{"id":296077,"date":"2026-06-22T13:35:31","date_gmt":"2026-06-22T11:35:31","guid":{"rendered":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/?p=296077"},"modified":"2026-06-22T13:35:31","modified_gmt":"2026-06-22T11:35:31","slug":"calabria-113-mln-dipendenze-scuole-famiglie-ter","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/calabria-113-mln-dipendenze-scuole-famiglie-ter\/","title":{"rendered":"Calabria, 11,3 milioni contro le dipendenze: il ruolo di scuole, famiglie e territorio"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA \u2013 La nascita dell&#8217;<a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/calabria-osservatorio-regionale-dipendenze\/\">Osservatorio regionale sulle dipendenze patologiche<\/a> segna un cambio di passo nelle politiche calabresi. Con lo stanziamento di <strong>oltre 11,3 milioni di euro<\/strong> e il coordinamento tra sanit\u00e0, scuole, universit\u00e0, istituzioni e terzo settore, la Regione prova a uscire dalla logica dell&#8217;intervento spot per costruire una programmazione stabile. Non si parla soltanto di dipendenze da sostanze: rientrano nel perimetro anche la <strong>ludopatia<\/strong> e l&#8217;<strong>iperconnessione digitale<\/strong>, comportamenti che oggi pesano quanto e pi\u00f9 dell&#8217;abuso di alcol o droghe.<\/p>\n<h2>Dalla logica dell&#8217;emergenza alla programmazione<\/h2>\n<p>Il passaggio pi\u00f9 significativo riguarda proprio il metodo. Finora gran parte delle risorse si attivava quando il problema era gi\u00e0 esploso, davanti a un caso, a una famiglia in difficolt\u00e0, a un giovane finito nel circuito dei servizi. L&#8217;Osservatorio ribalta questo schema. Mette al centro il <strong>monitoraggio scientifico<\/strong>, la raccolta standardizzata dei dati, i servizi di prossimit\u00e0 e l&#8217;individuazione precoce dei fattori di rischio. L&#8217;obiettivo \u00e8 intercettare i comportamenti problematici prima che si consolidino, lavorando sul territorio e non solo negli ambulatori.<\/p>\n<p>In questo disegno le scuole hanno un peso enorme. Sono il luogo dove i segnali si manifestano per primi, dove un docente pu\u00f2 notare un ritiro improvviso, un calo del rendimento, un&#8217;attenzione catturata interamente dallo schermo. Per questo la programmazione punta su percorsi educativi continuativi e non su singoli incontri occasionali, con il coinvolgimento diretto dell&#8217;Ufficio scolastico regionale e degli atenei. Accanto alle scuole ci sono le famiglie, spesso le prime a percepire il disagio e altrettanto spesso lasciate sole nel gestirlo. Dare loro strumenti di lettura significa trasformare un&#8217;ansia privata in una richiesta di aiuto che il sistema sa accogliere.<\/p>\n<p>Questa impostazione non nasce nel vuoto. Si inserisce nella cornice del <a href=\"https:\/\/www.salute.gov.it\/new\/it\/tema\/piano-nazionale-della-prevenzione\/piano-nazionale-della-prevenzione-2020-2025\/\" rel=\"noopener\">Piano Nazionale della Prevenzione 2020-2025<\/a>, che chiede alle Regioni interventi fondati sulle evidenze, misurabili e verificabili nel tempo. La prevenzione basata su dati e protocolli aggiornati \u00e8 il contrario dell&#8217;improvvisazione: parte dall&#8217;analisi dei bisogni reali e costruisce risposte calibrate sui contesti locali. \u00c8 la stessa direzione indicata anche a livello regionale, dove il <a href=\"https:\/\/www.regione.calabria.it\/contrasto-alla-ludopatia-straface-oltre-18-milioni-di-euro-per-prevenzione-e-cura-modello-di-presa-in-carico-capillare-e-validato-dal-ministero\/\" rel=\"noopener\">modello di presa in carico capillare<\/a> \u00e8 stato presentato come validato dal Ministero della Salute.<\/p>\n<h2>Quando la fragilit\u00e0 passa dallo schermo<\/h2>\n<p>C&#8217;\u00e8 poi un punto che merita attenzione particolare, perch\u00e9 tocca il cuore delle nuove fragilit\u00e0. Molte di queste dipendenze passano oggi dagli <strong>ambienti digitali<\/strong>. L&#8217;accesso \u00e8 immediato, l&#8217;anonimato percepito abbassa le difese, la continuit\u00e0 d&#8217;uso rende difficile fissare un confine tra abitudine e perdita di controllo. Un adolescente pu\u00f2 scivolare nel gioco o nell&#8217;iperconnessione senza che intorno a lui cambi nulla di visibile. \u00c8 in questo scenario che entra in gioco la <strong>legalit\u00e0 digitale<\/strong>, intesa come capacit\u00e0 di riconoscere quali ambienti online siano regolati e controllati e quali invece operino fuori da ogni tutela.<\/p>\n<p>Distinguere il mercato autorizzato dai canali abusivi \u00e8 una competenza che andrebbe insegnata come si insegna l&#8217;educazione stradale. Per orientarsi pu\u00f2 essere utile partire da una <a href=\"https:\/\/www.sitiscommesse.com\/casino\/\" rel=\"noopener\">panoramica delle piattaforme regolate del settore<\/a>, cos\u00ec da capire dove esistono limiti, controlli e strumenti di tutela e dove invece non c&#8217;\u00e8 nulla di tutto questo. Non si tratta di promuovere alcun comportamento, ma di fornire una mappa: chi conosce i confini del mercato legale \u00e8 meno esposto ai circuiti che si nascondono nell&#8217;ombra, dove il rischio cresce e le garanzie spariscono.<\/p>\n<p>Il legame tra gioco illegale e territorio, del resto, non \u00e8 un&#8217;astrazione. La cronaca calabrese racconta con regolarit\u00e0 di <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/gioco-illegale-centro-scommesse-abusivo\/\">centri scommesse abusivi<\/a>, di reti che intercettano proprio le persone pi\u00f9 fragili, di un sommerso che sfugge a qualsiasi controllo. Sono gli stessi soggetti che un Osservatorio ben strutturato pu\u00f2 aiutare a far emergere, incrociando i dati dei servizi sanitari con quelli delle forze dell&#8217;ordine e degli uffici giudiziari. La prevenzione, in questo senso, non vive solo nelle aule: passa anche dalla capacit\u00e0 di rendere riconoscibile ci\u00f2 che \u00e8 legale e di isolare ci\u00f2 che non lo \u00e8.<\/p>\n<h2>Una rete tra scuole, sanit\u00e0 e giustizia<\/h2>\n<p>Tornando al contesto calabrese, la forza del progetto sta nella rete. L&#8217;Osservatorio mette allo stesso tavolo le cinque Aziende sanitarie provinciali, l&#8217;Ufficio scolastico, le Universit\u00e0 della Calabria e Magna Graecia di Catanzaro, il Forum del Terzo settore e i rappresentanti del sistema giudiziario. Proprio dal mondo della giustizia \u00e8 arrivato un richiamo netto: lo strumento repressivo da solo non basta pi\u00f9, serve un coordinamento stabile tra uffici giudiziari, scuole e sanit\u00e0. L&#8217;approccio scelto non criminalizza il digitale e non demonizza la tecnologia. Punta invece a costruire strumenti di lettura pi\u00f9 maturi, capaci di accompagnare i ragazzi e gli adulti dentro un mondo che non si pu\u00f2 spegnere ma che si pu\u00f2 imparare a frequentare con consapevolezza.<\/p>\n<p>\u00c8 qui che la partita diventa interessante. Trattare la ludopatia e l&#8217;iperconnessione come questioni cliniche isolate sarebbe un errore. Sono fenomeni che attraversano famiglie, classi scolastiche, quartieri, e che chiedono una risposta corale. La Calabria, con questo investimento, prova a dire che le dipendenze digitali non riguardano solo chi ne soffre, ma l&#8217;intera comunit\u00e0 che gli sta intorno. Trattarle come un tema di comunit\u00e0, e non come una colpa individuale, \u00e8 forse il vero salto culturale di questa stagione. Il finanziamento e l&#8217;Osservatorio sono gli strumenti; la maturit\u00e0 con cui scuole, famiglie e istituzioni sapranno usarli far\u00e0 la differenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con questo finanziamento la Regione prova a uscire dalla logica dell&#8217;intervento spot per costruire una programmazione stabile. 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