{"id":301472,"date":"2026-08-21T15:30:38","date_gmt":"2026-08-21T13:30:38","guid":{"rendered":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/?p=301472"},"modified":"2026-08-21T15:34:24","modified_gmt":"2026-08-21T13:34:24","slug":"turismo-in-calabria-piu-turisti-fatturato-calo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/quicosenza.it\/news\/turismo-in-calabria-piu-turisti-fatturato-calo\/","title":{"rendered":"Il paradosso del turismo in Calabria: pi\u00f9 turisti ma fatturato in calo"},"content":{"rendered":"<p>COSENZA &#8211; Pi\u00f9<strong> turisti<\/strong> in <strong><a href=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/turismo-in-calabria-record-esteri-turisti-dati\/\">Calabria<\/a>,<\/strong> ma gli operatori denunciano un <strong>calo del fatturato fino al 30%<\/strong>. <strong>Francesco Gentile,<\/strong> presidente regionale dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.adaitalia.it\/it\/ada-calabria\/index\" rel=\"noopener\">Associazione<\/a> Direttori d\u2019Albergo, analizza il paradosso e indica le sfide per rilanciare il settore<\/p>\n<p>Una serie di studi e indicatori racconta di una <strong>stagione turistica estiva in crescita per la Calabria<\/strong>, con un aumento degli arrivi rispetto allo scorso anno e agli anni precedenti. Un dato che, almeno sulla carta, dovrebbe far esultare. Eppure, dall\u2019altra parte, gli operatori economici del settore lamentano una <strong>contrazione del fatturato<\/strong> che arriverebbe, <strong>fino al 30 per cento.<\/strong><\/p>\n<p>Un apparente paradosso che impone alcune riflessioni. \u00c8 vero che i turisti in arrivo sono aumentati, anche grazie alle misure messe in campo dalla <strong>Regione Calabria<\/strong>. Ma una parte significativa di questa crescita sarebbe legata al turismo di prossimit\u00e0, caratterizzato generalmente da una capacit\u00e0 di spesa e inferiori rispetto a quelle del turismo nazionale e internazionale ad alta capacit\u00e0 di spesa. E allora, la <strong>Calabria<\/strong> \u00e8 davvero pronta ad accogliere e trattenere un turismo di maggiore qualit\u00e0 e capacit\u00e0 di spesa?<\/p>\n<p>Perch\u00e9, oltre al <strong>marketing territoriale<\/strong> e alla promozione, servono interventi strutturali: una viabilit\u00e0 pi\u00f9 efficiente, la riqualificazione del patrimonio alberghiero e, soprattutto, una formazione professionale adeguata alle nuove esigenze del settore. Ma anche gli imprenditori turistici sono chiamati a fare la loro parte, investendo maggiormente nella qualit\u00e0 dei servizi e nell\u2019accoglienza. Di questo, e delle prospettive del turismo calabrese, noi di <strong>Quicosenza,<\/strong> ne abbiamo parlato con un esperto del settore: Francesco Gentile, presidente regionale della Calabria dell\u2019<strong>Associazione Direttori d\u2019Albergo, A.D.A.<\/strong><\/p>\n<h3>Turismo in Calabria. Francesco Gentile spiega il paradosso<\/h3>\n<p><strong>1) Presidente Gentile, i numeri raccontano una Calabria turistica in forte crescita, ma quanto di questa crescita si traduce concretamente in maggiore redditivit\u00e0 per gli imprenditori calabresi e in nuova occupazione?<\/strong><\/p>\n<p><em>Accogliere positivamente i dati sulla crescita delle <strong>presenze turistiche<\/strong> \u00e8 d&#8217;obbligo, ma \u00e8 tempo di fare un&#8217;analisi pi\u00f9 profonda che vada oltre i numeri sbandierati nei titoli dei giornali. Chi vive la gestione aziendale dall&#8217;interno sa bene che l&#8217;<strong>aumento dei flussi<\/strong> non si traduce automaticamente in utili sani nei bilanci delle strutture ricettive. Negli ultimi anni il mercato \u00e8 cambiato radicalmente: la programmazione a lungo termine ha lasciato quasi del tutto spazio a logiche di prenotazione last minute, comprimendo i margini e aumentando i costi operativi. <\/em><\/p>\n<p><em>Il punto centrale non \u00e8 riempire le camere a tutti i costi, magari ricorrendo a <strong>tariffe sotto costo<\/strong> pur di avere la struttura piena. Il vero obiettivo deve essere la marginalit\u00e0: meglio lavorare con volumi sostenibili ma a tariffe adeguate che lasciano un margine di guadagno reale. Senza redditivit\u00e0, i record di presenze restano solo dati statistici sulla carta. \u00c8 ora di invertire la rotta e puntare tutto sulla qualit\u00e0 invece che sulla semplice corsa ai numeri.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-288906 \" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Montanita-Sila.jpg\" alt=\"Turismo in Calabria: pi\u00f9 turisti ma fatturato in calo\" width=\"456\" height=\"282\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Montanita-Sila.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Montanita-Sila-300x186.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/Montanita-Sila-768x475.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 456px) 100vw, 456px\" \/><\/p>\n<p><strong>2) 47 milioni di euro di investimenti nel Destination Marketing avrebbero generato 5,8 miliardi di impatto economico: quali sono gli elementi che permettono di stabilire un rapporto cos\u00ec diretto tra l&#8217;investimento pubblico e il risultato economico?<\/strong><\/p>\n<p><em>Stabilire un rapporto di c<strong>ausa-effetto<\/strong> cos\u00ec netto tra <strong>marketing pubblico<\/strong> e impatto economico \u00e8 un esercizio complesso che richiede estrema cautela. Spesso, nei modelli di calcolo dell&#8217;impatto economico (come il moltiplicatore turistico), si sommano diverse variabili: l&#8217;indotto diretto generato nelle strutture ricettive, il consumo nelle attivit\u00e0 commerciali locali, la filiera dei servizi e l&#8217;indotto fiscale. Tuttavia, dal punto di vista di chi gestisce le imprese, questo &#8220;<strong>moltiplicatore&#8221;<\/strong> non \u00e8 sempre percepito in modo uniforme. Una reale efficacia dell&#8217;investimento pubblico si misura solo se questo riesce ad attrarre un turismo capace di generare valore aggiunto diffuso sul territorio, evitando che le risorse siano disperse in campagne di promozione effimere che non si trasformano in una reale permanenza media prolungata o in un aumento dello scontrino medio per ospite. <\/em><\/p>\n<p><strong>3) La Calabria sta attirando sempre pi\u00f9 turisti stranieri: nel 2025 rappresentano il 23% degli arrivi. Qual \u00e8 oggi il mercato internazionale sul quale la Regione intende puntare maggiormente e con quale strategia?<\/strong><\/p>\n<p><em>Per consolidare questo trend, la <strong>strategia<\/strong> non pu\u00f2 pi\u00f9 essere generalista. Il mercato internazionale richiede standard di accoglienza e servizi integrati che vanno oltre la stagionalit\u00e0 balneare. Dobbiamo puntare su mercati che apprezzano il binomio <strong>cultura-gastronomia<\/strong>, capace di valorizzare le nostre radici storiche e identitarie, a patto di offrire un<strong> pacchetto turistico<\/strong> che sia facile da prenotare e fruire, con infrastrutture che non siano solo di facciata. <\/em><\/p>\n<p><strong>4) La stagionalit\u00e0 si sta riducendo e la Calabria \u00e8 terza in Italia per velocit\u00e0 di questo miglioramento. Quali sono le destinazioni e i prodotti turistici sui quali bisogna ancora intervenire per portare visitatori anche nei mesi tradizionalmente pi\u00f9 deboli?<\/strong><\/p>\n<p><em>Il problema della destagionalizzazione \u00e8 atavico e, a mio avviso, dipende da un <strong>limite di marketing<\/strong>: la nostra regione \u00e8 riconosciuta quasi esclusivamente per il mare e per l&#8217;enogastronomia. Non riusciamo a valorizzare con la stessa forza la nostra storia e l&#8217;eredit\u00e0 della Magna Grecia; troppi siti storici restano fuori dai circuiti principali o, peggio, sono in stato di abbandono. Promuoviamo solo ci\u00f2 che \u00e8 &#8220;<strong>facile da vendere<\/strong>&#8220;. Inoltre, pesano enormemente i collegamenti e i relativi costi: \u00e8 paradossale che un volo low cost abbia un costo irrisorio e poi il trasporto locale &#8211; taxi o collegamenti dedicati &#8211; arrivi a costare pi\u00f9 del volo stesso. Senza una mobilit\u00e0 integrata e accessibile, la destagionalizzazione rester\u00e0 un auspicio teorico.<\/em><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-292650 \" src=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Praia-a-mare.jpg\" alt=\"Turismo in Calabria: pi\u00f9 turisti ma fatturato in calo\" width=\"459\" height=\"287\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Praia-a-mare.jpg 970w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Praia-a-mare-300x188.jpg 300w, https:\/\/quicosenza.it\/news\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/Praia-a-mare-768x481.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 459px) 100vw, 459px\" \/><\/p>\n<p><strong>5) Gli aeroporti hanno registrato una crescita importante, soprattutto Reggio Calabria e Crotone. Ma come si pu\u00f2 trasformare l&#8217;aumento dei passeggeri in un aumento effettivo delle presenze turistiche distribuite su tutto il territorio regionale?<\/strong><\/p>\n<p><em>L&#8217;aumento dell&#8217;incoming \u00e8 un segnale positivo, ma a Reggio e altrove manca la visione d&#8217;insieme sui servizi a terra. Oggi scontiamo una frammentazione eccessiva: molti operatori lavorano singolarmente, manca un metodo univoco e, soprattutto, una vera rete di collegamento tra chi gestisce il trasporto, chi l&#8217;accoglienza e chi offre l&#8217;esperienza. <strong>L&#8217;aeroporto \u00e8 solo la porta di accesso<\/strong>; se il turista, una volta atterrato, non trova un sistema logistico e un&#8217;offerta di servizi interconnessa che lo accompagni alla scoperta del territorio, la sua presenza rimane isolata all&#8217;hub aeroportuale e non diventa economia diffusa. Dobbiamo passare dal modello del &#8220;singolo operatore&#8221; a quello del &#8220;sistema territorio&#8221;. <\/em><\/p>\n<p><strong>6) La Calabria \u00e8 riuscita finalmente a cambiare la propria immagine turistica, oppure siamo ancora davanti a una crescita quantitativa che deve adesso trasformarsi in un vero salto di qualit\u00e0 dell&#8217;offerta, dei servizi e dell&#8217;accoglienza?<\/strong><\/p>\n<p><em>Finch\u00e9 la Calabria si rivolger\u00e0 in gran parte a un<strong> turismo di prossimit\u00e0<\/strong> dalle regioni limitrofe, saremo sempre percepiti come una meta di turismo di massa che &#8220;passa e va&#8221;, senza generare una reale crescita economica per i territori. Per fare il salto di qualit\u00e0 occorre una politica mirata all&#8217;attrazione di un turismo alto-spendente, ma questo richiede interventi strutturali: viabilit\u00e0, <strong>riqualificazione<\/strong> del <strong>patrimonio alberghiero<\/strong> e, soprattutto, formazione professionale. <\/em><\/p>\n<p><em>Il vero problema del secolo \u00e8 la <strong>carenza di competenze<\/strong>, sostituita spesso dall&#8217;improvvisazione, che dequalifica l&#8217;intera offerta. Dobbiamo investire in scuole di formazione di eccellenza e, lato aziende, intervenire su contratti e benessere lavorativo con turnover studiati e benefit &#8211; per trattenere i talenti. Solo cos\u00ec potremo garantire l&#8217;ospitalit\u00e0 di alto livello che il mercato internazionale oggi giustamente pretende.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pi\u00f9 turisti in Calabria, ma gli operatori denunciano un -30% nel fatturato. Francesco Gentile, presidente di A.D.A. 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