{"id":29993,"date":"2014-02-04T08:28:18","date_gmt":"2014-02-04T07:28:18","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/ndrangheta-boss-pentito-evade-da-domiciliari-dopo-condanna\/"},"modified":"2023-01-17T12:46:29","modified_gmt":"2023-01-17T11:46:29","slug":"12607-ndrangheta-boss-pentito-evade-da-domiciliari-dopo-condanna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/12607-ndrangheta-boss-pentito-evade-da-domiciliari-dopo-condanna\/","title":{"rendered":"Il playboy della &#8216;ndrangheta reggina evade da domiciliari"},"content":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Pentito di essersi &#8216;pentito&#8217; Saro Mammoliti si \u00e8 dato alla macchia.<\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p>Il boss ai vertici della cosca che opera a Oppido Mamertina, si \u00e8 reso latitante dopo una condanna a 13 anni e 6 mesi per estorsione. L&#8217;uomo noto per le proprie abilit\u00e0 amatorie era ai domiciliari in una localit\u00e0 protetta fin quando i carabinieri di Tivoli, cinque giorni fa sono andati ad eseguire il provvedimento del Tribunale di Reggio Calabria che lo avrebbe riportato in carcere e di Mammoliti nell&#8217;abitazione non vi era pi\u00f9 alcuna traccia. La fuga, \u00e8 stata confermata dal procuratore di Reggio Calabria Federico Cafiero De Raho. Saverio Mammoliti, detto &#8220;Saro&#8221;, di 72 anni, pare fosse l&#8217;uomo pi\u00f9 influente della malavita nella piana di Gioia Tauro. Egli aveva iniziato a collaborare con la magistratura nel 2003, mentre si trovava detenuto per scontare una condanna per associazione mafiosa. E scelse un modo pubblico per rendere nota la sua decisione. Il 21 maggio 2003, infatti, collegato in videoconferenza con i giudici della Corte d&#8217;assise d&#8217;appello di Reggio Calabria che lo dovevano giudicare, Mammoliti lanci\u00f2 un appello a rompere l&#8217;omert\u00e0 e denunciare i propri misfatti collaborando con la giustizia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non tutti, a ragion dovuta, per\u00f2, credettero ad un reale pentimento del boss che, nel novembre del 2012 torn\u00f2 in carcere. Mammoliti, insieme al figlio Antonino ed al figlio illegittimo Danilo Carpinelli, fu arrestato dai carabinieri nell&#8217;ambito di un&#8217;operazione contro la cosca Mammoliti-Rugolo. Al boss veniva contestata una tentata estorsione alla cooperativa di Libera Terra Valle del Marro. In particolare, Mammoliti avrebbe cercato di imporre ai giovani di Libera, l&#8217;associazione che da sempre si pone in prima linea per la lotta alle mafie, di rinunciare ad acquisire dei terreni confiscati alla sua cosca. La cooperativa sub\u00ec cos\u00ec il taglio di 640 alberi ed il danneggiamento di alcuni mezzi. Ritenuto un &#8220;pezzo da novanta&#8221; nel panorama &#8216;ndranghetistico, Saro aveva poi ottenuto gli arresti domiciliari in una localit\u00e0 protetta. Ricevuta notizia dell&#8217;esito del processo che lo vedeva imputato per quella estorsione, Mammoliti ha deciso di darsi alla fuga. &#8216;Basta carcere&#8217; avr\u00e0 pensato e senza attendere l&#8217;arrivo dei carabinieri si sarebbe allontanato per iniziare, forse, quella nuova vita di cui parlava nelle proprie testimonianze. &#8220;Quella non era vita &#8211; dichiar\u00f2 infatti in una delle ultime udienze &#8211; era solo indegnit\u00e0 di uomo, e basta. Questo \u00e8 il comando, paga per tutti pur avendo qualche agevolazione di essere preso in giro dice che comenda, e paga per tutta la vita sempre lui. Questo \u00e8 il mio pentimento, il mio voler cambiar vita&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Pentito di essersi &#8216;pentito&#8217; Saro Mammoliti si \u00e8 dato alla macchia.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":29994,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,17],"tags":[],"class_list":["post-29993","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29993","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=29993"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/29993\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/29994"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=29993"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=29993"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=29993"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}