{"id":294756,"date":"2026-06-07T08:05:22","date_gmt":"2026-06-07T06:05:22","guid":{"rendered":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/?p=294756"},"modified":"2026-06-07T08:05:22","modified_gmt":"2026-06-07T06:05:22","slug":"scommesse-via-whatsapp-e-ricariche-centro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/scommesse-via-whatsapp-e-ricariche-centro\/","title":{"rendered":"Scommesse via Whatsapp e ricariche a distanza: chiuso dalla finanza centro scommesse, denunciati i gestori"},"content":{"rendered":"<p>VIBO VALENTIA &#8211; Colpo al gioco illegale e alle infiltrazioni criminali. I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia hanno apposto i sigilli a un centro scommesse situato nel pieno centro cittadino. L&#8217;operazione ha fatto emergere un collaudato sistema di <strong data-path-to-node=\"3\" data-index-in-node=\"313\">intermediazione abusiva nella raccolta delle scommesse a distanza<\/strong> e inquietanti collegamenti con la criminalit\u00e0 organizzata.\u00a0L&#8217;intervento, nato inizialmente come un normale controllo ispettivo di natura amministrativa per la verifica degli adempimenti antiriciclaggio, si \u00e8 rapidamente trasformato in un&#8217;operazione giudiziaria di alto profilo.<\/p>\n<h3>Le scommesse viaggiavano su WhatsApp: scoperto il sistema illegale<\/h3>\n<p>A tradire i gestori della sala scommesse \u00e8 stato<strong> uno smartphone utilizzato per finalit\u00e0 aziendali.<\/strong> L&#8217;esame preliminare dell&#8217;applicazione di messaggistica <strong>WhatsApp<\/strong> presente sul dispositivo ha rivelato una realt\u00e0 ben diversa dalla regolare attivit\u00e0 di ricevitoria. Le chat hanno svelato l&#8217;esistenza di numerose conversazioni con i clienti, finalizzate alla richiesta a distanza di ricariche sui conti e accettazione diretta di scommesse calcistiche e scommesse sportive.<\/p>\n<p>I successivi riscontri telematici eseguiti dalle Fiamme Gialle hanno confermato una vera e propria prassi consolidata. Invece di utilizzare i conti personali dei singoli scommettitori, le giocate venivano sistematicamente raccolte e piazzate per conto terzi <strong>direttamente attraverso il conto gioco intestato alla societ\u00e0 esercente<\/strong>.\u00a0Questa condotta integra il reato di intermediazione abusiva nella raccolta delle scommesse. Si tratta di una pratica severamente vietata dalla normativa vigente in Italia, anche nel caso in cui venga posta in essere per conto di un concessionario autorizzato dallo Stato.<\/p>\n<h3>Ricariche sospette a un pregiudicato legato alla criminalit\u00e0 organizzata<\/h3>\n<p>Il quadro investigativo si \u00e8 ulteriormente aggravato nel corso delle attivit\u00e0 ispettive all&#8217;interno dei locali. I militari della Guardia di Finanza hanno infatti appurato che la struttura consentiva la ricarica di conti gioco intestati a soggetti terzi. Tra questi, \u00e8 emerso il conto di un <strong>soggetto pluripregiudicato<\/strong>, gravato da espliciti collegamenti con la <strong>criminalit\u00e0 organizzata<\/strong> locale. Un dettaglio che accende nuovamente i riflettori sull&#8217;interesse dei clan mafiosi verso il settore del gioco d&#8217;azzardo e delle scommesse online, spesso utilizzato come lavatrice per il riciclaggio di denaro sporco. Di fronte alle evidenti condotte illecite, i militari hanno fatto scattare i provvedimenti giudiziari con il <strong>sequestro probatorio e preventivo<\/strong> dell&#8217;apparato telefonico e dell&#8217;intero locale della sala scommesse e il <strong>deferimento all&#8217;Autorit\u00e0 Giudiziaria<\/strong> per i responsabili dell&#8217;attivit\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il blitz della Guardia di Finanza nato da un controllo antiriciclaggio: le giocate venivano accettate via WhatsApp sul conto della societ\u00e0. Tra i clienti anche un pregiudicato legato ai clan locali<\/p>\n","protected":false},"author":55,"featured_media":294757,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[17],"tags":[],"class_list":["post-294756","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/294756","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/55"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=294756"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/294756\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/294757"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=294756"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=294756"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=294756"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}