{"id":295498,"date":"2026-06-16T08:47:35","date_gmt":"2026-06-16T06:47:35","guid":{"rendered":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/?p=295498"},"modified":"2026-06-16T09:04:52","modified_gmt":"2026-06-16T07:04:52","slug":"blitz-cocaina-sud-america-criminalita-calabrese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/blitz-cocaina-sud-america-criminalita-calabrese\/","title":{"rendered":"Cocaina dal Sud America, maxi blitz antidroga: 8 arresti e collegamenti con la criminalit\u00e0 calabrese"},"content":{"rendered":"<p>ROMA &#8211; Il blitz, denominato &#8220;<strong>New Age<\/strong>&#8220;, \u00e8 scattato alle prime ore di oggi ed ha portato all&#8217;arresto <strong>di 8 persone<\/strong>, ritenute gravemente indiziate di far parte di <strong>un&#8217;associazione per delinquere dedita al traffico internazionale di cocaina<\/strong> tra il Sudamerica e l&#8217;Italia. L&#8217;operazione, dei Carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Civitavecchia ha interessato le province di <strong>Roma, L&#8217;Aquila<\/strong>, <strong>Reggio Calabria e Catania<\/strong>. Altre tre persone risultano indagate a piede libero nell&#8217;ambito della stessa inchiesta.<\/p>\n<h3>Una rete tra Lazio, Spagna e Sud America<\/h3>\n<p>I provvedimenti sono stati emessi dal giudice per le indagini preliminari del <a href=\"https:\/\/procura-roma.giustizia.it\/it\/uffpenale.page?contentId=UFF249\" rel=\"noopener\">Tribunale di Roma<\/a> al termine di una complessa attivit\u00e0 investigativa coordinata dalla <strong>Direzione Distrettuale Antimafia della Capitale<\/strong>.\u00a0Le indagini, avviate nell&#8217;agosto del 2025, avevano gi\u00e0 portato, alla fine dello scorso mese, al fermo disposto dalla Procura nei confronti dei presunti vertici dell&#8217;organizzazione.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-295500\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cocaina-sud-america-blitz-carabinieri-02.jpg\" alt=\"cocaina sud america blitz carabinieri 02\" width=\"568\" height=\"351\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cocaina-sud-america-blitz-carabinieri-02.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cocaina-sud-america-blitz-carabinieri-02-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cocaina-sud-america-blitz-carabinieri-02-768x475.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 568px) 100vw, 568px\" \/><\/p>\n<p>Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, il <strong>sodalizio criminale<\/strong> era <strong>stabilmente radicato a Roma<\/strong> e sul <strong>litorale nord del Lazio<\/strong>, ma poteva contare su una solida rete di contatti internazionali e su collegamenti con esponenti della <strong>criminalit\u00e0 organizzata calabrese<\/strong> e <strong>campana<\/strong>.\u00a0L&#8217;organizzazione avrebbe gestito l&#8217;importazione di ingenti quantitativi di cocaina provenienti dal Sud America, curando ogni fase dell&#8217;attivit\u00e0 illecita: dall&#8217;approvvigionamento alla distribuzione sul territorio nazionale.<\/p>\n<h3>I ruoli chiave dell\u2019organizzazione<\/h3>\n<p>Al centro della rete vi sarebbe stato un <strong>broker internazionale di origine dominicana<\/strong>, considerato dagli inquirenti il punto di raccordo strategico con i fornitori esteri. A lui sarebbero stati affidati i contatti internazionali, la logistica e la gestione dei flussi finanziari illeciti. Un <strong>cittadino colombiano<\/strong>, soprannominato &#8220;<strong>il Presidente&#8221;<\/strong>, avrebbe invece ricoperto il ruolo di vertice operativo dell&#8217;organizzazione, coordinando le importazioni di droga, i rapporti con i narcotrafficanti presenti in Spagna e Sud America e definendo il prezzo della cocaina sul mercato.<\/p>\n<p>Un <strong>broker romano<\/strong>, secondo gli accertamenti investigativi, avrebbe rappresentato il <strong>principale referente per la distribuzione<\/strong> della sostanza stupefacente nel litorale nord laziale e nel Centro Italia, attraverso una rete di intermediari e grossisti.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-295501\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cocaina-sud-america-blitz-carabinieri-03.jpg\" alt=\"cocaina sud america blitz carabinieri 03\" width=\"592\" height=\"366\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cocaina-sud-america-blitz-carabinieri-03.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cocaina-sud-america-blitz-carabinieri-03-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/06\/cocaina-sud-america-blitz-carabinieri-03-768x475.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 592px) 100vw, 592px\" \/><\/p>\n<p>Fondamentale, infine, sarebbe stato il <strong>contributo di un uomo di origine calabrese,<\/strong> ritenuto dagli investigatori responsabile della <strong>fornitura di veicoli dotati di sofisticati vani occulti meccanizzati utilizzati per il trasporto della droga.<\/strong><\/p>\n<h3>La rotta della cocaina: dalla Spagna e dall\u2019Ecuador all\u2019Italia<\/h3>\n<p>Le indagini hanno fatto emergere una struttura criminale con una notevole capacit\u00e0 logistica e operativa. Secondo gli investigatori, la cocaina arrivava in Italia attraverso due principali canali di approvvigionamento.\u00a0Il primo passava dalla Spagna, utilizzando autovetture dotate di sofisticati vani nascosti e doppi fondi meccanizzati. Il secondo sfruttava invece le rotte marittime provenienti dal Sud America, in particolare dall&#8217;Ecuador. In alcuni casi, i <strong>carichi di droga sarebbero stati lanciati in mare dalle navi e successivamente recuperati grazie a coordinate GPS precedentemente concordate.<\/strong><\/p>\n<p>Per consegne mirate, il gruppo si avvaleva anche di corrieri &#8220;<strong>ovulatori<\/strong>&#8220;, addestrati a <strong>ingoiare decine di ovuli di cocaina<\/strong> per eludere i controlli aeroportuali e stradali. Le indagini di carabinieri e Dda fanno ipotizzare una <strong>gestione altamente imprenditoriale<\/strong>. I vertici discutevano apertamente delle fluttuazioni di mercato: la cocaina veniva acquistata all&#8217;ingrosso a circa <strong>16-17mila euro<\/strong> <strong>al kg<\/strong>, per essere rivenduta tra i 21 e i 24mila euro.<\/p>\n<p>Il <strong>ricarico sui prezzi veniva indicato con il termine convenzionale di &#8220;punti<\/strong>&#8221; (es. 7 punti equivalevano a 7.000 euro di margine). La droga veniva camuffata nelle conversazioni con nomi in codice quali &#8220;<strong>Rosalba\/Rosalia<\/strong>&#8221; (per la cocaina rosa), &#8220;<strong>Biancaneve<\/strong>&#8221; (per la cocaina classica), oppure &#8220;cotta\/cruda&#8221; per indicarne la preparazione chimica. Sofisticato il meccanismo di pagamento e trasferimento dei capitali illeciti. Per bypassare i controlli delle autorit\u00e0 bancarie e governative centrali, l&#8217;organizzazione ricorreva sistematicamente all&#8217;utilizzo di moneta virtuale.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-293674\" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/droga-laboratorio-raffineria-03.jpg\" alt=\"droga laboratorio raffineria 03 cocaina sud america\" width=\"635\" height=\"393\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/droga-laboratorio-raffineria-03.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/droga-laboratorio-raffineria-03-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/droga-laboratorio-raffineria-03-768x475.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 635px) 100vw, 635px\" \/><\/p>\n<h3>La Calabria al centro dell&#8217;inchiesta: la raffineria clandestina<\/h3>\n<p>Uno degli sviluppi pi\u00f9 rilevanti dell&#8217;indagine riguarda la Calabria dopo l&#8217;individuazione, da parte degli investigatori, di una presunta raffineria clandestina utilizzata per la lavorazione della cocaina nelle campagne di <strong><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/scoperta-raffineria-clandestina-cocaina-4-fermo\/\">Sant&#8217;Agata del Bianco<\/a><\/strong>, in provincia di Reggio Calabria. Nel laboratorio i Carabinieri hanno sequestrato presse idrauliche, stampi, forni a microonde e oltre <strong>500 chilogrammi di sostanze da taglio<\/strong> che, secondo l&#8217;accusa, sarebbero state utilizzate per abbassare la purezza della droga e aumentare i profitti dell&#8217;organizzazione.<\/p>\n<h3>I camorristi e la &#8220;truffa&#8221; ai narcos<\/h3>\n<p>L&#8217;indagine ha fatto emergere anche un finto blitz delle forze dell&#8217;ordine per appropriarsi di droga per 280mila euro. Una truffa orchestrata dai camorristi napoletani e riuscita ai danni dei vertici sudamericani dell&#8217;organizzazione criminale che dal Sudamerica faceva arrivare in Italia ingenti quantitativi di cocaina. <strong>I camorristi misero cos\u00ec le mani su 10 chilogrammi di cocaina appena consegnati dai colombiani.<\/strong><\/p>\n<p>Per recuperare il carico o il denaro, il cartello ha attivato i propri canali diplomatico-criminali, organizzando summit in Campania per dirimere la questione. Il che avvalora, secondo i carabinieri che hanno condotto l&#8217;indagine, la caratura criminale del cartello che aveva una spiccata propensione alla violenza del sodalizio era spiccata. Per il <strong>recupero dei crediti della droga,<\/strong> il vertice colombiano pianificava rapimenti (noleggiando appartamenti in cui rinchiudere i debitori), <strong>l&#8217;uso di mazze da baseball e armi da fuoco<\/strong>. Le intercettazioni hanno inoltre confermato l&#8217;esistenza di legami diretti tra gli indagati e i vertici dei &#8220;<strong>Los Choneros<\/strong>&#8220;, la pi\u00f9 potente e sanguinaria fazione criminale dell&#8217;Ecuador.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Smantellata un&#8217;organizzazione radicata tra Roma e il litorale laziale. Secondo gli investigatori aveva collegamenti con esponenti della criminalit\u00e0 organizzata calabrese e campana<\/p>\n","protected":false},"author":42,"featured_media":295499,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"video","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[16],"tags":[],"class_list":["post-295498","post","type-post","status-publish","format-video","has-post-thumbnail","hentry","category-italia","post_format-post-format-video"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/295498","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/42"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=295498"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/295498\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/295499"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=295498"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=295498"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=295498"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}