{"id":292852,"date":"2026-05-16T18:00:04","date_gmt":"2026-05-16T16:00:04","guid":{"rendered":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/?p=292852"},"modified":"2026-05-16T16:50:15","modified_gmt":"2026-05-16T14:50:15","slug":"pedinata-30-giorni-dipendente-causa-asp","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/pedinata-30-giorni-dipendente-causa-asp\/","title":{"rendered":"\u201cPedinata per 30 giorni\u201d: dipendente fa causa all\u2019Asp di Catanzaro e chiede 250mila euro"},"content":{"rendered":"<p>CATANZARO \u2013 Una dipendente dell\u2019Asp di Catanzaro ha presentato un <strong>esposto<\/strong> alla Procura della Repubblica di Catanzaro e alla Procura regionale della <a href=\"https:\/\/www.corteconti.it\/Home\/Organizzazione\/UfficiCentraliRegionali\/UffCalabria\" rel=\"noopener\">Corte dei Conti<\/a> della Calabria, sostenendo di essere stata <strong>pedinata per circa 30 giorni da un\u2019agenzia investigativa incaricata dall\u2019Azienda sanitaria. <\/strong>La donna<strong> chiede un risarcimento danni pari a 250mila euro<\/strong> per presunte violazioni della propria sfera privata, familiare e della riservatezza personale.<\/p>\n<h3>Il ricorso presentato dal legale della dipendente<\/h3>\n<p>A ricostruire la vicenda \u00e8 l\u2019avvocato <strong>Francesco Pitaro<\/strong>, legale della dipendente. Secondo quanto riferito, tutto sarebbe nato da un <strong>trasferimento<\/strong> <strong>disposto dall\u2019Asp e successivamente contestato dalla lavoratrice.\u00a0<\/strong>\u201cLa dipendente dell\u2019Asp ha subito un ingiusto trasferimento al punto che lo stesso \u00e8 stato correttamente disapplicato, a seguito di ricorso, dal <strong>Tribunale del lavoro di Catanzaro<\/strong>\u201d. Sempre secondo il legale\u00a0\u201ca causa del trasferimento la dipendente subisce una crisi emotiva, per lo stress e la tensione alla stessa causati, ed \u00e8 costretta ad assentarsi dal lavoro per malattia\u201d.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-292853\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/avvocato-pitaro-dipendente-Asp.jpg\" alt=\"avvocato pitaro dipendente Asp\" width=\"503\" height=\"311\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/avvocato-pitaro-dipendente-Asp.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/avvocato-pitaro-dipendente-Asp-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/avvocato-pitaro-dipendente-Asp-768x475.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 503px) 100vw, 503px\" \/><\/p>\n<p>L\u2019avvocato precisa inoltre che la patologia psichiatrica certificata non imponeva alla donna di restare chiusa in casa durante il periodo di assenza lavorativa. Ma la <strong>parte pi\u00f9 delicata della vicenda<\/strong> riguarda proprio <strong>l\u2019attivit\u00e0 investigativa<\/strong> che sarebbe stata disposta nei confronti della dipendente:\u00a0\u201cl\u2019Asp di Catanzaro, nonostante la <strong>malattia psichiatrica<\/strong>\u00a0che le consente anche di non stare reclusa in casa, le mette alle <strong>calcagna un\u2019agenzia di investigazione che la pedina, la fotografa e la videoriprende per ben 30 giorni\u201d.\u00a0<\/strong>Secondo quanto denunciato, la <strong>donna sarebbe stata monitorata costantemente nelle proprie attivit\u00e0 quotidiane e nelle frequentazioni personali.<\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-292847\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Uffici-Direzione-ASP-CZ-caso-acqua-leo.jpg\" alt=\"Uffici-Direzione-ASP-CZ - caso acqua leo dipendente\" width=\"590\" height=\"364\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Uffici-Direzione-ASP-CZ-caso-acqua-leo.jpg 972w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Uffici-Direzione-ASP-CZ-caso-acqua-leo-300x185.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Uffici-Direzione-ASP-CZ-caso-acqua-leo-768x474.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 590px) 100vw, 590px\" \/><\/p>\n<h3>L&#8217;esposto: \u201ccontrollo ossessivo e invasivo\u201d<\/h3>\n<p>Nell\u2019esposto depositato in Procura, <strong>l\u2019avvocato Pitaro<\/strong> parla apertamente di un controllo \u201c<strong>ingiusto e ossessivo<\/strong>\u201d:\u00a0\u201clo svolgimento del pedinamento, da parte dell\u2019Asp di Catanzaro attraverso l\u2019agenzia di investigazione, senza alcun sospetto, senza incarico, senza indicazione degli inesistenti sospetti, ha determinato un ingiusto e ossessivo controllo sulla vita privata della dipendente\u201d. Secondo il legale, <strong>le modalit\u00e0 utilizzate sarebbero state \u201cmanifestamente eccessive\u201d.<\/strong><\/p>\n<p>Il ricorso insiste in particolare sulla durata e sulla continuit\u00e0 dell\u2019attivit\u00e0 investigativa:\u00a0\u201cl\u2019ossessivo pedinamento si \u00e8 sviluppato per il periodo di ben 30 giorni durante i quali la dipendente \u00e8 stata continuativamente osservata, pedinata e seguita, in ogni sua attivit\u00e0 e frequentazione\u201d. Si parla inoltre di \u201c<strong>acquisizione di materiale fotografico<\/strong>\u201d e di una misura ritenuta \u201cenormemente invasiva\u201d.<\/p>\n<h3>La richiesta di risarcimento e gli accertamenti<\/h3>\n<p>La donna, attraverso il proprio legale, ha chiesto un <strong><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/lavoratrice-licenziata-due-volte-reintegrata-12\/\">risarcimento<\/a> danni pari a 250mila euro<\/strong> per la presunta <strong>lesione della privacy,<\/strong> della <strong>vita familiare e della dignit\u00e0 personale. <\/strong>Sulla vicenda saranno ora chiamate a fare chiarezza la Procura della Repubblica di Catanzaro e la Procura regionale della Corte dei Conti, che dovranno valutare eventuali profili di responsabilit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La dipendente dell&#8217;Asp denuncia di essere stata seguita, fotografata e ripresa da un\u2019agenzia investigativa durante un periodo di malattia. Presentato esposto in Procura e alla Corte dei Conti<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":214594,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-292852","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/292852","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=292852"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/292852\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/214594"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=292852"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=292852"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=292852"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}