{"id":294191,"date":"2026-05-31T09:19:09","date_gmt":"2026-05-31T07:19:09","guid":{"rendered":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/?p=294191"},"modified":"2026-05-31T09:19:09","modified_gmt":"2026-05-31T07:19:09","slug":"carcere-di-rossano-agente-aggredito-denuncia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/carcere-di-rossano-agente-aggredito-denuncia\/","title":{"rendered":"Carcere di Rossano: agente in ospedale aggredito a schiaffi e pugni. &#8220;Sistema al collasso, lo Stato risponda&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>CORIGLIANO-ROSSANO \u2013 Non si ferma la<strong> scia di violenza c<\/strong>he continua a flagellare <strong>gli istituti penitenziari italiani<\/strong>. L&#8217;ultimo grave episodio di cronaca si \u00e8 consumato ieri mattina, all&#8217;interno della c<strong>asa circondariale di Rossano.<\/strong> Presso il primo piano della delicata sezione di Alta Sicurezza (AS), <strong>un agente di Polizia Penitenziaria \u00e8 rimasto vittima di una brutale e vile aggressione<\/strong> da parte di un detenuto di origini campane. A rendere pubblico l&#8217;accaduto \u00e8 stato il<strong> Segretario locale del sindacato AL.Si.P.Pe<\/strong> (Alleanza Sindacale Polizia Penitenziaria), <strong>Simone Colapietro<\/strong>.<\/p>\n<h3>L&#8217;aggressione nel Carcere di Rossano: 5 giorni di prognosi<\/h3>\n<p>Secondo la ricostruzione fornita dal sindacalista, il pretesto che ha scatenato la violenza sarebbe legato a<strong> futili rivendicazioni in materia di lavoro penitenziario<\/strong>. Approfittando del momento di apertura delle celle per i passeggi ordinar<strong>i, il detenuto si \u00e8 introdotto illecitamente all&#8217;interno del box di servizio dell&#8217;agente<\/strong>. L&#8217;operatore \u00e8 stato c<strong>olpito violentemente al volto con pugni e schiaffi.<\/strong> Le contusioni riportate hanno reso indispensabile l&#8217;immediato trasporto al Pronto Soccorso, dal quale il poliziotto \u00e8 stato <strong>successivamente dimesso con una prognosi di 5 giorni<\/strong>.<\/p>\n<p>Dal sindacato \u00e8 giunta immediatamente la <strong>totale e incondizionata vicinanza e solidariet\u00e0<\/strong> al collega, insieme agli auguri di una pronta guarigione. Tuttavia, come sottolineano con forza i rappresentanti dei lavoratori, &#8220;la solidariet\u00e0, oggi, non basta pi\u00f9&#8221; di fronte a un sistema che ha chiaramente superato il punto di non ritorno.<\/p>\n<h3>Il paradosso normativo: l&#8217;inapplicabilit\u00e0 dell&#8217;isolamento disciplinare<\/h3>\n<p>L&#8217;episodio di Rossano non \u00e8 che la p<strong>unta dell&#8217;iceberg<\/strong> di una criticit\u00e0 strutturale ed endemica. La <strong>Segreteria regionale AL.Si.P.Pe<\/strong> ha sollevato un velo di forte polemica sulla gestione normativa dei d<strong>etenuti problematici<\/strong>, denunciando un vero e proprio corto <strong>circuito burocratico<\/strong>. A seguito della violenta <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/aggressione-carcere-rossano-detenuto-cellulare\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">aggressione<\/a>, infatti, \u00e8 stato impossibile applicare nei confronti del responsabile il regime di esclusione dalle attivit\u00e0 in comune (ovvero l&#8217;isolamento disciplinare), misura rigorosamente prevista dall&#8217;Art. 78 del D.P.R. 230\/2000. Il blocco della sanzione \u00e8 dovuto al fatto che il<strong> detenuto aggressore risulta in cura per gravi patologie psichiatriche<\/strong>.<\/p>\n<p>Il medico di guardia della struttura ha negato il necessario nulla osta sanitario, certificando l&#8217;i<strong>ncompatibilit\u00e0 del soggetto con il regime di isolamento<\/strong>. A questo paradosso se ne aggiunge un altro ancora pi\u00f9 amaro: <strong>anche qualora il medico avesse concesso il via libera, l&#8217;isolamento sarebbe rimasto impraticabile a causa della cronica e totale assenza di posti disponibili nella struttura<\/strong>.<\/p>\n<p>Il sindacato denuncia parallelamente la <strong>gravissima indisponibilit\u00e0 di intere sezioni o sub-sezioni atte a ospitare e separare adeguatamente i detenuti<\/strong> ai sensi dell&#8217;Art. 32 del medesimo D.P.R. 230\/2000. Questa carenza logistica e strutturale rende di fatto impossibile una gestione sicura, mirata e differenziata dei soggetti pi\u00f9 problematici o palesemente incompatibili con il regime ordinario della struttura.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-277909 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Carcere-Rossano.jpg\" alt=\"Carcere Rossano\" width=\"626\" height=\"387\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Carcere-Rossano.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Carcere-Rossano-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/12\/Carcere-Rossano-768x475.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 626px) 100vw, 626px\" \/><\/p>\n<h3>La trasformazione delle carceri in &#8220;discariche psichiatriche&#8221;<\/h3>\n<p>L&#8217;organizzazione sindacale punta direttamente il dito contro le<strong> riforme dell&#8217;ultimo decennio<\/strong>, definendo l&#8217;attuale situazione come il diretto risultato del disastro derivato dalla chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG), sancita dalla Legge 81\/2014, e dalla contestuale <strong>gestione fallimentare delle REMS (<\/strong>Residenze per l&#8217;Esecuzione delle Misure di Sicurezza). Le carceri italiane sono state di fatto trasformate in veri e propri <em><strong>&#8220;contenitori di disagio psichiatrico&#8221;<\/strong><\/em>. In questo scenario di abbandono istituzionale, il<strong> personale di Polizia Penitenziaria viene lasciato completamente solo<\/strong>, privo di tutele, di adeguati strumenti sanitari e di una formazione specifica. Gli agenti si trovano a dover gestire, con compiti di sorveglianza pura, soggetti che necessiterebbero in via prioritaria di cure cliniche e strutture specialistiche e non certo di una detenzione ordinaria.<\/p>\n<h3>Alta Sicurezza come una polveriera: il fattore sovraffollamento<\/h3>\n<p>Un altro elemento di altissimo rischio riguarda<strong> l&#8217;inadeguatezza strutturale dei reparti ad alta densit\u00e0<\/strong>. Risulta inconcepibile e pericolosissimo, per i rappresentanti sindacali, il <strong>mantenimento di sezioni di Alta Sicurezza caratterizzate da camerotti che arrivano a ospitare fino a 6 o 7 posti regolamentari<\/strong>. La concentrazione di soggetti appartenenti alla criminalit\u00e0 organizzata in agglomerati cos\u00ec sovraffollati trasforma i reparti in vere e proprie polveriere. Tali spazi diventano visivamente inaccessibili e ad altissimo rischio per il personale di polizia ogniqualvolta sia chiamato a effettuare perquisizioni di sicurezza o interventi operativi d&#8217;urgenza.<\/p>\n<p>La giurisprudenza in materia \u00e8 stringente: l&#8217;Amministrazione Penitenziaria, in qualit\u00e0 di datore di lavoro, ha l&#8217;obbligo inderogabile di tutelare l&#8217;integrit\u00e0 fisica e morale dei propri dipendenti, secondo quanto prescritto dall&#8217;Art. 2087 del Codice Civile e dal D.Lgs. 81\/2008 (Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro). Di conseguenza, il sovraffollamento carcerario fuori controllo non pu\u00f2 e non deve pi\u00f9 essere utilizzato come un alibi per giustificare la disapplicazione delle norme minime di sicurezza.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-111473 aligncenter\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/polizia-penitenziaria-01-1.jpg\" alt=\"CARCERI\" width=\"485\" height=\"269\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/polizia-penitenziaria-01-1.jpg 900w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/polizia-penitenziaria-01-1-300x166.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/polizia-penitenziaria-01-1-768x426.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 485px) 100vw, 485px\" \/><\/p>\n<h3>Le richieste immediate dell&#8217;AL.Si.P.Pe al Ministero della Giustizia<\/h3>\n<p>Di fronte a quella che viene definita un<strong>a &#8220;zona franca&#8221;<\/strong>, la Segreteria regionale ha formulato tre precise e inderogabili richieste indirizzate ai vertici del Dipartimento dell&#8217;Amministrazione\u00a0 Penitenziaria (DAP) e alle Istituzioni Nazionali con<strong> il trasferimento immediato del detenuto verso un altro istituto<\/strong>, preferibilmente fuori regione, in applicazione delle vigenti circolari DAP in materia di ordine e sicurezza. Un mancato provvedimento verrebbe interpretato come una resa dello Stato e un pericoloso segnale di impunit\u00e0 interna, <strong>fornitura immediata al personale di adeguati dispositivi di protezione e intervento nei reparti a maggior rischio, quali il Taser o lo spray antiaggressione<\/strong> a base di<em> oleoresin capsicum<\/em>, utili sia come deterrente che per documentare oggettivamente le dinamiche interne.<\/p>\n<p>Chiesta l<strong>\u2019apertura immediata di un tavolo di confronto ministeriale e interregionali<\/strong> focalizzato sulla gestione dei detenuti con patologie psichiatriche, affinch\u00e9 il carico sanitario e sociale non gravi pi\u00f9 soltanto sulla Polizia Penitenziaria. &#8220;<em><strong>Il diritto alla salute e alla sicurezza dei lavoratori deve essere sacro, ogni giorno e in ogni turno<\/strong><\/em>&#8220;, conclude fermamente la nota della Segreteria regionale<a href=\"https:\/\/www.alsippe.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> AL.Si.P.Pe<\/a>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Aggressione nel reparto Alta Sicurezza del carcere di Rossano. Il sindacato AL.Si.P.Pe denuncia il collasso del sistema e l&#8217;emergenza dei detenuti psichiatrici. &#8220;Rischiare la vita non \u00e8 parte del lavoro&#8221;<\/p>\n","protected":false},"author":55,"featured_media":234474,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[572],"tags":[],"class_list":["post-294191","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ionio"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/294191","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/55"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=294191"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/294191\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/234474"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=294191"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=294191"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=294191"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}