{"id":30115,"date":"2014-02-06T12:58:03","date_gmt":"2014-02-06T11:58:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.quicosenza.it\/news\/agenzia-immobiliare-per-latitanti\/"},"modified":"2023-01-17T12:46:37","modified_gmt":"2023-01-17T11:46:37","slug":"12669-agenzia-immobiliare-per-latitanti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/12669-agenzia-immobiliare-per-latitanti\/","title":{"rendered":"Alloggi &#8216;sicuri&#8217;, smantellata agenzia immobiliare per latitanti"},"content":{"rendered":"<p><span id=\"text\">REGGIO CALABRIA &#8211; Un servizio &#8216;all inclusive&#8217;, dall&#8217;appartamento al trasporto di chi sceglieva di darsi alla macchia.<br \/><\/span><\/p>\n<p>  <!--more-->  <\/p>\n<p><span>Una vera e propria agenzia dedita alla copertura di malviventi intenti a sfuggire alle maglie della giustizia. <\/span><span id=\"text\">Reperivano alloggi sicuri dove nascondere il ricercato, facevano da staffetta alle auto a bordo delle quali si muoveva lui o la sua compagna e gli fornivano generi di prima necessit\u00e0 e capi di abbigliamento. Era questo, secondo gli investigatori, il ruolo svolto dalle sette persone arrestate stamani dalla squadra mobile di Reggio Calabria e da personale del Commissariato di Siderno, con il supporto di pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine &#8220;Calabria&#8221;, con l&#8217;accusa di avere favorito la latitanza di Giuseppe Gallizzi, 43 anni, di san Giorgio Morgeto.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"text\"><br \/>Tra gli arrestati figura anche un imprenditore, Mario Marino, 43enne titolare della &#8220;Edil Costruzioni snc&#8221;, ritenuto il vero e proprio organizzatore e punto di riferimento dell&#8217;intera rete di uomini e mezzi impiegati per proteggere la latitanza di Gallizzi. Nei confronti di quest&#8217;ultimo, il gip del Tribunale di Torino aveva emesso, il 31 maggio 2011, un&#8217;ordinanza di custodia cautelare in carcere nell&#8217;ambito dell&#8217;operazione Minotauro che ha permesso di ricostruire l&#8217;articolazione &#8216;ndranghetistica operante nel territorio piemontese che aveva stretti legami con i soggetti di spicco presenti nel comprensorio Ionico-Reggino, fra cui Giuseppe Commisso, inteso &#8220;U Mastru&#8221;. In quella inchiesta, Gallizzi, gi\u00e0 sorvegliato speciale, era ritenuto dalla Dda torinese un elemento di assoluto rilievo e esponente della cosca Ursino di Gioiosa Jonica per il territorio di Torino e zone limitrofe. L&#8217;uomo, tuttavia, in appello \u00e8 stato assolto dall&#8217;accusa di associazione mafiosa.<\/span><\/p>\n<p><span id=\"text\"><br \/>Resosi latitante, Gallizzi era stato poi arrestato il 9 maggio 2012, al termine di faticose e capillari ricerche, dalla squadra mobile di Reggio Calabria e dal Commissariato di Siderno all&#8217;interno di un appartamento nel centro storico di Martone, un piccolo paese situato sulle colline sovrastanti Gioiosa Jonica, in una zona resa impenetrabile dalla conformazione del territorio e dalla struttura urbanistica medioevale del borgo, evocante una vera e propria fortezza.<br \/>Al latitante la polizia era giunta tenendo sotto stretta osservazione un nucleo ristretto di favoreggiatori, tra i quali alcuni parenti del ricercato il quale, grazie a questi aiuti, riusciva anche ad incontrarsi periodicamente con la compagna. Oggi, al termine di ulteriori indagini, l&#8217;arresto di coloro, che per l&#8217;accusa, hanno svolto il ruolo di fiancheggiatori di Gallizzi. Oltre a Marino sono stati arrestati due suoi dipendenti, i fratelli Francesco e Massimiliano Demasi (43 e 41), Giorgio e Matteo Fichera (52 e 26), padre e figlio, Giovanni Fortuna (40) e Giuseppe Loccisano (55).<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>REGGIO CALABRIA &#8211; Un servizio &#8216;all inclusive&#8217;, dall&#8217;appartamento al trasporto di chi sceglieva di darsi alla macchia.<\/p>\n","protected":false},"author":22,"featured_media":30116,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","default_image_id":0,"font":"","enabled":false},"version":2}},"categories":[548,17],"tags":[],"class_list":["post-30115","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-archivio-storico-news","category-calabria"],"acf":[],"jetpack_publicize_connections":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30115","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/users\/22"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30115"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30115\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30116"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30115"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30115"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30115"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}