BCC Cosenza<\/h3>\n<p>La vicenda affonda le sue radici nel periodo compreso tra l&#8217;ottobre 2006 e il maggio 2010. Un&#8217;ispezione sul campo degli uomini di Palazzo Koch, condotta a fine 2009, aveva scoperchiato un sistema di governance<strong> &#8220;pesantemente condizionato dalle figure egemoni del Presidente e del Vicepresidente del Consiglio di Amministrazione<\/strong>&#8220;. Gli ispettori avevano rilevato una quasi totale assenza di dialettica tra il consiglio e gli altri organi sociali, unita a una forte conflittualit\u00e0 interna alla base sociale.<\/p>\n<p>I Commissari straordinari, subentrati con poteri di pubblici ufficiali, avevano quindi promosso un&#8217;azione sociale di responsabilit\u00e0 lamentando un danno milionario derivante da perdite sugli impieghi, sovradimensionamento dei costi operativi e del personale, nonch\u00e9 spese ingiustificate per l&#8217;acquisto e la ristrutturazione della sede dell&#8217;istituto.<\/p>\n<p>Il <strong>processo<\/strong> ha vissuto momenti di <strong>forte tensione tecnica<\/strong>. In primo grado, il Tribunale aveva nominato un Consulente Tecnico d&#8217;Ufficio (CTU) per analizzare il merito creditizio di centinaia di pratiche passate a sofferenza o incaglio. Il perito, tuttavia, aveva dovuto depositare una clamorosa relazione in cui dichiarava la &#8220;materiale impossibilit\u00e0&#8221; di eseguire gli accertamenti. Il motivo? Dal fascicolo di causa mancavano i documenti fondamentali: i faldoni della banca contenenti le istruttorie sui clienti, i dati reddituali dei garanti e le perizie di stima degli immobili.<\/p>\n<p>Nonostante questo vuoto documentale, il <a href=\"https:\/\/tribunale-cosenza.giustizia.it\/\" rel=\"noopener\">Tribunale di Cosenza<\/a> aveva inizialmente condannato in solido i convenuti per <strong>2,7 milioni di euro<\/strong> basandosi sulle &#8220;<strong>schede valutative<\/strong>&#8221; dei commissari. Una decisione impugnata in massa dai legali degli ex vertici, i quali hanno contestato la validit\u00e0 di quelle schede, definendole semplici &#8220;fogli in word non sottoscritti&#8221;.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-182877\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/tribunale-catanzaro-corte-appello-1.jpg\" alt=\"tribunale-catanzaro-corte-appello- (1) bcc\" width=\"555\" height=\"343\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/tribunale-catanzaro-corte-appello-1.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/tribunale-catanzaro-corte-appello-1-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/tribunale-catanzaro-corte-appello-1-768x475.jpg 768w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/tribunale-catanzaro-corte-appello-1-150x93.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/tribunale-catanzaro-corte-appello-1-696x431.jpg 696w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/tribunale-catanzaro-corte-appello-1-679x420.jpg 679w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/tribunale-catanzaro-corte-appello-1-356x220.jpg 356w\" sizes=\"auto, (max-width: 555px) 100vw, 555px\" \/><\/p>\n<p>La <a href=\"https:\/\/ca-catanzaro.giustizia.it\/\" rel=\"noopener\">Corte d\u2019Appello di Catanzaro<\/a> ha parzialmente accolto le doglianze dei difensori in merito alla quantificazione del danno complessivo, <strong>riducendo<\/strong> sensibilmente <strong>l\u2019importo della condanna dai milioni<\/strong> del <strong>primo grado ai 440mila euro attuali<\/strong>. I giudici hanno per\u00f2 respinto i ricorsi principali dei consiglieri e dei membri del collegio sindacale che miravano all&#8217;assoluzione totale , confermando che il danno da &#8220;<strong>imprudente concessione del credito<\/strong>&#8221; pu\u00f2 essere quantificato anche in termini previsionali senza attendere l&#8217;esito definitivo delle lunghe procedure di esecuzione forzata sui debitori insolventi.<\/p>\n<p>La condanna in solido colpisce i nomi storici della gestione di quel triennio nero: <strong>tra i condannati<\/strong> figurano Francesco Basile, Gianpaolo Miniaci, Ubaldo Lepera, Ennio Pantuso, Giuseppe Tocci, Francesco Tancredi, Giancarlo Tosto, Franco Grandinetti, Gianfranco Scarpelli, Francesco Capocasale, Giuseppe Tocci, Eugenio Gallo (candidato a sindaco di Dipignano), Carlo Ponte, Eugenio Spagnuolo, Ruggiero Dileo, Piero Maccarrone, Nunzio Guglielmi e Francesco Perugini. La sentenza ha inoltre confermato la compensazione delle spese legali per questo grado di giudizio, ponendo fine a uno dei <strong>contenziosi bancari pi\u00f9 complessi e discussi del territorio cosentino.<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anche se il risarcimento per il dissesto della BCC Cosenza \u00e8 stato ridotto, sono confermate le responsabilit\u00e0 degli ex vertici della banca. Tra i condannati anche il candidato a sindaco di Dipignano<\/p>\n","protected":false},"author":66,"featured_media":143302,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563,42],"tags":[],"class_list":["post-292842","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/292842","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/66"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=292842"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/292842\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/143302"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=292842"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=292842"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=292842"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}