{"id":296577,"date":"2026-06-28T09:31:13","date_gmt":"2026-06-28T07:31:13","guid":{"rendered":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/?p=296577"},"modified":"2026-06-28T09:31:13","modified_gmt":"2026-06-28T07:31:13","slug":"medico-annunziata-speranza-calabria-appello","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/medico-annunziata-speranza-calabria-appello\/","title":{"rendered":"\u00abA 18 anni sono partito. Oggi torno da medico: all&#8217;Annunziata ho ritrovato la speranza per la Calabria\u00bb"},"content":{"rendered":"<div class=\"v1x_elementToProof\"><b>COSENZA &#8211; <\/b>Riceviamo e pubblichiamo <a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/lasciateci-restare-lappello-di-un-giovane-studente-in-medicina-la-calabria-si-cura-con-i-suoi-figli\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">l&#8217;appello di Mattia Madeo<\/a>, giovane medico che ha deciso di tornare in Calabria e lancia un appello alle istituzioni per fermare la fuga dei talenti dalla regione.<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"v1x_elementToProof\"><b>&#8220;A diciotto anni sono partito. Oggi, da medico, scelgo di tornare. Perch\u00e9 la Calabria non ha bisogno di perdere i suoi figli, ma di avere il coraggio di credere in loro.<\/b><\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"v1x_elementToProof\">Avevo diciotto anni quando ho lasciato la Calabria. Come tanti ragazzi del Sud sono salito su un treno <strong>diretto a Parma con una valigia piena di sogni, la speranza di diventare medico e una promessa silenziosa fatta a me stesso: un giorno sarei tornato<\/strong>. Partire non ha mai significato voltare le spalle alla mia terra. Al contrario. Ho scelto di andare via per imparare, con l&#8217;idea di restituire un giorno ci\u00f2 che avrei ricevuto. Parma mi ha accolto, mi ha formato e mi ha fatto crescere.<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"v1x_elementToProof\">Mi ha insegnato il rigore della medicina, il valore dello studio, della ricerca, del sacrificio e della responsabilit\u00e0. Mi ha dato professori straordinari, colleghi eccezionali e la possibilit\u00e0 di costruire solide basi scientifiche e umane. A Parma devo moltissimo e le sar\u00f2 sempre riconoscente. Ma c&#8217;\u00e8 una differenza profonda tra il luogo che ti insegna una professione e quello che ti insegna perch\u00e9 quella professione l&#8217;hai scelta. <strong>Parma mi ha insegnato come essere medico. La Calabria mi ha insegnato per chi voglio esserlo&#8221;.<\/strong><\/div>\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-250035 \" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/AMBULANZA-118-COSENZA.jpg\" alt=\"Ambulanza\" width=\"526\" height=\"325\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/AMBULANZA-118-COSENZA.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/AMBULANZA-118-COSENZA-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/AMBULANZA-118-COSENZA-768x475.jpg 768w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/AMBULANZA-118-COSENZA-679x420.jpg 679w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/AMBULANZA-118-COSENZA-150x93.jpg 150w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/AMBULANZA-118-COSENZA-696x431.jpg 696w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2025\/01\/AMBULANZA-118-COSENZA-356x220.jpg 356w\" sizes=\"auto, (max-width: 526px) 100vw, 526px\" \/><\/div>\n<h3>&#8220;Sulle ambulanze del 118 ho capito che la medicina \u00e8 presenza&#8221;<\/h3>\n<div class=\"v1x_elementToProof\">Mattia spiega che la sua <strong>&#8220;vocazione non \u00e8 nata in un&#8217;aula universitaria. \u00c8 nata sulle ambulanze del 118.<\/strong> \u00c8 nata durante i turni di volontariato, nelle notti passate aspettando una chiamata, nelle mani strette a chi aveva paura, negli sguardi di chi vede arrivare un equipaggio e ritrova la speranza. Per me il 118 non \u00e8 mai stato una semplice esperienza. \u00c8 stato una scuola di vita. Mi ha insegnato che il tempo non si misura in minuti ma in possibilit\u00e0, che dietro ogni codice rosso non c&#8217;\u00e8 un protocollo ma una famiglia, una storia, una vita. \u00c8 l\u00ec che mi sono innamorato della Medicina d&#8217;Emergenza-Urgenza. Non dell&#8217;adrenalina, ma dell&#8217;umanit\u00e0. <strong>Ho capito che la medicina \u00e8 soprattutto presenza: esserci quando qualcuno ha pi\u00f9 bisogno di te.<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"v1x_elementToProof\">Sette mesi fa scrivevo un articolo intitolato\u00a0<b>&#8220;Lasciateci restare. La Calabria si cura con il cuore dei suoi figli.&#8221;<\/b>\u00a0<strong>Lo scrivevo da studente di Medicina. Oggi torno a scrivere da medico.<\/strong> Potrei raccontare la gioia della laurea, i sacrifici di questi anni, gli obiettivi raggiunti. Ma la verit\u00e0 \u00e8 che la cosa pi\u00f9 importante non \u00e8 cambiata: continuo a credere che la Calabria abbia bisogno dei suoi giovani e che i suoi giovani abbiano il diritto di poter scegliere di restare. Non \u00e8 una richiesta personale. \u00c8 una riflessione sul futuro di una terra che continua a perdere energie preziose proprio nel momento in cui ne avrebbe pi\u00f9 bisogno&#8221;.<\/div>\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-290729 \" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Ingresso-pronto-Soccorso-Ospedale-di-Cosenza-Annunziata.jpg\" alt=\"\" width=\"574\" height=\"395\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Ingresso-pronto-Soccorso-Ospedale-di-Cosenza-Annunziata.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Ingresso-pronto-Soccorso-Ospedale-di-Cosenza-Annunziata-300x207.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Ingresso-pronto-Soccorso-Ospedale-di-Cosenza-Annunziata-768x529.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 574px) 100vw, 574px\" \/><\/div>\n<h3>&#8220;Al pronto soccorso dell&#8217;ospedale di Cosenza il malato non \u00e8 un numero&#8221;<\/h3>\n<div class=\"v1x_elementToProof\"><strong>Negli ultimi mesi ho avuto il privilegio di frequentare l&#8217;<a href=\"https:\/\/www.aocosenza.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Azienda Ospedaliera di Cosenza<\/a>.<\/strong> <strong>E credo sia doveroso raccontare anche ci\u00f2 che funziona<\/strong>, perch\u00e9 una critica \u00e8 credibile solo quando sa riconoscere il valore delle cose buone. Ho trovato una realt\u00e0 profondamente diversa da quella che spesso viene descritta. Ho trovato un ospedale che sta cambiando, nel quale innovazione, organizzazione, attenzione al paziente e umanit\u00e0 convivono nella stessa idea di cura. Ho visto un Pronto Soccorso nel quale il malato non \u00e8 un numero, ma una persona da accogliere, ascoltare e accompagnare. Ho respirato un clima nel quale si percepisce la volont\u00e0 di costruire una sanit\u00e0 moderna senza perdere il volto umano della medicina.<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"v1x_elementToProof\">In questo percorso ho avuto il privilegio di conoscere il\u00a0<b>Prof. Andrea Bruni<\/b>, Direttore del Dipartimento di Emergenza-Urgenza. Del suo valore parlano il curriculum, gli incarichi ricoperti, l&#8217;attivit\u00e0 scientifica e il riconoscimento conquistato nel panorama della medicina critica e dell&#8217;emergenza. Ma ci\u00f2 che mi ha colpito maggiormente \u00e8 stato l&#8217;uomo. Ho visto un direttore che vive il reparto, che percorre ogni giorno i corridoi, che si ferma a parlare con i pazienti e con le loro famiglie, che ascolta medici, infermieri e operatori sanitari, che insegna con l&#8217;esempio prima ancora che con le parole.<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"v1x_elementToProof\">Una frase mi \u00e8 rimasta impressa:\u00a0<b>&#8220;A me la mediocrit\u00e0 non piace. Mi piace l&#8217;eccellenza.&#8221;<\/b>\u00a0Non l&#8217;ho interpretata come un&#8217;ambizione personale, ma come una filosofia di lavoro. Perch\u00e9 l&#8217;eccellenza non significa sentirsi migliori degli altri. Significa non smettere mai di studiare, pretendere il massimo da s\u00e9 stessi, avere l&#8217;umilt\u00e0 di imparare ogni giorno e ricordarsi che ogni paziente merita il meglio che siamo capaci di offrire. \u00c8 una cultura che si costruisce quotidianamente e che ha il potere di contagiare chiunque abbia la fortuna di viverla.<\/div>\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-285538 \" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Pronto-Soccorso-Cosenza-Ospedale-Civile-dellAnnunziata_01.jpg\" alt=\"\" width=\"516\" height=\"350\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Pronto-Soccorso-Cosenza-Ospedale-Civile-dellAnnunziata_01.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Pronto-Soccorso-Cosenza-Ospedale-Civile-dellAnnunziata_01-300x204.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/03\/Pronto-Soccorso-Cosenza-Ospedale-Civile-dellAnnunziata_01-768x521.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 516px) 100vw, 516px\" \/><\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"v1x_elementToProof\">Questo cambiamento, per\u00f2, non appartiene a una sola persona. \u00c8 il risultato di una squadra che ha condiviso una visione comune della sanit\u00e0. Accanto al Professor Bruni desidero ricordare il\u00a0<b>Dott. Roberto Ricchio<\/b>, Primario del Pronto Soccorso, e la coordinatrice infermieristica\u00a0<b>Eva De Rose<\/b>, professionisti che hanno contribuito in maniera determinante alla crescita del reparto, costruendo insieme un modello fondato su professionalit\u00e0, organizzazione, umanit\u00e0 e attenzione verso il paziente. Osservando il loro lavoro ho capito che un Pronto Soccorso non cambia perch\u00e9 arriva una sola persona. Cambia quando esiste <strong>una squadra che condivide gli stessi valori,<\/strong> quando medici, infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici e dirigenti remano nella stessa direzione. <strong>L&#8217;eccellenza non nasce mai dal talento di uno solo.<\/strong> Nasce dalla forza di un gruppo che decide ogni giorno di mettere il paziente al centro.<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"v1x_elementToProof\">Ed \u00e8 proprio guardando queste persone che nasce la riflessione pi\u00f9 importante. <strong>La Calabria non ha bisogno soltanto di nuovi ospedali, nuove apparecchiature o nuovi finanziamenti. Ha bisogno di investire nelle persone.<\/strong> Perch\u00e9 un ospedale si costruisce in pochi anni. Un medico richiede almeno dieci anni di studio, sacrificio, formazione, esperienza e crescita continua. Quando un giovane medico parte, non parte soltanto una persona. Parte un investimento enorme. Parte entusiasmo, competenza, futuro.<\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"v1x_elementToProof\">Per questo credo che sia arrivato il momento di aprire una riflessione seria sulla valorizzazione dei giovani medici. Nessuno mette in discussione il valore della formazione specialistica, che rappresenta un pilastro fondamentale della qualit\u00e0 dell&#8217;assistenza. Ma una Regione che affronta una cronica carenza di personale sanitario dovrebbe interrogarsi su come permettere ai giovani di crescere pi\u00f9 rapidamente all&#8217;interno del proprio sistema sanitario, sempre affiancati da professionisti esperti, in percorsi strutturati, sicuri e progressivi.\u00a0<b>I neolaureati di oggi arrivano alla laurea con una preparazione molto diversa rispetto al passato.<\/b><\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"v1x_elementToProof\">Sei anni di universit\u00e0, migliaia di ore di tirocinio, simulazione clinica, ricerca scientifica, corsi avanzati, certificazioni internazionali, esperienze nei Pronto Soccorso e sul territorio fanno s\u00ec che molti giovani medici possiedano gi\u00e0 solide basi teoriche e pratiche. Nessuno immagina un neolaureato lasciato solo davanti alle difficolt\u00e0. Al contrario, il suo posto \u00e8 accanto ai professionisti pi\u00f9 esperti, dai quali imparare ogni giorno. Ma \u00e8 proprio per questo che occorre rimuovere quegli ostacoli organizzativi e culturali che, troppo spesso, rallentano inutilmente l&#8217;ingresso di giovani motivati in un sistema che ha urgente bisogno di nuove energie. I<strong>nvestire su un giovane medico non significa abbassare il livello della sanit\u00e0. Significa costruire il livello della sanit\u00e0 di domani.<\/strong><\/div>\n<div><\/div>\n<div class=\"v1x_elementToProof\">Io sono testardo. Lo ero quando a diciotto anni partii per Parma dicendo che sarei diventato medico. Lo sono oggi quando dico che voglio esserlo in Calabria. Continuer\u00f2 a studiare, continuer\u00f2 a formarmi, continuer\u00f2 a bussare con rispetto alle porte delle istituzioni, perch\u00e9 credo che il dovere della mia generazione non sia quello di lamentarsi, ma di mettersi a disposizione. Tuttavia, la disponibilit\u00e0 dei giovani da sola non basta. Serve anche il coraggio delle istituzioni di credere in loro. Il mio appello, oggi, \u00e8 lo stesso di sette mesi fa, ma ha un significato diverso. Non \u00e8 pi\u00f9 il sogno di uno studente. \u00c8 la scelta consapevole di un medico.<\/div>\n<div><\/div>\n<h3>L&#8217;appello: &#8220;Lasciateci restare in Calabria&#8221;<\/h3>\n<div class=\"v1x_elementToProof\">Mattia conclude la sua lettera alle istituzioni lanciando un appello. &#8220;<strong>Lasciateci restare. Lasciateci crescere. Dateci l&#8217;opportunit\u00e0 di imparare accanto ai grandi professionisti che la Calabria gi\u00e0 possiede.<\/strong> A<strong>bbiate il coraggio di investire nei vostri giovani<\/strong> prima che siano altri a raccogliere ci\u00f2 che questa terra ha seminato. Perch\u00e9 la vera ricchezza di una Regione non \u00e8 soltanto ci\u00f2 che costruisce, ma soprattutto le persone che riesce a trattenere. E una Calabria capace di credere nei propri figli sar\u00e0 una Calabria capace di curare, finalmente, anche s\u00e9 stessa&#8221;.<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal volontariato nel 118 alla laurea in Medicina, fino all&#8217;esperienza all&#8217;Ospedale di Cosenza: il racconto di un giovane medico cosentino che sceglie di tornare e lancia un appello per fermare la fuga dei talenti dalla Calabria<\/p>\n","protected":false},"author":58,"featured_media":290724,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[563,17,42],"tags":[],"class_list":["post-296577","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-area-urbana","category-calabria","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/296577","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/58"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=296577"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/296577\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/290724"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=296577"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=296577"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=296577"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}