{"id":29786,"date":"2014-01-28T06:50:58","date_gmt":"2014-01-28T05:50:58","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/cosenza-la-giornata-della-memoria-con-i-testimoni-della-shoah\/"},"modified":"2023-01-17T12:46:18","modified_gmt":"2023-01-17T11:46:18","slug":"12498-cosenza-la-giornata-della-memoria-con-i-testimoni-della-shoah","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/12498-cosenza-la-giornata-della-memoria-con-i-testimoni-della-shoah\/","title":{"rendered":"Cosenza, la Giornata della Memoria con i testimoni della Shoah"},"content":{"rendered":"<p>COSNEZA &#8211; Il racconto dei testimoni della Shoah agli studenti, l\u2019incontro tra vecchie e nuove generazioni per non dimenticare l\u2019orrore dell\u2019Olocausto, ma soprattutto per tramandare i valori della dignit\u00e0 delle persone e della solidariet\u00e0, per contrastare ogni forma di violenza e di intolleranza, ieri come oggi.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>Questo lo spirito della serie di iniziative organizzate a Cosenza per il \u201cGiorno della Memoria\u201d dalla Cgil e dallo Spi Cgil, insieme all\u2019associazione Auser, alla Fondazione Museo Ferramonti, alla Rete universitaria Giorno della Memoria e con la collaborazione dell\u2019Ambasciata d\u2019Israele. \u201cAbbiamo deciso di organizzare queste iniziative nell\u2019Ambulatorio medico senza confini \u201cAdolfo Grandinetti\u201d di Cosenza destinato ai migranti e ai rom, popolo oggetto di persecuzione nazista \u2013 spiega Giovanni Donato, segretario della Cgil di Cosenza -. Una scelta non casuale, perch\u00e9 siamo convinti che il razzismo e l\u2019intolleranza dilaganti vanno contrastati con la cultura e con azioni concrete\u201d. Il primo dibattito, domenica sera, ha visto protagonista Lizzie Doron, scrittrice e testimone di seconda generazione della Shoah, che ha commosso il numeroso pubblico con i suoi ricordi di un\u2019infanzia vissuta nell\u2019immediato dopoguerra in un sobborgo povero di Tel Aviv. La mente della scrittrice \u00e8 tornata ai silenzi della madre che non ha mai voluto narrarle nulla degli orrori vissuti, all\u2019abitudine di chiamare i sopravvissuti con il numero tatuato nei lager, al ricordo di un medico che diede ai propri cani i nomi dei figli persi ad Auschwitz.&nbsp;A fare da cornice alla storia di Lizzie Doron, le foto della mostra \u201cVedere l\u2019Altro, vedere la Shoah\u201d, con la giuria che ha assegnato il primo premio allo scatto \u201cAndarsi incontro\u201d di Valentina Cosco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Ieri mattina, migliaia di studenti hanno assistito alla deposizione di una corona di fiori nel campo di Ferramonti di Tarsia da parte di due prigioniere: Dina Friedman Smadar e Judith Itzkah che, nel pomeriggio, sono state protagoniste dell\u2019ultimo appuntamento organizzato dalla Cgil in occasione del \u201cGiorno della Memoria\u201d. L\u2019incontro \u00e8 stata anche l\u2019occasione per presentare la seconda edizione del \u201cPremio Ferramonti\u201d, organizzato dallo Spi Cgil Calabria. Il premio &#8211; ha evidenziato Vladimiro Sacco, segretario dello Spi Cgil Calabria &#8211; \u00e8 destinato a giovani intellettuali calabresi e alle scuole e quest\u2019anno prevede una terza sezione dedicata ai cortometraggi.&nbsp;Accompagnate dalle note dell\u2019orchestra dei giovani allievi dell\u2019Istituto comprensivo di Rovito, spazio quindi al racconto di Dina Friedman Smadar. Una vicenda di violenza, ma pure di amore. I suoi genitori infatti si conobbero proprio al campo di Ferramonti dove nacque la stessa Dina Friedman Smadar. \u201cDifficile scegliere un episodio da narrare, tutte le storie che ho sentito e che ho vissuto in famiglia sono ugualmente emozionanti\u201d ha detto. Judith Itzkah \u00e8 nata a Napoli e successivamente, a 17 giorni, \u00e8 stata internata con la mamma al Campo di Ferramonti dove rimase per tre anni. \u201cAllora ero una bambini e di Ferramonti ho principalmente dei ricordi visiti \u2013 ha sottolineato -. Attraverso le foto di famiglia e delle ricerche ho ricostruito la nostra vicenda. Siamo vivi solo perch\u00e9 siamo stati internati a Ferramonti e non in altri campi\u201d. Molto toccante il racconto di Mario De Simone: \u201cI tedeschi chiesero a un gruppo di bambini di fare un passo in avanti se avessero voluto vedere la mamma. Venti piccoli si fecero avanti, tra questi mio fratello Sergio. Questi venti bimbi furono richiusi nel campo di Amburgo e sottoposti a esperimenti sulla tubercolosi. All\u2019arrivo degli alleati furono uccisi e bruciati. Mia madre \u00e8 morta nella convinzione voluta che mio fratello fosse vivo\u201d. Michele Gravano, segretario della Cgil Calabria, ha fatto un parallelo tra la violenza di ieri e quella di oggi, tra i venti bambini uccisi e bruciati e il piccolo Coc\u00f2. \u201cDi fronte a questa violenza non possiamo chiudere gli occhi\u201d ha affermato con forza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>COSNEZA &#8211; Il racconto dei testimoni della Shoah agli studenti, l\u2019incontro tra vecchie e nuove generazioni per non dimenticare l\u2019orrore dell\u2019Olocausto, ma soprattutto per tramandare i valori della dignit\u00e0 delle persone e della solidariet\u00e0, per contrastare ogni forma di violenza e di intolleranza, ieri come oggi.<\/p>\n","protected":false},"author":19,"featured_media":29787,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,563,42],"tags":[],"class_list":["post-29786","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-area-urbana","category-cosenza"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29786","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/19"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29786"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29786\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/29787"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29786"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29786"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29786"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}